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Fonte vaticaninsider.lastampa.it 07/01/2012

 

Autore Giacomo Galeazzi

 

Il rapporto tra le due istituzioni viene osservato da monsignor Negri attraverso la lettura del fenomeno dei “liberi muratori” fatta dal magistero dei Papi

 

Tonaca e compasso. Quello dei rapporti tra cristianesimo e massoneria è un nodo autenticamente «ecumenico». Non solo la Chiesa cattolica, infatti, ha secolari difficoltà con i «liberi muratori» ma anche le altre confessioni cristiane, al punto che nel 2003 l’arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra, Rowan Williams, appena divenuto capo spirituale degli Anglicani, è stato costretto a scusarsi con i 330mila massoni del Regno Unito per aver dichiarato che le loro convinzioni sono incompatibili con l’essere cristiani e per aver affermato che lui stesso li ha esclusi dai posti di responsabilità nella sua diocesi. E’ stata tale la levata di scudi della massoneria britannica che il primate Rowan Williams ha scritto a Robert Morrow, il Gran Segretario della Grande Loggia Unita d’Inghilterra, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco delle polemiche scatenate dalla sua dichiarazione di incompatibilità tra massoneria e cristianesimo.

Nel suo messaggio l’arcivescovo di Canterbury si scusa per il «dispiacere» che ha provocato con le sue parole e rivela che suo padre «faceva parte della Corporazione». I massoni, molti dei quali sono membri attivi della Chiesa d’Inghilterra, hanno reagito animatamente al fatto che il primate abbia riconosciuto di avere dubbi, timori e pregiudizi circa la compatibilità tra massoneria e cristianesimo e hanno protestato per la sua ammissione che, da vescovo di Monmouth, aveva bloccato la promozione di massoni ad incarichi di rilievo. Le sue dichiarazioni critiche sulla massoneria erano contenute in una lettera privata parzialmente rivelata dai mass media del regno Unito proprio mentre Downing Street confermava l’avvenuta nomina di Rowan Williams a capo della Chiesa d’Inghilterra. I successivi tentativi dei suoi collaboratori di attenuare il clamore causarono soltanto ulteriori polemiche. Un portavoce, infatti, affermò che l’arcivescovo di Canterbury era preoccupato per la componente rituale della massoneria, che veniva vista come «satanicamente ispirata».

Nella Chiesa cattolica non accade spesso che un presule parli pubblicamente di Massoneria. Ancora più sorprendente è che a farlo sia un esponente in vista della gerarchia ecclesiastica come monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro e presidente della fondazione internazionale "Giovanni Paolo II" per il magistero sociale della Chiesa. Nel novembre 2007 l'occasione per l'esternazione venne offerta al presule ciellino, già strettissimo collaboratore di don Luigi Giussani, da un libro della storica del Risorgimento, Angela Pellicciari intitolato "I Papi e la massoneria" (Edizioni Ares, 2007, pp. 320). Nella prefazione al saggio, il vescovo Negri si dichiara lieto di introdurre "questa significativa e utile fatica" di Angela Pellicciari, definendo il suo libro "una rilettura estremamente intelligente e documentata del magistero dei papi negli ultimi secoli sul problema, quanto mai annoso e attuale, della massoneria e della sua azione disgregativa della Chiesa e della cristianità". Alla base, sottolinea il presule ciellino, ci sono gli interventi che i sommi pontefici, negli ultimi due secoli e mezzo hanno fatto, "tenendo costantemente il passo con l'accrescersi, nella vita della cultura e della società, del progetto massonico e dei tentativi di partecipare in maniera egemonica alle grandi rivoluzioni laiciste, cominciando da quella francese e concludendo, ormai è una cosa sufficientemente chiara, con la rivoluzione del 1917 in Russia".

La cosa che evidenzia monsignor Negri in questo abbondante magistero è la profondità della lettura che i papi hanno fatto della vicenda massonica e nei suoi fondamenti ultimi: antropologici, metafisici, culturali, etici. Una lettura che ha seguito, passo a passo, l'evolversi della massoneria andando fino in fondo ai presupposti, molte volte anticipando gli esiti che, sul piano della vita della società e del rapporto con la Chiesa si sono poi, di fatto, realizzati. "Con perfetta coerenza e secondo la logica della continuità (quella che papa Benedetto XVI chiama l'ermeneutica della evoluzione) si può constatare come la Chiesa non abbia ceduto, neanche un momento, a nessuna tentazione concordistica o irenistica - sottolinea monsignor Negri -. La massoneria è un nemico della Chiesa; nasce con questa inimicizia e persegue la realizzazione di questa inimicizia con la distruzione della Chiesa e della civiltà cristiana e con la sostituzione a essa di una cultura e di una società sostanzialmente ateistica, anche quando fa riferimento all'architetto dell'universo".

A giudizio di monsignor Negri è fuori discussione che si tratti di un riferimento a un valore pensato e concepito all'interno di una mentalità razionalistica e illuministica. Per affrontare il nodo mai sciolto delle relazioni più o meno occulte tra gerarchie ecclesiastiche e "liberi muratori" occorre risalire al rapporto fra Chiesa e modernità. "Non è la Chiesa a essere antimoderna, ma è la modernità ad essere antiecclesiale - sostiene il vescovo Negri -. La modernità è antiecclesiale e il punto di attacco massimo all'ecclesialità è proprio rappresentato dalla massoneria che, in quanto elemento segretamente connotato e dinamicamente lanciato alla creazione di una civiltà alternativa a quella che nasce dalla fede, rappresenta, a mio modo di vedere, l'elemento radicale della modernità".

Nella massoneria, infatti, la modernità esprime il massimo di chiarezza e d'identità e, secondo il vescovo ciellino, raccoglie anche il massimo di impatto culturale e sociale. La questione dei rapporti Chiesa-massoneria è da contestualizzare, perciò, nella grande vicenda della Chiesa di fronte al progetto laicistico moderno, contemporaneo. "In pratica si tratta di un contrappunto molto singolare alla Dottrina sociale della Chiesa, nel senso che questo magistero contro la massoneria, in qualche modo, è già indicatore di tematiche fondamentali che poi la Dottrina sociale della Chiesa affronterà e dispiegherà lungo tutte le articolazioni che il progetto laicistico assumerà, nel corso della fase moderna e contemporanea", puntualizza Negri, secondo il quale la massoneria ha trovato la sua forza certamente nella segretezza, nella capacità di individuare e assimilare a sé leadership di uomini incondizionatamente obbedienti alle sue direttive, nonché nell'abilità che ha avuto di influire su strati sempre più larghi della cultura e dei vertici della vita civile e istituzionale. Cioè, la massoneria ha rappresentato strategicamente un punto di attacco, non soltanto ai princìpi, ma anche alla mentalità di coloro che astrattamente avrebbero dovuto ergersi a baluardo di questi princìpi tradizionali e che, invece, sono diventati totalmente funzionali al fenomeno erosivo della tradizione e rivoluzionario nei confronti di essa. "Anche questa è una intuizione che sostiene il magistero dei papi sulla massoneria - sostiene Negri -. I papi sono concordi nell'indicare, anche con diverse angolature, che la massoneria sta conquistando, lentamente ma inesorabilmente, anche coloro che avrebbero dovuto difendere tutta la ricchezza, la verità e la bellezza della posizione tradizionale".

Inoltre, "non solo la massoneria ha conquistato le avanguardie rivoluzionarie in Europa e nel mondo ma, soprattutto, ha fortemente condizionato i regimi che, scaturiti da queste rivoluzioni di carattere massonico-liberali, sarebbero sfociati nei grandi sistemi totalitari". Il vescovo ciellino dà voce alla convinzione fortemente radicata nelle gerarchie ecclesiastiche di orientamento più «identitario» che esista certamente una presenza molto grave e inquietante, ormai largamente documentata, di tanti affiliati massoni all'interno dei grandi sistemi totalitari e con responsabilità di primo piano".

Nel mirino di monsignor Negri e dell'ala più tradizionalista dell'episcopato internazionale finisce "tutta una vulgata diffusa ad arte, anche da certe personalità ecclesiastiche, sul cambiamento della posizione della Chiesa nei confronti della massoneria" e di quanti sostengono, addirittura che sarebbe auspicabile una collaborazione fra la Chiesa e la massoneria poiché, in fondo, hanno un campo comune, quello della beneficenza, delle iniziative solidaristiche che sono, evidentemente, perseguite con connotazioni diverse per confluire in unico progetto: il benessere dell'umanità. Rivela monsignor Negri: "Mi è accaduto di sentire di persona per bocca di un altissimo rappresentante della chiesa italiana affermazioni simili che però non hanno alcun fondamento. Nessuno che voglia affrontare seriamente la questione Chiesa-massoneria può fermarsi a questa superficialità che, se è intollerabile per tutti, è ancora più intollerabile per i rappresentanti della comunità ecclesiastica".

   

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