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Fonte marcotosatti.com 06/11/2018

Autore Marco Tosatti

Questa mattina mi sono balzati agli occhi due elementi, che per quanto apparentemente lontani fra di loro invece possono essere collegati.

Il primo è una serie di tweet del cardinale sudafricano Wilfrid Fox Napier. Citava Maccabei 1.41 e seguenti:

“[41]Poi il re prescrisse con decreto a tutto il suo regno, che tutti formassero un sol popolo [42]e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. Tutti i popoli consentirono a fare secondo gli ordini del re. [43]Anche molti Israeliti accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. [44]Il re spedì ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda, ordinando di seguire usanze straniere al loro paese, [45]di far cessare nel tempio gli olocausti, i sacrifici e le libazioni, di profanare i sabati e le feste [46]e di contaminare il santuario e i fedeli, [47]di innalzare altari, templi ed edicole e sacrificare carni suine e animali immondi, [48]di lasciare che i propri figli, non circoncisi, si contaminassero con ogni impurità e profanazione, [49]così da dimenticare la legge e mutare ogni istituzione”.  

Commentava nel tweet finale il porporato: “Questo mi ricorda la sistematica distruzione dell’insegnamento morale e della pratica da parte dagli agenti del Politicamente Corretto. Questa è attualmente LA (maiuscolo suo, n.d.r.) eresia del nostro tempo. Il suo obiettivo finale è distruggere ogni sano insegnamento e pratica derivati dalla divina rivelazione nella Scrittura!”.

Stavo riflettendo su queste sante parole di saggezza e chiarezza quando aprendo la posta ho trovato l’usuale newsletter di LifeSiteNews. Il titolo dell’articolo di Maike Hickson mi ha incuriosito: <Il portavoce non ufficiale di papa Francesco sostiene che “McCarrick non ha avuto relazioni omosessuali>.  La persona a cui si riferiva Maike Hickson è il collega Tornielli, e l’articolo interessato risaliva al 14 settembre scorso. Potete leggere e giudicare da soli quanto siano difendibili quelle affermazioni. Che potrebbero essere uno dei consueti esercizi funambolistici per negare l’evidenza; ma che assumono, oggi, un senso preciso. Spiegano forse, fra l’altro, perché il Pontefice e tutta la sua cerchia dal momento in cui è esploso lo scandalo in Cile, seguito dal seminario di Tegucicalpa, regno del card. Maradiaga, Gran Consigliere del papa, per passare attraverso il caso McCarrick e il rapporto del Grand Jury di Pennsylvania,  le molteplici testimonianze dell’arcivescovo Viagnò, che attendono ancora una risposta o qualche smentita, evidentemente difficile, se non impossibile; per atterrare infine in Germania, non abbiano MAI pronunciato la parola “omosessualità”. Scrive Maike Hickson, nella nostra traduzione.

  • Tornielli non è l’unica persona influente sotto questo attuale pontificato che cerca di portare la discussione lontano dal fatto ovvio che la maggioranza degli abusi sessuali del clero è l’abuso omosessuale. Quasi nello stesso modo, il cardinale Reinhard Marx – un membro del Consiglio dei Nove di Papa Francesco – ha fatto dichiarare al suo vicario generale che “Ci sono ora, ripetutamente, quelle affermazioni che gli studi (sugli abusi clericali in Germania) hanno dimostrato che l’abuso le vittime sono soprattutto ragazzi e gli autori di reato sono per lo più uomini”. “Vorrei dare un avvertimento”, aggiunge Beer, “a non tracciare – a causa di questa osservazione – una connessione diretta tra omosessualità e abuso”. Agli occhi di Beer, un tale approccio “costituirebbe una discriminazione insopportabile di persone con inclinazioni omosessuali. Rifiuto esplicitamente questo e chiedo a tutti noi di non seguire qui tali slogan”….  Il vescovo svizzero Marian Eleganti, tuttavia, ha recentemente chiarito che un tale rifiuto della componente omosessuale nella crisi degli abusi “è di per sé un insabbiamento”. Ha dichiarato in un comunicato stampa: “Nessuno nega che il clericalismo abbia un ruolo, ma tuttavia è dimostrato che nella Chiesa i molestatori sono principalmente omosessuali. Il tacere di questo fatto è un’ulteriore forma di copertura”.  Parlando della regola permanente della Chiesa di non ammettere gli omosessuali al sacerdozio, il vescovo ausiliare di Coira ha commentato: “Mi aspetto che i responsabili della Chiesa seguano queste istruzioni e intraprendano azioni di conseguenza”. Per Eleganti, la Chiesa dovrebbe ammettere pubblicamente “che nel clero della Chiesa, da decenni ci occupiamo di criminali prevalentemente omosessuali”.  E la Chiesa – a partire dal portavoce non ufficiale di Papa Francesco “Tornielli – dovrebbe smettere di fare semplici negazioni di fatti semplici, come ‘No, McCarrick non aveva relazioni omosessuali’”.

 

Non possiamo poi trascurare, parlando di questo problema, l’importantissimo contributo del cardinale Brandmüller, pubblicato da Sandro Magister e dalla Nuova Bussola Quotidiana, e lo studio di padre Sullins, del Ruth Institute, proprio in tema di abusi e omosessualità. Anch’esso appena pubblicato.

C’è da chiedersi se il silenzio del papa e del Vaticano su questo tema; le non risposte alle testimonianze dell’arcivescovo Viganò; il rifiuto pontificio di aprire un’indagine apostolica sugli abusi negli Stati Uniti, di grane portata e profondità; e i tentativi giornalistici di negare l’ovvio ed evidente dipendano dal desiderio, di cui parlava il card. Napier, di asservirsi al Politicamente Corretto, o al desiderio di non creare fastidi a una presenza omosessuale o filo-omosessuale nella Chiesa, e in Vaticano, di cu il card. McCarrick, riabilitato dal Pontefice dopo le sanzioni di Benedetto XVI, faceva parte a buon titolo. Una presenza che durante questo regno sembra assumere dimensioni straordinarie.

   

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