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Fonte marcotosatti.com 03/10/2019

Autore M. Jiménez

Cari Stilumcuriali, abbiano ricevuto una lunga e documentata lettera da parte di un laico, laureato  in Diritto Canonico,  che fa parte degli Araldi del Vangelo, di recente “commissariati” dalla Santa Sede, in base a presupposti quanto mai vaghi e generici. Al termine di una visita apostolica che a quanto ci consta – e a quanto consta anche in Segreteria di Stato, secondo le nostre fonti – non aveva trovato niente di grave o di anormale. Ma evidentemente in questa stagione dittatoriale basta la lungamente covata avversione di un cardinale capo di Congregazione e il sospetto di “tradizionalismo” per entrare nell’affollato girone dei commissariati.

La lettera di questo lato, che state per leggere, fa riferimento anche a diversi articoli di questi giorni: di Vatican news, e di Vatican Insider. Quale affidabilità possono avere? Vatican News è l’organo ufficiale delle comunicazioni, il cui direttore è Andrea Tornielli. Che, giustamente, proviene da Vatican Insider. Del distacco di Vatican Insider dall’istituzione Vaticano posso solo ricordare due elementi: che non è mai stata smentita, a mia conoscenza, la notizia fornita dal collega Magister secondo cui Vatican Insider è finanziato dai Cavalieri di Colombo. Il secondo elemento è un colloquio che chi scrive ebbe nell’autunno 2014 con l’allora responsabile di Vatican Insider, in cui questo gli diceva che stava trovando, tramite la Segreteria di Stato, finanziamenti per la testata, ma che gli articoli (scritti da me) sul blog San Pietro e Dintorni, sul Sinodo del 2014, in cui si raccontava di come lo stavano manipolando, e della resistenza opposta da vescovi e cardinali gli rendevano difficile il compito. E quindi era costretto a “scollegare” San Pietro e Dintorni dalla home-page di Vatican Insider. Tirate voi le conseguenze….E buona lettura. (M.T.)

§§§

Caro Dr. Tosatti,

Sono un laico celibe, 67 anni, laureato in diritto canonico. Da membro della TFP sono stato per anni ausiliare del suo fondatore, il Prof. Plinio. Oggi proseguo il mio percorso negli Araldi del Vangelo. Non ho nell’istituzione nessun incarico di governo, ma ho potuto accompagnare da vicino tutto il processo relativo alla Visita Apostolica indetta dalla Santa Sede, partecipando inoltre alla commissione di specialisti responsabili per preparare il dossier di ”Risposta alle Domande Finali” poste dai visitatori, motivate dalle accuse – carenti di fondamento – di un gruppetto di ex-membri poco affezionati al carisma. Ho, in conseguenza, conoscenza di causa.

Scrivo la testimonianza presente sponte propria, contraddicendo, bisogna dirlo, le indicazioni in vigore di conservare il silenzio tra noi. Così, dopo approfondita riflessione davanti a Dio, mi sento nel dovere di coscienza di difendere il mio personale onore e quello di tante anime che cercano di collaborare con il proficuo apostolato dell´Associazione per il bene della Chiesa.

Seguo da tempo il suo operato, caro Dr. Tosatti, e ammiro il suo coraggio. Per questo motivo, penso sia Lei la persona più indicata per far pervenire alla luce la mia testimonianza sotto riportata, che è stata motivata, soprattutto, dalla notizia di Vatican Insider, firmata da Salvatore Cernuzio (28/9/2019): “Il Vaticano commissaria gli Araldi del Vangelo, l’associazione brasiliana degli strani esorcismi sotto indagine dal 2017”.

Infatti, diversi organi stampa mondiali ben presto hanno dato notizia del Commissariamento degli Araldi. Ci attendevamo delle informazioni sensazionalistiche o false. La spiacevole sorpresa è che la reazione più aggressiva sia stata da parte di quello che è considerato da molti quale il veicolo ufficioso di un certo settore curiale fervente diffusore dei venti di misericordia.

Quale sarà la loro motivazione? Cui bono? Non lo sappiamo, ma ecco qui qualche pista.

I) Quanta carenza…

Cominciamo dalla parola iniziale dell’articolo del Cernuzio: “carenze”, facendo riferimento a quelle che gli Araldi, si suppone, soffrono. Qualsiasi cristiano sa che solo Dio è esente da ogni tipo di “carenza” (S. Theol., I, q. 4, a. 2, co.). In ogni modo, è difficile vedere dove e come l’Associazione abbia “carenze” di vocazioni, di governo oppure amministrative. Soprattutto se guardiamo il panorama cattolico odierno, tanto pieno di “carenze”. Sono onesto nel riconoscere che nessuno è giudice in causa propria, ma, d’altra parte, non possiamo nemmeno negare la verità pubblica conosciuta in quanto tale: il declino delle vocazioni, i problemi di governo e amministrativi gravi che esistono in molti istituti. La Suora Ausiliare del Commissario nominato per gli Araldi, ad esempio, è Superiora Generale delle Sorelle della Divina Provvidenza, istituto che oggi conta 928 suore contro le 1.411 che erano nel 2005. Ci affidiamo proprio alla Divina Provvidenza perché la reverenda madre ci orienti in modo da evitare che succeda da noi lo stesso che è successo da loro…

D’altra parte, possiamo costatare con tristezza una “carenza” nell’articolo di Cernuzio ed è quella di un principio basico della giustizia ben accolto dal codice deontologico del giornalismo: “Audiatur et altera pars”. E non solo. Il CIC dichiara (c. 1526) “onus probandi incumbit ei qui asserit” – “l’onere della prova grava su chi accusa”. Di fatti, il giudice ha l’obbligo di interrogare le parti prima di dare sentenza (c. 1530) “partes interrogare semper potest, immo debet”. Cernuzio si è auto-nominato giudice, ma “carente” di ogni competenza giuridica, non ha applicato al caso i principi della giustizia proprio perché , per quanto ne so, non ha contattato nessuno dei miei confratelli.

Dopo aver ripetuto il tema delle supposte “carenze”, Cernuzio cerca di riesumare una vecchia controversia su supposti esorcismi, già ampiamente chiarita – e il chiarimento è apparso su diversi organi stampa – a diversi vescovi locali e allo stesso Vaticano nel riferito dossier di 572 pagine – accompagnato da 42 volumi contenenti 75 allegati, totalizzando più di 18.000 pagine di documenti e pubblicazioni – con delle spiegazioni particolareggiate su questa ed altre vicende. Per ciò che riguarda i supposti esorcismi il caso è stato considerato chiuso dall’autorità giudiziale della Diocesi interessata senza che sia stata segnalata alcuna infrazione delle regole canoniche o liturgiche. Allora, perché riscaldare la minestra di controversie già archiviate? “Res iudicata pro veritate habetur”, la sentenza giuridica ferma deve essere considerata come una verità acquisita.

II) “Esorcismi strani” o pratiche della Chiesa da tempo immemorabile?

La vicenda degli esorcismi incriminati è semplice: basicamente, si trattava di “preghiere di liberazione” , ampiamente diffuse nell’orbe cattolico, come previsto nello stesso Rituale Romano: De exorcismis et supplicationibus quibusdam, raccomandate addirittura a laici e laiche. Nei casi in analisi non si trattava di “esorcismi solenni”, atto di culto pubblico della Chiesa, ma appena di invocazioni ad libitum contra gli spiriti delle tenebre, efficaci in tanti casi ex virtute charismatis; come hanno fatto, d’altronde, tanti cattolici lungo la storia, parecchi di loro canonizzati, come Santa Francesca Romana e San Pio da Pietrelcina.

In una situazione di vessazione è dovere di carità di ogni cristiano – a fortiori di un sacerdote – cercare la guarigione spirituale dell’anima “carente” di ausilio soprannaturale. Ciò non è altro che misericordia, o mi sbaglio? La prova della naturalità di questi fatti emerge dalle testimonianze di ringraziamento – voglio credere che siano conservate con cura in archivio – inviate ai membri dell’istituzione da parte di tantissime persone beneficate. Se i frutti sono buoni, non lo sarà anche l´albero?

III) Culto a una sorta di “trinità” o virtù annessa alla Giustizia?

Nelle pagine di certa stampa anticattolica brasiliana, a cui viene a aggiungersi adesso Vatican Insider, sta diventando ricorrente la mania di confondere la venerazione o il rispetto verso il Prof. Plinio Corrêa di Oliveira, Donna Lucilia, sua madre, e Mons. Joao, con ”adorazione”.

Com’è saputo, l’obiezione contro qualsiasi sorta di culto a uomini o donne è di profilo protestante, giacché in seno alle denominazioni separate dalla Chiesa Cattolica fu eliminato ogni genere di venerazione o rispetto a persone meritevoli, considerandolo una sorta di idolatria, a favore di quello che hanno denominato Cristocentrismo biblico.

Non bisogna essere teologo per percepire la differenza tra il rispetto e l’onore dovuti ai superiori (ver S. Theol., II-II, q. 102-103) e il culto di latria riservato a Dio solo. Perfino i pagani onoravano le persone considerate eccellenti. D´altra parte, non è necessario avere una laurea in Diritto Canonico per percepire la differenza tra culto pubblico e culto privato. La questione è stata chiaramente delucidata dagli Araldi in diverse pubblicazioni e nella stessa “Risposta alle Questioni Finali” della Visita Apostolica sopra riferita.

In sintesi, ogni fedele può e deve in virtù della giustizia e del quarto comandamento del Decalogo, considerare degne di rispetto le persone insignite di autorità o virtuose, come dice l’Apostolo: “Reddite omnibus debita: cui timorem timorem, cui honorem honorem” (Rm 13,7).

Poi bisogna considerare che non è la canonizzazione a fare santa una persona, ma è perché qualcuno è santo che viene canonizzato; e, appunto, è la “fama di santità” fra il popolo di Dio quella che porta ad avviare i processi canonici. In questo senso, la fama di santità del Prof. Plinio e, soprattutto, di sua madre, Lucilia, si è estesa molto al di là della cerchia degli Araldi del Vangelo. In effetti, è enorme la quantità di testimonianze riguardanti grazie ottenute, sia materiali che spirituali, da parte di persone di ogni condizione, paese ed età.

IV) Millenarismo o profetismo?

È anche curioso etichettare gli Araldi come succubi di una sorta di “culto segreto e stravagante fatto di teorie millenariste che chiamavano in causa la Madonna di Fatima”. Anzitutto, non bisogna confondere millenarismo con profetismo. In effetti, nel 2007, Benedetto XVI riguardo al messaggio di Fatima affermò: “è la più profetica di tutte le apparizioni moderne”.

Invece, in quello stesso anno, durante la visita apostolica in Brasile, il Pontefice fece uso, una delle poche volte nel magistero recente, della parola “millenarismo”. E con quale finalità? Per far riferimento alla Teologia della Liberazione come se fosse  un millenarismo facile, “una mescolanza sbagliata tra Chiesa e Politica”. Ma, come è risaputo, gli Araldi non si sono mai interessati in discussioni politiche. Altre volte il millenarismo è stato attribuito, come lo fece S. Giovanni Paolo II, a movimenti legati alla New Age, filosofia vaga di matrice gnostica che gode di simpatia in seno ad altre congregazioni, ma non tra gli Araldi, com’è evidente.

Finalmente, attribuire agli Araldi l’appellativo “millenarista” è una contradictio in terminis. In primis, perché loro si troverebbero sulla scia del movimento contro-rivoluzionario, secondo quanto affermato da Vatican News. Orbene, come si sa tale movimento è diametralmente opposto alla “rivoluzione delle masse” intesa quale mezzo per raggiungere il supposto regno mondano, caratteristica tipica dei movimenti millenaristi.

Gli Araldi, inoltre, sono stati considerati da Benedetto XVI come un’Associazione capace di frenare l’espansione delle sette, molte di loro di matrice millenarista, come segnalato dallo stesso Ratzinger nel suo Rapporto sulla Fede. E questo proprio perché secondo lui: “La valorizzazione corretta di messaggi come quello di Fatima può essere un nostro tipo di risposta [alla crescita delle sette, in particolare quelle segnate da millenarismo]”. In conclusione, penso che Cernuzio si sia proprio sbagliato: a seconda del magistero recente della Chiesa, gli Araldi e la loro devozione al messaggio profetico di Fatima sono una realtà opposta al millenarismo.

V) Qualche curiosità per finire…

È curioso che Cernuzio affermi che era già in corso una “approfondita inchiesta che coinvolgeva l’Istituto” in occasione della rinunzia del Fondatore, quando in realtà la visita non era stata neanche annunciata.

È curioso che il commissariamento sia stato decretato (con un errore che lo potrebbe invalidare almeno parzialmente) malgrado l’evidenza dimostri che non c’era nessun fatto consistente che giustificasse tale misura.

È curioso che un giornale che si suppone così aggiornato abbia omesso un’informazione ben nota alle autorità vaticane, cioè, la parzialità evidente di uno dei visitatori contro gli Araldi. Fatto confermato, stando ai documenti che ho avuto sotto gli occhi.

Infine, la notizia di Vatican News descrive il fondatore degli Araldi come “già membro dell’associazione cattolico tradizionalista e contro-rivoluzionaria brasiliana TFP”. Come tutti sanno, il Fondatore della TFP è il Prof. Plinio Correa de Oliveira, grande leader cattolico di reputazione mondiale. Lui stesso, nel lontano 1979, smascherò le intenzioni di certa ala più “avanzata” della Chiesa, in un libro che già dal titolo rivela il suo tenore profetico: “Tribalismo indigeno, ideale comuno-progressista per la Chiesa del Secolo XXI”.

Insomma, mi sembra altamente simbolico che alcuni di questa fazione, eredi della camaleontica teologia della liberazione – oggi, dopo strana metamorfosi, diventata una sorta di eco-teologia – abbiano decretato nell’imminenza del Sinodo dell’Amazzonia di sacrificare sull’altare della “madre terra” un’istituzione che sia dall’origine che dalla spiritualità abbia un legame così stretto con il Prof. Plinio.

Al di là delle loro intenzioni, una cosa io so e credo: le opere di Dio sono immortali!

 M. Jiménez, laureato in Diritto Canonico (Angelicum)

 

   

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