Articoli più letti  

   

Cerca autori  

   

Cerca Argomenti  

   

 

Fonte riscossa cristiana.it 27/08/2013

 

Autore Paolo Deotto

 

Complimenti al governo. In genere per perdere la sovranità nazionale, un governo guidato dal Quisling di turno che fa? Si prostituisce a uno o più Stati e/o potentati esteri. Anzi, magari non si prostituisce nemmeno, perché la prostituta dalla sua discutibile professione trae almeno un utile monetario, mentre sovente i Quisling sono pervasi da quell’ansia di servaggio per cui leccano le scarpe altrui per il puro gusto di leccare, per irresistibile vocazione.

 

Sia il governo guidato dal nefasto Loden, sia il governo Letta-Bonino, lavorando per conto terzi, con sede vagante tra Bruxelles, Berlino, Washington e dintorni, hanno già dato ottimi esempi di disciplina. Anche l’attuale “Capo” del governo è stato prontissimo, poco dopo la fiducia, a correre a rapporto dalla Cancelliera del IV Reich, che lo attendeva seduta sul suo largo trono (largo per ragioni morfologiche della cancelliera). Del resto, i continui richiami alla UE, alla bellezza della UE, alla santità dell’euro, eccetera, sono continue conferme del programma fondamentale governativo: “Signori banchieri europei e non, siamo qui ai Vostri ordini. Obbedienza cieca, pronta e assoluta!”.

Il governo Letta-Bonino però ha fatto un piccolo capolavoro, mostrando ancora una volta che la genialità italiana è in grado di stupire il mondo: ha inventato la rinuncia alla sovranità nazionale anche in territorio nazionale.

Siamo in Alto Adige, provincia autonoma, facente parte, da quanto ci risulta (o ci risultava finora) dello Stato italiano. In Alto Adige, e non certo da oggi, è forte la polemica tra i due gruppi linguistici, l’uno di lingua italiana e l’altro di lingua tedesca. Giusto e opportuno il bilinguismo, purché sia effettivamente bilinguismo, ovvero uso delle due lingue, italiano e tedesco, nelle insegne pubbliche, nella toponomastica e così via. Luis Durnwalder, leader del SVP (Sudtiroler Volkspartei, Partito popolare sudtirolese) e presidente della Provincia di Bolzano, ha siglato un patto “segreto” con quel tal governo che a Roma dovrebbe curare gli interessi dell’Italia. Si sa come vanno i segreti in Italia, e infatti il patto è già finito sui giornali.

Firmatario da parte italiana, il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio (e ci dispiace perché è uno dei pochi simpatici in quella necropoli che è l’attuale “governo”). Ma il 5 agosto il mite Letta era già andato a Bolzano, così, per fare un giretto tra le Dolomiti, e ora ha messo in mano a Delrio la patata bollente.

Le parti hanno convenuto che, tanto per iniziare, 135 toponimi tra cime, laghi, sentieri, verranno espressi solo in lingua tedesca.  Perché 135? Perché, per ora, sono questi i nomi individuati in base a un approfondito studio (ma quanto buon tempo!) che ha stabilito degli errori nelle attribuzioni di nomi italiani. Le attribuzioni di nomi italiani ad alcune località dolomitiche risale, si badi bene, al 1906, dopo studi effettuati dal geografo Ettore Tolomei.

La cosa in sé, si potrebbe dire, non ha rilevanza. Cosa sono 135 nomi di sentieri montani, laghetti, vette? Già, ma sono un inizio e sono una presa in giro per gli italiani di lingua italiana, che si troveranno, se vogliono fare un giro tra le Dolomiti, in difficoltà assurde, derivanti dal fatto che il c.d. “governo” ammette tranquillamente che ci siano zone del territorio nazionale in cui non si usa la lingua nazionale, che, per ora, ci risulta essere ancora l’italiano. Magari di qui a poco verrà imposto il visto d’entrata in Alto Adige, e l’obbligo di un certificato di bilinguismo per ottenerlo.

La cosa è cretina e degradante. È cretina, perché da parte della SVP ha davvero il sapore del dispettuccio infantile, che oltretutto può ritorcersi anche contro gli interessi dello stesso Alto Adige, scoraggiando il turismo, fiorentissimo in quelle zone di grande bellezza.  Non sono più i tempi di Georg Klotz, il famigerato “Martellatore della Val Passiria”, che espresse i suoi sentimenti anti-italiani a suon di attentati dinamitardi negli anni sessanta dello scorso secolo. Klotz era un criminale, con la grandezza scellerata che a volte sanno avere i criminali; ora viviamo invece nell’epoca delle mezze calzette, e la mezza calzetta Durnwalder si è tolto la soddisfazione di rendere la vita un po’ più difficile agli “odiati” italiani di lingua italiana, ovvero ai suoi compatrioti.

Però va capito: si è trovato come interlocutore un’altra mezza calzetta, che fa rima con Letta, al confronto del quale però Durnwalder diviene un gigante. Già, perché se Letta, che va in giro dicendo di essere un “capo di governo”, fosse davvero un uomo di Stato, avrebbe liquidato le pretese di Durnwalder consigliandogli, al più, di trovare cose più serie di cui occuparsi. Ma quando l’abitudine a chinare la schiena fa parte profondamente del proprio modus vivendi, oplà, il gioco è fatto.

E poi, e poi… c’era un debito da pagare. Già, perché si dice che la SVP abbia buttato sulla bilancia un dato incontestabile: senza la manciata dei voti altoatesini, la coalizione allora guidata dal Titano Bersani non avrebbe “vinto” le elezioni e non si sarebbe beccata il premio di maggioranza, che le ha procurato alla Camera un numero di seggi spropositato rispetto al reale numero di elettori. Ora gli anti-italiani hanno presentato il conto e gli obbedienti Quisling si sono affrettati a saldare. Ma si sa come vanno le cose, quando si cede alle prepotenze: il prepotente si sente, con ragione, il più forte, e quindi chi garantisce che non abbia pronte altre pretese da far valere?

Sarebbe interessante capire una cosa: gli accordi sul bilinguismo furono a suo tempo regolati per legge. L’accordo tra governo e provincia autonoma di Bolzano non è per caso un tantino illegale? Già, perché un atto ministeriale come può disattendere norme di legge? Nota bene, è solo un dubbio, non avendo approfondito la faccenda. Però sarebbe interessante approfondirla…

Intanto le minoranze di lingua francese, ladina, greca sono avvisate. E anche i sardi, poiché non pochi studiosi asseriscono che il sardo non è un dialetto, bensì una lingua vera e propria. Reclamino il monolinguismo, ovviamente escludendo l’italiano. Orsù, l’Italia è un grande Paese, dove c’è posto per tutti. Immigrati clandestini, minoranze linguistiche, viandanti imprecisati, danzatrici orientali e cigni bianchi, ognuno con le sue pretese. Speriamo che resti un po’ di posto anche per le esigenze degli italiani.

Appunto, le esigenze degli italiani, o meglio, almeno gli elementari diritti: ma questo governo, che non ha saputo finora prendere una sola misura efficace contro la crisi economica che sta gettando sul lastrico un intero popolo, come fa ad avere la faccia di bronzo per trovare il tempo per queste fesserie?

Comunque ci resta una consolazione. Nessuno potrà dire che il governo italiano con questo patto abbia perso la dignità. È infatti impossibile perdere ciò che non si possiede.

   

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , guarda la nostra privacy policy.