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Fonte cronicasdepapafrancisco.com 16/02/2019

 

Rimanendo sulla scia delle testimonianze prendiamo in prestito, oggi, quelle fornite da La Nuova Bussola Quotidiana, vedi qui, per approfondire un argomento spinoso che però, deve essere detto chiaramente, non è la “cronaca di oggi“, ma un vero tormentone che dura da anni e tutti gli ultimi Papi hanno taciuto, e tacciono.

 

Se sei cattolico e risiedi in una diocesi, una parrocchia in Austria o in Germania e non paghi LA TASSA annuale, non puoi ricevere i Sacramenti… Non è uno scherzo!! Ma un vero abuso di cui si parla da anni, ma che nessun Papa – seppur denunciando l’inconsistenza della assurda pretesa –  è riuscito a risolvere. E perché non riescono a risolvere questo dramma? Semplice! I SOLDI!!!

Questa povera persona che testimonia i fatti, un padre di famiglia con tre figli, ha scritto anche a Padre Amorth per avere delucidazioni in merito dal momento che, essendosi rifiutato di pagare la tassa, si è trovato a sentirsi dire addirittura di essere SCOMUNICATO…. La risposta che ricevette nel 2010, fu la seguente: “… un sistema così barbaro! Ritengo senz’altro invalida la scomunica e le conseguenze elencate – Dubito che in Vaticano si sappiano certe cose – Agite con serenità e con la libertà dei figli di Dio – Benedico, in Gesù e Maria – Gabriele Amorth”

Contestiamo però al grande e puro di cuore Padre Amorth il fatto che – in Vaticano – non si sapesse di questa “barbara” situazione…. Lo sapeva Paolo VI, lo sapeva Giovanni Paolo II e lo sapeva Benedetto XVI il quale, da un ritorno della visita in Germania gli venne fatta proprio una domanda su questo tema, egli rispose che era una situazione inaccettabile…. ma poi? Più nulla. Lo stesso Francesco è al corrente e non solo per aver vissuto in Germania seppur per un breve tempo di studio, ma anche oggi ha denunciato più volte che: “i Sacramenti sono gratuiti, non si devono pagare”, i preti che esigono un compenso per questo, sono DISONESTI…. ma poi? Più nulla, alle denunce non seguono mai i fatti!

Il Kirchenbeitrag austriaco infatti (così è chiamata questa tassa obbligatoria per i cattolici in Austria) non è cosa nuova…. venne istituito nel 1939. Prima di questa data la Chiesa cattolica austriaca aveva a disposizione per il proprio mantenimento il cosiddetto Religionsfond, un fondo statale istituito nel 1782 dall’imperatore Joseph II, creato dalla confisca e gestione statale dei possedimenti della Chiesa. Il regime nazista dopo la presa del potere confiscò tutti gli introiti del Religionsfond ed istituì il Kirchenbeitrag. Dopo la fine della guerra si decise di continuare a mantenere questo contributo finanziario per il sostentamento della Chiesa Cattolica in Austria…. In Germania idem, questa tassa risale alla Repubblica di Weimer (articolo 137 della Costituzione).

L’ammontare del contributo da pagare (annualmente) equivale al 1,1 percento del reddito imponibile annuo (Lohnsteuerbemessungsgrundlage), meno 50 € di esenzione fissa (comunque minimo € 90 annuali), mentre in Germania può salire persino tra l’8% per gli evangelici protestanti alla loro chiesa,  e il 9%…. per i cattolici…. con tale giochetto, la chiesa di Marx guadagnò solo nel 2017 ben oltre il miliardo di euro….  Il Kirchenbeitrag è un contributo finanziario per l’appartenenza alla Chiesa cattolica in Austria, e l’unico modo ufficiale per non pagarlo è distaccandosi dalla Chiesa.

Le conseguenze di questa uscita dalla Chiesa sono tra l’altro l’impossibilità di ricevere la comunione, di sposarsi in Chiesa o di ricevere una funziona religiosa in caso di decesso. Questo significa che i sacramenti ricevuti verranno annullati, in pratica una sorta di “scomunica”, sebbene in base a queste ricerche da un punto di vista teologico non sarebbe mai possibile uscire dalla Chiesa cattolica, poichè il battesimo non può essere annullato e proprio per questo, la scomunica che ne segue, è ancora più dolorosa e pure ingiusta dal momento che essa riguarda questioni TEOLOGALI e non di soldi o patrimoniali. Così si consiglia ai residenti, vecchi e nuovi, DI NON DICHIARARE L’APPARTENENZA ALLA CHIESA CATTOLICA, lasciando in bianco la voce interessata alla presentazione del Meldezettel (lasciando semplicemente in bianco l’apposito spazio Religionsbekenntniss). In questo nessuno conoscerà la vostra religione e i vostri dati non verranno comunicati all’ufficio competente. Questo è ovviamente possibile solamente la prima volta che presentate il Meldezettel…. perchè… se avete ricevuto i BOLLETTINI DI PAGAMENTO E VENGONO IGNORATI… vi aggiungeranno la mora… e voi dovrete pagare il doppio….

A tal riguardo aggiungiamo, grazie ad un nostro Lettore nei commenti, Luigi, la testimonianza offerta nel 2013 dal Padre Ariel S. Levi di Gualdovedi qui – «Da queste parti, ti senti dentro una Chiesa Cattolica?».

Ora veniamo al dunque. Sia la Chiesa in Austria quanto quella in Germania il cui sistema è lo stesso, si giustificano accusando – gli italiani che si lamentano di questo “barbaro sistema” – che questa tassa è pacifica, è l’equivalente del nostro 8xmille alla Chiesa italiana….  e che la tassa da loro versata è poi deducibile in parte dalle tasse amministrative nella dichiarazione dei redditi. Tutto bene dunque? NO! Perché il nostro 8xmille non va a gravare sullo stipendio del soggetto in questione. Inoltre, se un cattolico in Italia decidesse di non firmare più questo sostegno alla Chiesa, non viene scomunicato… Perché, sia ben chiaro, il problema non è il sostegno alla Chiesa, ma il “sistema barbaro” IMPOSTO quale ricatto, a danno DEI SACRAMENTI che sono sempre stati GRATUITI…

Volete una prova?

  • Siamo pure profondamente addolorati che, sull’esempio degli eretici, siano state imposte tasse che i cattolici debbono corrispondere in occasione del Battesimo dei bambini e della celebrazione del Matrimonio. Questo contrasta apertamente con le norme e la prassi della Chiesa cattolica. Ti ricordiamo che ciò non è mai lecito. Può essere solo ammessa una modica tassa in occasione dei funerali, da determinare in base alle diverse condizioni delle persone, ma sempre rispettosa della carità: questa esige che i poveri autentici siano sepolti e fruiscano del suffragio delle preghiere prescritte dal rituale cattolico senza alcun emolumento. In questo modo, non solo il clero cattolico sarà esente da ogni macchia di avarizia – il che è asservimento agli idoli – ma potrà più agevolmente convincere gli eretici ad abbracciare la religione cattolica.” (Papa Gregorio XVI – Inter gravissimas – 3 febbraio 1832)

Cosa insegna, allora, la Chiesa in materia che, come afferma papa Gregorio E’ SEMPRE STATA LA PRASSI?? Una sola e semplice ammonizione che deve riguardare LA RESPONSABILITA’ PERSONALE del Cattolico a “SOVVENIRE LE NECESSITA’ DELLA CHIESA”…. Questo monito fa parte dei famosi 5 Precetti della Chiesa, che sono così riepilogati nel Compendio del Catechismo:

  • «Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.»
    «Confessare i propri peccati almeno una volta all’anno.»
    «Ricevere il sacramento dell’eucaristia almeno a Pasqua.»
    «Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.»
    «Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità

Precetti validi in tutto il mondo, eppure in alcune parti dell’Europa sono anni che questo non viene applicato o, se viene applicato, abbiamo visto come. Il povero Alessandro de Cristoforo, ha spiegato bene a La Bussola il perverso meccanismo di una Chiesa che da un lato violenta la dottrina e dall’altro si comporta come un esattore delle imposte qualunque, capace di trattare i sacramenti come un semplice servizio da erogare…

Si può davvero affermare che i Papi, o lo stesso Vaticano non sapessero e non sappiano della vicenda? Ovvio che no! E poiché la questione rientra in questi “accordi” tra Stato e Chiesa locale, la Santa Sede e il Papa stesso si sono sempre ben guardati “dall’impicciarsi”, dall’intromettersi dimenticando però –  e questi tutti i Papi – che quando si tratta di SACRAMENTI E DI RICATTI MORALI, di REGALARE UNA SCOMUNICA A SUON DI SOLDONI allora no!! Ci spiace, ma questo è un affare che qualunque papa deve risolvere e deve denunciare pubblicamente come fece Gregorio XVI che impose, semmai, la soluzione del problema ricordando come, questi metodi, SONO PROTESTANTI.

Tutta questa storia ci fa capire come certo ago della bilancia sia davvero caduta nella più becera delle motivazioni: I SOLDI…. che per carità, sarebbe anche falsa umiltà affermare di non averne bisogno…. Ci viene a mente qual grande parroco del Santo Curato d’Ars… che di soldi non ne aveva neppure per mangiare e che si dilettava a raccogliere la cera sciolta per fare nuove candele che mai faceva mancare al Santissimo Sacramento… eppure dispensava a piene mani tutti i Sacramenti e lui e la sua comunità, nessuno è mai morto di fame. Ed è curioso come per la Messa, la s