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Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 28/03/2019

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews un altro servizio su  pastore che non tace di fronte ai tempi bui e esorta i fedeli attraverso la sua catechesi itinerante ed i suoi scritti. Un discorso non del tutto genervo e indiretto,  visto che si rivolge anche ai "cardinali confusi, e comunque chiaro e forte nei contenuti.

Nel suo ultimo libro, Le soir approche et déjà le soir baisse (“Si fa sera, e il giorno già volge al declino”, una citazione dall’episodio dei pellegrini di Emmaus nel Vangelo di San Luca) [qui], il cardinale Robert Sarah ha deciso di “parlare” per i ” cattolici disorientati” che soffrono per la profonda crisi che la Chiesa sta attraversando.

 
Nel paragrafo di apertura il Card. Sarah scrive: “Non posso più tacere. Non posso più tacere”. Ha preso piena coscienza della “notte oscura” della Chiesa “avvolta e accecata dal mistero dell’iniquità”.
Il 20 marzo scorso, alcuni giorni prima dell’uscita del libro in Francia, è stata pubblicata online (qui) l'introduzione, con anticipazioni di un testo davvero avvincente che affronta a viso aperto i problemi di oggi: abusi sessuali, ma anche relativismo dottrinale, attivismo sociale e mancanza di preghiera, false accuse di omosessualità generalizzata e ipocrisia, e i dubbi dei fedeli che vedono i nemici della Chiesa proprio al suo interno.
 
Il cardinale Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, non offre alcuna strategia. Annuncia invece le risposte senza tempo senza le quali ogni sforzo è inutile: una vita di preghiera profondamente radicata, la fedeltà al vero insegnamento trasmesso dalla Chiesa piuttosto che svendere la dottrina cattolica come fanno “tanti pastori”, la carità fraterna e l’amore per Pietro.
 
Ma le sue parole non minimizzano in alcun modo la prova che la Chiesa sta attraversando.
 
Il cardinale Sarah non esita a parlare – usando le parole di Paolo VI – del “fumo di Satana” che ha invaso la Chiesa, indicando apertamente i “traditori” che, come Giuda Iscariota, sono diventati “agenti del maligno”. Egli ha scritto: “Hanno cercato di contaminare le anime pure dei più piccoli. Hanno umiliato l’immagine di Cristo presente in ogni bambino”, umiliando e tradendo così tanti sacerdoti fedeli. Ed ha avvertito: “La Chiesa sta attraversando il mistero della flagellazione” per mano di coloro che “devono amarla e proteggerla”.

 

Ma la causa dello scandalo degli abusi sessuali, ha aggiunto, può essere trovata solo in precedenti tradimenti: “La crisi che il clero, la Chiesa e il mondo stanno attraversando è fondamentalmente una crisi spirituale, una crisi di fede”.

 

Il cardinale africano ricorda che il “mistero di Giuda” – parole prese in prestito da papa Francesco – risiede nell’allontanarsi dagli insegnamenti di Gesù, e può quindi essere paragonato al mistero del male nel nostro tempo. Scrive il cardinale Sarah
“Gesù lo ha chiamato come tutti gli apostoli. Gesù lo amava! Lo aveva mandato ad annunciare la Buona Novella. Ma a poco a poco, il cuore di Giuda è preso dai dubbi. Impercettibilmente, comincia a giudicare l’insegnamento di Gesù. E dice tra sé e sé: questo Gesù è troppo esigente, e non abbastanza efficace.  Giuda voleva che il regno di Dio venisse subito sulla terra, con mezzi umani e secondo i suoi progetti personali”. Ha smesso di pregare con Gesù e “ha cercato rifugio nelle vicende del mondo”, probabilmente mormorando nel suo cuore “Non servirò” quando Gesù gli lavò i piedi nell’Ultima Cena. Ha ricevuto la Comunione quando i suoi piani erano già completi. Fu la prima Comunione sacrilega della storia.  E ha tradito”.
Secondo il cardinale Sarah, le stesse colpe, gli stessi tradimenti, sono commessi oggi:
 “Colui che non prega ha già tradito. Il male dell’attivismo efficiente si è infiltrato ovunque. Cerchiamo di riprodurre l’organizzazione delle grandi aziende. Dimentichiamo che solo la preghiera è il sangue che può irrigare il cuore della Chiesa….. Chi non prega ha già tradito. È già preparato ad ogni compromesso con il mondo. Cammina sui passi di Giuda”.

Il cardinale ha parole dure per l’abbandono della dottrina cattolica. È qui che vede la causa degli attuali scandali di abusi sessuali:

“Tolleriamo ogni mettere in dubbio. La dottrina cattolica è messa in discussione e, in nome di sedicenti posizioni intellettuali, i teologi si divertono a de-costruire il dogma e a svuotare la morale del suo significato profondo. Il relativismo è la maschera di Giuda travestito da intellettuale. Come ci si può stupire che tanti sacerdoti infrangano i loro voti? Sminuiamo il significato del celibato, chiediamo il diritto alla vita privata; il che è l’opposto della missione del sacerdote. Alcuni arrivano a rivendicare il diritto all’attività omosessuale. Uno scandalo dopo l’altro, che coinvolge sacerdoti e vescovi”.
Il cardinale Sarah avverte poi i suoi confratelli che saranno contaminati da accuse vere solo per una minoranza. Ma aggiunge “i vostri cuori non siano turbati”, ricordando che Cristo stesso è stato deriso con le parole “Crocifiggilo” e esortandoli a non essere turbati da una “ricerca di parte” che presenta i pastori a capo della Chiesa come “uomini di Chiesa irresponsabili con una vita interiore anemica”.

 

“Sacerdoti, vescovi e cardinali senza morale non potranno offuscare la luminosa testimonianza di oltre 400.000 sacerdoti nel mondo che ogni giorno servono il Signore con lealtà, gioia e santamente.  Nonostante la violenza degli attacchi nei quali è immersa, la Chiesa non perirà. Questa è la promessa del Signore, e la sua parola è infallibile”.

 

In particolare, rivolgendosi a quei cattolici che sono indotti al dubbio, ha parlato del “sottile veleno” del tradimento di Giuda. Il diavolo “vuole che noi vediamo (la Chiesa) come un’organizzazione umana in crisi” mentre la Chiesa è “Cristo che prolunga nel tempo se stesso“. Satana spinge i fedeli ala divisione e allo scisma col “farci credere che la Chiesa ha tradito”. “Ma la Chiesa non tradisce. La Chiesa, piena di peccatori, Lei stessa è senza peccato. Ci sarà sempre abbastanza luce in Lei per coloro che cercano Dio”.

 

Il cardinale Sarah ha messo in guardia i fedeli cattolici contro la tentazione di “voler prendere le cose nelle nostre mani” – una tentazione che porterebbe alla divisione attraverso la critica e lo smantellamento. E implora:
“Non esitiamo (...) a denunciare il peccato a partire dal nostro”. “Tremo all’idea che l’abito senza cuciture di Cristo possa essere strappato ancora una volta. Gesù ha sofferto l’agonia vedendo in anticipo le divisioni dei cristiani. Non crocifiggiamolo di nuovo”.
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Il cardinale Sarah non cerca la popolarità o il successo e sottolinea. 
“Questo libro è il grido della mia anima! È un grido d’amore per Dio e per i miei fratelli. Io devo a voi, cristiani, l’unica verità che salva. La Chiesa sta morendo perché i pastori hanno paura di parlare in tutta verità e chiarezza. Abbiamo paura dei media, dell’opinione pubblica, dei nostri fratelli. Il buon pastore dà la vita per le sue pecore”.
Quanto ai cattolici confusi a cui si rivolge, il cardinale Sarah li esorta, soprattutto i sacerdoti, alla preghiera. 
“Chi prega non si danna”, scrive citando Sant’Alfonso. “Non si tratta di accumulare devozioni. Si tratta di tacere e adorare, di essere in ginocchio, di entrare con timore e rispetto nella liturgia.  È opera di Dio. Non è un teatro”.
La sua meditazione continua: “Cari amici, volete rimettere in piedi la Chiesa? Mettetevi in ginocchio! È l’unico modo! Se fate diversamente, quello che farete, non sarà di Dio. (…) Se non mettiamo la nostra testa, alla maniera di San Giovanni, sul cuore di Cristo, egli non avrà la forza di seguirlo fino alla croce. Se non ci prendiamo il tempo di ascoltare il battito del cuore del nostro Dio, lo abbandoneremo, lo tradiremo come hanno fatto gli stessi apostoli”.
Oltre alla preghiera, nella crisi attuale, è necessaria la fedeltà alla dottrina. Il cardinale Sarah è chiaramente consapevole delle ragioni della confusione odierna.  Scrive: 
“Come possiamo accettare che le conferenze episcopali si contraddicano a vicenda? Dove regna la confusione, Dio non può risiedere”. “L’unità della fede presuppone l’unità del magistero nello spazio e nel tempo. Quando ci viene dato un nuovo insegnamento, va sempre interpretato in coerenza con l’insegnamento precedente. Se introduciamo rotture e rivoluzioni, rompiamo l’unità che governa la santa Chiesa attraverso i secoli”. “Coloro che annunciano ad alta voce il cambiamento e la rottura sono falsi profeti. Non cercano il bene del gregge”.
Fedeltà alla verità significa accettare la Croce, scrive il cardinale Sarah, aggiungendo che Cristo chiede nuovamente questa fedeltà.
“Ci guarda dritto negli occhi e chiede a ciascuno di noi: mi abbandonerai? Rinuncerai ad insegnare la fede in tutta la sua pienezza? Avrai il coraggio di predicare la mia presenza reale nell’Eucaristia? Avrai il coraggio di chiamare questi giovani alla vita consacrata? Quando avrai la forza di dire che, senza confessione regolare, la comunione sacramentale rischia di perdere il suo significato? Avrai l’audacia di ricordare la verità sull’indissolubilità del matrimonio? Avrai la carità di fare lo stesso per coloro che minacciano di rimproverarti per averlo fatto? Avrai il coraggio di invitare gentilmente i divorziati e risposati a cambiare vita? Preferisci il successo o mi seguirai? Preghiamo Dio che con San Pietro rispondiamo, pieni di amore e umiltà, “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6, 68)”.

Tutto ciò richiede “l’amore per Pietro“, scrive il cardinale Sarah:

“Il mistero di Pietro è un mistero di fede. Gesù ha scelto di affidare la sua Chiesa ad un uomo. Perché non lo dimenticassimo, egli ha lasciato che quest’uomo lo tradisse tre volte di fronte a tutti, prima di consegnargli le chiavi della sua Chiesa. Sappiamo che la barca della Chiesa non è stata affidata ad un uomo per le sue straordinarie capacità. Ma sappiamo che quest’uomo sarà sempre aiutato dal divino Pastore a non allontanarsi dalla legge della fede”.

Questa è la ragione per non aver paura, aggiunge, parlando del

“filo d’oro delle decisioni infallibili dei pontefici, successori di Pietro” in contrapposizione al “filo nero degli atti umani e imperfetti dei Papi, successori di Simone”, in cui ancora “sentiamo il piccolo ago guidato dalla mano invisibile di Dio”.
Nella stessa sezione della sua introduzione, il cardinale Sarah chiarisce che non ci si aspetta che i cattolici siano ciechi:
“Cari amici, i vostri pastori sono coperti di difetti e imperfezioni. Ma non è disprezzando che costruirete l’unità della Chiesa. Non abbiate paura di esigere da loro la fede cattolica, i sacramenti della vita divina. Ricordate le parole di sant’Agostino: ‘Quando Pietro battezza, è Gesù che battezza. Ma quando Giuda battezza, è ancora Gesù che battezza’”.
E aggiunge: “Se pensate che i vostri sacerdoti e vescovi non siano santi, siate santi per loro. Fate penitenza, digiunate per riparare le colpe e la codardia.  Questo è l’unico modo per portare il peso dell’altro”.

La quarta esortazione del cardinale riguarda la “carità fraterna”, riflettendo sulla Chiesa come madre che ci apre le braccia:

“Nel suo grembo, nulla può minacciarci.  Cristo ha aperto le sue braccia una volta per tutte sulla croce perché la Chiesa possa aprire le sue per riconciliarci con lei, con Dio e tra noi stessi:” un appello contro la divisione che “perseguita Gesù”.
In breve, il Cardinale Sarah invita i fedeli a riconoscere 
“la grandezza e la trascendenza di Dio”, che dobbiamo amare fino alla morte: l’unica condizione che ci permette di ascoltare le parole rivolte a San Francesco d’Assisi: “Andate a riparare la mia Chiesa“.  Aggiungendo: “Andate, riparate attraverso la vostra fede, la vostra speranza e la vostra carità. Andate a riparare attraverso la vostra preghiera e la vostra fedeltà. Grazie a voi, la mia Chiesa tornerà ad essere la mia casa”.
Queste parole sono state firmate il 22 febbraio, mentre era in corso il summit degli abusi sessuali in Vaticano, nel momento in cui accuse orribili hanno iniziato ad accumularsi contro la Chiesa, specialmente contro i suoi membri più fedeli al suo insegnamento senza tempo.

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

   

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