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Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 20/10/2017

Autore Edward Pentin

Il cardinale Burke venera la reliquia del capo di San Thomas More
Il cardinale americano afferma che oggi è "eccezionalmente importante" la testimonianza della Verità del santo patrono dei politici, che morì per difendere l'indissolubilità del matrimonio quando pochi altri lo avrebbero fatto.
Nel pomeriggio di una insolitamente calda domenica d'ottobre, il cardinale Raymond Burke ha visitato la chiesa parrocchiale di San Dunstan a Canterbury, in Inghilterra, dove ha pregato nel luogo dove giace la testa di San Tommaso More, la sola importante reliquia del martire del XVI secolo.
“Mi sono profondamente commosso nel pregare lì, per tutti coloro che si trovano in situazioni simili alla sua: giuristi e membri del governo che hanno una così pesante responsabilità per il bene comune che egli sapeva che poteva essere servito solo servendo la legge divina".
San Tommaso More fu giustiziato per decapitazione nel 1535, dopo aver rifiutato di riconoscere l'annullamento del matrimonio con Caterina d'Aragona che re Enrico VIII si era auto-concesso, e dopo il suo rifiuto di prestare giuramento riconoscendo Enrico come capo della Chiesa d'Inghilterra. In una famosa dichiarazione finale, egli disse : muore "il buon servo del re e il primo servo di Dio".

 

Ricordato come uomo di grande integrità e testimonianza eroica, fu beatificato da Papa Leone XIII nel 1886 e canonizzato da Pio XI il 19 maggio 1935. La sua festa è il 22 giugno, ed è il santo patrono dei figli adottivi, degli avvocati, dei funzionari pubblici, dei politici e dei matrimoni in crisi.
 
Dopo la sua morte, il corpo decapitato di More è stato sepolto nella cappella di San Pietro in Vincula presso la Torre di Londra, in una tomba senza iscrizioni. La sua testa fu affissa su un’asta sul London Bridge, dopo di che doveva essere gettata nel Tamigi. Ma sua figlia, Margaret Roper, l'ha salvata corrompendo una guardia.
 
Margherita ha poi portato la reliquia nella sua casa a Canterbury, di fronte alla chiesa di San Dunstan. Chiese che alla sua morte la testa di suo padre fosse sepolta con lei, nella stessa cripta della chiesa. Viene aperta in occasioni molto rare. L'ultima volta è avvenuto nel 1997 e i parrocchiani locali ricordano che nella cripta si sparse un "gradevole profumo" ed un'atmosfera di pace. La reliquia, ora piuttosto rovinata, è posta dietro una griglia di ferro.
 
Dopo la sua visita, il cardinale Burke ha sottolineato come la testimonianza eroica di San Tommaso More sia oggi "eccezionalmente importante" in difesa del matrimonio e della famiglia. Ed ha aggiunto:
“Fondamentalmente, egli è morto in difesa della verità sul matrimonio, che è un'unione indissolubile e sigilla il matrimonio in fedeltà reciproca per tutta la vita". A volte si dice: ‘no, è morto difendendo l'autorità papale’, ma era l'autorità pontificia nel senso dell'obbligo del Papa di difendere la verità sul matrimonio".
“Thomas More, da laico devoto, capì che anche lui aveva una responsabilità in tutto questo e la esercitò eroicamente".
Il cardinale americano, patrono dell'Ordine di Malta, si batte egli stesso per difendere l'insegnamento della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio di fronte alle diffuse minacce di indebolirlo interne ed esterne alla Chiesa. Il cardinale Burke ha continuato dicendo:
“Nella Chiesa ora, come allora, le persone discutono e molti lo vogliono mentre non molti vescovi si esprimono per correggere questa idea confusa sull'indissolubilità del matrimonio, e [sostengono] che la Chiesa deve cambiare".
Ma san Tommaso More è un "segno per noi" che la "Verità non cambia mai" e che "non importa quante sono le persone favorevoli ad una menzogna, ciò non la trasforma in Verità. Questa è un'enorme testimonianza per noi, e dovrebbe darci il coraggio di cercare la verità sul matrimonio e difenderla".
Ha aggiunto che
quando si tratta di "principi non negoziabili, semplicemente non si può negoziare su qualcosa che è falso. Questo è un tradimento della Verità", e San Tommaso More "lo comprese”.
“Quando gli vfecero presente che molti dei consiglieri del re, vescovi, abati e via dicendo erano tutti favorevoli a questo adattamento della Verità, egli disse: ‘Potete avere tutti quelli che volete a sostenere ciò che state facendo, ma io ho tutta la Tradizione della Chiesa, tutti i concili ecumenici e l'insegnamento costante della Chiesa per difendermi e preferisco rimanere con nostro Signore e la sua autorità tramandata nella Chiesa’".
Il cardinale ha sottolineato che
l'insegnamento della Chiesa è stato "tramandato in maniera molto chiara", e che c'è "qualcosa di intrinsecamente contraddittorio" quando la dottrina "non è chiara".
“Abbiamo sempre pensato che la confusione sia opera del diavolo e quindi insegniamo la Verità con molta chiarezza, comprendendo le difficoltà delle persone a vivere secondo la Verità, ma senza mai compromettere la Verità perché è l'unico modo in cui ognuno troverà la felicità in questa vita e nella vita che verrà".
L'enfasi posta dal cardinale sulla rilevanza attuale della testimonianza eroica di Thomas More riecheggia una previsione fatta da G. K. Chesterton, che scrissenel 1929 :
Thomas More è più importante in questo momento che in qualsiasi altro momento dalla sua morte, forse anche del grande momento della sua morte; ma non è così importante come quanto lo sarà tra un centinaio di anni"
Il cardinale Burke ha detto
di essere "profondamente grato" per la possibilità di pregare sul luogo della sepoltura del capo di Thomas Mor e che "sinceramente" spera che "in qualche modo questa reliquia possa essere esposta in modo più visibile, in modo da divenire fonte di ispirazione e di grazia per le persone che possano vedere la reliquia, pregare davanti ad essa e venerarla".
Il cardinale ha lasciato alla Chiesa questa preghiera di San Tommaso More:
“Concedici, o Signore,
la regalità della felicità interiore
e la serenità che viene dal vivere vicino a te.
Rinnova quotidianamente in noi il senso della gioia,
così che per effetto dello Spirito
possiamo diffondere il contagio del buon coraggio”.

[traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

   

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