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Fonte riscossacristiana.it 19/09/2014

Autore Paolo Deotto



Un quotidiano cattolico e la voce del radicalismo-chic uniti in un attacco contro il presidente russo. Il primo lo paragona all’Anticristo di Solovev, mentre Repubblica parla di minacce esplicite di invasione dei paesi baltici, nonché di Polonia e Bulgaria…

La crisi in Ucraina, se così vogliamo chiamare quella che è una vera guerra, è per ora in fase di stallo, ma un improvviso risveglio sul fronte della informazione e/o disinformazione (arma irrinunciabile in tutte le guerre) fa pensare che qualcosa si stia muovendo e non certo in senso positivo.
Sarà un caso, ma tra ieri e oggi escono due articoli che sembrano scritti in logica successione. Ieri l’edizione on line di Repubblica, vangelo per il sinistrume chic, titola “Putin a Poroshenko: “Se voglio in due giorni le mie armate a Riga, Vilnius, Tallinn, Varsavia , Bucarest”. Il titolo è la parte di un articolo che di sicuro viene letto da tutti. Solo avendo la pazienza di leggere anche l’articolo, si apprende che le minacce di Putin sarebbero state fatte durante un colloquio telefonico col presidente ucraino Poroshenko, che a sua volta avrebbe riferito a Barroso, presidente uscente della commissione europea. Il condizionale si spreca, perché a sua volta il quotidiano  Sueddeutsche Zeitung avrebbe ricevuto queste informazioni dal “servizio registrazione dei colloqui confidenziali al vertice dell’Unione europea” (ma i colloqui riservati vengono registrati? NdR). Insomma, è tutto da verificare, però intanto il titolo ha fatto un bell’effetto.
Oggi un noto quotidiano cattolico fa invece la sparata suggestiva: Putin è molto simile all’Anticristo di Solovev, “colui che promette pace, benessere, sicurezza, rispetto del cristianesimo, ma in realtà non gli importa nulla di alcuno di questi valori”. Anche qui si spiega poco e si impasticciano tra loro (è solo un caso?) un po’ di notizie, ma senza dubbio il paragone fa il suo effettaccio.
Ora, ciò che scrive Repubblica può stupirci fino a un certo punto, perché da subito gli schieramenti nella guerra ucraina sono stati ben chiari. Repubblica fa il suo mestiere, né più né meno, che non è mai stato quello di informare il pubblico, ma di pontificare.
È più interessante ciò che scrive il quotidiano cattolico, che non per la prima volta dimostra il suo andamento ondivago, tra battaglie validissime e sconfortanti inchini al conformismo.
Sia ben chiaro: non partiamo dal presupposto che Vladimir Putin sia un angioletto, caratteristica questa assai poco diffusa tra i politici. Limitiamoci a guardare ai fatti.
Il noto quotidiano cattolico liquida rapidamente qualsiasi ipotesi di responsabilità della UE e degli Stati Uniti nella crisi ucraina. Forse ci si scorda che i moti di piazza in seguito ai quali il presidente ucraino Yanukovic fu deposto ebbero da subito l’entusiasta appoggio di UE e USA. Ci si scorda che i pacifici manifestanti di Kiev erano dotati di armi da fuoco, elmetti, tenute militari. Ci scorda di quanto riferì un giornalista serio come Fausto Biloslavo, circa le voci che correvano a Kiev su consistenti finanziamenti USA, nell’ordine di milioni di dollari, ai rivoltosi. E si glissa sulla ben poco credibile causa di tanta e tanto violenta rivolta: il popolo scende in piazza – a prescindere dal fatto che il popolo scende in piazza solo se organizzato e istigato e fornito di mezzi – perché il presidente non vuole più firmare un accordo di cooperazione economica con la UE? Come al solito, interviene il grande Totò: “Ma mi faccia il piacere…”
Tutto ciò che è accaduto in Ucraina è da addebitarsi alla politica aggressiva della Russia. Questo viene fornito come dato di fatto assoluto e indiscutibile, condito da una strana motivazione psicanalitica per spiegare perché molti europei avevano espresso la loro simpatia per Putin: “l’Occidente odia se stesso. E purtroppo ce ne sono di motivi: Obama è un presidente riluttante che non sa che pesci pigliare, l’Ue sta annegando in una crisi economica da cui sembra non uscire più, a Bruxelles ci sono 28 Paesi che girano a vuoto. Non è un bello spettacolo. Abbiamo sviluppato un tale rigetto per le nostre classi dirigenti che, quando appare un uomo forte, che esprime l’idea chiara “qui comanda lo Stato!”, quando quest’uomo con metodi duri difende i valori tradizionali, difende la famiglia naturale, dice di voler difendere i cristiani in Medio Oriente, a molti appare come l’ideale dello statista. E non si accorgono che, questa retorica, fa parte del cinico gioco di Putin. Al presidente russo interessa solo l’affermazione dell’identità russa”.
Non stiamo a pignolare troppo sul fatto che Obama è tutt’altro che riluttante e ha ben dimostrato cosa vuole. Il fatto che poi la politica americana si concluda regolarmente nel disastro, non è certo addebitabile a una “riluttanza”. O forse il disastro di Libia, Egitto, Iraq, Afganistan nasce solo dalla “riluttanza”? Ma suvvia, siamo seri!
E la crisi economica, che peraltro è originata da una crisi finanziaria ben pilotata, nasce dal nulla? E ripetiamo: suvvia, siamo seri!
Il noto quotidiano cattolico comunque non si preoccupa di dare spiegazioni. Agisce come i colleghi di Repubblica: affermazioni apodittiche, alle quali si aggiunge – visto il tipo di lettori – il suggestivo paragone con l’Anticristo. Anche questo naturalmente senza alcuna spiegazione. È così e basta.
Non voglio qui addentrarmi in analisi di politica internazionale. Altri, più competenti di me, potranno farle.
Voglio solo ricordare alcuni dati di fatto, che sono tali a prescindere dalle vere motivazioni che spingono Putin a operare determinate scelte politiche.
Roma, città eterna, sede del Vicario di Cristo: il sindaco Marino annuncia con gioia il gemellaggio tra il Gay Pride romano e quello di San Francisco. Da “città eterna” a “capitale della perversione”. Una bella strada. Bologna: il comune decide la registrazione delle cosiddette “nozze” tra omosessuali contratte negli stati esteri che già consentono questa schifezza. Anche qui abbiamo davvero una bella evoluzione per la città che ospita la più antica università. UNAR: ufficio governativo che coi soldi dei contribuenti stampa e distribuisce nelle scuole pornomanuali per affrettare la corruzione della gioventù. Eccetera eccetera.
Civilissima Francia: le isteriche “Femen” possono esibirsi a seno nudo (oltretutto in genere sono racchiette… ) profanando la cattedrale di Notre Dame e poi vengono assolte, salvo condannare i guardiani che le hanno allontanante dalla chiesa. Inghilterra, altro faro della civiltà: predicatori di strada che ricordano le parole di San Paolo contro la sodomia vengono arrestati dalla polizia. Eccetera eccetera
Potremmo andare avanti a lungo, sto citando solo a memoria, sulla folle ondata di omosessualismo che è l’ultima tappa per la distruzione totale della civiltà.
Russia: legislazione che punisce la propaganda omosessuale fatta a minori. Russia: tribunali che condannano le solite isteriche che profanano chiese.
Una banalità: un genitore italiano non sa quali porcherie possano essere insegnate a scuola ai suoi figli. Un rischio che non esiste nel paese governato dall’Anticristo Putin, uomo che ha osato parlare di difesa delle tradizioni, difesa della vita, difesa della famiglia.
E qui mi fermo, in un discorso che peraltro merita di essere approfondito. Mi chiedo solo se il noto quotidiano cattolico si rende conto di un fatto molto evidente: il “civile” occidente non è certo afflitto solo da una crisi economica, ma piuttosto sta sprofondando nel disastro morale e civile. La Russia, governata dall’Anticristo, sta cercando ancora di difendere i valori più elementari della vita e della tradizione.
Naturalmente la consonanza di amorosi sensi tra un noto quotidiano cattolico e l’organo ufficiale del radicalismo-chic è un puro caso…
   

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