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Fonte riscossacristiana.it 06/04/2014

Autore Paolo Deotto



Quando in una casa circolano gli scarafaggi, non basta schiacciare quelli che si mostrano; bisogna trovare il loro nido e neutralizzarlo. Solo così ci si potrà liberare da quegli schifosi insetti.
I lettori di Riscossa Cristiana conoscono bene la vicenda dei libretti dell’Unar,  sorta di prontuari per l’educazione alla perversione sessuale di alunni di ogni ordine e grado. Su Avvenire di ieri, 5 aprile, leggiamo un’ottima notizia: il ministero dell’Istruzione ha bloccato la diffusione nelle scuole di questo materiale da bassa pornografia contro-natura (CLICCA QUIper leggere l’articolo).

Certamente la notizia non può che far piacere, mentre come sempre sfondano le barriere del ridicolo le proteste dei soliti immancabili paladini delle perversioni. Il primo ad avere il fondo tinta rigato dalle lacrime è Alessandro Zan, esponente di Sel, che ha pubblicato un comunicato stampa che, se proprio volete, potete leggere CLICCANDO QUI.

Bene, gli opuscoli dell’Unar non saranno più distribuiti nelle scuole (a proposito, chi risponderà per i soldi buttati al vento per stampare quella robaccia?), ma consideriamo che:

1 – gli opuscoli hanno già fatto molti danni, perché sono già stati letti e utilizzati in molte scuole.

2 – mentre il ministero ha bloccato la diffusione degli opuscoli dell’Unar, continua però l’attività della miriade di “uffici scuola” di Comuni, Province e Regioni che forniscono sussidi “didattici”, corsi, spettacoli, eccetera per educare i giovani alle perversioni.

3 – il messaggio delle perversioni sessuali viene veicolato di continuo in mille modi, dalla pubblicità, dalla televisione, da tutti i mezzi d’informazione (con poche lodevoli eccezioni). Gli omosessualisti sono prepotenti e prevaricatori. Vogliamo ricordare il “caso” di Barilla, solo per dirne uno? Vogliamo ricordare i convegni in difesa della normalità disturbati  – quando non sabotati o impediti – dalla violenza omosessualista?

Nella zona di Milano in cui abito, lo scorso anno molte famiglie erano preoccupate da un’invasione di scarafaggi. Ricordo la vicenda perché me ne parlò un amico: sua moglie si disperava perché gli insettacci, per quante esche avvelenate si mettessero in casa, per quanti se ne schiacciassero, ricomparivano sempre baldanzosi. Tra l’altro questa brava signora curava la casa in modo perfetto, faceva pulizie scrupolose e continue. Quando finalmente il Comune riparò una fognatura che si era intasata, creando sottoterra una stagnazione di acque putride, gli schifosi insetti, che partendo dalle fogne andavano a invadere i palazzi, sparirono. Avevano perso l’ambiente a loro congeniale per riprodursi.

Quindi, ripeto, siamo tutto contenti perché gli opuscoli dell’Unar non circoleranno più, ma non possiamo cantare vittoria. L’infezione dell’omosessualismo è diffusissima e di continuo alimentata dalle centrali di acque putride in cui possono riprodursi gli agenti patogeni che la diffondono.

Non possiamo cantare vittoria anche perché sappiamo benissimo che il governo del Topolino (che non è che il terzo cameriere della solita congrega massonica – finanziaria marca UE-Fmi e compagnia bella) dovrà comunque eseguire scrupolosamente gli ordini che riceverà dai suoi datori di lavoro. Non a caso nel governo ci sono anche elementi dichiaratamente LGBTQXYZ, e uno per tutti valga lo Scalfarotto, promotore della legge che, se approvata, metterà il bavaglio a quanti ancora hanno il coraggio di difendere la normalità.

C’è una fogna con lunghi canali che vanno da Bruxelles a Berlino a Washington. In Europa si chiama UE, grazie alla quale siamo in miseria, non abbiamo più sovranità, e in compenso ci sentiamo rimproverare severamente se non rispettiamo, oltre al sacro diritto di aborto, i sacri diritti di esercizio e propaganda di tutte le peggiori perversioni. Né scordiamoci che il pericoloso individuo che detiene un preoccupante potere a Washington ha sempre espresso pubblicamente la sua gioia per ogni nuovo Stato dell’Unione in cui sono state approvate le cosiddette “nozze” tra omosessuali.

Quindi, cerchiamo di non cadere nell’errore di abbassare le armi. La nostra gioventù è in pericolo come prima, se non più di prima, perché adesso le centrali mondiali dell’omosessualismo, che hanno mezzi e potere enormi, vorranno un’adeguata soddisfazione. Finché non ci libereremo dal laccio mortale del mondialismo, dalla UE, quella UE alla quale i vari Napolitano, Topolino e tutti quelli della greppia democratica e progressista sono legati a triplo filo, e finché l’Italia non saprà recuperare le proprie radici cristiane – e quindi civili – la nostra guerra continuerà.

Il grande Giovannino Guareschi aveva coniato una bellissima frase: “Non muoio nemmeno se mi ammazzano”.

   

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