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[Quando la massoneria non era in sintonia col Papa...n.d.r.]

Fonte Litterae Communionis maggio 1991

Autore Andrea Costanzi

Il Grande Oriente di Francia lancia proclami e battaglie contro la Chiesa Cattolica. Un altro fronte punta di più sul rinnovamento di una esangue morale laica. Come andrà a finire?

«La LAICITÀ è in pericolo, la minaccia viene dal rinnovato fervore religioso e dalla debolezza dello Stato francese».

L’allarme è partito ad ottobre dalla Città della Scienza di Parigi, dove il fronte massone del Grande Oriente ha riunito un pubblico di quattromila unità per un convegno dal titolo «La battaglia del XX secolo». E la prima volta dopo dieci anni che la più grande loggia massonica di Francia, 35mila iscritti, organizza un incontro sul tema. Un grande appuntamento curato da Patrice Kessel, consigliere del Gran Maestro e incaricato dell’Ordine della laicità.

A dicembre è il turno della “Lega per l’Insegnamento”, che tiene all’arco della Défense le sue «Assise per la laicità pluralista». Il moderatore è François Reynaert, giornalista che si occupa di affari religiosi per il quotidiano Libération, e che ha dedicato al tema anche un saggio apparso in libreria un mese prima: Surla terre comme au ciel. Una parafrasi del Padre Nostro con un sottotitolo invocante una «nuova morale laica».

Kessel e Reynaert hanno accettato di svelarci i risvolti dell’ultimo dibattito del 1990 transalpino, che ha già fatto versare fiumi d'inchiostro e la cui eco perdura.

La morale laica è in crisi

«A cent'anni dal divorzio tra Chiesa e scuola, e a ottantacinque dalla stesura della legge di separazione fra Stato e Chiesa, - spiega il giornalista - la religione fa prepotentemente irruzione sulla scena pubblica e la morale laica vacilla mostrando tutti i suoi limiti attuali».

In cosa consiste questo attacco, chiediamo increduli, forse per la convinzione acquisita sullo stadio di secolarizzazione della Francia. «In un’epoca in cui la scienza, la libertà sessuale vacilla sotto i colpi dell’Aids, il mondo politico si asfissia nel più grande vuoto di idee, i laici si girano i pollici, dicendosi che presto finirà questa dannata crisi di valori. Sono taciturni anche sulle questioni del senso della vita o della morte. E così nel comitato etico che decide della moralità del progresso scientifico, Mitterrand ha invitato anche quattro religiosi. Ecco l’errore fatale! Le religioni stanno vivendo la loro stagione felice, trovandosi una freccia all’arco che da tempo mancava loro».

Chi trarrebbe maggiormente vantaggio da questo vuoto etico? «Ma la Chiesa cattolica, col Papa mass-mediatico e i Cardinali che nel nostro paese scrivono best-seller! Armata di morale privata e di un sistema di valori in cemento armato è ripartita alla conquista dei poveri di spirito».

Anticlericalismo

Perorando la causa dell’integrazione, «garantita solo dalla totale libertà di culto», la massoneria si rifiuta invece di denunciare la crisi morale della laicità. «Alcuni la vorrebbero sepolta tra gli arcaismi di fine secolo - spiega il consigliere Kessel - ma è un valore da difendere strenuamente. Non è antireligiosa, ma anticlericale, ciò che le permette di proteggere anche le minoranze religiose».

Poi passa all’evocazione di sopiti fantasmi. «Da alcuni anni - riprende Kessel - la Chiesa cattolica sta esprimendo a suo modo la volontà di rinegoziare la laicità, per poter ottenere un nuovo concordato. Toccare questo principio per noi è una dichiarazione di guerra».

La sirena del Grande Oriente suona monotona da ottobre. In occasione delle prime assise, Reynaert, pur condividendo l’idea di fondo, non potè sottrarsi al gioco sottile dell’ironia, titolando «La gran messa della laicità tentata dai suoi vecchi demoni». «Dalla tribuna del Grande Oriente - scrisse nell’articolo - si agitava lo spettro consumato del pericolo clericale con argomenti fini e digeribili quanto lo stufato di un congresso radicale d'anteguerra». «I massoni non hanno capito - Reynaert spiega il senso della sua analisi molto sgradita al Grande Oriente - che oggi al la [ Chiesa conviene più il regime di separazione. I suoi benefici li ha comunque. Si pensi al 5% delle imposte che può essere j versato al clero, grazie alla legge sul mecenatismo dell’87, o all’episodio della | cattedrale di Evry». L’imputato del caso è Jack Lang, ministro della cultura, reo di aver finanziato il progetto per oltre un miliardo passato sotto le mentite spoglie di contributo ad un museo di arte sacra ed alle vetrate della chiesa. «In entrambi i casi sono tutte le religioni che possono avvantaggiarsi di queste aperture mascherate maldestramente. Del resto Lang ha detto che se gli presentassero un bel progetto di moschea allenterebbe i cordoni della borsa anche con maggior generosità».

Di cosa si preoccupano allora i massoni?

«È dal 1987 che sono in agitazione - spiega ancora Reynaert - per una frase pronunciata dall’allora presidente della Conferenza Episcopale monsignor Vilnet. “Bisogna lavorare per ridefinire il quadro istituzionale della laicità.” Ma l’ultimo concordato, quello di Napoleone è sepolto, e la gerarchia ecclesiastica non ha mai manifestato l’interesse di riesumarlo».

Segnali  inquietanti

Kessel, dal canto suo, insiste ancora nella ricerca di segnali inquietanti. «La Chiesa sta cercando di manipolare la comunità ebrea e quella musulmana per rafforzare la pressione neo-concordataria. E spinge anche all'interno della scuola. Il ritorno del catechismo tra i banchi, ecco un altro rischio!».

«Non c’è alcuna intenzione all’interno della Chiesa cattolica di mettere in discussione i rapporti con lo Stato - tiene a precisare padre Stanislas Lalanne, direttore del Centro Nazionale per l’Insegnamento Religioso -. La separazione fa ormai parte del sistema francese. Né tanto meno gli edifici scolastici verranno mai utilizzati per la catechesi che resta una scelta individuale».

Il Grande Oriente è molto vigile anche in politica.

«In Francia è in corso un tentativo di costituire un asse socialisti-democristiani per schiudere le porte del governo ad alcuni deputati centristi - Kessel conferma l’impressione di essere persona dai mille crucci -. La Chiesa si è fatta più sottile, spinge anche dall’interno, alcuni politici hanno perso la bussola». Quale ruolo vuole ritagliarsi il Grande Oriente in politica?

«Non siamo la P2 - Kessel allontana la provocazione -. Ci troviamo in prima linea per difendere dei valori, non per agire come una lobby. Ma è nostro dovere denunciare ogni collusione e minaccia. Non solo nel nostro paese».

Il vero nemico

Finalmente il consigliere del Gran Maestro può scagliare l'anatema che si è soffocato in gola per non rivelare subito l'identikit del rivale più inviso: «Guardiamo con immensa preoccupazione alla crociata del Papa per i valori cattolici che ha proclamato a Praga. Essa comincia a concretizzarsi nei paesi dell’Est, dove un nuovo oscurantismo può prendere il posto di quelli antichi. Oggi si corre il rischio della costruzione di un’Europa cristiana e non laica e di un cristianesimo conservatore.

Non un’ Europa moderna, della libertà di coscienza, ma di regioni e culture regionali e di confessioni. Si pensi alla Polonia, dove una delle prime misure del nuovo governo è stata di mettere fuori legge l’aborto, col sostegno di intellettuali come Waida. È molto inquietante. E ci prepariamo a combattere anche in campo europeo, facendoci sentire a Strasburgo».

I gladiatori della laicità

Ecco allora che, con la promessa di fornirci un giorno l’elenco completo dei gladiatori, dopo dieci mesi di lavoro, Kessel annuncia la nascita di un corpo speciale per la difesa dall’invasione cattolica: il “Comité Laicité Republique”. Un corpo di intellettuali e scienziati da far invidia, garantisce.

 

   

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