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Fonte marcotosatti.com 26/11/2018

Cari Stilumcuriali, mentre si discute di Global Compact sulle migrazioni volentieri ospitiamo quesa riflessione di Agostino Nobile, in tema di laicismo e islam.

 

Èlite laicista e islam, un’attrazione fatale 

Perdonate se insisto sul tema, ma se continuiamo ad accoglire in pompa magna l’Emiro del Qatar Al-Thani che, oltre a sovvenzionare moschee in Europa, sostiene i Fratelli Musulmani che progettano la conquista dell’Occidente, siamo condannati all’islamizzazione. Davvero ci vogliono barattare per un piatto di lenticchie? Ancora più preoccupante se pensiamo che molti governi occidentali si comportano allo stesso modo. Non è solo per denaro. C’è qualcosa che dovrebbe farci molto preoccupare. Il “Global Compact on Migration” deciso dall’ONU prova senza ombra di dubbio la volontà di islamizzare l’Occidente. Perché questa ostinatezza?

I mondialisti sanno che un popolo costituito da atei è difficilmente controllabile, come hanno dimostrato i comunismi che, nonostante il pugno violento dell’ideologia, hanno fallito. Evidentemente si sono persi l’ammonimento di François-Marie Arouet, in arte Voltaire. Il mangiapreti per eccellenza, nel suo Dictionnaire Philosophique, scrive “Per quale motivo una società di atei sembra impossibile? Perché si ritiene che uomini che non avessero freno non potrebbero mai vivere insieme; che le leggi non possono nulla contro i crimini segreti; che ci vuole un Dio vendicatore che punisca in questo mondo o in quell’altro i malvagi sfuggiti alla giustizia umana”. Più avanti leggiamo: “È indubbio che, in una città civile, è infinitamente più utile avere una religione, sia pur cattiva, che non averne affatto”. Riguardo a coloro che non si pongono domande sull’esistenza di Dio, o vivono come se Dio non esistesse, aggiunge “sono come bambini; un bambino non è né ateo né teista, non è nulla”.

I laicisti, al contrario dei marxisti, hanno fatto tesoro dei consigli del loro padre ideologico. Così hanno puntato sulla religione-ideologia rappresentata dall’islam, che significa per l’appunto sottomissione. Dottrina ideale che consente di cancellare quei diritti umani che solo il cristianesimo possiede e custodisce. Possiamo dunque comprendere i motivi che hanno spinto l’ONU e i Governi a creare il neologismo “islamofobia”, sebbene migliaia di morti sono cristiani ammazzati dai musulmani. Molti fatti ci portano a pensare che tra l’élite laicista e l’islam corra buon sangue. La monarchia saudita, per ovvie ragioni, non ha firmato la Dichiarazione dei Diritti Umani, ma grazie al supporto malcelato del Regno Unito nel 2016 l’Arabia Saudita è stata nominata Capo del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Poco importa se nel 2015 ha sentenziato oltre cento decollazioni, vieta tutte le altre religioni e punisce chi cerca entrare nella patria dell’islam con la Bibbia.

Dato che il laicismo sostiene una libertà dei costumi che l’islam aborre, qualcuno potrebbe pensare che io stia scrivendo delle fesserie. Ma siamo sicuri che non sia una provocazione pianificata per aizzare i giovani musulmani contro un’Europa che, dopo averla metodicamente svuotata della sua fede, ha superato tutti i limiti della decenza? Se nella maggior parte dei paesi musulmani una donna con la minigonna è considerata una spudorata, come si può pensare di integrare milioni di giovani che, pur disinteressati all’islam, si ritrovano in una società dove gli uomini si sposano con gli uomini e le donne con le donne? Davvero i laicisti sono così rimbambiti? Da come stanno andando le cose è certo che laicisti e islamisti condividono l’antico proverbio che recita “il nemico del mio nemico è mio amico”. L’ONU e i nostri Governi, corrompendo i costumi e le intelligenze, hanno dato su un piatto d’argento l’anima europea all’islam. Gli imam stabiliti in Europa, per sobillare i giovani musulmani battono sempre lo stesso chiodo: corruzione dei costumi, donne puttane e uomini effeminati incapaci di tenerle a freno. Dall’altro lato, sempre l’ONU, seguita a ruota dai Governi occidentali, non ha mai puntato il dito contro le aberrazioni che avvengono nel mondo islamico. Anzi, fanno di più. In questi giorni, sul blog JihadWatch, Robert Spencer ci informa che il giudice federale di Detroit, Bernard Friedman, ha stabilito che il Congresso non ha l’autorità per rendere illegale l’infibulazione. Quindi i musulmani americani, come nel resto del mondo, hanno il diritto di mutilare i genitali delle loro bambine.

Le persecuzioni praticate durante i secoli dai musulmani contro i cristiani è paragonabile all’odium fidei dei rivoluzionari francesi e marxisti. Nel laicismo postumano come nell’islam non esiste il concetto di persona, ma di Popolo e Massa, quello che l’islam definisce Umma. Per le due dottrine il concetto di persona è sostituito con una struttura sociale piramidale o, se vogliamo, totalitaria, dove la dignità del singolo viene liquefatta per essere assorbita dalla Massa-Umma, che si traduce nell’azzeramento della dignità individuale e della famiglia monogama.

Basta consultare la Storia per comprendere i comuni intenti dell’élite laicista e islamica. Già Martino Lutero sperava che i turchi mangiassero in un boccone “la prostituta di Roma”. Mentre Hitler amoreggiava coi mufti musulmani per estinguere prima gli ebrei e dopo, come lui stesso affermava, i cattolici.

L’attrazione tra islam e laicisti, dunque, esiste da secoli e le fedi nunziali già pronte. Aspettavano solo la benedizione del terzo incomodo. Cosa che è arrivata in questi ultimi anni. La teologia acattolica, gli inviti degli imam nelle chiese, che recitano il Corano, e la politica immigrazionista del Vaticano fanno supporre che sono andati oltre la benedizione. Sembra che abbiano celebrato, tacitamente o meno, un bizzarro matrimonio a tre.

Agostino Nobile

   

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