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Fonte http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10630.pdf

Maria Valtorta: "L'Evangelo come mi è stato rivelato"

630. Gli apostoli mandati al Getsemani. Meditazioni sulla preghiera del "Padre nostro". Poema: X, 16 11 aprile 1947.

 

...21Gesù apre le braccia nella sua consueta posizione di preghiera e intona: «Padre nostro che sei nei Cieli». Si interrompe e commenta: «Che Padre sia, ve ne ha dato prova l'avervi perdonato. Voi, più di tutti tenuti a perfezione, voi, così beneficati e così, come voi dite, inetti alla missione, quale Signore, che non vi fosse Padre, non vi avrebbe puniti? Io non vi ho punito. Il Padre non vi ha punito. Perché ciò che fa il Padre, il Figlio fa; perché ciò che fa il Figlio, il Padre fa, essendo Noi una sola Divinità unita nell'Amore. Io sono nel Padre, e il Padre è con Me. Il Verbo è sempre presso Dio, il quale è senza principio. E il Verbo è da prima di tutte le cose, da sempre, da un'eternità che ha nome sempre, da un presente eterno presso Dio, ed è Dio come Dio, essendo il Verbo del Pensiero divino.

22Quando dunque me ne sarò andato, pregando così il Padre nostro, mio e vostro, onde fratelli siamo, Io primogenito, voi minori, vogliate vedere sempre anche Me nel Padre mio e vostro. Vogliate vedere il Verbo che vi fu "il Maestro" e vi amò sino alla morte e oltre la morte, lasciandovi Se stesso in cibo e bevanda perché voi foste in Me ed Io in voi sinché dura l'esilio, e poi Io e voi nel Regno per il quale vi ho insegnato a pregare: "Venga il Regno tuo" dopo che abbiate invocato che le vostre opere santifichino il Nome del Signore dandogli gloria in Terra e in Cielo. Sì. Non sarebbe il Regno per voi in Cielo, il Regno per quelli che crederanno come voi, se prima non aveste voluto il Regno di Dio in voi con la pratica reale della Legge di Dio e della mia parola, che è il perfezionamento della Legge, avendo dato, nel tempo della Grazia, la Legge degli eletti, ossia quella di coloro che sono oltre le costituzioni civili, morali, religiose del tempo mosaico, già nella Legge spirituale del tempo di Cristo. Voi lo vedete cosa è aver la vicinanza di Dio, ma non Dio in voi; cosa è aver la parola di Dio, ma non la pratica reale di quella parola. Ogni misfatto si è compiuto per questo aver Dio vicino, ma non nel cuore; per questo avere la conoscenza della parola, ma non l'ubbidienza ad essa. Tutto! Tutto per questo. L'ottusità e la delinquenza, il deicidio, il tradimento, le torture, la morte dell'Innocente e del suo Caino, tutto è venuto per questo. Eppure, chi come Giuda fu amato da Me? Ma non ebbe Me-Dio nel suo cuore. Ed è il dannato deicida, l'infinitamente colpevole come israelita e come discepolo, come suicida e come deicida, oltre che per i suoi sette vizi capitali e ogni altra sua colpa.

23Il Regno di Dio in voi ora si può con più facilità aversi perché Io ve l'ho ottenuto con la mia morte. Io vi ho ricomprati col mio dolore. Ricordatevelo. E nessuno calpesti la Grazia, per-ché essa è costata la vita ed il Sangue di un Dio. Sia dunque il Regno di Dio in voi, uomini, per la Grazia; sia sulla Terra, per la Chiesa, sia nel Cielo, per il popolo dei beati che, avendo vissuto con Dio in cuore, uniti al Corpo di cui Cristo è il Capo, uniti alla Vite di cui ogni cristiano è tralcio, meritano di riposare nel Regno di Colui per il quale tutte le cose sono state fatte: Io che vi parlo e che ho dato Me stesso alla Volontà paterna perché tutto potesse essere compiuto. Onde Io posso insegnarvi, senza ipocrisia, che va detto: "Sia fatta la tua volontà in Terra come in Cielo". Come Io abbia fatto la volontà del Padre mio, persino le zolle, le erbe, i fiori, le pietre di Palestina, e le mie carni ferite, e tutto un popolo possono dirlo. Fate come Io ho fatto. Sino all'estremo. Sino alla morte di croce se Dio lo vorrà. Perché, ricordatevelo, Io l'ho fatto, e non c'è discepolo che valga misericordia più di Me. Eppure Io ho consumato il più grande dolore. Eppure Io ho ubbidito con perpetue rinunce. Voi sapete. Più ancor comprenderete in futuro, quando assomiglierete a Me bevendo un sorso al mio calice... Datevi questo pensiero costante: "Per la sua ubbidienza al Padre, Egli ci ha salvati". E, se vole-te essere salvatori, fate ciò che Io ho fatto. Vi sarà chi conoscerà anche la croce, chi la tortura dei tiranni e chi la tortura dell'amore, dell'esilio dai Cieli ai quali tenderà sino all'età più tarda prima di salirvi. Ebbene, in ogni cosa sia fatto ciò che Dio vuole. Pensate che supplizio di morte o supplizio di vita, mentre vorreste morire per venire ove Io sono, sono uguali, se fatti con ila-re ubbidienza, agli occhi di Dio. Sono la sua Volontà. Perciò santi sono.

24"Dacci il pane nostro quotidiano". Giorno per giorno, ora per ora. É fede. É amore. É ubbidienza. É umiltà. É speranza questo chiedere il pane di un giorno e accettarlo come è. Oggi dolce, domani amaro, molto, poco, con spezie o con cenere. Sempre quale è giusto. Lo dà Dio che è Padre. É dunque buono. Un'altra volta vi dirò dell'altro Pane, che salutare sarebbe di voler mangiare ogni giorno, e di pregare il Padre di mantenerlo. Perché guai a quel giorno e a quei luoghi dove venisse a mancare per volere d'uomini! Ora gli uomini voi vedete quanto sono potenti nelle opere loro di tenebre. Pregate il Padre che Egli difenda il suo Pane e ve lo dia. Tanto più lo dia, più le tenebre vorranno soffocare la Luce e la Vita, come in Parasceve fecero. La seconda Parasceve sarebbe senza risurrezione. Ricordatelo tutti. Se il Verbo non potrà più essere ucciso, ancor uccisa potrebbe essere la sua dottrina e spenta la libertà e la volontà, in troppi, di amarlo. Ma allora anche Vita e Luce sarebbero finite per gli uomini. E guai a quel giorno! Vi sia di esempio il Tempio. Ricordate: ho detto "è il grande Cadavere".

25"Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Peccatori tutti, siate dolci ai peccatori. Ricordate le mie parole: "A che guardi la pagliuzza del fratello se prima non levi la trave dal tuo occhio?". Quello Spirito che vi ho infuso, quell'ordine che vi ho dato vi danno facoltà di rimettere, in nome di Dio, i peccati del prossimo. Ma come potrete farlo se a voi non ve li rimette Dio? Parlerò altra volta di ciò. Per ora vi dico: perdonate a chi vi offende per esser perdonati e per avere diritto di assolvere o condannare. Chi è senza peccato può farlo con piena giustizia. Chi non perdona, ed è in colpa e finge scandalo, è un ipocrita e l'Inferno lo attende. Perché, se ancora sarà misericordia ai pupilli, severo sarà il verdetto per i tutori dei pupilli, colpevoli di colpe uguali o maggiori, pur avendo la pienezza dello Spirito a loro aiuto.

26"Non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male". Ecco l'umiltà, pietra basilare della perfezione. In verità vi dico di benedire chi vi umilia, perché vi dà il necessario per il vostro celeste trono. No. La tentazione non è rovina, se l'uomo umilmente sta presso il Padre e gli chiede di non permettere che Satana, il mondo e la carne trionfino su lui. Le corone dei beati sono ornate delle gemme delle tentazioni vinte. Non cercatele. Ma non siate vili quando esse vengono. Umili, e perciò forti, gridate al Padre mio e vostro: "Liberaci dal male", e vincerete il male. E santificherete veramente il Nome di Dio con le vostre azioni, come ho detto in principio, perché ogni uomo vedendovi dirà: "Dio è, perché essi da dèi vivono, tanto perfetta è la loro condotta", e a Dio verranno, moltiplicando i cittadini del Regno di Dio.

27Inginocchiatevi, che Io vi benedica e la mia benedizione vi apra la mente a meditare». Si prostrano al suolo ed Egli li benedice, e scompare come fosse assorbito dal raggio lunare. Dopo un poco gli apostoli alzano la testa, stupiti di non sentire altre parole, e vedono che Gesù è sparito... Si riabbattono col volto al suolo nel tremore, vecchio di secoli, di ogni israelita che abbia la percezione di essere stato a contatto con Dio quale è in Cielo.

   

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