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Fonte lanuovabq.it  03/11/2014


Autore Luisella Scrosati


Il cardinale Reinhard Marx, Presidente della Conferenza episcopale tedesca e membro del gruppo dei “consiglieri” del Santo Padre non sembra pienamente soddisfatto del risultato del Sinodo straordinario sulla famiglia. Forse non ha gradito il lavoro complessivo dei circoli minori, che hanno apportato importanti modifiche alla Relatio. Secondo quanto riporta Kath.net «il cardinal Marx avrebbe espresso in modo palese nell’aula sinodale il suo disappunto sul documento finale… per il fatto che le tesi del cardinal Kasper non hanno avuto praticamente nessuna influenza sul documento finale». Il cardinale avrebbe poi affermato che «se si confronta il discorso del Papa con questi testi, vien da dire che un po’ più di freschezza, un po’ più di slancio in avanti sarebbero stati desiderabili». 
Sarebbe dunque in ossequio a questo slancio, che l’arcivescovo di Monaco-Frisinga traccia il programma per l’anno che ci separa al Sinodo ordinario, dell’ottobre 2015: «Abbiamo il dovere di annunciare il Vangelo e non di citare noi stessi. Nei mesi che seguiranno l’attuale Sinodo, fino al Sinodo dei vescovi nell’anno a venire, si tratterà di vedere quali vie potremmo percorrere nelle Chiese locali per unire la dottrina della Chiesa e la situazione pastorale e familiare degli uomini. Si tratta - come annotato nel documento finale del Sinodo - di trovare “nuove strade” nella teoria e nella prassi. Come vescovi siamo pronti a questo nel dialogo. E non ci sono divieti di pensiero o di parola. Spero in un dibattito intenso all’interno delle nostre diocesi, parrocchie e associazioni».
“Novità”, “abolizione di divieti”, “apertura” sembrano essere divenute ormai le parole chiave della ventata antiproibizionista post-sinodale. Si sta ripetendo il mantra degli ultimi quarant’anni, per cui gli eventuali “limiti” che si trovano nei testi devono essere superati in nome dello spirito che li ha animati. Il cardinale Marx, in un’intervista rilasciata al settimanale Die Zeit il 28 ottobre, riportata sul National Catholic Reporter (clicca qui), si fa interprete di questo “spirito del Sinodo” (variante aggiornata dello spirito del Vaticano II…), infilando una serie di affermazioni che fanno ben capire quello che ci aspetterà nei prossimi mesi: «Le porte sono aperte più ampiamente di quanto sia mai accaduto dal Concilio Vaticano II. I dibattiti sinodali sono stati giusto un punto di partenza. Francesco vuole dare una mossa alle cose, vuole spingere in avanti i processi». A chi potrebbe far notare che però all’interno del Sinodo ha trovato spazio anche un altro “spirito”, che ha rigettato i famosi tre paragrafi sui temi della comunione ai divorziati-risposati e dell’omosessualità, Marx risponde: «Chiunque pervenga a questa conclusione (di un passo indietro, n.d.r.) non ha posto la sua attenzione su quanto sta avvenendo nella nostra Chiesa da un anno e mezzo. Fino ad ora, queste due questioni sono state assolutamente non negoziabili. Sebbene non abbiano raggiunto il consenso dei due terzi, la maggioranza dei padri sinodali ha nondimeno votato in loro favore».
Il cardinale inoltre ha spiegato per quale motivo i tre paragrafi siano stati comunque inseriti nel testo della Relatio, nonostante non abbiano raggiunto i voti necessari: «Sono ancora parte del testo. Specialmente io ho chiesto ciò al Papa, e il Papa ha detto che voleva che tutti i paragrafi venissero pubblicati, insieme ai voti corrispondenti. Egli ha voluto che, nella Chiesa, ciascuno vedesse a che punto eravamo. No, questo Papa ha spalancato le porte e i voti risultati alla fine del Sinodo non cambieranno questo». Verrebbe a questo punto da chiedersi a cosa serva discutere in un Sinodo e votare il documento finale paragrafo per paragrafo. A cosa serva un Sinodo che non tenga conto dei risultati del Sinodo…
   

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