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Fonte marcotosatti.com 14/01/2020

Autore Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, parecchie persone mi hanno chiesto di cercare di fare luce sulla polemica per l’uscita del libro “Des profondeurs des nos coeurs” creato da Benedetto XVi e il cardinale Robert Sarah. Abbiamo allora raccolto da fonti estremamente affidabili tutta una serie di elementi, che vi offriamo.

A quanto sembra nessuno nel monastero Mater Ecclesiae aveva visto la copertina del libro; e questo è stato uno dei problemi principali.

Il punto centrale però per fare chiarezza sui contenuti e sulla polemica che la Bergoglio Press Team ha lanciato all’inizio (sostenendo che in pratica Benedetto sarebbe stato circuito, avrebbe solo messo la firma e insinuazioni miserevoli diverse). E la realtà è che Benedetto XVI ha corretto tutte le bozze del libro, ovviamente per la sua parte, ma leggendo anche quanto scritto dal cardinale Robert Sarah.

Inoltre ha detto, e scritto, a Sarah, di approvare sia l’introduzione che la conclusione del libro.

George Gaenswein non ha letto il libro, e questo ha costituito certamente un problema.

Tutta l’operazione è rimasta nelle mani oltre che di Benedetto e di Sarah, dell’editore, Nicolas Diat, che ovviamente ha fatto il suo mestiere il suo interesse, vedendo l’occasione di fare di questo libro il libro “importante” di Benedetto XVI e di Sarah; tutto a sua gloria e merito.

Perciò quando ieri mattina è esplosa la bomba (che aveva già cominciato a esplodere nella notte, perché in America si svegliavano), e gente come Faggioli ecc. cominciavano a sparare, con un’intenzione molto chiara. Si concentravano sulla copertina, che Diat aveva pubblicato, dicendo che qui si voleva fare un’operazione anti papa, contro papa Francesco.

Obiettivo loro era di evitare che si discutesse del contenuto. Al monastero Mater Ecclesiae non si sono resi conto, ieri mattina, bene, della portata della polemica, nonostante fossero stati avvisati. Gaenswein alla fine si è messo in contatto con Tornielli, che ha scritto un articolo per l’Osservatore Romano e Vatican News, riferendo le idee di papa Bergoglio sull’importanza del celibato, e cercando in buona sostanza di gettare olio sulle acque che la canea varia stava agitando, sostenendo fra l’altro che Benedetto XVI e Sarah non avevano scritto il libro insieme.

L’ultimo sviluppo, sinceramente piuttosto incomprensibile, lo abbiamo dalle dichiarazioni di Georg Gaenswein, che ha detto a un giornalista tedesco che bisogna cambiare il titolo e la copertina. Perché non si sa. Forse per difendere la sua posizione, che è certamente complicata, essendo lui la persona più vicina a Benedetto, e nello stesso tempo essendo vicino a papa Bergoglio come Prefetto della Casa Pontificia. En passant, possiamo notare che fra i guaiti e latrati della stampa filo-regime nelle prime ore si parlava di una manipolazione dell’”entourage” di papa Benedetto. Che invece, consistendo l’entourage in Gaenswein, era all’oscuro di tutto….Ma l’impressione che Gaenswein cerchi di evitare di restare schiacciato fra i vasi di ferro è forte; fino a far credere che se una qualche spinta è stata data a Benedetto, beh, è avvenuta adesso, e non prima.

Indubbiamente Gaenswein con le sue dichiarazioni di oggi mette in difficoltà Sarah che non c’entra niente, e che si è comportato in maniera estremamente lineare. Tutto questo lavoro però, è cominciato prima del Sinodo, in settembre.

Benedetto aveva già scritto in settembre, sulla base delle polemiche pre-sinodali sul celibato sacerdotale e sulla questione dei viri probati, quindici cartelle sul tema del celibato. Che sono confluite poi nel libro.

Da notare che il percorso sembra molto simile a quello compiuto in occasione del Vertice sugli abusi sessuali. Benedetto aveva preparato una sua riflessione, probabilmente con l’intenzione di offrire un contributo ai vescovi del vertice, inviandola al Pontefice e alla Segreteria di Stato. Lì era rimasta, ed era stata pubblicata qualche mese più tardi su un giornale tedesco dedicato al clero.

E, ancora una volta, ci sembra interessante ribadire come queste polemiche di carta abbiano fatto sì che si spostasse l’attenzione dai contenuti alla copertina!

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