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Cari  Riccardo Cascioli e Robi Ronza,
non avendo responsabilità che quella verso la mia coscienza e verso l'amicizia sincera che ho per voi mi permetto reagire a caldo al vostro intervento sulla NBQ e dire il mio pensiero in libertà.
Capisco che in questo momento fare il vostro lavoro con questo papa sia un compito ingrato, dopo due pontificati in cui ci si doveva solo preoccupare di capire e seguire ora si capisce ma se si vuol seguire, spesso si entra in conflitto con le verità che da sempre la Chiesa insegna.
La domanda che fa tremare i polsi alla fine è quella che avete evidenziato, questo papa è eretico?
In rete si possono trovare autorevoli risposte sia negative che positive (sui giornali solo le negative).
Da parte mia cerco di tenere presenti tutti i fattori come ci ha insegnato don Giussani.
Non sono mai sicuro di riuscirci però nel tentativo, oltre le vostre motivazioni mi sono apparse due evidenze.

 

Primo, il non trascurabile fatto che c'è un'altra persona vestita di bianco con le insegne papali, chiamato santità, che si fa chiamare "papa emerito" e il cui segretario pochi giorni or sono ha fatto un discorso che ha lasciato stupiti molti:

"La parola chiave di quella Dichiarazione è munus petrinum, tradotto – come accade il più delle volte – con “ministero petrino”. E tuttavia, munus, in latino, ha una molteplicità di significati: può voler dire servizio, compito, guida o dono, persino prodigio.

Prima e dopo le sue dimissioni Benedetto ha inteso e intende il suo compito come partecipazione a un tale “ministero petrino”. Egli ha lasciato il Soglio pontificio e tuttavia, con il passo dell’11 febbraio 2013, non ha affatto abbandonato questo ministero.

...

Dall’elezione del suo successore Francesco il 13 marzo 2013 non vi sono dunque due papi, ma de facto un ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo. Per questo Benedetto XVI non ha rinunciato né al suo nome, né alla talare bianca. Per questo l’appellativo corretto con il quale rivolgerglisi ancora oggi è “Santità”; e per questo, inoltre, egli non si è ritirato in un monastero isolato, ma all’interno del Vaticano – come se avesse fatto solo un passo di lato per fare spazio al suo successore e a una nuova tappa nella storia del papato che egli, con quel passo, ha arricchito con la “centrale” della sua preghiera e della sua compassione posta nei Giardini vaticani."

Ora correggetemi se sbaglio ma non mi risulta una smentita della sostanza di queste parole, d'altronde che smentita ci può essere se Sua Santità Benedetto XVI è lì vestito di bianco in faccia al mondo?

Secondo, che alcuni collaboratori di papa Francesco (a questo punto meglio precisare quale papa) dicano eresie è un'evidenza, a titolo di esempio riporto solo le parole del  card. Muller citato in un articolo di Sandro Magister: "L'insegnamento sul papato come istituzione divina non può essere relativizzato da nessuno, perché questo vorrebbe dire voler correggere Dio stesso. […] Qualche tempo fa c'è stato chi è presentato da certi media di parte come uno dei più stretti consiglieri del papa, secondo il quale si può benissimo spostare la sede del papa a Medellin o sparpagliare gli uffici di curia in differenti Chiese locali. Ciò è fondamentalmente sbagliato e anche eretico [sogar häretisch]. In questa materia, basta leggere la costituzione dogmatica 'Lumen gentium' del Concilio Vaticano II per riconoscere l'assurdità ecclesiologica di questi giochi mentali. La sede del papa è la Chiesa di san Pietro in Roma".

Chi è questo stretto collaboratore? Dice Magister:"l'arcivescovo Víctor Manuel Fernández, rettore della Universidad Católica Argentina di Buenos Aires e confidente di lunga data di Jorge Mario Bergoglio, nonché, effettivamente, suo teologo di fiducia e principale estensore dei suoi maggiori documenti, dalla "Evangelii gaudium" alla "Amoris laetitia"

Non voglio tirare conclusioni sul rapporto fra collaboratori eretici e Francesco ma le perplessità sono tante.

Ritorniamo alla domanda: il papa (Francesco) è eretico?

Non so dare una risposta e non mi interessa nemmeno darla, non mi compete. Sono un  un anziano cattolico, nel tempo ho imparato anche a riconoscere un  po' dei miei limiti, se campo ancora un po' ne scoprirò di nuovi, pecco in pensieri, parole e opere e omissioni, mi confesso spesso perché sono indegno di tanta Grazia che Gesù mi ha fatto e mi fa, nella confusione attuale so di avere riferimenti certi nei Sacramenti, nella Parola di Dio, nel magistero ininterrotto di duemila anni di storia della Chiesa.

Ma quando Francesco dice cose non cattoliche come faccio? Non giudico la sua persona ma guardo Benedetto XVI, il papa Emerito è lì, unico nella storia della Chiesa che è di Cristo, certamente Gesù ha tutto sotto controllo.

grazie per l'attenzione

Giorgio A. Crotti

   

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