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Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 15/05/2019

Estratto da alcuni scritti dei lettori
Qui l'articolo e la nutrita discussione)

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!"
Non pagano le bollette, ma incassano il pizzo dagli immigrati e, nei locali abusivi, fanno affari esentasse [qui - qui] elencati di seguito.
E c'è anche una presenza, quella della Santa Sede, che nello stabile occupato dicono si sia sempre sentita: “La Curia è parte integrante del nostro progetto, qui gestisce dieci laboratori”. Da verificare, ma qui un protagonista afferma che la Curia gestisce laboratori abusivi nel palazzo occupato. E ora il responsabile del centro sociale alza il tiro, vuole la regolarizzazione degli irregolari che hanno già scritto alla Raggi per il riconoscimento della residenza. [qui]
Ormai Bergoglio ha più fans nelle moschee e nei centri sociali che nelle chiese.
Alla faccia della irriconoscibile mater et magistra universale nonché dell'Italia e degli italiani - che di questa illegalità, difesa con arroganza giacobina, subiscono gli oneri materiali e morali - e di Salvini, che cerca di arginare un fenomeno ingovernato e mettere ordine.  Mentre le componenti statali di sinistra e persino i suoi alleati di governo (la cui anima sinistrorsa ora è più aggressiva che mai) prendono parte per l'illegalità...
Una piccola notazione. Le prospettive cambiano il senso delle cose: quando si parla di occupazione nei dibattiti televisivi e sulla stampa, come in questo caso, non viene stigmatizzata l'illegalità di fenomeni di vera e propria criminalità che esercitano con le occupazioni il proprio controllo del territorio e propri interessi, ma immediatamente si invocano interventi nei confronti di occupazioni da parte di nuclei familiari, che sembrano non avere altra alternativa per darsi un tetto. Situazioni illegali da risolvere anche queste. Ma senza fare di ogni erba un fascio.

 

Notizie sui "poveri" inquilini:

 

  1. lo stabile fu occupato dagli antagonisti di Action nel 2013 poco prima della sua vendita. Fatto che comportò per il proprietario dell’immobile un mancato incasso di 50 milioni di euro.
  2. Le persone che vivono nello stabile «versano ad Action una quota di affitto».
  3. Gli assistenti sociali del Comune hanno contattato le famiglie che vivono nel complesso, proponendo a chi ha «bambini, anziani e vive in situazioni di fragilità» di trasferirsi nelle abitazioni gestite dal Campidoglio. Hanno rifiutato. Hanno preferito rimanere nello stabile occupato. «Evidentemente – scrive il Messaggero – i “rischi igienico-sanitari” strombazzati fino a poco prima, erano evaporati, giusto il tempo di rimandare indietro gli operatori comunali. Poi sono ricomparsi, nella propaganda della protesta. E hanno riecheggiato anche negli show allestiti negli ultimi giorni. Almeno quelli, gratuiti. Molti altri no».
  4. All’interno del complesso occupato si trovano: una discoteca (capienza 1000 persone, senza uscite di emergenza e impianto antincendio); un ristorante (aperto dal martedì al sabato, dalle 19 alle 24), una scuola per birrai (a pagamento), sala cinematografica, sale in cui si tengono corsi di tango (iscrizione: 80 euro). C’è anche un’osteria «con una trentina di coperti, prezzi più bassi della media dei ristoratori per il cibo (fettuccine 6 euro, totani e patate a 8, braciole di maiale 6). La cantina è curata e i prezzi, qui, possono anche lievitare».
  5. Nello stesso stabile in cui si dice di dare rifugio ai poveri, in cui si dice che non si hanno i soldi per pagare le bollette, si fanno attività commerciali illegali, in barba alla legge: non si battono scontrini (si paga solo cash), non si permette all’Asl di accedere nei locali e figuratevi alla polizia, alla Siae o a qualsiasi altro ente preposto al controllo del rispetto delle regole.
  6. Secondo i calcoli del Messaggero, nel palazzo si sono svolti nel 2018 ben 125 eventi, nei primi mesi del 2019 altri 60, alcuni a pagamento, alcuni gratuiti (come i dibattiti col vicesindaco Luca Bergamo). A pagamento sono certamente le serate di musica in cui «l’alcol scorre a fiumi» ed è «venduto anche ai minorenni» e in cui «il “fumo” si trova facilmente».
  7. Tra “affitti” e attività c’è un giro «di denaro superiore a 250 mila euro l’anno». Duecentocinquantamila euro l’anno: praticamente il costo delle bollette.

Concludendo

Prima hanno corrotto sagrestie e conventi per svuotarli/e, poi hanno preso in mano operai e poveri, come ricchezza da sfruttare e bacini elettorali, sollevandoli da tutte le richieste di coerenza morale che la Chiesa richiedeva, distraendoli da Gesù Cristo, anzi incanalandoli verso la deboscia di ogni tipo. Che il Papa tra tutti i poveri vada a scegliere proprio questi che sono sotto il cappello della sinistra, aggiungendo corruzione a corruzione, lo trovo vergognoso. Ricordo a J.M.B. che a Roma esiste una via delle Zoccolette, a pochi metri un'altra via delle Convertite. Come fu? Cosa accadde? In quella prima via esisteva un bordello, allora la Chiesa, in un palazzo poco distante, sistemò un piccolo convento di suore dove le giovani prostitute potevano trovar riparo, trovar NSGC, imparare un lavoro con il quale mantenersi onestamente; molte passarono di lì per poi iniziare una nuova vita onesta nel mondo, altre presero i voti. A passare dal bordello al convento, furono le convertite, da cui il nome della via accanto. Cioè la Chiesa si preoccupò della loro conversione e del mettere loro in mano un lavoro onesto. Conversione e lavoro onesto. Ben diverso dai gesti di spiccioli gettati al vento come nei rotocalchi, come nei canovacci dell'avanspettacolo.
   

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