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Fonte marcotosatti.com 11/08/2019

Autore Agostino Nobile

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile ci ha inviato una riflessione certamente molto interessante e da cui sono sicuro che nascerà un dibattito vivace e fruttuoso. Tratta, fra l’altro, di un argomento che certamente non troverete spesso nella grande stampa di informazione, e cioè dei rapporti fra massoneria e mondo islamico. Buona lettura.

Lo schiavismo islamico oscurato dalla massoneria

  Al fine di distruggere il cristianesimo la massoneria, molto più presente nel mondo musulmano di quanto si pensi, ha praticamente cancellato dai testi di storia lo schiavismo attuato dagli arabi.

Ricordando che la Chiesa ha sempre vietato lo schiavismo in ogni sua forma, trascrivo pressoché integralmente tre brevi passi sullo schiavismo nell’islam ripreso dal mio nuovo libro Moloch.

Gli studiosi che si occupano delle tratte degli schiavi stimano che le deportazioni operate  dagli occidentali (i quali compravano la “merce” dai musulmani e dagli africani che facevano schiavi le tribù rivali) sono tra i 10 e 12milioni di esseri umani. Dalla fondazione dell’islam al secolo scorso gli arabi hanno reso schiavi 15-18 milioni di africani. Nella maggior parte dei casi l’acquisto veniva effettuato in territorio sub-sahariano, costringendo gli schiavi a una marcia di oltre 1.000 km. I viaggi in condizioni atmosferiche a dir poco terrificanti, la scarsità d’acqua e di cibo, uccisero un numero enorme di africani. Se ai milioni di schiavi sommiamo un 80% di perdite lungo il tragitto, e milioni di uomini, donne e bambini massacrati durante le razzie, le stime raggiungono una cifra che si aggira sui 100-120 milioni di persone in tredici secoli.

Il professore ganese John Alembillah Azumah, direttore di studi islamici presso la London School of Theology, autore del saggio The legacy of Arab-Islam in Africa, pubblicata nel 2001, afferma: “L’islam è riuscito in modo stupefacente a fuorviare, disinformare, deformare e distorcere allo stesso tempo la realtà e la storia su un periodo di circa quattordici secoli, almeno fino ad oggi. Ciò che c’è in particolare di tragico, è che la maggior parte dei discendenti di schiavi, i neri delle Americhe nel mondo, ed i neri di Africa discendenti di schiavi, ignorano tutto della verità. Mentre la maggior parte degli schiavi dell’America poté sposarsi ed avere bambini, la maggior parte degli schiavi maschi in Medio Oriente fu castrata e la maggior parte dei bambini nati da donne schiave fu uccisa alla nascita. Mentre gli schiavi dell’America fecero molti bambini – con milioni di discendenti oggi cittadini del Brasile e degli Stati Uniti, sopravvissero pochissimi discendenti degli schiavi del Medio Oriente. Mentre la quasi-totalità degli schiavi dell’America era usata nell’agricoltura, la maggioranza degli schiavi del Medio Oriente musulmano era destinata allo sfruttamento sessuale negli harem, o a servire nell’esercito. […] La peggiore, la più inumana, la più diabolica istituzione della tratta negriera fu iniziata, definita, perpetrata ed attuata dagli arabi maomettani, aiutati successivamente dai neri convertiti all’islam.”

J.W. Brodman, in Ransoming Captives in Crusader Spain: The Order of Merced on the Christian-Islamic Frontier (1986), ricorda che nell’attacco a Tessalonica del 903, i capi Arabi si spartirono o vendettero come schiavi 22.000 cristiani. Il Sultano Al Arsalan devastò la Georgia e l’Armenia nel 1064 e massacrò gli abitanti, i sopravvissuti furono ridotti in schiavitù. Il Califfo Almoade Yaqub al-Mansur conquistato Lisbona nel 1189, schiavizzò 3.000 donne e bambini. La stessa fine fecero gli abitanti delle terre europee conquistate, da Bisanzio alla penisola iberica dalla Sicilia alla Russia. Ma le stesse devastazioni e la stessa fine fecero i popoli persiani, indiani, buddisti e indù. Dal 1002 al 1015, in tre spedizioni i musulmani rifornirono i mercati orientali con oltre 800.000 schiavi. Tra il 1530 e il 1780, durante l’impero Ottomano, i cristiani ridotti in schiavitù, principalmente italiani e del sud Europa, sono stimabili in 1-1,25 milioni. Nel 1535 gli schiavi presenti a Tunisi e Tripoli erano circa 22.000. Nel 1544 a Ischia vennero fatti circa 7.000 schiavi, nel 1554 a Vieste circa 6.000. Nel 1619 ad Algeri vi erano più di 50.000 schiavi, 120.000 incluse le città di Tunisi, Tripoli e Fez. Nel 1627 vennero assalite alcune località islandesi (si pure lì) con la cattura di circa 400 schiavi. Ancora nel 1810, tra Tunisi e Tripoli erano presenti più di 2.000 schiavi, e nel 1816 ad Algeri erano 1.642.

Per lo storico Jan Hogendorn in The Hideous Trade. Economic Aspects of the ‘Manufacture’ and Sale of Eunuchs, la percentuale di sopravvivenza dopo l’asportazione di pene e scroto su bambini fra i sette e i dodici anni era del 10%. L’economia degli arabi, dei turchi e dei musulmani nord africani, per secoli era basata sul mercato degli schiavi bianchi, tant’è che le incursioni in Europa, soprattutto nel bacino mediterraneo, si sono protratte fino ai primi anni del ‘900. Nello stesso periodo in Turchia erano ancora presenti gli harem. Per avere un’idea di questa istituzione, ricordiamo che nel XVII secolo l’harem del visir turco Kara Mustafá contava oltre 1500 concubine e schiave, 700 guardiani eunuchi africani, oltre a numerosissimi servi e segretari.

Nel mondo della prostituzione lo schiavismo esiste anche in occidente, ma nel mondo non cristiano è presente in tutte le sue forme. In Arabia Saudita, per esempio, centro del culto islamico, almeno su carta lo schiavismo è stato abolito nel 1962. Oggi si sono modernizzati. Su Twitter si vendono le domestiche straniere a 4.500 dollari, trasporto e consegna inclusi. https://www.tpi.it/2018/02/28/arabia-saudita-domestiche-vendute-twitter/   La monarchia Al Saud è un’alleata di ferro dei governi massoni occidentali.                 

Un video in francese sulla tratta islamista di africani.

 

Agostino Nobile

 

   

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