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Fonte papalepapale.com 29/01/2015

Autore Dorotea Lancellotti

 

Per chi crede, niente è per caso. Così l’incontro tra il poeta Brentano e la mistica Anna Caterina Emmerick deve essere letto in un’ottica provvidenziale. E a chi si ostina a calunniare Brentano e le sue trascrizioni delle visioni della mistica beata, Papalepapale risponde in modo certo e circostanziato.

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Dopo aver affrontato la figura della Emmerick, in un viaggio a tappe,  quiqui  e qui , andiamo ora ad approfondire, brevemente, il dubbio sollevato da alcuni circa la credibilità di Clemens Brentano, unico e diretto biografo della beata ed anche colui che mise per iscritto le sue famose visioni.

Non ci facciamo paladini o avvocati del Brentano, ma, con questo breve articolo, vogliamo semplicemente attestare e dimostrare, ragionevolmente, che a chi si ritiene libero di dubitare del Brentano pur senza esibire prove, la stessa beatificazione della Emmerick diventa per noi la prova della credibilità del poeta-scrittore.

Non ci soffermeremo sulle contraddizioni di chi, giudicando inattendibile il Brentano, diventa poi paladino di altre presunte mistiche per nulla affatto riconosciute dalla Chiesa e i cui scritti sono stati giudicati come “una vita del Cristo malamente romanzata”… Questo alla Emmerick, da parte della Chiesa non è accaduto neppure per le sue visioni o per i suoi racconti sulla vita di Maria e la Passione di Gesù Cristo.

Brentano capitato per caso? Non proprio…

Clemens Brentano.

Clemens Brentano

Partiamo con il chiarire in quale senso comprendere che il Brentano “non capitò per caso” in casa della futura Beata. Certo, lui entrò come curioso, visitatore (aveva sentito parlare di questa donna speciale), ma i contestatori omettono di dire che Caterina Emmerick, costretta a letto a causa di quanto pativa, sovente pregava e supplicava Dio di associarla a qualcuno che avrebbe potuto comprenderla, a qualcuno con il quale avrebbe potuto condividere quanto le stava accadendo. Probabilmente la Emmerick non pensava neppure a qualcuno che stesse lì a trascrivere ciò che viveva: ella voleva solo condividere, trovare qualcuno che l’aiutasse a comprendere le sue esperienze mistiche. Lo faceva già, in effetti, con il sacerdote che la ospitava, con i suoi confessori, con il suo medico, ma la futura beata voleva condividere di più, e forse è solo in questo senso che diventa comprensibile il ruolo avuto dal Brentano.

Sovente, in questi casi particolari, sono proprio i confessori a prendere l’iniziativa di tramandare le esperienze mistiche delle anime loro affidate – per esempio, fu il beato Raimondo da Capua a diventare primo ed unico biografo attendibile di santa Caterina da Siena, di cui fu confessore – ma, nel caso della Emmerick, il Signore, come solo Lui sa fare, stupisce e cambia strategia.

La stanza dei colloqui tra la mistica e lo scrittore.

La stanza dei colloqui tra la mistica e lo scrittore.

Noi cattolici non crediamo al “per caso”. Soprattutto quando c’è di mezzo la preghiera, la sofferenza, una vocazione, il “caso” sappiamo che diventa quel mezzo attraverso il quale Dio, a modo suo, risponde alle suppliche dei suoi santi. Allo Spirito Santo è sempre piaciuto apparire senza fuochi d’artificio, al limite per mezzo di “lingue di fuoco” o come nel “roveto ardente che arde ma non brucia”!

Anche quando Dio parla – si legge nella Bibbia - la voce non è chiara ma piuttosto somiglia ad “un rombo di tuono”, lo stesso che udirono gli Apostoli radunati nel Cenacolo a Pentecoste che lo associarono ad “un turbine di vento”. E lo stesso è per lo Spirito Santo che appare al momento opportuno in modo irriconoscibile: sotto forma di colomba, una innocua colomba! Questi accenni solo per fare degli esempi.

Dunque è la Emmerick ad esprimere in cuor suo il desiderio di una sorta di accompagnatore in questo suo viaggio sovrannaturale tra cielo e terra. Il Brentano diventa così l’inconsapevole, al principio, strumento della Provvidenza affinché quanto la Emmerick vive e sperimenta sia messo per iscritto e tramandato ai posteri, perché si sappia che Dio non abbandona mai la sua Chiesa, nè abbandona gli “operai assunti nella vigna”.

La profezia della Emmerick sul suo compagno di viaggio (soprannaturale)

Questo è il lavoro finito per la mostra "Estasi, rapimenti e corpi immacolati. Visioni di morte e bellezza made in Italy". L'opera in cera rasppresenta la Emmerick www.viktorwyndfineart.co.uk

Questo è il lavoro finito per la mostra “Estasi, rapimenti e corpi immacolati. Visioni di morte e bellezza made in Italy”. L’opera in cera rasppresenta la Emmerick www.viktorwyndfineart.co.uk

La Emmerick infatti, non ci ha lasciato nessuno scritto, né si è preoccupata di tramandarci una sua biografia. Pur avendo vissuto una continua esperienza nel futuro ecclesiale, in realtà pativa e soffriva per la Chiesa del passato, del suo presente e del suo futuro. Se, come dice Gesù, laddove è il tuo cuore, lì è il tuo tesoro, la Emmerick testimonia che il suo cuore è in quel tesoro che è la Chiesa e questo noi lo abbiamo saputo grazie alle testimonianze scritte dal Brentano. È il Signore stesso che lo conduce ai piedi del letto della Emmerick. Egli, poeta e filosofo, (nato l’8 Settembre, come la Emmerick), recatosi in visita occasionale presso la futura beata, finirà per fermarsi con lei per 6 anni, durante i quali diventerà il trascrittore delle visioni di lei. Anche questo fu volere divino: non partì dunque da una volontà personale della Emmerick né da una richiesta del Brentano.

In questo caso possiamo sostenere, senza essere smentiti, che entrambi finiscono per ritrovarsi inizialmente ad essere inconsapevoli strumenti della Divina Provvidenza, per poi lasciarsi rapire completamente dal Progetto divino ubbidendo semplicemente ai fatti che stavano vivendo, dimostrando una provvidenziale fiducia che diventerà, per noi dopo, la prova delle meraviglie che Dio compie nelle anime di cui si compiace.

Anche il cinema ha provato a raccontare l'incontro tra i due.

Anche il cinema ha provato a raccontare l’incontro tra i due.

C’è anche un altro particolare che sfugge a chi calunnia il Brentano: egli stesso fu oggetto delle visioni della Emmerick.

Ella infatti gli predisse che sarebbe vissuto fino a quando il suo compito (trascrivere tutte le visioni di cui ella lo aveva reso partecipe) non fosse stato terminato. Tale profezia si avverò: il Brentano morì nel 1842 dopo aver trascritto tutte le visioni e aver completato la stesura del libro “Vita di Gesù Cristo”, tratto dalle visioni della suora.

Chi stabilisce, allora, quale parte della biografia e delle visioni sono da legittimare da quelle da cestinare?

Come si è giunti a calunniare il Brentano?

Oggetti della Emmerick.

Oggetti della Emmerick.

L’iter di beatificazione della suora si arrestò nel tempo in cui anche le profezie di La Salette subirono un attacco inaudito perché entrambe (questo lo diciamo noi, ma i fatti non ci smentiscono) parlavano di un futuro drammatico nella Chiesa, di grave apostasia dove ad essere coinvolti non erano semplicemente gli eretici, i fedeli, ma erano coinvolti Pastori, Vescovi, il Clero e persino i Papi. L’immagine di una Roma come “ventre dell’apostasia” non poteva essere facilmente digerita. Di conseguenza a sbagliare non era “Roma” ma queste profezie!

The Passion of the Christ. I piani di Dio si servono anche del cinema.

The Passion of the Christ. I piani di Dio si servono anche del cinema.

Da qui si diffuse l’idea che il Brentano avesse inventato le visioni e che La Salette fosse, sì, stata riconosciuta dalla Chiesa, nel senso che le “apparizioni” erano “vere”, ma non si poteva dire altrettanto per i suoi contenuti apocalittici. E mentre su La Salette sappiamo che Leone XIII leggendo tutte le profezie le approvò come autentiche, riguardo alle visioni della Emmerck si dovette sottostare alla decisione dei vescovi tedeschi che non avevano affatto voglia di dare credito ad un’ anima che aveva previsto la loro apostasia.

Dio, però, aveva preparato una “rivincita” – se così possiamo dire – per la Emmerick. Nel 2004 Mel Gibson presentò il suo drammatico film The Passion of the Christ, la Passione del Cristo, tratta in sostanza dalle visioni della Emmerick. Si dimentica di dire che in quei mesi il Papa Giovanni Paolo II, decretando tutte le virtù eroiche della Emmerick e dichiarandola “mistica”, comunicava al mondo la sua beatificazione ufficializzando la data del 3 ottobre 2004. Gibson non era certo un addetto ai lavori tanto da poter far coincidere i due eventi: l’uscita del suo film e la beatificazione della suora. Un’altra coincidenza?

Ancora una volta ci ritroviamo, piuttosto, nelle maglie intessute dalla Provvidenza, che ci confermano semmai il duro lavoro portato avanti dal Brentano.

 Leone XIII disse: ad Efeso c’è la casa di Maria

Leone XIII: elevò a Santuario la casa di Maria.

Leone XIII: elevò a Santuario la casa di Maria.

Veniamo ora a descrivere brevemente la famosa “Casa di Maria” scoperta dagli archeologi nell’800 grazie alle indicazioni suggerite dalle visioni della Emmerick. Anche queste indicazioni  vengono messe ancora in dubbio.

Il Brentano, nel trascrivere i fatti narrati dalla Emmerick, comprende che vi sono contenute anche due storie parallele, la vita di Maria e la vita di Gesù sofferente, e decide di presentare come ulteriori contributi letterari a vantaggio della mistica Katharina per far comprendere più pienamente, cioè, la conoscenza interiore di cui la Provvidenza la rese partecipe.

“Ad Efeso c’è la casa di Maria”, così diceva lo stesso Leone XIII che la elevò a Santuario.

La casa di Maria ad Efeso.

La casa di Maria ad Efeso.

Sulla base delle descrizioni della mistica, infatti, è stata ritrovata a Efeso la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù. Era una casa rettangolare di pietra, a un piano solo, col tetto piatto e il focolare al centro, tra boschi al margine della città perché la Vergine desiderava vivere appartata. Il sacerdote francese Don Julien Gouyet – che era anche archeologo – dando credito alle visioni della Emmerick, andò in Asia Minore alla ricerca della casa descritta da Caterina. Gouyet effettivamente trovò i resti dell’edificio, nonostante le trasformazioni subite nel tempo, a nove chilometri a sud di Efeso, su un fianco dell’antico monte Solmisso di fronte al mare, esattamente come aveva indicato la Emmerick.

Per altro, secondo i verbali del concilio di Efeso, la Vergine rimase per un breve tempo in locali vicini a quella che fu la chiesa dove – secoli dopo – si svolse il concilio, poi si trasferì in una casa posta su un’altura oggi chiamata “monte dell’usignolo” e vi rimase secondo la tradizione fino all’anno 46, quando a 64 anni d’età fu assunta in cielo.

E gli altri Papi confermano…

I Papi ad Efeso: da Paolo VI...

I Papi ad Efeso: da Paolo VI…

Nel 1967 il papa Paolo VI e nel 1979 il papa Giovanni Paolo II si recarono ad Efeso e pregarono, in ginocchio, nella casa di Maria facendo sì che ormai tutto il mondo fosse d’accordo nel ritenerla tale. Anche papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Turchia del 2006 ha visitato Efeso e pregato nella casa di Maria celebrando, nella zona antistante, la Messa con la piccola comunità del posto e che così disse nell’omelia del 29.11.2006: ” … I Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II (allora non ancora, rispettivamente, beato il primo e santo il secondo, n.d.r.), il quale sostò in questo Santuario il 30 novembre 1979, a poco più di un anno dall’inizio del suo pontificato. (..) Animato da tale spirito, mi rivolgo a questa nazione e, in modo particolare, al “piccolo gregge” di Cristo che vive in mezzo ad essa, per incoraggiarlo e manifestargli l’affetto della Chiesa intera…”

... a Benedetto XVI.

… a Benedetto XVI.

“Negli anni conclusivi dell’Ottocento la costa egea della Turchia fu testimone di tre delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi. Due di queste – il ritrovamento delle rovine di Efeso e di quelle di Troia – suscitarono grande interesse nell’opinione pubblica. La terza, invece, nel 1881, fu immediatamente riavvolta dal segreto. Fu mantenuta nel segreto perché nessuno poteva credere ad un ignoto prete francese che, seguendo le visioni di una mistica tedesca altrettanto sconosciuta, diceva d’aver trovato proprio la casa in cui la Vergine Maria aveva trascorso i suoi ultimi anni. Alla fine del secolo, a seguito di nuove indagini, tutto divenne così chiaro che alcuni studiosi proclamarono autentica la scoperta e papa Leone XIII dichiarò il sito luogo di pellegrinaggio. Ai nostri giorni, la casa è uno dei santuari mariani più importanti della cristianità” (1).

Concludiamo questa parentesi per sottolineare quanto sia assurdo che si difendano santuari mai proclamati dalla Chiesa (leggasi quale esempio la parrocchia di San Giacomo di Medjugorje che, comune parrocchia, è assunta illegalmente a santuario), mentre si calunnia – calunniando il Brentano – un autentico Santuario mariano, e di questo si dubita, nonostante tutti i Papi tale lo ritengono. Una parentesi che ci porta a domandarci: se la Emmerick non scrisse nulla e dunque fu il Brentano a scrivere sulla casa di Maria, su quali elementi, i loro detrattori, fondano le istanze della calunnia? La loro parola contro quella, almeno, di ben quattro Pontefici!

E se anche fosse che al santuario mariano di Efeso ci si crede, come non credere anche a tutto il resto descritto e riportato dal Brentano dal momento che la Emmerich di suo pugno non scrisse nulla?

 Emmerick beata tra le polemiche

Uno dei tanti testi sulla Emmerick.

Uno dei tanti testi sulla Emmerick.

E veniamo infine all’iter della beatificazione che pone la parola fine ad ogni dubbio elevato contro il Brentano stesso.

Ratzinger venne a conoscenza di questa anima già negli anni ’50 e, disse in una intervista degli anni ’80, l’unica battuta che si conosca sull’argomento, che ” ho studiato profondamente il caso di questa anima sofferente a causa delle visioni che il Signore le confidò sul futuro della Chiesa”. Alla domanda se ci fosse in vista la beatificazione rispose che i tempi spettavano a Dio e al Papa, ma che lui era fiducioso su questa beatificazione perchè, disse: “La Emmerick visse tutte le virtù eroiche in previsione della sofferenza della Chiesa del nostro tempo”.

Queste le uniche battute che si conoscono di Ratzinger sull’argomento.

Veniamo al Brentano: è possibile che il Signore abbia mandato un fallato alla Emmerick e poi accolto l’iter di beatificazione? E’ vero che le visioni o profezie restano cose private, ma attenzione, la Emmerick è uno di quei casi unici o rari in cui le visioni-profezie sono associate alle motivazioni della sofferenza patita che le ha dato modo di esercitare tutte quelle virtù portandola alla beatificazione.

La Emmerick, in sostanza, dettava, spiegando la visione avuta durante la notte o il giorno prima, e in molti punti c’è scritto: “… ora non ricordo più; mi dispiace non so andare avanti, non so spiegare quello che ho visto..” altrove si legge: ” e qui la Emmerick si ferma incapace di ricordare….”.

Insomma, leggete il libro: non c’è nulla di inventato.

Una scena sempre tratta dal film sulla Emmerick. Così possiamo immaginare il rapporto tra Brentano e la mistica.

Una scena sempre tratta dal film sulla Emmerick. Così possiamo immaginare il rapporto tra Brentano e la mistica.

Ammesso e non concesso che il Brentano, infine, si sia inventato tutto o metà… resta sempre sorprendente il fatto che siano profezie di fatti che stiamo vivendo. Brentano non è morto dopo il Concilio perché possiamo dire che si è inventato quello che la Emmerick vide e  non avrebbe neppure senso riportare le visioni e scrivere: “qui la Emmerick si è fermata, non riesce più a ricordare, ha difficoltà di ripetere, ecc…”

La storia che il Brentano inventò le visioni, o in parte le inventò, non ha senso, non sta in piedi, perchè le profezie narrate le stiamo in qualche modo vivendo, una dietro l’altra. Il Brentano salvò di proposito queste memorie quale testimonianza della santità della Emmerick, e: “Crediamo che non sia esagerato, e ci permettiamo, chiedendo perdono a chi non fosse d’accordo, di considerare questa raccolta di Padre Karl Erhard, tratta dai Diari di Clemente Brentano, un autentico trattato di ascetica religiosa, perché è contenuta l’acqua di un pozzo profondissimo di inesauribili verità e simboli mistici” (2)

Questa “raccolta” è quella che è finita nell’iter burocratico per vagliare la beatificazione della Emmerick e se  è vero che le rivelazioni della beata sono rivelazioni private e nessuno è tenuto a credervi, la Chiesa tuttavia non le ha mai sconfessate, ed anzi, vennero depositate nel processo di beatificazione, perciò fanno parte del riconoscimento delle sue virtù eroiche e della sua beatificazione.

E non ci sono solo le visioni…

La beata visse nella sofferenza offerta a Dio.

La beata visse nella sofferenza offerta a Dio.

E certamente non ci sono solo le visioni del Brentano. Il sito Vaticano nella scheda riguardante la nuova beata scrive:

“In questo periodo Anna Katharina Emmerick ricevette le stigmate, i cui dolori aveva già sofferto da molto più tempo. Il fatto che lei portava le piaghe non poteva rimanere nascosto. Il Dr. Franz Wesener, un giovane medico, le fece visita e fu da lei così tanto impressionato che divenne per lei, negli 11 anni seguenti, un fedele, aiutante e disinteressato amico. Lui tenne un diario sui suoi incontri con Anna Katharina Emmerick, in cui ha fissato una montagna di particolari…”

Dunque…”una montagna di particolari”! Nella stessa biografia del sito Vaticano leggiamo anche una conferma di credibilità al Brentano: “Di importante significato fu l’incontro con Clemens Brentano. Dal suo primo incontro nel 1818 derivò un soggiorno di cinque anni, in cui giornalmente lui visitò Anna Katharina per disegnare le sue visioni che più tardi pubblicò…” (3). Importante significato:  così dunque si esprime il sito Vaticano sul provvidenziale incontro.

Per il mistico san Giovanni Paolo II, la Emmerick era una mistica.

Per il mistico san Giovanni Paolo II, la Emmerick era una mistica.

Nel 1987 Giovanni Paolo II rompe gli indugi e in visita a Monaco propone la Emmerick come modello di santità: “Ve lo voglio ricordare ancora soltanto suor Anna Katharina Emmerich, che con la sua particolare vocazione mistica ha mostrato il valore del sacrificio e della sofferenza insieme al Signore crocifisso..”

“vocazione mistica”, sottolinea il Pontefice, un passo fondamentale e determinante che dopo anni di silenzio riconosce, alla suora, le sue visioni. Certo, le visioni avute dalla suora non sono la causa della sua beatificazione, lo ripetiamo, ma senza dubbio sono il motivo per cui viene dichiarata “mistica”.

E ancora, nell’ ottobre 2004, ai pellegrini, convenuti a Roma per la beatificazione della Emmerick, Giovanni Paolo II dice:

“In profonda unione con il Salvatore sofferente la “Mistica del Land di Münster” realizzò la missione dell’Apostolo di completare quello che manca ai patimenti di Cristo per il Corpo di Cristo, la Chiesa (cfr Col 1, 24). Su intercessione della Beata Anna Katharina il Signore renda i vostri cuori disponibili alle necessità interiori ed esteriori del prossimo. L’esempio della Beata rafforzi in tutti la virtù della pazienza e lo spirito di sacrificio!”

Il Papa lo conferma:  ”le Visioni della Emmerick”, vissute in un clima di autentica sofferenza e passione, mentre cioè le spiegava e le viveva sulla sua pelle, sono un tutt’uno con le eroiche virtù che l’hanno portata alla beatificazione. Queste visioni di cui si parla sono quelle narrate dal Brentano e dunque confermate dal Papa.

 Se il Papa disse che “è mistica” fu per l’opera di Brentano

Busto di Brentano (C.F. Tieck, 1803)

Busto di Brentano (C.F. Tieck, 1803)

Infine, nell’omelia del Papa per la beatificazione del 3 ottobre 2004, le parole sono inequivocabili nel sottolineare il valore delle sue visioni mistiche:

“La Beata Anna Katharina Emmerick, ha gridato “la dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo” e l’ha vissuta sul suo corpo. È opera della grazia divina il fatto che la figlia di poveri contadini, che con tenacia ricercò la vicinanza di Dio, sia divenuta la nota “Mistica del Land di Münster”. La sua povertà materiale si contrappone a una ricca vita interiore. Così come la pazienza nel sopportare la debolezza fisica ci impressiona anche la forza caratteriale della nuova Beata e la sua stabilità nella fede. Ella traeva questa forza dalla santissima Eucaristia. Il suo esempio ha dischiuso i cuori di poveri e di ricchi, di persone semplici ed istruite alla dedizione amorosa a Gesù Cristo. Ancora oggi trasmette a tutti il messaggio salvifico: Attraverso le ferite di Cristo siamo salvati (cfr1 Pt 2, 24)”

Il Papa la riconosce come “mistica”, ma lei non ha scritto nulla! Chi ha raccolto, riportato e tramandato quell’esperienza sovrannaturale di questa suora? Il Brentano e il medico Franz Wesener! E  le visioni, vissute appunto sulla sua pelle,  sono state il fondamento per riconoscerla una autentica “mistica”. E di una cosa siamo certi: senza i diari del Brentano non staremo qui oggi a parlare e a discutere sulla Emmerick. Né tanto meno potremmo edificarci attraverso le rivelazioni con le quali il Signore la volle inchiodata alla croce della passione, consentendo poi alla beatificazione, perché la mistica tedesca fosse monito e modello per la Chiesa anche del nostro tempo e per la nostra salvezza.

 

Note

1) La casa di Maria. Una storia meravigliosa: come fu scoperta a Efeso l’abitazione della Vergine Maria

2) Prefazione Vincenzo Noja – Visioni Anna Katharina Emmerich edizioni Cantagalli

3) Biografia Anna Katharina Emmerick – sito vaticano -

   

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