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Fonte accademianuovaitalia.it 11/04/2019

Autore Francesco Lamendola

L’ombra della massoneria sulla Chiesa. Il conclave del 1958 fu contraffatto Giovanni XXIII e Paolo VI erano massoni il Concilio Vaticano II fu influenzato dalla massoneria e dal B’nai B’rith, perchè si è dimesso Papa Ratzinger?

Il conclave del 1958 fu contraffatto? Giovanni XXIII e Paolo VI erano massoni? Il Concilio Vaticano II fu influenzato dalla massoneria e dal B’nai B’rith? Intervistando Leo Zagami, un ex massone ed ex membro dell'ordine degli Illuminati di Baviera, Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti scrivono, nel libro Vaticano massone. Logge, denaro, e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di papa Francesco (Piemme, 2013, pp. 313-315):

Pio IX fu il primo pontefice ad affermare che il vero artefice della congiura massonica era il demonio, generatore di tenebre e caos: cos'ha da dire Zagami in merito a questo tipo di deriva?

"Qui c'è da distinguere sull'approccio gnostico e massonico, che vede Lucifero come Prometeo portatore di una luce divina rubata agli dei, e quello del cristianesimo classico, che lo vede come nemico assoluto della fede e tentatore dell'umanità, affiancato a Satana e a tutto lo stuolo degli angeli caduti  specializzati nel portare la nostra anima verso la perdizione e la dissolutezza. Gli angeli caduti, secondo gli Illuminati della massoneria, sono i primi che hanno introdotto l'umanità alle arti occulte, tra cui l'astrologia, la magia e l'alchimia, ma la verità sulla figura di Lucifero in particolare sta nel mezzo, in quella zona grigia tra il bene e il male. Trovo interessante sottolineare che gli Illuminati ritengono di essere governati da una discendenza prodotta dalla mescolanza di questi angeli caduti e gli esseri umani fin da tempi leggendari, una discendenza più o meno segreta che giungerebbe ai nostri giorni inattaccabile e potentissima operando dall'interno dell'aristocrazia e delle case reali di tutto il mondo, che come sappiamo hanno sempre promosso l'idea di genealogie mitiche."

 

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Il cardinale Augustin Bea, qui nella foto con il rabbi Abraham Joshua Heschel durante il meeting del 1963 con la rappresentanza dell'American Jewish Committee, fu uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II, impegnandosi in prima persona alla stesura della dichiarazione Nostra aetate.

 

Zagami ritiene che queste realtà iniziatiche abbiano superato i limiti.

"Purtroppo molti di questi pseudo illuminati, ritenendosi dei semidei, credono di aver portato il loro essere spirituale al disopra del bene e del male: ecco perché la massoneria di oggi è in declino e nelle mani di contro-iniziati e satanisti, così come i gruppi rosacrociani."

Esiste allora una massoneria "buona"?

"Dio esiste solo per la massoneria regolare, ma non per quella irregolare che ha portato alla scissione franco-inglese del 1877, uno scisma voluto dal Grande Oriente di Francia per promuovere l'avvento dell'ateismo in Loggia  e che oggi pare abbia influenzato perfino parte della massoneria inglese, sempre più tollerante verso l'ateismo. Non tutta la massoneria la pensa quindi allo stesso modo; e l'ebraismo, che ha fortemente influenzato la massoneria, di certo non promuove il cristianesimo o il credo nel Grande Architetto se non per opportunismo e spesso è arrivato a promuovere l'ateismo per i non ebrei che considera solo dei "Goym" (bestiame umano). Insomma, il comunismo nato in via sperimentale dai gesuiti in Sudamerica e poi adottato anche da un certo ebraismo nasce anche per via degli Illuminati di Baviera e poi dei massoni del Grande Oriente di Francia, istituzioni utilizzate per l'espansione dell'ateismo da entrambe queste fazioni manipolatrici della storia umana, cioè i gesuiti e un certo ebraismo."

Roncalli e Montini sono sospettati di essere stati simpatizzanti massoni: è storicamente attendibile questa tesi?

"Assolutamente sì; su questi due papi massoni e sulle numerose prove legate alla loro appartenenza alla massoneria, e nel caso di Roncalli anche ai rosacroce, ho voluto dedicare un intero capitolo del terzo volume della mia trilogia [“Le confessioni di un Illuminato”], anche perché dal 1958 in poi c'è stato un vero e proprio colpo di stato massonico in Vaticano, che ha visto tra le sue vittime il cardinal Siri, il quale dovette rinunciare al soglio di Pietro. Esso ebbe come obiettivo finale l'intera manipolazione e controllo del Concilio Vaticano II fino a giungere alla trasformazione della fede cattolica in religione filo-giudaica per poi arrivare alla gestione totale dello Ior prima da parte della massoneria tradizionale e poi successivamente da parte della massoneria 'bianca' creata per questo scopo, ovvero l'Opus Dei." Affermazioni che vanno valutate con cautela.

Il cardinale Giuseppe Siri non fu soltanto un pontefice mancato ma anche un segretario di stato mancato: sapeva di essere inviso alla categoria massonica?

"Sì e ci sono delle testimonianze inedite su come la massoneria lo abbia sempre odiato e osteggiato, così come la pseudo massoneria ebraica del B'nai B'rith."

 

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 I due papi del Concilio erano massoni, Roncalli anche un rosacroce:  dal 1958 in poi c'è stato un vero e proprio colpo di stato massonico in Vaticano, che ha visto tra le sue vittime il cardinal Siri, il quale dovette rinunciare al soglio di Pietro!

 

Che dire di queste affermazioni? Gli autori sono dei giornalisti d’inchiesta, non degli storici di professione; Galeazzi è un vaticanista de La Stampa e Pinotti, in alcuni suoi precedenti lavori, ha mostrato tutta la sua antipatia per alcune realtà della Chiesa, come l’Opus Dei, che qui ritornano puntualmente. E tuttavia, nella loro ricerca vi sono degli aspetti apprezzabili; certo ci muoviamo su un terreno scivoloso, estremamente incerto e mal definito. La domanda principale, però, è che valore dare alle rivelazioni di Leo Zagami. Non abbiamo sufficiente competenza per esprimere un giudizio completo e motivato; ci limitiamo ad alcune riflessioni di ordine generale. Quando un massone decide di abbandonare le logge e si mette a raccontare, in articoli, libri , conferenze o interviste, quel che ha visto e sentito quando ne faceva parte, ci sono molte buone ragioni per accogliere con la massima prudenza tutto ciò che egli dice. La massoneria, in tutte le sue forme e strutture, regolari e irregolari, è pur sempre una società segreta: non vi si entra per curiosità o per turismo; e non se ne esce impunemente, tanto più se si ha voglia di spifferare all’esterno i suoi segreti. Anche perché non si tratta solo di rendere note al pubblico delle dottrine o delle strategie, ma anche delle situazioni che hanno a che fare con il denaro; molto denaro. Nel caso del legame fra Chiesa e massoneria, questo legame passa per lo I.O.R., oltre che per i gesuiti (ma quest’ultimo aspetto richiede un discorso a parte, che non può essere liquidato in poche righe): i monsignori che si occupano della banca vaticana sono massoni o amici di massoni, e sappiamo, in un passato non troppo lontano, che razza di amici fossero, da Gelli a Ortolani, a Calvi e a Sindona. Ora, sappiamo pure che fine hanno fatto Calvi e Sindona; e sappiamo che fine ha fatto il giornalista Mino Pecorelli, che ha avuto l’idea di scavare in quella zona alla ricerca dei nomi eccellenti. Sappiamo anche quel che ha detto, di recente, Ettore Gotti Tedeschi, a proposito del cinismo e del disprezzo della vita di certi monsignori, abituati a maneggiare più i prodotti finanziari che il breviario o il messale. Pertanto, quando un ex massone fa le sue rivelazioni, i casi sono due: o non dice tutto quel che sa, per tutelare se stesso e i propri familiari, e magari mescola i fatti reali con delle fantasie; oppure ha ricevuto il preciso incarico di fare quelle rivelazioni a scopo di depistaggio, e in tal caso non è un ex massone, ma un massone in missione speciale, quella d’infiltrarsi nel sistema dell’informazione, per inquinarlo e confonderlo. Tertium non datur, a meno che si tratti di un aspirante suicida.

 

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Da Pecorelli a Ettore Gotti Tedeschi: sappiamo anche quel che ha detto, di recente, l'ex presidente dello Ior, uomo di fiducia di Papa Ratzinger, a proposito del cinismo e del disprezzo della vita di certi monsignori, abituati a maneggiare più i prodotti finanziari che il breviario o il messale!

 

In rete esistono diversi ex massoni, o sedicenti tali, che pontificano su tutto e di più, e snocciolano le loro “verità” con la sicumera e il narcisismo irrefrenabile di chi ostenta di sapere quel che gli altri, i comuni mortali, non sanno; ma bisogna essere molto cauti nel separare il buon grano dal loglio e capire chi si ha realmente di fronte, se si tratta di una brava persona o di un cialtrone. Un caso a parte è quello degli ex massoni che hanno lasciato la massoneria in seguito a una crisi spirituale e si son convertiti al cattolicesimo: in quel caso, e quasi solamente in quel caso, si può accordare un maggior grado di fiducia a quel che rivelano, perché hanno una forte motivazione morale, conoscono molto bene ciò di cui parlano – essendo la religione cattolica il principale bersaglio della massoneria – e vogliono emendarsi del male che hanno fatto in passato, anche esponendosi a eventuali ritorsioni. Non c’è bisogno di fare nomi: i nomi sono abbastanza noti. Quel che vogliamo dire è che non si esce da una società segreta come la massoneria se non si è diventati uomini nuovi; e se un uomo ha vissuto una trasformazione interiore così profonda, poi si riconosce la sua sincerità, e da essa si può trarre qualche conclusione anche sulla sua attendibilità: non è uno che pontifica, che si pavoneggia, che assume pose arroganti da detentore di segreti decisivi, ma rivela un atteggiamento fatto di umiltà, di franchezza, di trasparenza e di coraggio.

 

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In rete esistono diversi ex massoni, o sedicenti tali, che pontificano su tutto e di più, e snocciolano le loro “verità” con la sicumera e il narcisismo irrefrenabile di chi ostenta di sapere quel che gli altri, i comuni mortali, non sanno!

 

Dal discorso di Zagami si evince che esistono delle differenze essenziali fra le diverse massonerie; che ci sono quelle buone, o almeno nate con buone intenzioni, e quelle cattive; che sono buone quelle che vogliono portare i lumi del progresso spirituale all’umanità, cattive quelle che vogliono negare Dio e la trascendenza. Senza addentrarci nel merito di questa impostazione, che, comunque, non ci trova per niente d’accordo, a noi pare che una simile prospettiva disconosca l’importanza del fattore verticale. Il punto non è sapere cosa ne pensa, sulla natura di Lucifero (che da lui viene considerato come una creatura diversa da Satana), la massoneria inglese o quella francese; ma cosa ne pensano gli iniziati dei livelli inferiori e i massoni di alto grado. Come tutte le società segrete ed iniziatiche, la massoneria ha una struttura piramidale: chi sta in basso non conosce tutto, e quel che conosce non è sufficiente a farsi un’idea complessiva degli obiettivi ultimi dell’organizzazione. È possibile, quindi, che chi entra nella massoneria sprovvisto di particolari conoscenze e di una spiccata curiosità intellettuale, diciamo chi ci entra per semplice carrierismo, come si entra in una organizzazione mafiosa per farsi strada negli affari o nella politica, non sappia affatto, né mai verrà a sapere, quali sono gli scopi ultimi della massoneria. La struttura piramidale serve a tutelare la segretezza, e quindi la sicurezza dell’organizzazione: non solo dall’esterno, ma anche all’interno. Non è bene, dal punto di vista di chi sta al vertice, che gli ultimi arrivati, quelli dei gradi più bassi, conoscano più di quanto è strettamene necessario, sia in fatto di nomi e cognomi, sia in fatto di scopi e obiettivi. E questo, naturalmente, è anche l’aspetto inquietante, e potenzialmente pericoloso, della massoneria: la sua capacità di attrarre persone ingenue o in buona fede e di inquadrarle in un sistema i cui veri scopi sono conosciuti solo da pochissimi. Questo è quel che possiamo dire sulla base del buon senso e di alcuni studi, basati su materiale edito. Non avendo mai fatto parte della massoneria e non conoscendo personalmente massoni di alto livello (almeno, che noi sappiamo), dobbiamo limitarci a considerare la questione per quel che ne può sapere, e comprendere, chi non ha accesso a fonti d’informazione dirette. Del resto, chi potesse avere accesso a quelle informazioni, poi non lo potrebbe rivelare senza mettere in pericolo colui o coloro che gliele hanno passate. Ripetiamo: non si scherza con certe cose; chi lo fa, lo fa a proprio rischio e pericolo: a meno che si tratti di un debunker, un “depistatore” di professione.

 

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La religione cattolica è sempre stato il principale bersaglio della massoneria! La massoneria, in tutte le sue forme e strutture, regolari e irregolari, è pur sempre una società segreta: non vi si entra per curiosità o per turismo; e non se ne esce impunemente, tanto più se si ha voglia di spifferare all’esterno i suoi segreti!

 

Venendo alle specifiche dichiarazioni di Zagami, risulta che non solo Giovanni XXIII e Paolo VI erano massoni, ma che l’intero Concilio Vaticano II fu “pilotato” dalla massoneria ecclesiastica, in accordo con la massoneria ebraica del B’nai B’rith, allo scopo di dar vita a una religione “cattolica” addomesticata, la cui caratteristica essenziale era di essere filo-giudaica. Il che è esattamente quanto è accaduto e che possiamo constatare ai nostri giorni. E se si verifica il minino accenno, non diciamo d’insubordinazione, ma anche solo di autonomia rispetto al filo-giudaismo, ecco che da dentro la Chiesa parte il fuoco dei fiancheggiatori del B’nai B’rith, come è accaduto in occasione dell’affaire provocato dalla remissione della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani da parte di Benedetto XVI, mentre l’intervista alla televisione svedese di monsignor Williamson veniva mandata in onda con una tempistica più che sospetta. Anzi, non è affatto da escludere che la fine imprevista del pontificato di Benedetto, con le sue misteriose dimissioni, senza dubbio forzate, abbia trovato proprio lì la sua ragione fondamentale.

 

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La neochiesa dei 2 papi? Le dimissioni di Papa Ratzinger, (tutt'ora vivo e vegeto) rimangono un mistero?

 

Ma tornando a Zagami, egli sostiene che nel 1958 ci fu “un vero e proprio colpo di stato” massonico nella Chiesa; vale a dire che la massoneria ecclesiastica pilotò l’elezione di Giovanni XXIII, a discapito dell’elezione, già avvenuta, del cardinale Siri. Sono voci note da tempo; ed è difficilissimo, se non impossibile, stabilirne il grado di attendibilità; del resto, ne abbiamo già parlato in un precedente scritto (cfr. il nostro articolo Siri aveva visto e compreso la deriva conciliare, pubblicato sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 24/08/2018). C’è tuttavia il fatto che le tesi di Zagami concordano, nelle linee essenziali, con le ricerche di un personaggio molto diverso e, da un punto di vista cattolico, assai più credibile di lui: don Luigi Villa, che ebbe da Pio XII la missione segreta di scovare, documentare e combattere l’infiltrazione massonica nella Chiesa; missione confermata spiritualmente da S. Pio da Pietrelcina, e che lo portò a viaggiare in tutto il mondo e a correre non pochi pericoli, anche per la sua stessa incolumità, oltre ad attirargli l’odio implacabile di certi personaggi della Chiesa. Odio che spiega, in buona parte, il muro di silenzio che avvolge tuttora il suo nome e la sua opera, mentre vengono sbandierate e magnificate le “gloriose” imprese di ben altri sacerdoti degli ultimi tempi, in tutto impegnati fuorché nel difendere l’integrità e l’ortodossia della fede cattolica. È curioso, non è vero?

 

 

Vedi anche:

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Siri aveva visto e compreso la deriva conciliare - SIRI E LA DERIVA CONCILIARE

   

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