Articoli più letti  

   

Cerca autori  

   

Cerca Argomenti  

   

Fonte civiltacristina.com 30/07/2016

Autore Massimo Viglione

Padre Jacques Hamel è il primo sacerdote ucciso in odium fidei, o. per meglio dire, con spirito jihadico, da un islamico in Europa dopo tre secoli circa, ovvero dalla fine della millenaria offensiva musulmana contro la Cristianità.

Indipendentemente dal fatto che lui era uno di quei sacerdoti della vecchia guardia ecumenista e dialogista, è potenzialmente martire della fede, soprattutto se dovesse rispondere al vero il fatto che – come avrebbero testimoniato i presenti – si sia rifiutato di inneggiare ad Allah un istante prima di essere sgozzato.

Ma padre Hamel non sarà elevato agli onori degli altari, perché fastidioso per chi predica la menzogna ed esercita il tradimento e ci afferma ogni giorno che l’Islam è religione di pace. L’Islam è religione di pace, esattamente come il cielo è verde e l’erba è blu, gli alberi crescono orizzontale e i pesci mangiano le loro foglie.

 

Paragoni folli a parte, affermare che l’Islam – come tutte le altre “religioni” (concetto pienamente sociologico e per nulla religioso in sé, tanto meno cristiano) – sia “religione di pace” sottintende inevitabilmente o un’immensa e imperdonabile ignoranza storica e teologica, o la malafede.

Dato ciò, chi, anche involontariamente in quanto ammazzato, smentisce questo, è appunto un fastidio.

Se poi lo fa volontariamente, è un fanatico, un puffo brontolone che non si accorge che il mondo è bello e tutto va bene e la misericordia regna incontrastata. E se c’è violenza è colpa dei ricchi, di interessi economici, ma non certo di odi religiosi.

Quanto è avvenuto invece è molto importante e significativo: per la prima volta un sacerdote ha pagato con la propria vita il prezzo delle menzogne e dei tradimenti altrui. Superfluo dire che sarà il primo di una lunga coda di morte.

Ancora una volta, a ciascuno le proprie responsabilità. Noi denunciamo le menzogne in nome della realtà delle cose. Tra queste “cose”, ve n’è una amarissima.

Per mille anni, i cristiani uccisi dai musulmani sapevano di morire compianti dalla propria Comunità, tanto religiosa (ovvero la Chiesa) quanto politica (la Cristianità), che era pronta a vendicarli se possibile, o almeno a difenderli materialmente, o almeno a elevarli all’onore degli altari quando giusto, o comunque a perpetuare il ricordo del loro sacrificio, anche al fine di impedire materialmente altre vittime innocenti.

I cristiani uccisi oggi, e che saranno uccisi nel futuro, moriranno sapendo di essere un peso per la propria Comunità, un fastidio, un macigno che grava tanto sugli intenti ecumenici e dialogici di grandissima parte dei preti, quanto su quelli mondialistici e sinarchici dei finanziari e dei politici e giornalisti loro servi.

Ma… c’è un ma. La loro morte e il loro sacrificio invece non saranno dimenticati in Cielo, dove, a differenza di molti degli infastiditi terreni, essi troveranno la Luce e la felicità eterna: molti quella elevatissima dei martiri della fede. E non saranno dimenticati nemmeno da un “piccolo gregge” di uomini e donne qui in terra, che non seguono ecumenisti, dialogisti, finanzieri, mondialisti e tutti gli altri servi dei padroni del mondo.

Dio si ricorderà di loro, martiri alla sua sequela. Noi ci ricorderemo di loro, del loro sacrificio.

Noi non dimentichiamo. In attesa della giustizia, che arriverà infallibilmente. E quella sarà l’unica vera misericordia. La misericordia della Verità, quando a ognuno sarà dato ciò che merita.

   

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , guarda la nostra privacy policy.