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Fonte lanuovabq.it 23/04/2017

Autore Gianandrea Gaiani

Entro il mese di giugno l'Italia consegnerà alla Libia le 10 motovedette promesse, ex pattugliatori della Gurdia di Finanza da 90 tonnellate in modo da rendere la Guardia Costiera libica "la struttura più importante dell'Africa settentrionale" nel controllo ai traffici di esseri umani.

Lo ha annunciato con qualche esagerazione il ministro dell'Interno Marco Minniti nel corso della cerimonia per la chiusura del primo corso di formazione degli equipaggi libici, tenuto dagli uomini della Guardia di Finanza. Il corso ha coinvolto 20 militari, che torneranno in Libia (a Tripli e Misurata) con le prime due motovedette e la prossima settimana inizierà, alla scuola nautica della Gdf a Gaeta, il secondo corso per altri 19 libici.

"Si tratta di equipaggi professionali e competenti - ha detto il titolare del Viminale - che avranno le prime due motovedette. Poi ne arriveranno altre due ed entro giugno completeremo la dislocazione di tutte le dieci motovedette per la Guardia Costiera libica"

"Il controllo delle frontiere esterne dell'Europa è decisivo nella lotta al terrorismo – ha detto il titolare del Viminale che esprime ottimismo anche se non c’è da farsi troppe illusioni circa le prospettive offerte dallo pseudo governo libico di Fayez al-Sarraj che continua a pretendere e lamentare mancati aiuti dall’Europa.

"Il premier Serraj ha detto di essere stufo delle promesse non mantenute dalla comunità internazionale: l'Italia oggi ha dato un esempio diverso dimostrando di mantenere le sue promesse" ha sottolineato Ahmed Safar, ambasciatore libico in Italia. "I nostri due Paesi - spiega Safar - hanno una visione che coincide su come contrastare l'immigrazione clandestina e chi la sfrutta. Ma i libici non saranno i guardiani del mare, faremo parte di una cooperazione internazionale che mira a bloccare i traffici di esseri umani e a contrastarli anche laddove hanno origine".

Interessante osservazione quella dell’ambasciatore poiché sarebbe lecito attendersi che i libici siano almeno i “guardiani” delle loro coste e delle loro acque costiere da tempo in mano a trafficanti di esseri umani.

I massicci afflussi di immigrati clandestini, 37 mila dall’inizio dell’anno (più 39 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e ben 8.600 nelle sole festività pasquali hanno rilanciato l’allarme per un’emergenza che il governo italiano sembra non poter o non voler risolvere. E mentre la Commissione Ue “si tiene pronta a sostenere l’Italia con tutti i mezzi a sua disposizione”, l’opposizione attacca il Governo che nel Def ha previsto costi fino a 4,6 miliardi di euro (ma già indicati come insufficienti) per i migranti. Cioè di più di quanto ci chiede l’Europa di “manovra d’aggiustamento dei conti pubblici”.

Intanto i centri ospitano poco più di 176mila persone, cui si dovranno aggiungere quelli arrivati negli ultimi giorni. E’ stato predisposto un piano di accoglienza per 200mila, che andrebbe aggiornato nel caso di superamento della soglia. L’accordo con l’Anci punta ad ampliare il numero dei Comuni che ospitano migranti (attualmente 2.800). Ma sono sempre di più i sindaci che si rifiutano di ospitare i clandestini o di accoglierne altri.

Un altro tavolo il Viminale lo ha aperto con le Regioni per individuare i luoghi dove allestire i nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (uno per regione per complessivi 1.600 posti) ma pare già un’assurdità istituire centri per espellere così pochi clandestini quando ne stanno sbarcando in media 333 al giorno dall’inizio dell’anno.

Per comprendere appieno la follia di questa accoglienza indiscriminata, riservata a coloro che pagano criminali legati ai terroristi islamici, occorre aggiungere che l’Istat ha appena rivisto al rialzo le condizioni sociali degli italiani registrando 7,2 milioni di connazionali che vivono “in grave stato di indigenza”.

   

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