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fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 17/03/2019

Rispolveriamo un articolo dello scorso anno che non ha perso di attualità. Anzi ora abbiamo diversi ulteriori elementi che confermano analisi e conclusione.

Il “gaslighting” di papa Francesco. Si tratta di una forma di abuso spirituale

Steve Skojec (OnePeterFive, 25-09-2018)

“Il gastlighting”, scrive la dottoressa Stephanie Sarkis su Psychology Today, “è una tattica con cui una persona o un’istituzione, al fine di ottenere più potere, fa in modo che la propria vittima si interroghi sulla realtà. Funziona meglio più di quanto si possa pensare. Chiunque è suscettibile al gaslighting, ed è una tecnica comune fra gli abusatori, i dittatori, i narcisisti e leader che promuovono il culto della propria personalità”.
Per coloro che solo di recente hanno preso coscienza dell’allarmante dissonanza cognitiva del pontificato di papa Francesco, l’articolo della Sarkis – intitolato “11 segnali di pericolo del gaslighting” – offre alcune preziose informazioni su ciò a cui tutti i cattolici sono sottoposti da parte del Vaticano, spesso in modo totalmente inconsapevole.

 

I gaslighters, spiega la Sarkis, raccontano menzogne palesi. Negano tutto ciò che hanno detto, anche contro ogni evidenza. Usano le cose a cui si tiene maggiormente per far leva su di esse. Conducono una campagna di manipolazione a lungo termine che gradualmente distrugge le loro vittime. Dicono una cosa, ma ne fanno un’altra. Usano il rinforzo positivo – ti dicono cose su cui sei d’accordo per farti sentire bene – facendoti pensare che loro non sono così cattivi e dubitare della tua stessa percezione. Creano intenzionalmente confusione per sradicare il tuo “senso di stabilità e normalità”, per cui dovrai “costantemente mettere tutto in discussione”. Proiettano il loro cattivo comportamento la vittima. Formano alleanze di persone contro la vittima – reali o immaginarie –, usandole per isolarla. Essi bollano le vittime come “pazze” per danneggiare la loro credibilità, quando denunciano l’abuso. E accusano gli altri di mentire affinché possano essere solo loro la fonte della “verità”.

 

Tenendo presenti questi segnali, diamo un'occhiata all’ultimo esempio di gaslighting pontificio. Abbiamo già esaminato come il Papa abbia recentemente martellato con l’idea che i suoi critici – particolarmente circa la sua gestione dello scandalo degli abusi sessuali tra il clero – siano in combutta con Satana, il “Grande Accusatore”, mentre lui e i suoi compagni vescovi, complici, sono innocenti e perseguitati come Cristo. Oggi, in un discorso pronunciato in Estonia, il Papa è andato oltre, dicendo che i giovani “si sentono oltraggiati quando non vedono una chiara condanna degli scandali sessuali ed economici”.
 
Una chiara condanna? Chi è nella miglior posizione per farlo? Quale massima autorità della Chiesa è stata accusata di complicità nel coprire gli abusi? Chi è colui che ha detto: “Non dirò una parola su questo”?


Ma un momento, c’è di più:

  • Francesco ha parlato il 25 settembre dopo aver ascoltato testimonianze di diversi giovani dell’Estonia. Ha detto loro che essi hanno la capacità di dire agli adulti quando ignorano “una realtà che esiste già”.
  • “Alcuni di voi… hanno avuto il coraggio di dire: ‘Non vedi che nessuno ti sta ascoltando più, né crede a quello che dici?’”, ha detto il Papa.
  •  “Dobbiamo… essere convertiti, per realizzare che per essere al vostro fianco abbiamo bisogno di ribaltare molte situazioni che, alla fine, vi tengono lontani”, ha detto.
Nessuno ascolta più quello che il Papa dice, perché ha perso ogni credibilità morale. Nessuno gli crede perché è un bugiardo, un giorno dice una cosa e ne dice un’altra quello dopo. Ci teniamo a distanza perché abbiamo la netta impressione che egli disprezzi la Fede che abbiamo cara e che farà – o dirà – qualcosa per mantenere il potere giusto il tempo necessario per distruggere quella Fede.
 
Eppure eccolo, ancora una volta, offrire un “rinforzo positivo” nel suo messaggio di oggi, dicendo esattamente ciò che le persone presenti in udienza sentono, cercando di convincerle che egli non è parte di quel problema. “Questo”, scrive la Sarkis, “è un tentativo calcolato di confonderti le idee e ulteriormente far mettere in discussione la tua realtà”.
 
Dalla Lettergate [vedi] alla Strategia Scalfari [se ne parla qui - qui], dalla quasi costante contraddizione delle pubblicazioni e alle intenzionali errate traduzioni di commenti papali dopo il fatto, per farli apparire più accettabili, nonché attraverso il frequente e deliberato uso della Regola di Perón, è diventato innegabilmente chiaro che questo è un Vaticano di cui non ci si può fidare.

 

Ma per i cattolici, il Vaticano – e particolarmente la persona del Papa –, è l’unica cosa al mondo di cui fidarsi completamente. Questo è probabilmente il punto più fatale di gaslighting. La Sarkis scrive che i gaslighters “sono consapevoli che la confusione indebolisce le persone”:
I gaslighters sanno che alle persone piace avere un senso di stabilità e normalità. Il loro obiettivo è sradicarlo e farti costantemente interrogare su tutto. La naturale tendenza degli esseri umani è guardare alla persona o all’entità che ti aiuterà a sentirti più stabile – e questo succede coi gaslighters.
Ora che conoscete i segnali di pericolo, fate loro attenzione. La vostra filiale devozione al papato non significa che dovete sopportare in silenzio l’abuso di colui che dovrebbe essere il vostro padre spirituale. Alzatevi, parlate e reagite respingendo.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
_________________________
1. Il gaslighting è una forma di violenza psicologica nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l'intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione. Può anche essere semplicemente il negare da parte di chi ha commesso qualcosa che gli episodi siano mai accaduti, o potrebbe essere la messa in scena di eventi bizzarri con l'intento di disorientare la vittima. Gaslighting è una parola di origine colloquiale e la sua etimologia è spiegata di seguito, ma il termine è stato anche usato nella letteratura clinica.
Il termine deriva da un'opera teatrale del 1938 Gaslight, e dagli adattamenti cinematografici del 1940 e 1944 (quest'ultimo conosciuto in Italia come Angoscia). La trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell'ambiente, e insistendo che la moglie si sbaglia o si ricorda male quando nota questi cambiamenti. Il titolo origina dal subdolo affievolimento delle luci a gas da parte del marito, cosa che la moglie accuratamente nota, ma che il marito insiste essere solo frutto dell'immaginazione di lei.
   

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