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Fonte marcotosatti.com  04/12/2018

Autore Marco Tosatti

Da qualche ora è uscita la notizia del commissariamento della Fraternità sacerdotale Familia Christi, da tempo nel mirino del nuovo vescovo di Ferrara, il super progressista migrantista mons. Perego. La storia si ripete: come a Bruxelles il nuovo arcivescovo, pupillo del cardinale Danneels, De Kesel, ha sciolto grazie a un atto di autorità del Pontefice la Fraternità dei santi Apostoli, ricca di vocazioni e amata dalle gente, approvata dal mons. Léonard, così mons. Perego è riuscito nella sua opera di attacco alla Familia Christi, una realtà che era stata approvata dal suo predecessore, mons. Negri, e che era molto amata dai fedeli.

La Fraternità sacerdotale Familia Christi è stata commissariata a tempo indeterminato per verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla visita canonica alla medesima società. C’è da chiedersi ancora un volta che cosa mai possano aver commesso di drammaticamente grave alla Familia Christi (come da Francescani dell’Immacolata, come dalle suore di Laval, come gli Araldi del Vangelo) per meritarsi l’attenzione canonica di una Chiesa che approva e favorisce ogni genere di bizzarria dottrinale e teologica, e conferma in cariche delicate e importanti prelati favorevoli al matrimonio omosessuale e all’ordinazione delle donne.

La vicenda di Familia Christi a Ferrara ha generato delle polemiche nell’ultimo anno, dopo la decisione del vescovo di spostare la fraternità dalla chiesa di Santa Maria in Vado al convento di San Girolamo dei Gesuati.

La visita canonica è iniziata il 20 febbraio ed è proseguita successivamente con la raccolta di informazioni fino al 30 settembre, quando si è conclusa con la consegna al presidente della commissione pontificia Ecclesia Dei, il cardinale Luis Ladaria Ferrer, di una relazione da parte di vescovo Perego. Il 1° dicembre il cardinale Ferrer, che è prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ha nominato monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma – ferrarese d’origine – “commissario plenipotenziario, delegato della Santa Sede sulla fraternità sacerdotale della Familia Christi”.

Libanori sarà chiamato a tre compiti specifici: assumere il governo della fraternità sacerdotale della Familia Christi, in sostituzione del superiore e del consiglio generale durante il periodo del commissariamento che non ha una scadenza stabilita; verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla visita canonica alla medesima società; determinare, in collaborazione con la pontificia commissione Ecclesia Dei, eventuali futuri percorsi per la Familia Christi.

Scrive Messa in Latino: “La Familia Christi è la prima realtà italiana Ecclesia Dei (società di vita apostolica di approvazione diocesana): confidiamo nella serietà e nella onestà del Commissario incaricato Mons. Libanori, e preghiamo il Signore affinché, guidi lo illumini e conservi integra e

fedele a se stessa questa feconda comunità religiosa, ricca di vocazioni.

Speriamo che la Pontificia Commissione Ecclesia Dei – in accordo con la Fraternità, con

Mons. Perego e col Commissario – sappia indicare, come auspicato dalla S. Sede, i migliori “futuri percorsi” nella direzione di non tradire la identità della Fraternità.

Per chi ha conosciuto l’operato esemplare dei sacerdoti di Familia Christi e la sequela dei molti fedeli (a Roma a Palazzo Altemps e a Ferrara nella parrocchia di S. Maria in Vado prima e nella chiesa di S. Chiara poi) questa notizia è motivo di preoccupazione ma si confida nella preservazione di quanto, a favore della tradizione, è stato fatto con amore per la Chiesa e per il Papa”.

Già, perché, “casualmente” anche Familia Christi è come le altre realtà perseguitate, in odore di tradizionalismo. E poi ci vogliono convincere che questo Pontificato è misericordioso, ricco in dialogo, tollerante verso le sensibilità diverse e per niente prevenuto e ostile a determinate realtà ecclesiali. Se ne accorgono anche i fedeli, come potete vedere da questa lettera indirizzata al direttore di un giornale di Ferrara, l’ “estense.com”:

Gentile Direttore,

dopo essere stati cacciati da Santa Maria in Vado tre mesi fa con la scusa dell’Unità pastorale e murati vivi ai Gesuati, da questa settimana ai Padri di Familia Christi è stato financo impedito di celebrare pubblicamente la S. Messa presso la Chiesa di Santa Chiara, che era stata temporaneamente assegnata loro in attesa di una nuova e più congrua collocazione, che non è mai arrivata. Continua, sempre più inspiegabile e feroce, la persecuzione nei confronti della Fraternità e delle centinaia di fedeli che qui a Ferrara avevano e hanno trovato in lei un sicuro approdo per coltivare e approfondire il loro cammino di Fede. E tutto questo nel silenzio imbarazzante e imbarazzato dell’Arcivescovo di Ferrara Mons. Giancarlo Perego, che di questa persecuzione è il responsabile e l’artefice e dell’intero clero ferrarese. Mi domando se si leverà prima o poi, tra chi veste una tonaca, una voce coraggiosa disposta a ricordare a Sua Eccellenza come i tempi della Santa Inquisizione siano ormai definitivamente tramontati e come lo “spirito di accoglienza” tanto invocato quando si parla di migranti forse debba valere anche per il popolo dei cattolici praticanti di questa Città…

Qui invece trovate una descrizione, dal sito di Familia Christi.

“La Fraternità Sacerdotale della Familia Christi (F.S.F.C.) è una Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano eretta nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Luigi Negri l’8 settembre 2016, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Natività della Beata Vergine Maria.

La Fraternità Sacerdotale nasce grazie al cammino di maturazione percorso dall’Opera Familia Christi dal tempo della sua fondazione fino ad oggi, unitamente al dono di vocazioni sacerdotali sorte all’interno della stessa. Questo ha reso possibile il compimento del progetto che già il Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai aveva in animo di realizzare: una famiglia di anime che, nella Opera Familia Christi e secondo lo stile proprio di essa, realizzasse nel mondo il servizio apostolico nel ministero sacerdotale od in cooperazione con esso, capace di protendere l’impegno e lo sforzo dell’Opera «verso orizzonti sempre più vasti e verso nuove ed apostoliche conquiste» (Lettera G.B.Montini alla Sig.na Alfieri, 22 gennaio 1951, Vaticano; prot. N. 237417).

Pertanto, seguendo l’originale ispirazione e volontà del SdD Mons. Giuseppe Canovai, secondo il suo esempio di vita, e gli insegnamenti di Tommasina Alfieri, nasce nel cuore e dal cuore dell’Opera Familia Christi, ed informata dal suo stesso spirito, una famiglia di anime che desidera dedicarsi al raggiungimento dei fini propri dell’Opera e all’affermazione dell’ideale di questa nella specificità del ministero ordinato.

Dopo un lungo tempo di verifica attenta e di approfondita preparazione, non senza la l’accompagnamento dei periti ecclesiastici competenti che hanno saputo indirizzare i passi della nascente realtà e dei suoi primi membri, è giunto il primo riconoscimento canonico il 4 giugno 2014. In questa data, infatti, Mons. Luigi Negri ha eretto la Fraternità Sacerdotale della Familia Christi in Associazione Pubblica Clericale di fedeli dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio approvandone in pari tempo gli Statuti Generali.

Il seme piantato dalle preghiere e dalla totale oblazione di Mons. Giuseppe Canovai, che già aveva portato i primi germogli nel cammino intrapreso fino a quel momento, vedeva così in quel giorno maturare il frutto di tanto impegno ed acquisire una identità ecclesiale autentica e riconosciuta.

Da quel momento rinnovato vigore ha caratterizzato il cammino della Fraternità che è continuata a crescere e maturare grazie anche a quei giovani che, per grazia di Dio, hanno chiesto di conoscere e approfondire il carisma della Fraternità.

In forza di tale consolidamento e della maturazione che la Fraternità vedeva realizzarsi al suo interno, trascorso un congruo tempo di sperimentazione della vita fraterna e dell’impegno apostolico, si è dato inizio alla fase di studio e di verifica per il riconoscimento della stessa Fraternità in Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano.

L’8 settembre 2016 segna il felice giorno di questo passaggio importante e della concomitante approvazione delle Costituzioni Generali e di quelle Spirituali, compiuto solo dopo aver ricevuto, in ossequio ai Sacri Canoni, il benestare della Sede Apostolica, nella figura della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Queste fasi, che hanno comportato un importante lavoro di verifica da parte delle competenti autorità diocesane e pontificie e collaborazione con esse, sono state insieme occasione di grazia straordinaria e radicale maturazione.

Allo stesso tempo, avendo ormai raggiunto un congruo numero di sacerdoti che la componevano, l’Arcivescovo Mons. Negri ha voluto affidare alla Fraternità Sacerdotale l’impegno pastorale della Parrocchia di Santa Maria in Vado, antica Basilica del centro storico ferrarese ed anche Santuario del Prodigioso Sangue in forza di uno straordinario miracolo eucaristico compiutosi il 28 marzo 1171.

Padre Pietro da Verona, mentre celebrava la messa, spezzò l’ostia e da questa sgorgò un fiotto di sangue vivo, talmente vigoroso da arrivare a colpire la volta sopra l’altare. Le tracce di sangue sono rimaste visibili fino ai giorni nostri ed è possibile vederle nella parte destra del transetto della basilica, grazie a una struttura che permette di salire fino alla volta.

Il 1 ottobre 2016, l’Arcivescovo Mons. Negri, alla presenza del Sindaco di Ferrara, delle altre autorità civili  presenti e dei fedeli della Parrocchia, ha affidato canonicamente la Parrocchia al nuovo Parroco, nella persona del Superiore Generale della stessa Fraternità.

Letto il decreto da parte del Cancelliere Arcivescovile, si è svolto il tradizionale rito della presa di possesso che ha segnato ufficialmente l’insediamento del nuovo Parroco, dei Vice-Parroci e della Fraternità.

I giovani in formazione della Fraternità Sacerdotale frequentano i corsi di studio erogati dallo Studio Domenicano di Bologna e dalla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna (F.T.E.R.) dove possono conseguire i titoli filosofici e teologici, collaborano anche allo svolgimento dei servizi parrocchiali nonché alla cura del Santuario del Prodigioso Sangue, e nella formazione quotidiana, accompagnati e guidati dai propri formatori, acquisiscono l’identità spirituale e sacerdotale segnata dal modello del Servo di Dio Mons. Canovai e dal carisma della Fraternità: nello spirito di Cristo offrire se stessi al Padre per la salvezza del mondo”.

http://www.familiachristi.org

   

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