Articoli più letti  

   

Cerca autori  

   

Cerca Argomenti  

   

Fonte cronicasdepapafrancisco.com 12/02/2019

Autore Josef Seifert

I cattolici sono molto preoccupati riguardo il Documento sulla fraternità umana per la pace e la convivenza nel mondo, che Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi.

Non c’è dubbio che molte verità su Dio e sulla legge morali naturale e alcuni semina Verbi siano stati conosciute anche dai pagani e vi siano contenuti in molte religioni (eccetto quelle direttamente sataniche), così come la “regola d’oro”.

Nessuno crede che Dio non possa dare la grazia della salvezza eterna al di fuori del regno della Chiesa visibile, dei suoi sacramenti e della fede cristiana cosciente. Nessuno nega le tante belle e buone verità che Papa Francesco e l’Imam confermano nel documento.

Tuttavia, per affermare che “il pluralismo e la diversità delle religioni” (come il colore, il sesso, la razza e le lingue) “sono voluti da Dio nella sua saggezza, attraverso la quale ha creato gli esseri umani”, va molto oltre questo.

Come può Dio aver voluto religioni che negano la divinità di Cristo? Non va questo contro la logica? Dio può davvero volere che gli uomini sostengano contradditorie su Gesù Cristo, su Dio stesso, o su qualsiasi altro cosa?

Come può Dio, fin dalla creazione, aver voluto che gli uomini cadessero nel peccato, adorassero falsi dei, diventassero vittime di errori e superstizioni di ogni genere, che aderiscono a religioni atee o panteiste come il buddismo o alle religioni maledette dall’Antico Testamento e attribuite ai demoni e all’adorazione demoniaca?

Come può Dio – che ha mandato i suoi discepoli a predicare e a battezzare il mondo intero – aver voluto qualsiasi eresia cristiana, per non parlare delle religioni che negano la fede di cui Gesù dice a Nicodemo che solo chi crederà in Lui sarà salvato, mentre chi non lo farà sarà perduto (Gv 3,1 8)?

Se leggiamo l’Antico e il Nuovo Testamento, o guardiamo gli insegnamenti universali della Chiesa sul Divino Comando – dato da Cristo stesso – di predicare il Vangelo a tutte le nazioni, sulla necessità del battesimo e della fede per la salvezza, ecc., ciò è il contrario del caso di questo documento.

Come può dunque essere vero che Dio “nella sua saggezza” ha voluto fin dalla creazione che molti uomini non credessero nel loro unico Redentore?

Nessuna acrobazia mentale, neppure la più abile, può sostenere quest’affermazione non contenga alcuna eresia, anzi, tutte le eresie; non si può asserire che è Divina Volontà che una grande maggioranza dell’umanità possa sposare ogni tipo di credo religioso falso e non cristiano.

Inoltre, attribuendo a Dio la volontà che ci siano religioni che contraddicono la Sua Divina Rivelazione – invece di attribuirgli la volontà che tutte le nazioni dovranno credere nell’unico vero Dio e Suo Figlio e Redentore – Egli viene trasformato in un relativista che non sa che esiste una sola verità, poiché non è detto che tutte le nazioni abbiamo bisogno di una sola verità, oppure che non gli importi se gli uomini credano alla verità o alla falsità. Quella frase afferma, in pratica, che Dio stesso vuole errori religiosi.

Firmando la dichiarazione che Dio vuole una pluralità religiosa, il Papa ha sfidato sia la Fede (fides) che la ragione (ratio); ha rifiutato il fatto che la cristianità è inseparabile dalla fede in Gesù Cristo, che è l’unico Signore (unus Dominus). (Suppongo che anche le più alte autorità islamiche espelleranno questo Imam, perché l’Islam rivendica in modo assoluto anche la verità).

Infatti, se Dio veramente vuole tante diverse religioni, allora deve odiare la Chiesa cattolica soprattutto a causa della sua pretesa di essere la Chiesa unica, cattolica e apostolica, perché respinge, nei suoi dogmi e nei suoi perenni insegnamenti magisteriali, qualsiasi relativizzazione della religione cristiana che trasformerebbe il cristianesimo in una delle tante religioni piene di contraddizioni.

In breve: ogni cattolico dovrebbe pregare che il Papa si converta e rigetti quest’orribile frase firmato da lui e dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, perché mina tutte le cose vere e belle che questo documento dice sulla fratellanza.

Non è né impossibile né vergognoso che un papa ritratti gli errori che ha commesso nei suoi insegnamenti non infallibili. Il primo papa, scelto da Gesù Cristo stesso, Pietro, lo ha fatto dopo il rimprovero di san Paolo durante il primo concilio apostolico della Chiesa.

Papa Giovanni XXII ha revocato sul letto di morte un’eresia riguardo la visione di Dio delle anime dei defunti, che aveva espresso in un precedente documento, e che è stata condannata una seconda volta come eresia dal suo successore.

Pertanto, abbiamo tutte le ragioni per sperare che papa Francesco rigetterà una frase che costituisce una rottura totale con la logica, soprattutto con la Bibbia e con l’insegnamento della Chiesa.

Se non lo farà, temo che si potrà applicare il Diritto Canonico secondo cui un papa perde automaticamente l’ufficio petrino qualora professi un’eresia, specialmente se dovesse professare la somma di tutte le eresie.

(CorrispondenzaRomana.it)

(*) il prof. Josef Seifert, austriaco, è considerato uno dei maggiori filosofi cattolici contemporanei. Il suo curriculum e la sua bibliografia occupano numerose pagine. Ma soprattutto è noto per la sua fedeltà al Magistero pontificio, che gli ha valso la nomina a membro della Pontificia Accademia per la Vita.

 

   

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , guarda la nostra privacy policy.