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A Cernusco sul Naviglio nella casa delle suore Marcelline c'è una cappella dove il 6 gennaio e il 23 febbraio del 1924 è apparsa la Madonna a suor Elisabetta Radaelli. La storia dell'apparizione la trovate qui. Ecco il succo dell'avvenimento:

«- Oh, la Madonna, la Madonna col Bambino... ma il Bambino (Suor Elisabetta si fa triste, quasi piangente) il Bambino piange... piange per me? Piange per i miei peccati?

Il Bambino è sorretto dalle braccia materne: il Suo visino - leggermente rivolto in alto - guarda la Mamma. Una manina posa in quella di Maria, la sua lunga veste nivea si perde nel manto della Vergine; dagli occhi scendono due lacrimoni a rigare le guance; le labbra chiuse tremano nell'accorato pianto!

Alle trepide parole della Veggente la Madonna risponde: - No, il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate... tu devi dire questo!»

 

Ho letto un articolo di don Ariel Levi di Gualdo sul sito isoladipatmos.com (qui lo trovate integralmente) che entra nella vicenda di mons. Charamsa. 

Don Ariel parla di molte cose ma ora mi interessa portare alla vostra attenzione solo la parte che riguarda lo stato della Chiesa. Perchè? Forse sono appassionato di intrighi boccaceschi? Sono portato a vedere solo il negativo? Voglio mettere in cattiva luce la Chiesa?

No! Vorrei guardare la realtà senza censure per quello che è, vorrei che la lettura di don Ariel provocasse in tutti noi un tremendo dolore, vorrei piangere con voi perché quanto accade nella Chiesa fa piangere Gesù e certamente anche la sua Mamma.

 

"Per la mia profonda conoscenza di certe vicende ecclesiastiche ed i complessi rapporti che come confessore e direttore spirituale ho da anni con numerosi preti, spesso anche in gravi difficoltà, usando in questo caso anche la mia modesta formazione fatta a suo tempo per l’abilitazione al ministero di esorcista, ritengo di poter dire che Monsignor Charamsa non è stato vittima diretta di Satana ma vittima indiretta dei suoi grandi accoliti. Ed i suoi grandi accoliti sono coloro che dirigono come vescovi le principali diocesi del mondo; sono molti alti prelati della curia romana e non pochi membri del Collegio Cardinalizio. Monsignor Charamsa è solo la conseguenza di ciò che in un mio libro del 2011 [E Satana si fece Trino, a breve in ristampa con altra società editrice], indicai come il dramma della omosessualizzazione della Chiesa. E urlando nei deserti come un piccolo Giovanni Battista da quattro soldi, tale sono io, ho inutilmente spiegato e ripetuto che un esercito sempre più numeroso di gay si è insediato in tutti i posti chiave della Chiesa, tenendo in mano attraverso le peggiori armi di ricatto intere diocesi; tenendo in ostaggio i loro rispettivi vescovi, ridotti spesso a dei pupazzi con la loro bella mitria in testa e il loro pastorale lucente in mano, ma non in grado di governare molte Chiese particolari ormai perdute, perché totalmente frocizzate in seguito a quello che in modo ironico ma pertinente ebbi a definire in quel mio libro come un nubifrocio universale scoppiato sulla povera Chiesa di Cristo."

[...]

"La potente lobby gay lava le peggiori “fedine penali” di preti in carriera o in corsa verso l’episcopato noti per le loro condotte immorali sin da quand’erano seminaristi; fa sparire segnalazioni fatte alle autorità ecclesiastiche dai pochi sacerdoti ai quali è rimasto un barlume di coraggio, minaccia in modo coercitivo chi mostra dissenso verso le loro consorterie. La lobby gay impedisce che uomini sani e motivati siano ordinati sacerdoti, perché tutt’oggi gran parte dei seminari italiani sono impestati da imbarazzanti effeminati con le vocette stridule e le movenze esangui, in particolare nel Meridione d’Italia, dove se un gay non è bello, quindi non può volare a Roma, Bologna o Milano dove troverebbe subito un ricco cinquantenne omosessuale che lo manterrebbe di tutto punto, come alternativa ecco che entra in seminario, diventa prete e cerca di fare carriera. "

[...]

"Già anni fa parlavo della omosessualizzazione della Chiesa con tutto ciò che ne consegue, tema approfondito in seguito con lo psicologo Roberto Marchesini al quale lamentai un vero e proprio golpe omosessualista in corso [cf. QUI]. Dio solo sa quanto io soffra nel vedere certe cadute nel ridicolo, perché basta partecipare a un incontro del clero in qualsiasi diocesi per rendersi conto di quanto basso sia, se non a volte inesistente, il livello di testosterone che corre tra i presbiteri ed i vescovi, sino a giungere a vere e proprie figure grottesche di preti; o ad assemblee del clero che sembrano dei veri e propri raduni promossi dal Gay Village."

[...]

"Ci si rivolga una domanda, o meglio se la rivolgano i vescovi italiani o ciò che resta dell’episcopato italiano: perché da Napoli in giù la Dottrina Sociale della Chiesa non trova applicazione; perché non è stata sviluppata la cultura degli oratori e delle grandi aggregazioni cattoliche? E per aggregazioni cattoliche non s’intendono quei quattro mezzi esaltati disgreganti dei Neocatecumenali o dei Carismatici, ma ben altro genere di aggregazioni aggreganti. Perché tutto tende invece a limitarsi ad una fede paganeggiante fatta di tradizioni popolari, processioni e celebrazioni di Santi e Sante che ricordano in tutto i baccanali greci, i quali a suo tempo si concludevano con la grande orgia tra fiumi di vino, mentre oggi si concludono coi fuochi artificiali, quale raffigurazione simulata degli orgasmi orgiastici? Perché nessuno si cura del fatto che l’immane scandalo della festa di Sant’Agata a Catania è totalmente in mano alla potente mafia catanese [vedere QUI]? Ebbene ve lo spiego io il perché di tutto questo: perché nel Meridione d’Italia — fatte salve le singole eccezioni dei buoni preti, che sono sempre di meno e sempre più vessati da un sistema ecclesiastico corrotto e corruttore — c’è il clero moralmente più scandaloso, scadente, impiegatizio e pigro del nostro Paese. Infatti, le associazioni mafiose: Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa Nostra, non vogliono disturbi sul loro territorio. Pertanto non gradiscono la presenza e l’operato di antagonisti capaci di strappargli di mano la giovane manovalanza, educando i giovani ad una cultura non mafiosa, cosa questa che richiederebbe la tempra e la virilità di preti che siano anzitutto dei maschi decisi e capaci come tali di incutere rispetto e sacro timore. Ecco allora che le mafie hanno insinuato un sistema mafioso anche all’interno delle Chiese locali, dove molti vescovi si comportano di fatto come fossero dei capi clan, circondati spesso da preti caricaturali e ricattabili. Inevitabile quindi che certe Chiese locali siano anzitutto riempite di preti omosessuali, dentro gli armadi dei quali si trova in schifo di tutto e di più. Questo rende le Chiese particolari del Meridione d’Italia deboli e sottomesse alla criminalità organizzata, che esercita sui vescovi un grande potere di ricatto, perché qualora non stessero al loro posto come i mafiosi vogliono, questi tirerebbero fuori scandali morali e patrimoniali così gravi dinanzi ai quali si finirebbe col dover ammettere che la realtà oggettiva di certi vescovi, preti e diocesi supera davvero l’umana fantasia."

[...]

"Siamo in caduta libera irreversibile, in fase di sgretolamento avanzato e con una emorragia di fedeli come mai s’era vista prima in certi continenti. E siccome come cristiano e sacerdote sono chiamato al realismo e non certo all’idealismo di matrice tedesca — posto che Cristo è morto e risorto realisticamente, non idealisticamente — di una cosa propendo a essere certo, anche se in questo caso non è opportuno parlare di “certezze”: tra non molti anni, la Chiesa come per secoli l’abbiamo concepita a livello ecclesiastico non esisterà più [cf. mio precedente articolo, QUI]. La Chiesa sopravviverà e seguiterà a vivere sino alla fine dei tempi, ma diverrà “altro”, perché sono ormai cinquant’anni che la Chiesa di Cristo si sta trasformando in “altro”; e questa non è un’opinione ma un dato di fatto che io accetto, mentre altri no, a partire dai membri del Collegio Episcopale, perché infarciti del meglio del peggio di certi devastanti teologismi novecenteschi di matrice idealista tedesca, che li rende appunto malati di quell’idealismo che li porta a non capire quel realismo tutto quanto basato sulla carne del Risorto che è salito al cielo con impressi sul suo corpo glorioso i segni indelebili della passione."

[...]

"Carriere che l’Autorità Ecclesiastica continua in modo scellerato a concedere loro, nominandoli alle alte cariche accademiche, facendoli vescovi, inserendoli nella Curia Romana, nel servizio diplomatico della Santa Sede e via dicendo, perché come dissi anni fa allo psicologo Roberto Marchesini: «Hanno fatto un golpe!» [vedere QUI]. E aggiungo oggi: «E la vicenda dell’abdicazione al sacro soglio di Benedetto XVI ne è il tragico epilogo». O forse qualcuno pensa che i pesanti e terribili faldoni dell’inchiesta svolta su mandato del Predecessore del Regnante Pontefice ed affidata a quattro anziani cardinali, si sia dissolta nel nulla? No, quei faldoni oggi sono più pesanti, ed al loro interno sono contenuti fatti ed episodi dinanzi ai quali Satana sarebbe capace ad ammettere che neppure lui, pur con tutto il suo odio verso il Cristo, sarebbe riuscito a sfregiare la Chiesa come invece l’hanno sfregiata certi cardinali, vescovi e preti."

[...]

"Questa è la nostra irreversibile situazione: Vescovi incapaci che non possono essere rimossi perché protetti dal potente cardinalone loro ex compagno presso la conventicola dell’Almo Collegio Capranica, o perché divenuti vescovi per volontà di qualche potente che non può certo avere sbagliato nella scelta, neppure dopo morto. Vescovi incapaci che a loro volta mettono dei perfetti incapaci a dirigere i loro seminari, all’interno dei quali si formano delle aggregazioni di gay, diversi dei quali spiccano poi il volo appena preti per gli uffici della Conferenza Episcopale Italiana, i Dicasteri della Santa Sede, la Pontificia Accademia Ecclesiastica … e come le vipere seguitano a riprodursi e proteggersi tra di loro ai più alti livelli, scavando la fossa attorno a chiunque gli si opponga e li chiami col loro nome. "

 

Ecco il Catechismo della Chiesa Cattolica varato da Giovanni Paolo II e dal cardinal Ratzinger, dove si preannuncia quanto segue:

“Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘Mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità” (n. 675).

 

Ma sappiamo che non prevalebunt! Ce lo ricorda Riccardo Caniato in un bellissimo articolo che vi consiglio di leggere interamente:

[...]

Ma in questo scenario apparentemente sconcertante l’Avversario di Dio non è l’unico ad avere fretta per chiudere la partita a suo favore. Ricordiamoci la visione dell’Apocalisse: è proprio nel momento delle tenebre più oscure che irrompe il raggio della Donna vestita di Sole. Anche la Madonna ha fretta di schiacciare la testa del Serpente. E lo farà, perché Cristo è risorto e ha già vinto la morte. In gioco sono, tuttavia, le generazioni contemporanee, la scelta di campo che spetta a me, a te, a ciascuno di noi. Papa Giovanni Paolo II diceva che «alla crisi del nostro tempo può dare una risposta adeguata solo una grande fioritura di santità» e la Vergine lo ha ascoltato, partendo proprio da lui. Apparendo nel 1995 a una famiglia, alle porte di Civitavecchia, la Regina del Cielo un giorno ha rivelato – testualmente – che «Giovanni Paolo II è il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù». Quel messaggio, letto e controfirmato a suo tempo dal vescovo del luogo, oggi pubblicato dal frate teologo Padre Flavio Ubodi nel volume La Madonna di Civitavecchia. Lacrime e messaggi (Edizioni Ares, Milano), vale la pena leggerlo per intero:

«Figli miei, le tenebre di Satana stanno oscurando ormai tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio. Preparatevi a vivere quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima […]. Cari figli, dopo i dolorosi anni di tenebre di Satana, ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato. La vostra Nazione è in grave pericolo. A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla Roccia che mio Figlio Gesù vi ha lasciato per edificare, educare e far crescere spiritualmente i suoi figli. Vescovi, il vostro compito è di continuare la crescita della Chiesa di Dio, essendo voi gli eredi di Dio. Tornate a essere un solo cuore pieno di vera fede e di umiltà con il mio figlio Giovanni Paolo II, il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù. Consacratevi tutti a me, al mio Cuore Immacolato, ed io proteggerò la vostra Nazione sotto il mio manto ora pieno di grazie. Ascoltatemi, vi prego, vi supplico! Io sono la vostra Madre Celeste, vi prego non mi fate piangere ancora nel vedere tanti miei figli morire per le vostre colpe non accettandomi e permettendo che Satana agisca. Vi amo, aiutatemi, abbiamo bisogno di tutti voi, dolci figli».

Penso che ciascuno possa trovare in proprio validi spunti di meditazione da questo testo che, ritengo utile ripetere, è stato steso in originale a mano nel 1995 e vistato dall’ordinario diocesano. Mi limiterò pertanto alle ragioni che interessano a me. La prima: con accento profetico la Vergine, che a Civitavecchia si è presentata coi titoli di “Madre della Chiesa” e “Regina della Famiglia”, inquadrava già vent’anni fa la grave crisi sociale ed ecclesiale di cui ora siamo consapevoli nel contesto del conflitto metastorico tra il Bene e il Male, chiamando in causa direttamente Satana. La seconda: questa crisi è già prevista e collocata nel messaggio di Fatima, che Benedetto XVI, pellegrino in Portogallo nel 2010, ci ha autorevolmente invitato a non considerare compiuto. Delle apparizioni nella Cova d’Iria si celebrerà il centenario nel 2017 e viene da chiedersi se questi cento anni corrispondano in qualche modo ai cento anni di Satana a cui hanno alluso diversi mistici, a cominciare da papa Leone XIII. Terza: la Madonna a Civitavecchia metteva in guardia l’Italia («La vostra Nazione è in pericolo») e la Chiesa nel suo centro vitale («A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla Roccia che mio figlio Gesù vi ha lasciato…»), invitando «tutti» i Vescovi a consacrarsi a Lei («Consacratevi tutti a me, al mio Cuore Immacolato e io proteggerò…»). Richiesta che speriamo in tanti avranno accolto. Quarta: la Madre della Chiesa passa dal monito all’appello accorato nel rivolgersi da un certo punto in poi con parole dolcissime, ma estremamente preoccupate, direttamente proprio ai successori degli apostoli, di cui evidenzia colpe così gravi da causare la morte (spirituale?) di molti. Infine, quinta ragione, che la Vergine, in opposizione a Lucifero, al pericolo, ai tradimenti compiuti perfino dai «dolci figli Vescovi» indica in san Giovanni Paolo II un seme germinato direttamente dai Sacri Cuori suo e di suo Figlio Gesù.[...]

   

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