Articoli più letti  

   

Cerca autori  

   

Cerca Argomenti  

   

Fonte marcotosatti.com 18/08/2018

Autore Marco Tosatti

Nei giorni scorsi sono state presentate alla stampa le casule che il Pontefice regnante e i sacerdoti indosseranno durante le celebrazioni e in particolare alla messa di Phoenix Park, a Dublino, durante il Meeting delle Famiglie; che, se non sarà cancellato, visto che almeno tre dei cardinali coinvolti sono coinvolti e in maniera non trascurabile nello scandalo dell’omosessualità e degli abusi nella Chiesa, e un quarto il card. O’Malley non potrà partecipare proprio a causa di uno scandalo del genere che gli è scoppiato in casa; bene, se non sarà cancellato e sostituito da processioni penitenziali, avrà la presenza di papa Bergoglio.

Guardatele bene. A che cosa vi fanno pensare? A che cosa associate la scelta dei colori pastello, e quel simbolo multicolore al centro della casula, diciamo con un ricordo neanche tanto vago dell’arcobaleno?

Allora: il simbolo che vedete è un Triskell, un simbolo celtico (non solo irlandese: ricordo che mi fu regalato, eoini fa, un Triskell in Bretagna, terra celtica). E se siete curiosi di saperne di più, potete approfondire qui. Ci accontentiamo qui di riportare qualche riga: “La simbologia ternaria da esso rappresentata, contestualizzata alla cultura celtica, si presta a numerose interpretazioni: i tre momenti del movimento del sole, alba, zenith e tramonto; la triplice composizione del cosmo secondo la tradizione celtica, fuoco, terra e acqua (che rappresenta anche l’aria allo stato liquido); il tempo stesso come passato, presente e futuro; oppure, benché molto più tardivo come significato, la triplice composizione dell’uomo alchemico composto da spirito, anima e corpo (mercurio, zolfo e sale)”.

Pare che San Patrizio abbia cercato di “cristianizzare” senza molta fortuna il simbolo. Che  è rimasto patrimonio della cultura druidica e neo-druidica. Insomma, un simbolo pre-cristiano, pagano, e legato alla cultura druidica: antica e moderna.

Ma in realtà i riferimenti provocati da quelle virgole colorate sono più ampi. A chi scrive ha portato subito alla mente lo Yin e lo Yang, i due principi opposti e complementari della cultura taoista. E poi, in uno sforzo di memoria colossale, siamo arrivati a un’altra citazione, che vedete qui illustrata.

Questo è il simbolo del dio della guerra giapponese, Hachiman; e lo trovate anche nelle arti marziali a mani nude di Okinawa.

Alcune lettrici hanno interpretato – e non si può dar loro torto – le tre virgole come tre 6; il famoso “666” dell’Apocalisse.

Alla presentazione il prete irlandese che spiegava ha detto che “È l’intera nozione del viaggio nel divino, e anche nella vita eterna”.

Chissà perché un simbolo cristiano non andava bene, posto che – a quanto sembra – si tratterebbe di un evento cristiano. Ma forse è meglio non fare troppe domande.

Davanti al Pontefice ci sarà un croce penitenziale del XVII secolo. E Dio sa se non è una scelta più che appropriata. Per il “penitenziale”, intendo.

   

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , guarda la nostra privacy policy.