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Fonte accademianuovaitalia.it 27/01/2020

Autore Francesco Lamendola

Cari bergogliani, perché volete "La nostra Chiesa"? E noi dovremmo astenerci dalle critiche, come se la nostra obbedienza "cieca e assoluta" andasse alla persona del papa, e non a Gesù Cristo, unico "vero capo" della Sua Chiesa

A quanto pare, fra un’intemerata e l’altra a favore dell’Unione Europea, dei migranti e dei partiti di sinistra, e contro i cattivi sovranisti e i populisti, fra i quali di annidano perfino, guarda un po’, non pochi cattolici, e nel persistente silenzio sull’anima immortale, sul peccato e sulla grazia, sul giudizio particolare e universale, nonché sull’inferno e il paradiso, il cardinale Gualtiero Bassetti, qualche volta, trova addirittura il tempo di parlare, non di fede e di religione, che sarebbe troppo, ma della Chiesa e del papa. E lo fa da par suo, cioè da cardinale nominato da Bergoglio nel 2014, nonché da presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dicendo chiaro e tondo che chi non è d’accordo con Bergoglio se ne può anche andare, nessuno è tenuto a restare nella Chiesa cattolica se non gli piace; può fare benissimo, dice sempre Bassetti, come i protestanti, che ne sono usciti fuori con Lutero, e che non hanno il papa né i vescovi (grazie tante: non hanno neppure il sacerdozio), inventandosi così’ un nuovissimo modello di “chiesa”. Stando alle sue affermazioni, pare che chi è cattolico deve seguire il papa ciecamente, e chi non lo vuol seguire, non è più cattolico e non deve più stare dentro la Chiesa cattolica, ma farebbe bene ad andarsene e a non rompere più le scatole con la sua incomoda presenza. Evidentemente  non ha mai studiato, non ha mai saputo, non ha mai riflettuto, che la Chiesa cattolica si chiama cattolica perché è universale e non perché c’è il papa; altrimenti si chiamerebbe chiesa papista, come spregiativamente la chiamano i protestanti. E saprebbe anche, l’eccellente Bassetti, che i cattolici riconoscono il papa come vicario di Cristo e capo della Chiesa, finché questi rimane nel solco di Cristo e difende, custodisce e diffonde la vera dottrina cattolica, così come hanno fatto più di duecentosessanta pontefici fino a questo momento. Se invece il papa sceglie un’altra strada; se invece di custodire la dottrina, pretende di modificarla e di stravolgerla; se invece di essere il vicario di Cristo, pretende di essere il tiranno di una chiesa asservita ai suoi voleri, non nella Verità di Cristo, ma fuori di essa, allora i cattolici non lo riconoscono, non gli obbediscono, non hanno più niente da spartire con lui. Il caso, finora, non si era mai presentato, o almeno non nei termini in cui si presenta oggi: perché nessun papa, neanche quelli moralmente peggiori, come Alessandro VI Borgia, aveva mai osato fare quel che Bergoglio sta facendo sin dal primo giorno della sua illegittima elezione: e che sia illegittima lo si può dimostrare a termini di diritto canonico, cominciando dal fatto che le dimissioni di Benedetto XVI, se dettate da pressioni esterne sono invalide, e proseguendo col fatto che un gesuita, per statuto, non può essere fatto papa, e se pretende di esserlo, non è altro che un impostore e un temerario, senza timor di Dio.

 

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 Cari bergogliani, perché volete la nostra Chiesa?

 

A Perugia, nel corso d’un incontro coi giornalisti il 25 gennaio 2019, Bassetti ha voluto togliersi più di qualche sassolino dalle scarpe, o per meglio dire ha voluto regolare i conti una volta per tutte con quei cattolici stolti e conservatori, i quali, guarda un po’, invece di baciare la terra sulla quale Bergoglio posa i piedi, si permettono di avanzare critiche e riserve sul suo operato, tanto sul piano pastorale che su quello dottrinale. E osano perfino – colmo dell’ingratitudine! – insinuare che se un papa smentisce il Magistero, se va contro la Tradizione, se capovolge il senso delle Parole stesse di Gesù Cristo, o, peggio ancora, se insinua dapprima, e poi dice apertamene, che Gesù non era Dio, ma un uomo di Dio, insomma un profeta, una creatura mortale come tutte le altre, e che Maria Santissima era pure lei una donna comune, talmente umana da dubitare di essere stata ingannata da Dio quando suo Figlio morì sulla croce, ebbene in tal caso non solo non bisogna ascoltare e seguire il papa, ma bisogna deporlo, anzi bisogna prendere atto che costui non è papa, non lo è mai stato, e che mai lo Spirito Santo ha ispirato la sua elezione. Bassetti, dimostrando essere papista e non già cattolico, assai poco misericordiosamente ha esortato i critici di Bergoglio a togliere il disturbo e andarsene fuori dai piedi; vale la pena di riportare le sue precise parole:

Criticare va bene, ma questo distruttismo no. Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade. C'è troppa gente che parla del papa; a qualcuno io ho detto: Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade.. “I nostri fratelli protestanti non hanno né il Papa né il vescovo, ognuno faccia le sue scelte. Basta lamentele, tanto non servono a nulla. Scusate lo sfogo, ma l'obiettivo di tutti deve essere quello di cercare risposte per il bene della Chiesa e dell'umanità". (…)

Tutto scorre e passa. Questo è un guaio, perché se non si conserva la memoria noi siamo votati a ripetere quello che è già avvenuto nel passato. Non solo per la Shoa o altre tragedie dell'umanità. Ma è veramente necessario fare memoria. Capire perché certe cose sono avvenute e non ripeterle. Invece di fare della storia un circolo vizioso, rotondo, bisogna farne una linea retta.  

 

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 Il cardinale Gualtiero Bassetti

 

Parole non degne di un vero pastore. Che significa: Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade? Questo si chiama capovolgere i termini della questione, e in perfetta mala fede. I cattolici sono scontenti, amareggiati, frustrati perché il papa non fa il papa, perché fa l’anti-papa, perché non li conferma e non li custodisce nella fede, ma li confonde, li turba, li scandalizza tutti i giorni, con atti e con parole che non sono da papa, ma da nemico della fede cattolica. Questa è la verità, questo è il problema. Perciò non sono essi che devono “prendere altre strade”, ma lui e quelli che lo sostengono. Vogliono prendersi la nostra Chiesa, e buttar fuori noi: troppo comodo. Il problema non è affatto che “la barca della Chiesa è troppo stretta”; niente affatto: semmai, è divenuta troppo larga. Ha preso a bordo i nemici del Vangelo, ha corteggiato e corteggia Scalfari, Bonino, ecc., ha sdoganato il peccato, l’omosessualità, l’adulterio, e ha ignorato le sofferenze della Chiesa perseguitata nel mondo. Addirittura, ha stretto un patto scellerato con la dittatura cinese, vanificando secoli di martiri silenziosi e ignorando bellamente le implorazioni di quei cattolici, per consegnarli alla repressione dello Stato e scaricarli senza rimorsi, in cambio di nulla: solo per la vanità di potersi fregiare della “gloria” di aver normalizzato i rapporti con quel Paese. Ma a che prezzo? Tradendo Cristo e tradendo i cattolici cinesi. Vergogna, mille volte vergogna! E vergogna anche per Amoris laetitia, per l’indulto ai divorziati risposati, per aver negato il peccato di Sodoma (Galantimo), per aver negato la realtà del demonio (Sosa Abascal), per aver negato il giudizio finale (Bergogolio), per aver negato la divinità di Cristo (Bianchi) e per mille altre bestemmie ed eresie. Vergogna nei secoli dei secoli: mai si era vista una degradazione più forsennata, una discesa così precipitosa nei gorghi dell’eresia e dell’apostasia. E davanti a tutto questo, lei dice, monsignor Bassetti, che se la barca è troppo stretta, si è liberi di uscirne? Niente affatto: sono gli eretici che devono uscire. Chi vi ha autorizzati a cambiare il Magistero? Chi vi ha dato il permesso d’ingannare le anime, facendo loro credere che il peccato non è più peccato? Chi vi ha dato licenza di scandalizzarle, gettando ponti d’oro verso i nemici della Chiesa, non per convertirli, ma per lodarli e per rassicurarli che ciò che essi fanno va bene? La Bonino che si vanta di aver compiuto 10.000 aborti artigianali, va bene così? È una grande italiana? Può, un romano pontefice, dire una cosa simile? Può degradare, svilire, tradire il suo mandato petrino fino a questo punto? E noi dovremmo tacere? E noi dovremmo fare finta di nulla? E noi dovremmo astenerci dalle critiche, come se la nostra obbedienza cieca e assoluta andasse alla persona del papa, e non alla Persona di Gesù Cristo, unico vero capo della sua Chiesa, giusto, eterno e infallibile, e capace di leggere nei cuori, come certo quest’altro piccolo uomo, abitato da rancori e ambizioni disordinate non saprebbe mai fare, come nessun essere umano saprà mai fare? E questo piccolo uomo irascibile, vanitoso, narcisista, tirannico, voi pretendete che noi lo seguiamo, lo ascoltiamo, gli obbediamo? Se voi, vescovi e cardinali, aveste ancora un po’ di amore per Gesù Cristo e di rispetto per il gregge che Lui, non un essere umano, vi ha affidato, non assecondereste le inconcepibili blasfemie e profanazioni di quel signore argentino che non aveva neppure il diritto di essere eletto papa, visto che è un gesuita. E quando, per dirne una, ha osato intronizzare l’idolo Pachamama nella Basilica di San Pietro, vi sareste ribellati, frementi di sdegno, e gli avreste detto: Questo non ti è consentito! Invece avete taciuto, e alcuni di voi si sono perfino prestati a fare da portantini, hanno retto sulle spalle le stanghe dell’altare che reggeva quell’idolo, mentre il signore argentino, che non ama benedire la folla nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, “benediceva” quel brutto simulacro, affinché nulla mancasse alla confusione e allo smarrimento delle anime.

 

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Nessun papa, aveva mai osato fare quel che Bergoglio sta facendo sin dal primo giorno della sua illegittima elezione (e che sia illegittima lo si può dimostrare a termini di diritto canonico, cominciando dal fatto che le dimissioni di Benedetto XVI, se dettate da pressioni esterne sono invalide, e proseguendo col fatto che un gesuita, per statuto, non può essere fatto papa, e se pretende di esserlo, non è altro che un impostore e un temerario, senza timor di Dio!

 

Guai a voi, cattivi pastori! Guai a voi, che avete dato scandalo ai piccoli, e seguitate a farlo ogni giorno, con le vostre parole, i vostri atti e le vostre omissioni! Guai a voi, che per servilismo, quieto vivere, desiderio di conservare il posto, non avete cercato di correggere un fratello che stava sbagliando, e gli avete consentito di essere motivo di supremo scandalo per tutti gli altri cattolici. Non avete onorato il vostro impegno; non state tenendo fede alla vostra promessa. Ricordate la vostra promessa? Che cosa avete promesso, quando avete ricevuto l’Ordine Sacro? Avete promesso di assecondare ciecamente il papa, o avete promesso di obbedire totalmente a Gesù Cristo? E se il papa sbaglia, se il papa dice eresie, se il papa sta distruggendo l’opera dei suoi predecessori, voi avevate forse l’obbligo di seguire lui, aggiungendovi, per colmo di piaggeria, lodi e complimenti iperbolici nei suoi confronti? Caro Spadaro, caro Paglia, caro Galantino, caro Ravasi, caro Sosa, caro Bassetti, caro Parolin, caro Zuppi, caro Nosiglia, caro Cipolla, caro Delpini, caro Lorefice, caro Perego, caro Sepe, e tutti voi che non solo non vi opponete, ma sostenete, lodate e collaborate attivamente e volonterosamente con costui: badate a quel che fate, badate alla colpa di cui vi state macchiando! Ne renderete conto a Dio: a quel Dio che ha detto: Sarebbe meglio per chi dà scandalo a uno di questi piccoli che gli fosse legata una macina al collo e venisse precipitato nel mare! Parlava di voi, falsi pastori, che avete tradito il gregge per vanità e carrierismo; parlava precisamente di voi! Voi state provocando la sciagura suprema dello scisma: voi ne portate, tutta intera, la responsabilità! Non è vero che per essere dei buoni cattolici bisogna fare e seguire ciecamente tutto quello che dice il clero: bisogna innanzitutto che il clero faccia e segua ciecamente tutto quello che ha insegnato il nostro Signore Gesù. Non crediate di potervi prendere gioco di Lui! Ora vi godete il plauso del mondo, i complimenti sulla stampa anticattolica, gli inviti alle televisioni anticattoliche, andate di qua e di là, v’inorgoglite di partecipare agli eventi mondani; concedete le chiese e i conventi per tenervi degli eventi scandalosi e del tutto incompatibili con la Verità che avevate giurato di servire: sfilate di moda, spettacoli rock e pro LGBT, mostre di “arte moderna” che offendono Dio e la fede. Oppure le usate per imbandire tavolate per il pranzo dei poveri, come se per questo non ci fossero migliaia di altri locali disponibili. Ma no, il vostro scopo è diverso: non quello di dar da mangiare agli affamati, ma desacralizzare il sacro, svilire la spiritualità, far passare l’idea che le opere di solidarietà sociale vengono avanti a tutto il resto, anche all’adorazione del Signore; e, nello stesso tempo, accreditarvi come i migliori, i più buoni, i più compassionevoli, i più vicini allo spirito autentico del Vangelo.

 

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 Voi state provocando la sciagura suprema dello scisma: voi ne portate, tutta intera, la responsabilità!

 

Ipocriti! Non ha forse Gesù detto: Quando fai del bene, fallo di nascosto; e non sappia la tua destra ciò che ha fatto la tua sinistra? Invece voi chiamate i giornalisti, vi fate riprendere, vi fate intervistare; vi fate immortalare col grembiule da cuoco, mentre spiattellate la pizza per i poveri dentro le vostre basiliche, e l’odore delle pietanze cucinate sostituisce il profumo dell’incenso; o mentre suonate la chitarra e intonate canzonette, trasformando la santa Messa in palcoscenico per spettacoli frivoli e disdicevoli. Lo spirito del mondo è entrato in voi e ha preso il posto dello spirito cristiano: e di ciò menate vanto, vi autoproclamate vescovi di strada e preti di strada, oltretutto ammiccando al sottinteso osceno dell’espressione di strada. Del resto, per voi, per la vostra sfrenata demagogia e voglia di piacere al “pubblico”, senza dubbio le donne di strada vengono prima di tanti cattolici perbene: il che può anche essere vero, ma a patto che le prostitute si ravvedano, si pentano e decidano di cambiar vita! Mentre l’idea che voi vorreste far passare è che si può guadagnare il Paradiso anche da peccatori, restando sprofondati nel peccato, e compiaciuti di sguazzarvi fino al collo. Che altro significato ha l’orrendo affresco del pittore Cinalli, nel duomo di Terni, voluto e commissionato e profumatamente pagato (coi soldi dei fedeli) dall’allora vescovo Paglia? Non vi si vedono forse i peccatori contro natura salire verso il Cielo, continuando a brancicarsi, a fornicare, portati da un Gesù che non ha nulla di mistico, semmai di blasfemo, e al cospetto di angeli che paiono, invece, dei diavoli? E che senso ha che il detto vescovo si sia fatto rappresentare in quella bella compagnia, soddisfatto e sorridente? E che senso ha che lei, monsignor Bassetti, dica che è veramente necessario fare memoria, se intanto demolite la coscienza della vera fede e la memoria della vera Chiesa?  E dunque, perché mai non ve ne andate voi?

   

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