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Fonte chiesaespressonline.it  17/05/2015

Autore Sandro Magister

E dell'Ascensione, della Trinità, del Corpus Domini. Modelli di predicazione liturgica dall'archivio di Benedetto XVI

 

ROMA, 17 maggio 2015 – La presente raccolta di omelie di Benedetto XVI fa seguito alle tre antologie già messe in rete quest'anno per la Quaresima, per la Settimana Santa e per le domeniche di Pasqua del ciclo B dell'anno liturgico:

> Omelie di Quaresima

> Omelie pasquali - I

> Omelie pasquali - II

La prima omelia delle quattro qui offerte è stata pronunciata da Benedetto XVI a Cassino, sotto il colle su cui sorge la celebre abbazia di Montecassino, dove si era recato in visita. Da qui l'ampio riferimento a san Benedetto, il fondatore di questo monastero.

Era la festa dell'Ascensione, che propriamente cade quaranta giorni dopo Pasqua, di giovedì, ma in Italia e in altri paesi si celebra la domenica successiva.

La seconda omelia è una delle tre che Benedetto XVI ha pronunciato, nell'arco del suo pontificato, nel giorno di Pentecoste e nell'anno B del lezionario liturgico.

Era il 2009, è in quell'occasione la messa del papa in San Pietro è stata accompagnata dal coro del Duomo e della Kammeroschester di Colonia, che hanno eseguito la "Harmoniemesse" di Franz Joseph Haydn, nel bicentenario della morte del musicista.

La terza omelia, della festa della Trinità che cade la domenica dopo la Pentecoste, è stata pronunciata nel 2012 da Benedetto XVI a Milano, durante la sua visita alla città in cui si celebrava il VII Incontro mondiale delle famiglie.

E infatti il papa non manca di approfondire il riflesso della divina Trinità nell'amore tra l'uomo e la donna creati a immagine e somiglianza di Dio.

L'ultima di questa piccola antologia è l'omelia del Corpus Domini del 2012, pronunciata da Benedetto XVI nella basilica di San Giovanni in Laterano prima della processione eucaristica che da lì si snoda ogni anno fino alla basilica di Santa Maria Maggiore.

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> OMELIA DELL'ASCENSIONE

24 maggio 2009

Atti 1, 1-11
Efesini 4, 1-13
Marco 16, 15-20

… Nella pagina degli Atti degli Apostoli si dice dapprima che Gesù fu “elevato in alto”, e dopo si aggiunge che “è stato assunto”. L'evento è descritto non come un viaggio verso l'alto, bensì come un’azione della potenza di Dio, che introduce Gesù nello spazio della prossimità divina. La presenza della nuvola che “lo sottrasse ai loro occhi”, richiama un'antichissima immagine della teologia veterotestamentaria, ed inserisce il racconto dell'Ascensione nella storia di Dio con Israele, dalla nube del Sinai e sopra la tenda dell'alleanza del deserto, fino alla nube luminosa sul monte della Trasfigurazione. Presentare il Signore avvolto nella nube evoca in definitiva il medesimo mistero espresso dal simbolismo del “sedere alla destra di Dio”. In Cristo asceso al cielo, l’essere umano è entrato in modo inaudito e nuovo nell'intimità di Dio; l'uomo trova ormai per sempre spazio in Dio. Il cielo, questa parola cielo, non indica un luogo sopra le stelle, ma qualcosa di molto più ardito e sublime: indica Cristo stesso, la persona divina che accoglie pienamente e per sempre l’umanità, Colui nel quale Dio e uomo sono per sempre inseparabilmente uniti. L’essere dell’uomo in Dio, questo è il cielo. E noi ci avviciniamo al cielo, anzi, entriamo nel cielo, nella misura in cui ci avviciniamo a Gesù ed entriamo in comunione con lui...

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> OMELIA DI PENTECOSTE

31 maggio 2009

Atti 2, 1-11
Galati 5, 16-25
Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15

… La Sacra Scrittura ci rivela che l’energia capace di muovere il mondo non è una forza anonima e cieca, ma è l’azione dello “spirito di Dio che aleggiava sulle acque” all’inizio della creazione. E Gesù Cristo ha “portato sulla terra” non la forza vitale, che già vi abitava, ma lo Spirito Santo, cioè l’amore di Dio che “rinnova la faccia della terra” purificandola dal male e liberandola dal dominio della morte. Questo “fuoco” puro, essenziale e personale, il fuoco dell’amore, è disceso sugli Apostoli, riuniti in preghiera con Maria nel Cenacolo, per fare della Chiesa il prolungamento dell’opera rinnovatrice di Cristo… Sì, cari fratelli e sorelle, lo Spirito di Dio, dove entra, scaccia la paura; ci fa conoscere e sentire che siamo nelle mani di una onnipotenza d’amore: qualunque cosa accada, il suo amore infinito non ci abbandona. Lo dimostra la testimonianza dei martiri, il coraggio dei confessori della fede, l’intrepido slancio dei missionari, la franchezza dei predicatori, l’esempio di tutti i santi, alcuni persino adolescenti e bambini. Lo dimostra l’esistenza stessa della Chiesa che, malgrado i limiti e le colpe degli uomini, continua ad attraversare l’oceano della storia, sospinta dal soffio di Dio e animata dal suo fuoco purificatore…

Vedi anche quest'altra omelia della Pentecoste di tre anni dopo, anch'essa relativa all'anno B del lezionario liturgico:

> 27 maggio 2012

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> OMELIA DELLA TRINITÀ


3 giugno 2012

Deuteronomio 4, 32-34.39-40
Roman 8, 14-17
Matteo 28, 16-20

… La solennità liturgica della Santissima Trinità, che oggi celebriamo, ci invita a contemplare questo mistero, ma ci spinge anche all’impegno di vivere la comunione con Dio e tra noi sul modello di quella trinitaria. Siamo chiamati ad accogliere e trasmettere concordi le verità della fede; a vivere l’amore reciproco e verso tutti, condividendo gioie e sofferenze, imparando a chiedere e concedere il perdono, valorizzando i diversi carismi sotto la guida dei Pastori. In una parola, ci è affidato il compito di edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere la bellezza della Trinità e di evangelizzare non solo con la parola, ma direi per «irradiazione», con la forza dell’amore vissuto. Chiamata ad essere immagine del Dio unico in tre persone non è solo la Chiesa, ma anche la famiglia, fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna. In principio, infatti, "Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi". Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche, perché i due fossero dono l’uno per l’altro, si valorizzassero reciprocamente e realizzassero una comunità di amore e di vita. L’amore è ciò che fa della persona umana l’autentica immagine della Trinità, immagine di Dio...

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> OMELIA DEL CORPUS DOMINI


7 giugno 2012

Esodo 24, 3-8
Ebrei 9, 11-15
Marco 14, 12-16.22-26

…Anzitutto, una riflessione sul valore del culto eucaristico, in particolare dell’adorazione del santissimo sacramento. È’ l’esperienza che anche questa sera noi vivremo dopo la messa, prima della processione, durante il suo svolgimento e al suo termine. Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II aveva  penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’eucaristia al momento celebrativo. In effetti, è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della parola e del pane di vita, lo nutre e lo unisce a sé nell’offerta del sacrificio. Questa valorizzazione dell’assemblea liturgica, in cui il Signore opera e realizza il suo mistero di comunione, rimane ovviamente valida, ma essa va ricollocata nel giusto equilibrio. In effetti – come spesso avviene – per sottolineare un aspetto si finisce per sacrificarne un altro. In questo caso, l’accentuazione giusta posta sulla celebrazione dell’eucaristia è andata a scapito dell’adorazione, come atto di fede e di preghiera rivolto al Signore Gesù, realmente presente nel sacramento dell’altare. Questo sbilanciamento ha avuto ripercussioni anche sulla vita spirituale dei fedeli. Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù eucaristia nel solo momento della santa messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziali. E così si percepisce meno il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case, come cuore pulsante della città, del paese, del territorio con le sue varie espressioni e attività. Il sacramento della carità di Cristo deve permeare tutta la vita quotidiana....

Vedi anche quest'altra omelia del Corpus Domini di sei anni prima, anch'essa relativa all'anno B del lezionario liturgico:

> 15 giugno 2006


   

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