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Fonte radiospada.org 25/01/2017

Autore Marco Tosatti

Ho cercato invano su Avvenire di oggi questa notizia. Ieri mattina il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rimesso in vigore la legge che proibisce che il governo degli USA finanzi le organizzazioni, come International Planned Parenthood Federation, che promuovono e sostengono le politiche abortiste all’estero. La Mexico City Policy era stata introdotta dall’amministrazione repubblicana di Ronald Reagan, e successivamente cancellata dalle amministrazioni democratiche. (Da ricordare che fra i finanziatori di Hillary Clinton, favorevole all’aborto libero fino al nono mese di gravidanza, c’era Planned Parenthood, la macchina degli aborti in America e all’estero).

Questa firma priverà immediatamente le organizzazioni che esportano le politiche abortiste di decine di milioni di dollari. Il Population Reasearch Institute ha dimostrato che le organizzazioni estere che promuovono o compiono aborti fuori degli USA hanno ricevuto più di 90 milioni di dollari dal governo statunitense nel periodo che va dal 2013 al 2015.

In pratica, questo vorrà dire che molti bambini e bambine che sarebbero stati aborti adesso vedranno la luce. E questo segnale è importante, perché dimostra che la nuova amministrazione non vuole seguire le precedenti, che condizionavano gli aiuti necessari ai Paesi in via di sviluppo, o in difficoltà, alla loro adesione a politiche di controllo delle nascite che prevedevano anche l’aborto. Anche nei Paesi dell’America Latina, che un po’ dovrebbero interessare qualche inquilino vaticano.

A giudicare alla buona, a sentire quello che hanno detto e dicono i vari papi, questa dovrebbe essere una buona notizia per i cattolici.

Così come dovrebbe essere una notizia interessante per i cattolici il fatto che sempre ieri la Camera dei Rappresentanti, a Washington, abbia votato (238 a favore, 183 contro) per proibire in maniera permanente che i soldi delle tasse vadano a finanziare gli aborti.

Di tutto questo, in un paginone che Avvenire, giornale dei vescovi, finanziato dall’8 per mille dei cattolici italiani, dedicata a Trump, (e non benevola: “Trump fa Trump, meno ambiente, più auto”) non c’è traccia. Si parla dell’incontro con i fabbricanti di automobili, della conferma di Coney all’FBI, dei Sioux e della pipeline, e ,immancabilmente, di problemi di migranti. Cioè il negoziato con il Messico. Ma di un cambiamento di rotta storico, e che salverà la vita a milioni di esseri umani, niente. Nemmeno una riga per dire che i vescovi americani hanno salutato la decisione verso “il rispetto del più fondamentale dei diritti umani, il diritto alla vita”. Ma si sa, i vescovi americani non sono così ossessionati dal migrantismo, anche se difendono i migranti, e poi sono quelli che pregano davanti alle cliniche degli aborti. Come aveva detto mons. Galantino, segretario Cei? “I visi inespressivi di quelli che recitano il rosario fuori dalle cliniche”.

Trump però è stato espressivo; ha firmato. Forse sarebbe stato il caso di scriverlo, su un giornale cattolico. O no?

   

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