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Penso di fare cosa utile con questa piccola antologia.
Nel dibattito che si sta svolgendo sui media a proposito di Islam, Corano e crociate spesso mi capita di notare una evidente confusione o una vera e propria ignoranza sui fondamenti storici e culturali. Quando questa ignoranza viene dal mondo cattolico diventa doverosa la correzione fraterna.
Allora ecco alcuni spunti per aiutarci e per aiutare...

Giorgio A.Crotti

Cosa ne dicono i Santi

 

San Tommaso d’Aquino nel Liber De Veritate:

 “Coloro i quali introdussero partiti basati su dottrine erronee, procedettero per una via contraria a quella seguita dal magistero divino, come è evidente in Maometto, il quale attirò i popoli con la promessa di piaceri carnali, alla cui bramosia istiga la sensibilità inferiore. Egli dette precetti conformi alle promesse, accondiscendendo alla voluttà carnale; ai quali precetti è ovvio che si obbedisca da uomini carnali. Né produsse documenti di verità, se non quelli che facilmente possono essere conosciuti da ognuno mediocremente sapiente, per naturale ingegno; che anzi le verità che insegnò, le mescolò con molte favole e falsissime dottrine. Non usò segni, fatti soprannaturalmente, coi quali, solo, si rende testimonianza alla divina ispirazione, mentre l’operazione visibile, che non può essere se non divina, mostra il dottore di verità, come spiritualmente ispirato, ma disse di essere mandato in potenza di armi: segni questi che non mancano anche ai ladroni e ai tiranni. Né, da principio, gli credettero uomini sapienti nelle cose di Dio, esperimentati nelle cosa divine e umane, bensì uomini bestiali del deserto, affatto ignoranti di ogni divina dottrina, per mezzo dei quali, con la violenza delle armi, costrinse gli altri alla sua legge. Nessun oracolo dei precedenti profeti, rappresentanti autentici del Magistero divino, gli rende testimonianza, che anzi deprava quasi tutti i documenti del Vecchio e del Nuovo Testamento, con favoloso racconto, come è evidente a chi dia una scorsa al Korano; perciò con astuto consiglio non lasciò leggere ai suoi seguaci i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento affinché, per mezzo loro, non fosse accusato di falsità. Così è evidente che coloro, i quali prestano fede alle sue parole, credono con leggerezza – leviter credunt”.

 

LETTERE DI SANTA CATERINA - CCXXXV - Al Re di Francia

 E però vi prego, e voglio, che seguitiate Cristo crocifisso, e siate amatore della salute del prossimo vostro; dimostrando di seguitare l'Agnello, che per fame dell'onore del padre e salute dell'anime, elesse la morte del corpo suo. Così fate voi, signor mio. Non curate di perdere della sustanzia del mondo; chè il perdere vi sarà guadagno, purché potiate pacificare l'anima vostra col fratello vostro. Io mi maraviglio come voi non ci mettete eziandio, se fusse possibile, la vita, non tanto che le cosetemporali; considerando tanta distruzione dell'anime e de' corpi, quanta è stata; e quanti religiosi, donne e fanciulle sono state vituperate e cacciate per questa guerra. Non più, per l'amore di Cristo crocifisso! Non pensate voi, che se voi non fate quello che voi potete, di quanto male voi sete cagione? Male nei Cristiani, e male negl'infedeli. Perocchè la briga vostra ha impacciato e impaccia il misterio del santo passaggio. Che se non ne uscisse altro male che questo, mi pare che doviamo aspettare il divino giudicio. Io vi prego che siate così più operatore di tanto male, e impacciatore di tanto bene, quanto è la recuperazione della Terra Santa, e di quell'anime tapinelle che non participano il sangue del Figliuolo di Dio. Della qual cosa vi dovereste vergognare, voi, e li altri signori cristiani; chè grande confusione è questa dinanzi agli uomini, e abominazione dinanzi a Dio, che si faccia la guerra sopra il fratello, e lascisi stare il nimico; e vogliasi tôrre l'altrui, e non racquistare il suo. Non più tanta stoltizia e cecità! Io vi dico, da parte di Cristo crocifisso, che non indugiate più a far questa pace. Fate la pace,e tutta la guerra mandate sopra gl'infedeli. Aiutate a favoreggiare, e a levar su l'insegna della santissima croce; la quale Dio vi richiederà, a voi e agli altri, nell'ultima estremità della morte, di tanta negligenzia e ignoranzia, quanta ci si è commessa, e commette tutto dì. Non dormite più (per l'amore di Cristo crocifisso, e per la vostra utilità!), questo poco del tempo che ci è rimaso; perocchè il tempo è breve, e dovete morire, e non sapete quando.

 

 LETTERE DI SANTA CATERINA - CXL - A misser Giovanni condottiero, e capo della compagnia che venne nel tempo della fame

 A voi, dilettissimi e carissimi fratelli in Cristo Gesù, io Catarina serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi vero figliuolo e cavaliere di Cristo, sì e per siffatto modo, che desideriate mille volte se tanto bisognasse, dare la vita in servizio del dolce e buono Gesù. Il quale sarebbe scontamento di tutte le nostre iniquità, le quali abbiamo commesse contra il Salvatore nostro. O carissimo e dolcissimo fratello in Cristo Gesù, or sarebbe così gran fatto che vi recaste un poco a voi medesimo, e consideraste quante sono le pene e gli affanni che avete durato in essere al servizio e al soldo del dimonio? Ora desidera l'anima mia che mutiate modo, e che pigliate il soldo e la croce di Cristo crocefisso, e tutti i vostri seguaci e compagni; sì che siate una compagnia di Cristo, ad andar contra a' cani infedeli che possiedono il nostro Luogo santo, dove si riposò e sostenne la prima dolce Verità morte e pene per noi. Adunque io vi prego dolcemente in Cristo Gesù che, poiché Dio ha ordinato e anco il nostro Padre santo, d'andare sopra gl'Infedeli, e voi vi dilettate tanto di far guerra e di combattere, non guerreggiate più i Cristiani; però che è offesa di Dio; ma andate sopra di loro. Chè grande crudeltà è che noi che siamo cristiani, membri legati nel corpo della santa Chiesa, perseguitiamo l'un l'altro. Non è da fare cosi: ma è da levarsi con perfetta sollecitudine, e levarne ogni pensiero.

 

Alcuni articoli che possono aiutare a capire di che cosa stiamo parlando.

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