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Fonte marcotosatti.com 19/12/2017

Autore Marco Tosatti

Il Centro Studi Livatino, l’ufficio Pastorale Sanitaria della Conferenza Episcopale Italiana, l’A.R.I.S. Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari, l’A.M.C.I Associazione Medici Cattolici Italiani, il Forum Associazioni Sanitarie Cattoliche e la S.I.B.C.E. Società Italiana Bioetica e Comitati Etici hanno rivolto oggi un drammatico appello al Presidente della Repubblica. Eccone il testo:

“Appello al Capo dello Stato perché rinvii alle Camere la legge per incostituzionalità

Con le dat gli Ospedali cattolici rischiano revoca accreditamento

Con una lettera inviata oggi al Presidente della Repubblica Mauro Ronco, Presidente del Centro studi Livatino, Massimo Gandolfini, Presidente del Comitato Difendiamo i nostri Figli, Mons. Massimo Angelelli, Responsabile Ufficio Pastorale Sanitaria della CEI, Padre Virginio Bebber, Presidente dell’Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari, Filippo Boscia, Presidente dell’Associazione Italiana Medici Cattolici, Aldo Bova, Presidente del Nazionale Forum Associazioni Sanitarie Cattoliche, e Francesco Bellino, Presidente della Società Italiana Bioetica e Comitati Etici, chiedono al Capo dello Stato di rinviare al Parlamento con proprio messaggio il disegno di legge Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Nella convinzione che tali norme confliggono con più disposizioni della Costituzione italiana, nella lettera si sottolinea in particolare il pregiudizio che l’applicazione delle d.a.t. reca agli Istituti sanitari religiosi. Si richiama in proposito quanto affermato Il 12 giugno 2017, nel corso dell’audizione al Senato dei rappresentanti del CSL e del CDNF, dalla relatrice del disegno di legge e presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, sen. Emilia De Biasi: a fronte delle preoccupazioni per l’assenza nel testo di una disciplina dell’obiezione di coscienza, ovvero di una esenzione delle strutture sanitarie di ispirazione religiosa, ella ha detto che le controversie sarebbero state risolte davanti alla Corte costituzionale. E comunque nell’ipotesi di conflitti la soluzione sarebbe stata togliere “le convenzioni” agli enti ospedalieri d’ispirazione cattolica. Il tutto è consultabile sul sito Internet del Senato – all’indirizzo http://webtv.senato.it/4621?video_evento=3768, a partire dal minuto 35.

La perdita dell’accreditamento avrebbe come effetto di impedire tout court l’operatività di realtà come la Fondazione Policlinico A.Gemelli, l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, l’Ospedale Fatebenfratelli, l’Ospedale Cristo Re, il Campus Bio-Medico, l’Associazione la Nostra famiglia, la Fondazione Poliambulanza, la Fondazione Maugeri, la Casa di Sollievo della Sofferenza di S. Giovanni Rotondo, e le altre 100 strutture analoghe esistenti sul territorio nazionale. Una simile conclusione si pone in contrasto con l’articolo 7 della Carta, e con gli Accordi concordatari che quella norma recepisce”.
A occhio e croce direi che è un appello sacrosanto. Ma leggendolo, mi sono chiesto se forse mi sono perso qualche cosa, qualche passaggio. Non ho notato, mentre si discuteva e si approvata questa legge, che di fatto apre le porte all’eutanasia, senza neanche garantire ai medici il permesso del rispetto del giuramento di Ippocrate, la voce della Conferenza Episcopale Italiana. Non ho avuto sentore di richiami alla coscienza di quelli che sono stati eletti sbandierando la loro appartenenza cattolica. Non ho avuto percezione, da parte del Pontefice, che di questa nazione è il Primate, e delle persone che ha messo alla guida dei vescovi di questo povero Paese, della veemente indignazione spesa a piene mani quando si parla di migranti clandestini. Non posso credere che nessuno li abbia informati di ciò che si stava preparando; e anche se così fosse la loro responsabilità non ne sarebbe diminuita. E se informati, non hanno gridato con tutta la loro voce: fermatevi! non posso non chiedermi : ma che cosa ci stanno a fare?

   

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