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fonte lascuredielia.blogspot.it 07/09/2019

Autore don Elia

In manu Dei potestas terrae, et utilem rectorem suscitabit in tempus super illam (Sir 10, 4 Vulg.).

«Nella mano di Dio è il dominio della terra; a tempo opportuno susciterà su di essa un governante benefico». Il Signore non manca mai di soccorrerci con la Sua parola di verità. In ogni circostanza, anche nelle più buie, ci invia messaggi di incoraggiamento perché non soccombiamo alla sfiducia o all’avvilimento. Il compimento delle Sue promesse, tuttavia, richiede la nostra attiva collaborazione. Un popolo apostata – così come l’umanità che si ostina nel peccato – non merita un buon governo che operi per il suo bene effettivo, ma c’è sempre una minoranza nascosta che prega, patisce e offre a vantaggio di tutti gli altri, in vista della loro conversione. Non conosciamo certo il momento preciso in cui la Provvidenza preporrà al nostro Paese l’uomo adatto, ma dobbiamo fin d’ora implorare ardentemente questa grazia, se finora ci eravamo un po’ adagiati nell’illusione che lo avesse già fatto. Occorre sicuramente tenere in mano la corona, ma per usarla il più spesso possibile. Quanto all’affidamento al Cuore Immacolato di Maria, non rimaneva altra cosa da fare, vista la spaventosa minaccia che incombe su di noi.

La salvezza dell’Italia non si può scindere da quella di tutto il continente, ma non ci sarà concessa se non per mezzo di un uomo, il governante benefico suscitato da Dio. Costui non potrà essere uno che, ai comizi, brandisce il Rosario e, a chiusura del corso di formazione politica del partito, confida all’uditorio che subito dopo andrà a godersi Vasco… Da cattolici e da uomini sani non vediamo proprio come si possano conciliare, nella vita della stessa persona, la Madonna e un drogato incallito che ha già rovinato intere generazioni e continua a farlo impunemente. Non comprendiamo nemmeno come un devoto di Maria santissima possa affidare il programma economico del suo movimento politico nonché l’organizzazione del suddetto corso a un imbroglione già condannato per bancarotta fraudolenta, che si diletta di esoterismo e lo divulga in regolari seminari di studio. In generale, tutto l’entourage del carismatico, finanche a livello periferico, è composto di personaggi quantomeno inquietanti; nel Lazio ce ne sono pure di collusi con la mafia dei Rom… Per candidarsi a eletto del Cielo, occorre dunque decidere una volta per tutte da che parte stare e operare coerentemente le scelte conseguenti: non ultimo, mettere ordine nella propria vita sentimentale, onde evitare di moltiplicare gli adultèri e di lasciarsi sedurre dalla figlia di un corrotto che è pure massone. Ricordate Sansone e Dalila? Un uomo di Stato, peraltro, dovrebbe essere di buon esempio ai cittadini, non imitarli.

Mi sembra che dovremmo compiere uno sforzo per uscire da quel tipico provincialismo italico che rinchiude la visuale nelle beghe intestine e nella passione politica, vissuta con una devozione totalizzante, quasi religiosa. Non si tratta di essere pro o contro questo o quel personaggio, ma di inquadrare i fatti in un contesto più obiettivo. Su certi eventi si sorvola troppo facilmente, senza far caso a singolari coincidenze cronologiche. Il 10 dicembre 2018 i partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite di Marrakech siglano il Global Compact, presentato come un patto mondiale che deve consentire una gestione «sicura, ordinata e regolare» dei flussi migratori. Fra i grandi assenti c’è l’Italia, il cui governo è giustamente contrario. Il giorno successivo, però, il Ministro degli Interni vola in Israele, dove rilascia dichiarazioni di stupefacente adesione alla propaganda sionista. Tre mesi prima, il 7 settembre, si era incontrato con lo statunitense Bannon e l’ebreo belga Modrikamen; quest’ultimo, subito dopo la riunione, aveva dichiarato trionfante: «È dei nostri!». Nell’era digitale, in cui si è costantemente connessi, una notizia scaccia l’altra con incredibile velocità; bisogna quindi allenarsi a tener desta la memoria e la riflessione personale.

Le successive prese di distanza servono a poco, una volta che si è caduti in certe reti; il viaggio in Israele lo dimostrerà chiaramente. Se sono le stesse entità a finanziare sia una parte che l’altra, il conflitto è solo apparente: è una dialettica meramente fittizia, utile ad alimentare l’illusione che i popoli possano effettivamente autodeterminarsi e atta quindi a mantenerli schiavi, pur convinti di essere liberi. Se tuttavia gli Italiani, in poco più di un anno, esprimono e raddoppiano un consenso che rischia di scompigliare i piani dell’oligarchia finanziaria globale, bisogna trovare un modo per far uscire di scena lo scomodo compare, il quale, probabilmente, o non è rimasto fedele ai patti o pensava di forzare la mano a chi l’aveva autorizzato solo per addomesticare l’ondata populistica e convogliarla in senso favorevole al sistema. Ai padroni il carisma può anche tornare utile, utilizzato nel modo giusto; ma, qualora i suoi effetti travolgano le previsioni, occorre soffocarlo con le buone o con le cattive: se gli allettamenti non bastano più, si passa alle minacce. I signori dell’alta finanza non scherzano.

Ovviamente i lettori mi rimprovereranno di non avere uno straccio di prova, ma due indizi possono già farne una, o perlomeno inducono facilmente a certe conclusioni, purché si ragioni con la testa piuttosto che con la pancia. Non nego che certe delusioni siano causa di profonda sofferenza, ma la mente deve rimanere lucida e, passata la prima, naturale reazione emotiva, riprendere il controllo. Le spiegazioni fornite a posteriori, oltretutto, non tengono affatto, ma sanno tanto di pezze cucite sullo strappo, che in tal modo si allarga: perché saltar giù dal treno in corsa proprio nel momento in cui la forza politica raggiunta consentiva di far pressioni sul macchinista, contenendo le sue tresche segrete con Bruxelles, Parigi e Berlino? Sarebbe toccato all’alleato, semmai, provocare la crisi, ma evidentemente non doveva apparirne responsabile, così da poter giustificare la vergognosa svolta: un sodalizio proprio con il partito, frantumato e putrescente, con cui aveva giurato che non sarebbe mai sceso a patti, un covo di pervertiti macchiati di gravissimi scandali come quelli bancari e quello di Bibbiano… ma un partito in cui gioca pur sempre un ruolo determinante il boy scout invitato alle riunioni del Gruppo Bilderberg. Non è che non si debba perdonare: è che non si può perdonare chi non si vuol pentire, ma al contrario, da settant’anni, con sfrontata arroganza copre crimini ripugnanti e in essi persevera giustificandoli – con tanto di benedizione, ora, anche della gerarchia “cattolica”, vaticana e locale.

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Se vogliamo che il Signore susciti per il nostro Paese un governante benefico, dobbiamo rinunciare una volta per tutte all’inganno filosofico e giuridico che ci ha inevitabilmente portato al punto in cui siamo. La democrazia liberale è un sistema costitutivamente anticristico; non per nulla essa è stata inventata e imposta dalla massoneria con il preciso intento di distruggere l’ordine costituito. L’idea che il popolo sia sovrano è in realtà una menzogna con cui le nazioni sono state scientemente manipolate allo scopo di far apparire come espressione della volontà popolare quel che invece è stato deciso da un ristretto numero di individui, i controllori del cartello bancario transnazionale cui tutti i politici e gli uomini di governo devono obbedire, se tengono alla propria pelle. È una cosca mafiosa che determina le crisi (belliche, economiche e migratorie) come fattori di consolidamento del governo unico mondiale: dato che il livello politico è incapace di gestirle, le soluzioni vengono offerte dal livello tecnocratico, che stringe ogni volta di più il nodo scorsoio riducendo le sovranità nazionali, mentre dissolve progressivamente la libertà individuale con il miraggio dei diritti senza limiti, che altro non sono se non strumenti di induzione mentale e comportamentale.

Il potere non può appartenere al popolo, anzitutto perché è di Dio (cf. Sal 61, 13), unico fondamento legittimo di ogni potestà terrena, tanto nell’ambito spirituale che in quello temporale; storicamente, esso è stato conferito a Gesù Cristo, che lo detiene in cielo e in terra (cf. Mt 28, 18), ma lo esercita quaggiù tramite i suoi rappresentanti nelle due sfere: la gerarchia ecclesiastica e le istituzioni statali. Analogamente a quanto avviene nella Chiesa, anche nello Stato il potere deve competere a uno solo, eletto dall’alto mediante cooptazione in un collegio di maggiorenti che siano all’altezza del loro compito. Il sovrano così scelto non detiene un potere assoluto, ma è tenuto ad applicare la legge divina; garante supremo della sua autorità e, al tempo stesso, sorvegliante del suo operato è il Papa sul piano universale e il Vescovo su quello locale. Ciò non implica un’ingerenza diretta del potere spirituale in quello temporale, ma assicura la retta gestione del secondo; né lede i diritti di chi non è credente o segue altri culti, in quanto la legge naturale è inscritta nella coscienza di ogni uomo e il bene comune si fonda sulla sua osservanza. Fulgidi esempi, in campo cattolico, sono sant’Ambrogio e san Gregorio VII per l’ambito ecclesiale; per l’ambito civile, santo Stefano d’Ungheria, sant’Enrico II imperatore, san Luigi IX di Francia. Nella storia bizantina, invece, il Patriarcato di Costantinopoli fu quasi sempre ridotto a funzione dell’Impero e tristemente coinvolto, di conseguenza, nei continui intrighi e ribaltoni di palazzo.

Altra sana tutela atta ad evitare derive autoritarie è il fatto che il re o imperatore è tenuto a ricevere il consiglio e l’ausilio dell’intima cerchia formata dagli uomini migliori per meriti e prestazioni (aristocrazia). Il popolo può essere consultato, per mezzo del voto, circa decisioni circoscritte che lo riguardino direttamente, ma soltanto in questioni moralmente indifferenti, non certo su valori insindacabili, che lo Stato ha il dovere di far rispettare in modo incondizionato. In realtà, il popolo non è un soggetto unitario dotato di volontà propria; il concetto designa invece una moltitudine di fatto divisa e ondeggiante, che va saggiamente educata e unificata. Il ricorso alle urne permette al massimo di rilevare l’orientamento momentaneo della maggioranza dei votanti (la quale, in termini assoluti, può pure risultare una minoranza); essi poi, per mancanza di maturità o di cultura, non sono tutti dotati delle competenze necessarie per scegliere bene, ma sono in gran parte influenzabili. Il consenso viene pertanto determinato, nelle moderne “democrazie”, da chi controlla la formazione culturale i mezzi di comunicazione.

La partecipazione popolare alla gestione del potere si effettua in modo molto più efficace mediante le associazioni di cittadini, secondo il noto principio di sussidiarietà. Le opere della Chiesa Cattolica, in passato, hanno svolto un ruolo incommensurabile nel campo della sanità e in quello dell’istruzione, nonché in quello della ricerca scientifica e del progresso tecnologico. Senza i monasteri non sarebbe nata l’Europa moderna, che si è poi rivoltata contro le proprie radici prima con Lutero, poi con l’Illuminismo, infine con i regimi comunisti e i governi massonici. Oggi siamo giunti all’apice della ribellione, il cui strumento principale è l’Unione Europea; ma nani e ballerine che si agitano sul palcoscenico sono soltanto marionette manovrate dall’alta finanza: nomi come Goldman & Sachs, Rockefeller, Morgan, Warburg, Lazard, Schiff… tutti legati, in un modo o in un altro, alla riservata famiglia Rothschild, la quale, da due secoli e mezzo, specula dietro le quinte sulle guerre e sulle rivalità geopolitiche finanziando tutte le parti in lizza per assicurarsi proventi stratosferici in ogni evenienza, comunque vadano le cose.

Nell’attuale momento storico, ridurre la spiegazione dei fatti a uno scontro tra gli Stati Uniti di Trump e l’Europa di Macron e della Merkel è un banale depistaggio. Sull’unificazione del mondo esistono fondamentalmente due “scuole di pensiero”, l’una di tradizione francese (il martinismo), l’altra di tradizione anglosassone e mazziniana, con eventuali contaminazioni. I principii esoterici e i fini perseguiti sono analoghi, cambiano solo le modalità di realizzazione: progressiva infiltrazione per la prima, guerre e rivoluzioni per la seconda. L’Unione Europea, per quanto si presenti come terzo polo autonomo, è nata e cresciuta, con la scusa della guerra fredda, sotto lo stretto controllo di Washington, dove oggi si fronteggiano altresì, almeno in apparenza, il radicalismo del Deep State e una politica di reazione su spinta popolare.

In Oriente, il ruolo di antagonista giocato per settant’anni dall’Unione Sovietica è stato assunto dalla Repubblica Popolare Cinese, la quale, grazie ai vertiginosi progressi nella tecnologia digitale, è in piena espansione verso Occidente per la spartizione dell’Africa e del Mediterraneo in combutta con la Francia. La Gran Bretagna, dal canto suo, sta riemergendo come potenza planetaria, fine che esigeva l’uscita dall’Unione e suggeriva un riavvicinamento all’amministrazione trumpiana. In tale quadro conservano un peso non trascurabile i produttori di petrolio dell’OPEC, ai quali si oppone la vivace campagna per la trazione elettrica e le energie rinnovabili. Curioso che gli Emirati Arabi Uniti siano tra i pochi Stati non sorvegliati dalla CIA e che proprio nella loro capitale, Abu Dhabi, Bergoglio abbia firmato una dichiarazione sostanzialmente apostatica…

In questo scenario i Rothschild sono onnipresenti come invisibili burattinai. L’unica potenza che a quanto pare – salvo smentite – non rientra nel quadro e conserva un’autonomia è la Federazione Russa, che in Siria ha mandato in fumo i piani dell’establishment. Essa è guidata da un uomo che ha chiesto al papa scelto dal sistema, seppure invano, di effettuare la consacrazione che il suo Paese attende da appena un secolo. Egli sembra l’unico in grado di inceppare la macchina mondialista mirante al dominio di un’umanità da suddividere in blocchi federali rivali e bilanciati, ma tutti egualmente sottomessi ai banchieri; l’Unione Europea non è altro che uno di essi. Se dobbiamo invocare il Cuore Immacolato di Maria, è per chiedergli di servirsi di questa costruzione artificiale e senza volto per concentrare in un solo luogo il potere che sarà poi conferito al Suo eletto, il quale volgerà in bene i perversi disegni dei servitori di Lucifero e, quale novello Costantino, sbaraglierà i nemici con il soprannaturale appoggio del Cielo.

   

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