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Un uomo racconta a suo figlio come è diventato padre

Autore Paola Turroni

edizioni Lindau pag.120 € 12,00

Questa è la storia di Luca e di sua moglie Viviana, entrata in stato vegetativo quando Mattia, il loro figlio, aveva poco più di 6 mesi, e morta dopo 4 anni.

Paola Turroni, scrittrice e social worker, ha pubblicato numerosi volumi, tra cui ricordiamo in particolare Animale, Due mani di colore, Il vincolo del volo, Il mondo è vedovo. Nel 2004 e nel 2008 è stata invitata al Festival internazionale di poesia di Malta. Un’installazione de Il mondo è vedovo ha partecipato alla 54ª Esposizione di Arte Contemporanea di Venezia.

È la lettera di un padre a suo figlio.

La memoria di un percorso di elaborazione, le parole di dolore e speranza che un uomo ferito ha trovato dentro di sé. 

«Era questo la vita prima, una consequenzialità. Immaginavo cose da fare, facevo delle scelte, il corpo era uno strumento scontato, e amare Viviana era come bere l’acqua. Forse si può vivere solo così, spavaldamente, pensarsi eterni, non pensarsi. Non posso dire che sono migliore ora, sarebbe come una stupida consolazione. Non posso nemmeno dire che sono peggiore, anche se sono più egoista, più severo. Sono soltanto un altro, una trasformazione».

La verità aiuta. Più che mai in questa storia, perché per Luca dire la verità è stato lo strumento necessario per essere e sentirsi famiglia, con il proprio figlio e una moglie in stato di «veglia non responsiva», come preferisce dire Paola Turroni, per sottolineare la realtà di quegli esseri umani che, pur in condizioni di estrema fragilità, possono aprire e muovere gli occhi, mantenere l’alternanza del ciclo sonno-veglia e mostrare, a chi gli è accanto e non smette di amarli, comportamenti ascrivibili a un parziale stato di coscienza. 

Ti dico la verità è la storia di una famiglia, al tempo stesso spezzata e tenuta in piedi, con una capacità esemplare di coraggio, restituendo a noi che la incontriamo una saggezza profonda, a tratti inesorabile, che ci accompagna lungo il loro cammino.

vedi articolo:

«Io, Viviana e quell'amore nello stato vegetativo»

   

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