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Fonte marcotosatti.com 16/09/2019

Autore S. Pio X

Cari Stilumcuriali. Super Ex ha incontrato un santo sacerdote che senza timore per la sua anima segue Stilum Curiae. Questo sacerdote è un devoto di un grande Pontefice del secolo scorso, San Pio X. Ha confidato a Super Ex di voler contribuire con qualche sua piccola riflessione alle discussioni che avvengono quotidianamente nella nostra piccola comunità. E gli ha affidato qualche riga che ben volentieri pubblichiamo, anche perché si lega molto bene ai temi trattati in questi giorni. Buona lettura.

§§§

Vorrei spiegare in qualche puntata, perchè Bergoglio dice e compie l’esatto contrario di un grandissimo papa santo, che aveva già compreso dove portasse l’eresia modernista interna alla Chiesa: San Pio X.

Inizierò con una prima puntata assai semplice: un passaggio del papa, pastore e maestro, riguardo al “Nuovo Umanesimo”, che non ha nulla di nuovo, di cui sentiamo improvvisamente parlare da parte di Bergoglio.

Ecco qui il passo, che devo ad un sacerdote vivente ed attivo, la cui testimonianza invita alla fiducia, perché è antica opinione che il popolo di Dio, anche al di là di papi e cardinali e vescovi, abbia un ruolo importante nel rendere efficace la profezia, “le porte degli inferi non prevarranno contro di Essa”. Ecco qui:

“Ma sono ancora più strane, nello stesso tempo spaventose e rattristanti, l’audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dicono cattolici, che sognano di rifare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa cattolica, ‘il regno della giustizia e dell’amore’, con operai venuti da ogni parte, di tutte le religioni oppure senza religione, con o senza credenze, purché dimentichino quanto li divide, le loro convinzioni religiose e filosofiche, e mettano in comune quanto li unisce, un ‘generoso idealismo’ e forze morali prese ‘dove possono’. Quando si pensa a tutto quanto è necessario in forze, in scienza, in virtù soprannaturali per istituire la città cristiana, e alle sofferenze di milioni di martiri, e alle illuminazioni dei Padri e dei Dottori della Chiesa, e alla dedizione di tutti gli eroi della carità, e a una potente gerarchia nata dal Cielo, e ai fiumi di grazia divina, e il tutto edificato, collegato, compenetrato dalla Vita e dallo Spirito di Gesù Cristo, la Sapienza di Dio, il Verbo fatto uomo; quando si pensa, diciamo, a tutto questo, si è spaventati nel vedere nuovi apostoli intestardirsi a fare di meglio mettendo in comune un vago idealismo e virtù civiche. Che cosa produrranno? Che cosa sta per uscire da questa collaborazione? Una costruzione puramente verbale e chimerica, in cui si vedranno luccicare alla rinfusa e in una confusione seducente, le parole di libertà, di

giustizia, di fraternità e di amore, di uguaglianza e di umana esaltazione, il tutto basato su una DIGNITA’ UMANA MALE INTESA. Si tratterà di un’AGITAZIONE TUMULTUOSA, sterile per il fine proposto e che avvantaggerà gli agitatori delle masse meno utopisti (….).

Temiamo che vi sia ancora di peggio. Il risultato di questa promiscuità nel lavoro, il beneficiario di quest’azione sociale cosmopolitica, può essere soltanto una democrazia che non sarà né cattolica, né protestante, né ebraica; UNA RELIGIONE…PIU’ UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA, che riunirà tutti gli uomini divenuti finalmente fratelli e compagni, nel ‘regno di Dio’.- ‘Non si lavora per la Chiesa: si lavora per l’umanità’. E ora, pervasi dalla più viva tristezza, ci domandiamo, Venerabili Fratelli, che cosa è diventato il cattolicesimo del Sillon [movimento francese- n.p.c.]. Ahimè! Esso…è stato captato, nel suo corso, dai moderni nemici della Chiesa e d’ora innanzi forma solo un misero affluente del grande movimento di APOSTASIA, organizzato, in tutti i paesi, per L’INSTAURAZIONE DI UNA CHIESA UNIVERSALE, CHE NON AVRA’ NE’ DOGMI, NE’ GERARCHIA, né regole per lo spirito, né freno per le passioni, e che, con il PRETESTO DELLA LIBERTA’ E DELLA DIGNITA’ UMANA, ristabilirebbe nel mondo, qualora POTESSE trionfare, il REGNO LEGALE DELL’ASTUZIA E DELLA FORZA, e l’OPPRESSIONE DEI DEBOLI, di quelli che soffrono e che lavorano”.

(Lettera Apostolica di San Pio X agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi, Notre charge apostolique, Roma, 25 agosto 1910)

 

   

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