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Fonte marcotosatti.com 12/01/2020

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’Osservatore Marziano ci ha mandato un articolo davvero inquietante, oggi, ma ve lo offriamo come lettura thriller per il week-end…Sui contenuti come vedrete non si esprime lui, e non ci esprimiamo neanche noi. Buon divertimento.

§§§

OM a Tosatti.

La mia tentazione, caro Tosatti, era quella di indagare e verificare se ci fosse stato, per esempio, un complotto marziano per minacciare di assassinio, o assassinare Papa Ratzinger e spiegare in tal modo la sua rinuncia.

Ma i marziani son molto più civili dei terrestri.

In più son stato preceduto da questo articolo – blog (qui sotto riportato) che invece scopre, con talune prove anche apparentemente consistenti, salvo verifica,, che chi voleva far fuori Benedetto erano i cinesi alleati alla lobby gay vaticana (boh!).

Non farò commenti perché l’allegato è fin troppo esaustivo, quanto poco credibile sia nel puntare il dito su questa curiosa alleanza.

Unica considerazione: questa chiesa non finisce mai di stupirci, ogni giorno ci troviamo scodellato davanti qualcosa di sorprendente che nulla ha di spirituale.

O si tratta di gay o di soldi o di eresie o di minacce o di complotti per far fuori il Papa, prima Giovanni Paolo I°, ora Benedetto XVI.

Mi sa che son realmente gli ultimi tempi, caro Tosatti.

Buona lettura. OM

§§§

10 gennaio 2020

Cari amici,

Invio un articolo il cui titolo è:

“Were the Chinese & Vatican Gay Lobby involved in an Assassination Threat against Pope Benedict XVI?”

Il collegamento è qui.

Il blogger ipotizza una connessione tra la lobby gay in Vaticano ed il tradimento della Chiesa

Cattolica sotterranea in Cina (cioè i cattolici che non si sono lasciati irretire dalla Chiesa Cattolica Patriottica, controllata dal governo comunista cinese che ne nomina i vescovi).

La lobby gay in Vaticano è quella denunciata dall’arcivescovo Viganò che ha testimoniato, sulla vicenda del card. McCarrick, che Bergoglio era pienamente al corrente dei numerosi episodi di pedofilia in cui costui era coinvolto e che nonostante gli aveva il proprio appoggio e la sua “copertura”.

La vicenda, di cui riferisce il blogger, ruota attorno al card. Paolo Romeo, all’epoca arcivescovo di Palermo, quando ancora Benedetto XVI non aveva presentato le proprie strane “dimissioni”, in cui dichiarava di non abdicare dal ruolo spirituale ed orante del “munus Petrinum” ma solo dal ruolo attivo del suo Ministero come pontefice.

Nel novembre 2011 il card. Romeo, nel corso di un suo viaggio in Cina, pensando che le sue parole che non sarebbero state riferite, aveva affermato che circolava in Vaticano un documento segretato in cui si affermava che era in atto un complotto per assassinare il Papa, entro i successivi dodici mesi.

Dopo il clamore suscitato dalle sue parole, trapelate senza il suo consenso, il card. Romeo aveva poi rilasciato una smentita, che a molti era sembrata strana e per la verità non molto convincente.

Il blogger fa notare che, in una intervista a LifesiteNews, il bollettino di informazioni di orientamento cattolico tradizionalista, il card. Zen, figura centrale del cattolicesimo cinese, aveva chiesto che cessasse l’annientamento della Chiesa in Cina ad opera dell’accordo siglato dal Vaticano con il governo cinese. (N.d.R.: la denuncia del card. Zen è apparsa su Infovaticana e su questo sito, Stilum Curiae).

In tale intervista il card. Zen ha affermato che l’accordo firmato da Bergoglio replica un analogo documento che Benedetto XVI si era rifiutato di firmare.

Le ipotesi di una collusione tra la lobby gay del Vaticano ed il governo cinese nella strana ed oscura minaccia

di un complotto per assassinare il Papa, Benedetto XVI, sono basate sui seguenti elementi:

  1. a) il card. Romeo apparentemente era parte della lobby omosessuale, come rivelato da un sito di informazionigay, e sostenitore del gruppo “Gionata”, una organizzazione di omosessuali “cattolici”;
  2. b) il card. McCarrick, al centro delle rivelazioni dell’arcivescovo Viganò sulla connivenza di Bergoglio nel coprirlo, subito dopo la nomina di “Francesco” al papato, dopo lo strano conclave successivo alle stranissime dimissioni del Papa, ottiene l’incarico di recarsi in Cina a trattare con il governo cinese quell’accordo che ora entra in vigore e che il card. Zen denuncia come mortale per la Chiesa cinese;
  3. c) proprio il viaggio di McCarrick nel 2013 in Cina è il punto chiave della testimonianza dell’arcivescovo Viganò

In merito alla collusione di Bergoglio nel coprire la lobby gay e pedofila del Vaticano;

  1. d) Maria Antonietta Calabrò in un articolo sul sinistrorso sito HuffPost, ha fatto notare che proprio Bergoglio, con riferimento agli “attacchi” da lui subiti quando erano emerse le rivelazioni del card. Viganò, aveva ricevuto la solidarietà di vari episcopati del mondo ma che in particolare aveva ricordato la solidarietà ottenuta da un vescovo della Chiesa Patriottica Cinese e da un vescovo della Chiesa Cattolica in clandestinità
  2. e) sempre la suddetta Calabrò asserisce che proprio la vicenda della denuncia dell’arcivescovo Viganò avrebbe accelerato la conclusione dell’accordo tra il Vaticano ed il governo cines

Per spiegare il mistero delle tante inquietanti e singolari interconnessioni tra eventi in apparenza non correlati, il blogger ipotizza che il governo cinese volesse davvero sbarazzarsi del papa Benedetto XVI – da qui le anomale notizie di un complotto per assassinarlo – e che la lobby gay pedofila vaticana possa aver concluso un’intesa con esso per arrivare alla successiva “elezione” al pontificato di Bergoglio, che si sapeva avrebbe favorito l’accordo, nel quadro di uno rischieramento del Vaticano nel contrasto geopolitico in atto nel mondo; il complotto e la minaccia di assassinio di Benedetto XVI sarebbe stato materialmente messo in piedi da agenti operativi cinesi, più organizzati ed esperti dei prelati vaticani della lobby gay nel preparare un tal genere di progetto omicida;almeno un vescovo della Chiesa Cattolica, in clandestinità e fedele a Roma, sarebbe in realtà stato un agente in contatto con il governo cinese, tradendo così i suoi confratelli in clandestinità; proprio la minaccia di assassinio sarebbe, forse, stata la ragione che potrebbe aver indotto Benedetto XVI ad annunciare le sue strane dimissioni.

Alle ipotesi del blogger, per parte mia posso aggiungere, che se quanto sopra fosse corretto, si potrebbe arrivare ad ancora un’altra conclusione. Papa Benedetto sapeva – ipotizzo – che la minaccia di assassinio era reale e che poteva ben facilmente arrivare ad avere l’esito che si proponeva. Benedetto XVI – sto sempre ipotizzando – potrebbe, dunque aver ideato una formula che permetteva di salvare la legittima Successione Apostolica e con Essa la validità del Sacrificio Eucaristico della Messa celebrata in comunione con il Papa.

L’espediente escogitato era di dimettersi senza dimettersi del tutto, dunque rimanendo canonicamente Papa. Da qui la bizzarra, inusitata ed un poco “ bizantina” formula extra-canonica di sdoppiare il “munus Petrinum” in un ruolo contemplativo ed uno attivo del Ministero Papale.

 

 

   

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