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Fonte isoladipatmos.org 26/09/2017

Autore Ariel S. Levi di Gualdo

Cari Lettori,

se c’è una cosa che mi reca profondo fastidio sono le affermazioni, spesso trionfali, a volte compiaciute di certi soggetti che citando se stessi esordiscono: «… come avevo detto in anticipo vedendoci giusto», «come avevo scritto in passato avendo poi ragione». Dinanzi alla prova provata dei fatti, devo ammettere che certe severe analisi da me fatte sulle sorti future della Chiesa, scritte e pubblicate dieci anni fa, in tempi e momenti nei quali certi elementi della nostra attualità sarebbero stati presi come vera e propria fantascienza, sono risultate oggi tristemente vere. Detto questo ammetto però che il mio intento è sempre stato quello di avere torto, quindi poter scrivere un giorno, con la debita onestà intellettuale, che anni prima mi ero sbagliato, nello scrivere certe cose.

Non provo infatti alcun compiacimento ad averci visto giusto, dinanzi alla Chiesa che oggi affonda come il Titanic nelle gelide acque, mentre l’orchestrina seguita a suonare e la gente prosegue a danzare nel salone delle feste di un piroscafo che — scrissero i giornali britannici in occasione della sua prima traversata — «neppure l’ira di Dio avrebbe mai affondato». Questo è lo spirito col quale vi ripropongo oggi uno dei miei primi articolo pubblicati su L’Isola di Patmos nel 2014 [vedere archivio, QUI].

Ariel S. Levi di Gualdo 

   

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