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Fonte cronicasdepapafrancisco.com 28/11/2018

“Purtroppo questi amatori delle novità facilmente passano dal disprezzo della teologia scolastica allo spregio verso lo stesso Magistero della Chiesa che ha dato, con la sua autorità, una cosi notevole approvazione a quella teologia. Questo Magistero viene da costoro fatto apparire come un impedimento al progresso e un ostacolo per la scienza; da alcuni acattolici poi viene considerato come un freno, ormai ingiusto, con cui alcuni teologi più colti verrebbero trattenuti dal rinnovare la loro scienza” (Venerabile Pio XII, Humani generis, 1950)

 

Non vogliamo che un drammatico ed altrettanto imponente intervento del professor Ettore Gotti Tedeschi, in una riflessione inviata a Marco Tosatti che l’ha pubblicata qui, rischiasse di andare perduta o minimizzata nel suo contenuto. Ciò che infatti vi si legge è quanto stiamo denunciando noi stessi da anni su questa intromissione eretica ed apostata di un gesuitismo modernista, in collaborazione anche con i ricchi Dossier del sito “cooperatoresveritatis“, si legga qui.

Nel consigliarvi di leggere integralmente la riflessione di Gotti Tedeschi, noi possiamo qui considerare, brevemente, alcuni aspetti. Il testo in questione conferma non soltanto ciò che erano anche “nostri” sospetti, piuttosto conferma come in certi ambienti gesuiti il cambiamento teologico sia avvenuto da tempo e che l’affermarsi e l’imporsi è ora solo questione di tempo e di tattica, in sostanza di PRASSI E PASTORALE quella che, in definitiva, sta imponendo proprio il papa gesuita.

Quando da anni affermiamo che – Bergoglio – sta gesuitizzando la Chiesa e ci sta imponendo una svolta dottrinale, un nuovo “paradigma”, non sono nostre invenzioni e, questo gesuita: padre José-Ramon Busto Saiz, Rettore (alla data della pubblicazione) dell’Università Pontificia (Comillas) di Madrid, docente di esegesi e teologia… un pezzo da novanta si direbbe, lo conferma. Commenta, a ragione, il professore Gotti Tedeschi:

“Dagli anni sessanta finalmente si comprende che per credere in Dio è necessario che Dio sia credibile”.

… è un bel capovolgimento, un chiaro ribaltamento atto a sotto intendere che per duemila anni non solo non vi sia stata la necessità – da parte della Chiesa – che Dio fosse “credibile”, ma che forse, per duemila anni, milioni di Cristiani, intere generazioni hanno creduto ad un Dio “non molto credibile”!!! A fare queste considerazioni non siamo noi, sia inteso, è piuttosto la nuova teologia che soppianta quella della Chiesa, la teologia dell’eretico cardinale Kasper che avanza inesorabilmente, col suo maestro l’eretico gesuita Karl Rahner, sulla questione del GESU’ STORICO-PURAMENTE UOMO.

La questione dell’esegesi storico-critica fu provvidenzialmente condannata da san Pio X prima (nella famosa condanna del Modernismo), quanto poi dal Venerabile Pio XII nella portentosa Humani generis, vedi qui, nella quale è proprio scritto questo passaggio: “circa alcune false opinioni che minacciano di sovvertire i fondamenti della dottrina cattolica (…) I dissensi e gli errori degli uomini in materia religiosa e morale, per tutti gli onesti, soprattutto dei i sinceri e fedeli figli della Chiesa, sono sempre stati origine e causa di fortissimo dolore, ma specialmente oggi, quando vediamo come da ogni parte vengano offesi gli stessi principi della cultura cristiana.“…

Leggendolo (questo eretico gesuita, sottolineiamo noi) mi è venuto naturale – spiega Gotti Tedeschi – dire a me stesso: “Ah! ecco! Ora si capisce…” si annuncia che il libro è una “sintesi di conferenze agli educatori dei Collegi della Compagnia di Gesù“; poi si spiega che il testo serve a iniziarsi al mistero di Gesù Cristo dopo l’esegesi storico-critica e la riscoperta della sua umanità da parte della teologia nella seconda metà del XX secolo……

IL CAMPO DI RIEDUCAZIONE in ambiente gesuitico, di stampo dittatoriale e marxista, si concretizza fin dagli anni Trenta del secolo scorso, dando forma e vita alla “rifondazione” della Compagnia di Gesù sotto il regno di Pedro Arrupe. Non è affatto da sottovalutare come lo stesso Giovanni Paolo II ebbe la forte sensazione che forse sarebbe stato bene ri-sopprime la Compagnia, leggete qui i fatti.

Che ruolo ebbe, in quei tempi Jorge Mario Bergoglio? E dove vuole arrivare?

Bergoglio fu dai suoi inizi una persona molto, molto ISOLATA, che procedeva per conto suo e, naturalmente, contro la Teologia della liberazione che gli valse, in effetti, l’astio e pessime reazioni da parte dei suoi confratelli in Argentina. Questo fattore però, INGANNO’ TUTTI i suoi Superiori, anche il cardinale Quarracino che lo propose vescovo a Giovanni Paolo II. In verità, Bergoglio, affermava una sua teologia QUELLA DEL POPOLO…. argomento che non possiamo affrontare qui, ma che è bene tenere a mente attraverso, per esempio, i famosi tre Discorsi ai Movimenti popolari e, stranamente, gli unici testi regalati persino da “ilmanifesto“… vedi qui.

Bergoglio si affeziona ALLA RIVOLUZIONE senz’armi di Pedro Arrupe, appoggia e sostiene tutta la rivoluzione teologica di quei tempi e fa proprio, senza mai citarli, le teorie del gesuita eretico-panteista Teilhard de Chardin e Karl Rahner apprezzando, di quest’ultimo, il famoso “Cristianesimo anonimo e …. dell’altro il Cristo “cosmico”…. La RIVOLUZIONE (termine a lui molto caro) è così un fatto, un evento della quale, lui stesso, si fa portatore ideologico ma anche apportatore della NUOVA PRASSI….

Se a qualcuno fosse sfuggito, oggi, nella Chiesa avanza imperterrito il PROGETTO GESUITICO DI AGGIORNAMENTO, ADATTAMENTO della “nuova teologia la quale procede da un’altro gesuita promosso, però, dai pontefici: Henri de Lubac. L’unica differenza sta nel fatto che quel progetto è già “vecchio”, invecchiato, e i “nuovi” teologi di stampo gesuitico procedono con le nuove innovazioni quali, appunto, la questione LGBT… vedi qui, o l’eliminazione del celibato sacerdotale…

Chi lo ha compreso “perfettamente” è proprio l’amico ateo di Bergoglio, Eugenio Scalfari il quale continua a darci informazioni preziose (mai smentite dal Vaticano) su questa rivoluzione, con un nuovo editoriale sull’Espresso del 2 dicembre 2018 (vedi immagini).

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Quanto riporta Scalfari è l’essenza della nuova teologia di Teilhard de Chardin e di Rahner insieme…. ed è quanto ha commentato Gotti Tedeschi a riguardo del libro eretico del gesuita spagnolo…. così come l’allarme – ragionato e ragionevole – lanciato da Aldo Maria Valli, vedi qui. Tutti che “non hanno capito – o hanno capito male”? TUTTE COINCIDENZE?

Il “caso” di Dario Viganò (non il vescovo) che sponsorizzò la “teologia di Bergoglio” attraverso 5 libretti ERETICI che lo stesso Benedetto XVI rifiutò di leggere e di presentare, vedi qui, sottolineano che “non abbiamo capito male noi”…. e che non sono coincidenze, ma che vi è in atto UN VERO PROGETTO E PROGRAMMA DI RIBALTAMENTO E DI RIVOLUZIONE DOTTRINALE ….. questo progetto ha uno scopo preciso: RIBALTARE LA DOTTRINA DI GESU’ CRISTO E LA SUA IDENTITA’. Ci accadrà che, come ebbe a descrivere san Giovanni Crisostomo: “la sera prima andarono a dormire cristiani, la mattina si svegliarono ARIANI…

Inutile dire che ci troviamo davanti alla domanda grave di Gesù, anzi due, la prima è: «Voi chi dite che io sia?» (Mt.16,15…); la seconda è: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc.18,1-8)…. Domande alle quali la Chiesa aveva dato risposte patristiche alla prima, e riflessioni DI CONVERSIONE alla vera dottrina per poter affrontare la seconda risposta.

Oggi, alla prima domanda, Gesù è identificato COME UOMO, accusando la Chiesa del passato di aver presentato un Gesù “troppo divino“…. il ché è un falso clamoroso e vergognoso… Gesù E’ DIO, punto! La Sua umanità può essere compresa SOLO a fronte della CONVERSIONE degli uomini ad un Dio che, facendosi uomo, ha RISCATTATO la nostra umanità ferita dal PECCATO ORIGINALE… Tutti argomenti che questa chiesa gesuitica vuole ribaltare e che sta modificando, sulla scia protestante e superando i grandi eresiarchi del passato.

Per la seconda domanda tutto, oggi, è per loro RELATIVO E RELATIVSIMO, soggettivismo, emozionalismo, simpatia… tutto soggetto NON alla conversione ma ALLE OPERE CARITATEVOLI… dopo di che, pecca pure quanto vuoi, è la fede AL DIO FATTO UOMO a salvarci a prescindere dal peccare (teoria protestante), e non al fatto che l’Uomo che è morto in Croce è DIO, e che la fede in LUI comporta LA CONVERSIONE DAL PECCATO e dal peccare… Riflette infatti Gotti Tedeschi:

  • “Perciò non come i Vangeli ce lo hanno trasmesso, Gesù Cristo, perché i Vangeli non sono opere storiche, danno testimonianze sospette, gli autori presunti (a parte forse uno) non sono testimoni oculari di quanto riferiscono, si contraddicono, non citano le fonti, probabilmente erano influenzati dai destinatari del loro lavoro che così volevano fosse interpretata la storia di Gesù, per aiutare la fede. I Vangeli vanno perciò letti criticamente… (..) Comunque i primi destinatari dell’amor di Dio sono i poveri (materiali) poiché, lascia intendere l’autore, si intuisce che l’iniquità nella distribuzione dei beni è l’origine di tutti i mali (non il peccato originale, ignorato completamente). Perciò tutti sono figli di Dio (poveri, emarginati, peccatori),ma gli eletti sono i poveri materiali visto che il maggior peccato (iniquità) è stato compiuto contro di loro.”

Ecco la RIVOLUZIONE gesuitica di Bergoglio: dalla Teologia della liberazione alla TEOLOGIA DEL POPOLO, il ribaltamento di tutto…. La stessa “preghiera di Gesù” del Pater Noster non sarebbe affatto uscita dalle labbra di Gesù, ma è stata una INTERPRETAZIONE di quel tempo, e perciò oggi riadattabile… così come la rilettura DELL’IDENTITA’ DELLA BEATA VERGINE MARIA…. commenta infatti Gotti Tedeschi:

  • “Il libro cita una sola volta Maria riferendo che la concezione e la nascita verginale di Gesù appartengono alla fede della Chiesa. Noi confessiamo nel Credo che Gesù nacque da Maria Vergine, ma questo mistero non si deduce dalla ricerca storica; infatti non è accessibile che alla fede. Gesù predicò il Regno di Dio, senza mai descriverlo, e spiegò che questo regno giunge gratuitamente per tutti, indipendentemente dalle nostre azioni. Ciò significa che il regno di Dio è offerto gratuitamente a tutti senza bisogno di meritarlo perché Dio ci ama indipendentemente da ciò che facciamo. Se dovessimo meritare l’amore di Dio, allora Gesù sarebbe probabilmente un falso profeta? (si chiede l’autore).”

Vi ricordate la nuova dottrina, il NUOVO DOGMA DEL DUBBIO? Ecco, leggete qui.

E’ TUTTO collegato! Basta leggere le Omelie del mattino di Bergoglio per capire come, i Vangeli, stiano subendo UNA RILETTURA, UNA NUOVA INTERPRETAZIONE lenta ma inesorabile, non comprensibile ad una prima e distratta lettura superficiale… tecnica e tattica INSEGNATA NELLE SCUOLE GESUITICHE…. riletture atte a modificare la vera identità del Cristo Gesù… conducendoci così ad una nuova forma di ARIANESIMO – leggete qui – della quale eresia lo stesso Enzo Bianchi è un esecutore attento e scrupoloso. Che dire?

Appare sempre più realistico che se – come afferma Sosa, papa nero – all’epoca di Gesù non c’erano i registratori, quindi non sapremo affatto cosa disse davvero Gesù, possiamo serenamente affermare che i Gesuiti hanno creato il loro Gesù… Concludiamo con le parole del Venerabile Pio XII, molto profetiche e vere:

  • “Si aggiunge a ciò un falso “storicismo” che si attiene solo agli eventi della vita umana e rovina le fondamenta di qualsiasi verità e legge assoluta sia nel campo della filosofia, sia in quello dei dogmi cristiani. (..)  Ora queste tendenze, che più o meno deviano dalla retta strada, non possono essere ignorate o trascurate dai filosofi e dai teologi cattolici, che hanno il grave compito di difendere le verità divine ed umane e di farle penetrare nelle menti degli uomini. Anzi, essi devono conoscere bene queste opinioni, sia perché le malattie non si possono curare se prima non sono bene conosciute, sia perché qualche volta nelle stesse false affermazioni si nasconde un po’ di verità, sia infine, perché gli stessi errori spingono la mente nostra a investigare e a scrutare con più diligenza alcune verità sia filosofiche che teologiche.(…)
  • Si nota poi un altro pericolo, e tanto più grave, perché si copre maggiormente con l’apparenza della virtù. Molti, deplorando la discordia e la confusione che regna nelle menti umane, mossi da uno zelo imprudente e spinti da uno slancio e da un grande desiderio di rompere i confini con cui sono fra loro divisi i buoni e gli onesti; essi abbracciano perciò una specie di “irenismo” che, omesse le questioni che dividono gli uomini, non cerca solamente di ricacciare, con unità di forze, l’irrompente ateismo, ma anche di conciliare le opposte posizioni nel campo stesso dogmatico.
  • E come un tempo vi furono coloro che si domandavano se l’apologetica tradizionale della Chiesa costituisse più un ostacolo che un aiuto per guadagnare le anime a Cristo, cosi oggi non mancano coloro che osano arrivare fino al punto di proporre seriamente la questione, se la teologia e il suo metodo, come sono in uso nelle scuole con l’approvazione dell’autorità ecclesiastica, non solo debbano essere perfezionate, ma anche completamente riformate, affinché si possa propagare con più efficacia il regno di Cristo in tutto il mondo, fra gli uomini di qualsiasi cultura o di qualsiasi opinione religiosa.(..)
  • Da quanto abbiamo detto è chiaro che queste tendenze non solo conducono al relativismo dogmatico, ma di fatto già lo contengono; questo relativismo e poi fin troppo favorito dal disprezzo verso la dottrina tradizionale e verso i termini con cui essa si esprime…. Purtroppo questi amatori delle novità facilmente passano dal disprezzo della teologia scolastica allo spregio verso lo stesso Magistero della Chiesa che ha dato, con la sua autorità, una cosi notevole approvazione a quella teologia. Questo Magistero viene da costoro fatto apparire come un impedimento al progresso e un ostacolo per la scienza; da alcuni acattolici poi viene considerato come un freno, ormai ingiusto, con cui alcuni teologi più colti verrebbero trattenuti dal rinnovare la loro scienza.”
   

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