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Fonte marcotosatti.com 10/10/2019

Cari Stilumcuriali, l’intervista del card. Robert Sarah al Corriere della Sera di ieri ha provocato molto interesse, e anche molte reazioni. Un lettore ci ha scritto, pregandoci di pubblicare questa lettera al porporato.

§§§

Caro Tosatti,
l’intervista del cardinal Robert Sarah al Corriere della Sera mi ha lasciato l’amaro in bocca. Tutto bene, tutto chiaro, per quanto riguarda l’analisi dei mali della Chiesa di oggi. Cala il mistero, meglio, il buio, sulle cause: si può davvero fingere che il disastro cui Sarah allude non riguardi per nulla l’attuale pontefice? Il cardinale africano, speranza di molti cattolici, può davvero farci credere che esista perfetta “continuità” tra Benedetto XVI e Francesco? Ma soprattutto: cosa significa che “chi è contro il papa è fuori della Chiesa”? Che senso ha una frase così banale, vaga, approssimativa?
San Paolo era “fuori della Chiesa”, quando riprendeva pubblicamente san Pietro? E Gesù, quando gli disse “vade retro Satana”, si autoescludeva dalla sua Chiesa?
Vorrei ricordare al cardinale, che rimane pur sempre  un faro nella notte, cosa diceva Gesù nelle sue Rivelazioni a santa Brigida, riguardo al papa Clemente VI:

Come una sedia ha quattro gambe e un sedile, così anche la mia sedia, quella che ho dato al papa, deve avere quattro gambe, cioè umiltà, obbedienza, giustizia e misericordia, e il sedile dovrebbe essere fatto di divina saggezza e amore di Dio. Ora però questa sedia è stata dimenticata e al suo posto ne è stata adottata un’altra dove l’orgoglio sostituisce l’umiltà, l’ostinazione l’obbedienza, l’avidità di ricchezza la giustizia, l’ira e la malevolenza la misericordia, mentre chi la occupa non aspira ad altro che ad essere chiamato saggio e maestro secondo il metro umano”.

Caspita quanto è attuale, questa sonora lavata di capo! Chi più di Bergoglio “aspira ad essere chiamato saggio e maestro secondo il metro umano”?

Chi più di lui ha messo “ira e malevolenza” al posto della tanto citata misericordia?

In un’altra occasione Gesù consegnò a Brigida un’altra rivelazione ammonitrice per il papa: “Mi rammarico con te, o capo della mia Chiesa, tu che siedi sul seggio che ho donato a Pietro e ai suoi successori perché abbiano una triplice dignità: primo, perché abbiano il potere di legare e slegare le anime dal peccato; secondo, perché aprano il cielo ai penitenti; terzo, perché lo chiudano ai maledetti e a coloro che mi disprezzano. Ma tu che devi liberare le anime e presentarmele, tu ne sei il carnefice; poiché io ho nominato Pietro pastore e guardiano del miogregge, e tu ne sei il dissipatore e colui che lo ferisce. Tu sei peggio di Lucifero, perché lui mi invidiava e desiderava uccidere soltanto me per regnare al mio posto, mentre tu non solo mi uccidi, ma uccidi anche le anime col tuo cattivo esempio. Io ho guadagnato le anime col mio sangue e te le ho affidate come un fedele amico; ma tu le abbandoni a un nemico dal quale io le avevo liberate. Tu sei più ingiusto di Pilato, che non condannò a morte altri che me; tu non solo giudichi me pur non avendo al riguardo alcun potere, ma condanni anche le anime innocenti e perdoni i colpevoli. Tu mi sei più nemico di Giuda, che vendette me solo; tu vendi anche le anime dei miei eletti per desiderio di guadagno e per vanità. Tu sei più abominevole di coloro che crocifissero il mio corpo, perché crocifiggi e punisci le anime dei miei eletti. E poiché tu sei simile a Lucifero, più ingiusto di Pilato, più crudele di Giuda, più abominevole di chi mi crocifisse, io con ragione mi lamento di te”.

Leggiamo queste parole chiare, profetiche, vere, e lasciamo perdere  le scomuniche a chi è “contro il papa”:  cerchiamo invece di capire perchè è così buio, nella Chiesa; in quella Chiesa che ha un sommo pastore che conduce le pecore verso i dirupi e gli abissi del tradimento, invece che verso pascoli erbosi e fioriti.

Lettera firmata.

   

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