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Fonte marcotosatti.com 31/03/2019

Autore Marco Tosatti

Cari amici di Stilum Curiae, con piacere riportiamo il comunicato finale del Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona, da cui notiamo con stupore l’assenza di incitamenti a roghi violenze e torture varie agitate come spauracchio dalle organizzazioni  di sinistra e dai giornali sempre meno credibili (come si rileva dalle vendite) e sempre meno disposti a sussulti di dignità umana e professionale in difesa della libertà di espressione e di pensiero. Oltre a questa dichiarazione pubblichiamo anche una poesia. Ce l’ha mandata un lettore, e ci sembra purtroppo che non sia lontana da quello che abbiamo percepito. Sempre in attesa che dagli papaveri vaticani giungano chiarimenti su quali fossero i “metodi” meno condivisibili del Congresso. Temiamo che fosse la presenza di personaggi politici di destra, più che i metodi, il problema. Vista la sfacciata sponsorizzazione della Chiesa a PD e dintorni. Ma restando ai contenuti che un cristiano possa preferire Bonino o Cirinnà a Meloni per me resta un mistero.

Verona, la Dichiarazione finale sollecita l’impegno delle istituzioni per i diritti e la dignità dei bambini e delle donne

Nella tre giorni del Congresso Mondiale delle Famiglie che si è tenuto a Verona dal 29 al 31 marzo 2019, sono emerse delle esplicite e concrete richieste.

“Verona, la città dell’amore, ha dimostrato davvero di essere la prima Città per la Vita e per la Famiglia – hanno dichiarato il presidente Toni Brandi e Jacopo Coghe – Abbiamo ribadito i valori previsti dalla Costituzione ed espressi dal diritto naturale e, dopo il Family Day, abbiamo rilanciato il nostro ruolo per il bene comune sollecitando le istituzioni ad un’attenzione che non sempre è stata all’altezza. Non ci sono solo i diritti a senso unico, ma i diritti di tutti, soprattutto quelli dei più deboli. La vera forza infatti non si misura da chi hai sconfitto, ma da cosa hai protetto”.

La Dichiarazione di Verona, adottata per acclamazione a chiusura della manifestazione, contiene una domanda forte emersa dal tavolo sulla demografia: “Perché la UE prevede fondi salva-stati che, nella pratica sono salva-banche e non istituisce un fondo salva-famiglie”, hanno dichiarato gli organizzatori del Congresso, Toni Brandi e Jacopo Coghe.

Tra le richieste della Dichiarazione di Verona: il riconoscimento della perfetta umanità del concepito; la protezione da ogni ingiusta discriminazione dovuta all’etnia, alle opinioni politiche, all’età, allo stato di salute o all’orientamento sessuale; la tutela delle famiglie in difficoltà economiche, specie se numerose, e delle famiglie rifugiate; il contrasto all’inverno demografico, tramite leggi che incentivino la natalità.

Il documento ritiene altresì “urgente” e “inderogabile” il perseguimento di ulteriori obiettivi, quali il contrasto alla pratica dell’utero in affitto tramite una rogatoria internazionale e la protezione dei minori, a partire dai loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia e a ricevere un’educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce.

La Dichiarazione di Verona prosegue, sottolineando l’urgenza della tutela dei diritti delle donne, dal ricevere valide alternative all’aborto, alla protezione dallo sfruttamento sessuale e dalla pornografia, alla parità di trattamento salariale, fino alla conciliazione tra lavoro e maternità, attraverso più lunghi congedi parentali e – per chi lo desidera – flessibilità, part time o telelavoro. Le madri che scelgano di dedicarsi esclusivamente ai figli e alla famiglia, aggiunge la Dichiarazione, andrebbero tutelate con una remunerazione adeguata per il lavoro casalingo, laddove lo stipendio del coniuge non sia sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa.

Ulteriori punti del documento riguardano il radicale contrasto alla diffusione e alla legalizzazione di ogni tipo di droga e la difesa del diritto dei genitori alla libertà di scelta educativa per i propri figli (art. 26 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo), specie riguardo la sfera sessuale e l’affettività.


Verona, la Chiesa ti snobba

Verona, la Chiesa ti snobba:

riflette, fa mille distinguo.

È schiva la voce di Cristo

e dice: “scusate, disturbo?”

Sia mai che si oltraggi il fratello

dicendo che impuro è quell’atto …

Severi eravamo a quel dì,

pietosi noi siamo quest’oggi.

Oh quanto severi eravamo!

Dal pulpito predicavamo,

d’inferno noi parlavamo

e allontanavamo la gente.

Verona, e tu ci contristi

dicendo che grida vendetta

quel torto, al cospetto di Dio!

Non sai che Pio decimo è morto?

non vedi, non sai quanto è dolce

star qui a dialogare col mondo?

 

(Alfonso Indelicato)

   

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