Articoli più letti  

   

Cerca autori  

   

Cerca Argomenti  

   

Credo sia evidente che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana sta vivendo una crisi senza precedenti. Confusione, deviazioni dottrinali, scandali sono da tempo sotto gli occhi di tutti.

Chi segue questo sito avrà notato che gradatamente gli articoli proposti sono andati via via documentando l'allontanamento dell'attuale pontificato dai suoi predecessori, dalla Dottrina sociale della Chiesa, dal "depositum fidei", dal Magistero dei precedenti duemila anni.

In questa situazione credo di aver esaurito il mio compito di documentare; mi sembra inutile aggiungere ogni giorno nuovi episodi di apostasia e di eresia  che ci vengono da Santa Marta o dai dicasteri vaticani;  potrete continuare a documentarvi, se volete, andando alle fonti dalle quali ho tratto gli articoli pubblicati (vedi WEB LINKS).

 Risultati immagini per trionfo cuore immacolato di maria

Improvvisamente il lento ma continuo declino, iniziato col Concilio Vaticano II, con le dimissioni di Benedetto XVI ha preso una discesa inarrestabile verso la costruzione di una chiesa parallela, quella che molti chiamano la FALSA CHIESA.

Non sto a fare l'elenco delle aberrazioni di cui siamo stati testimoni negli ultimi anni, rimando all'intervista di Alessandro Gnocchi ad Aldo Maria Valli in occasione dell'uscita del suo libro Il caso Viganò.

"Chi è l'amico e chi il nemico?" tutto sommato mi sembra chiaro. Di fronte alla sparizione della nostra cultura chi ci difende?

LA “RISPOSTA” DEL VATICANO ALLA NOSTRA ESTINZIONE

Nemmeno le comunità monastiche si salveranno dallo tsunami, ecco quello che scrive Cesare Baronio ad una Madre Badessa:

«...Reverendissima Madre, come si può pensare che, dinanzi a questa sistematica strage, potessero salvarsi le Comunità di clausura, che per il Demonio rappresentano un terribile esorcismo e che la Chiesa considera indispensabili per impetrare al Cielo quella misericordia di cui mai più di oggi essa ha avuto bisogno? La vostra preghiera compensa quelle che non solo il mondo, ma la neo-chiesa stessa non leva più a Dio. I vostri sacrificj riparano le irriverenze e i sacrilegj di cui la setta conciliare è complice ed autrice essa stessa. Il vostro silenzio copre lo strepito di questa scelesta turba, le sue eresie, le sue bestemmie. Il canto composto e soave delle vostre Monache giunge là dove non saliranno mai gli odiosi belati ed i ritmi tribali delle liturgie moderne. La vostra obbedienza docile alla Regola e alla Badessa è uno scandalo per chi predica la rivoluzione e la disobbedienza come una virtù. »

Nel suo recente libro - Il segreto di Benedetto XVI -  Antonio Socci analizza la questione dei due Papi, delle dimissioni, del pontificato condiviso, dell'invalidità dell'elezione di Bergoglio ecc.; offre molti spunti di riflessione. Credo sia importante cercare di capire la portata del dramma che la Chiesa sta vivendo.

Il celebre canonista Ferro Canale citato da Socci ci dice:

«"La lettura sembra piuttosto chiara: quello di Benedetto XVI diventa un «pontificato di eccezione» in forza della rinuncia e nel momento della rinuncia. Ma perché l’espressione è riportata anche in tedesco, come Ausnahmepontifikatì [...] Aus-nahme: letteralmente, «fuori-legge». Uno stato di cose che non può essere regolato a priori e quindi, se si verifica, obbliga a sospendere l’intero ordinamento giuridico. Un Ausnahmepontifikat, dunque, sarebbe un pontificato che sospende, in qualche modo, le regole ordinarie di funzionamento dell’ufficio petrino o, come dice monsignor Gànswein, «rinnova» l’ufficio stesso. E, se l’analogia corre, questa sospensione sarebbe giustificata, o piuttosto imposta, da un’emergenza impossibile ad affrontarsi altrimenti."

Come s’intuisce a questo punto, la scelta di essere «papa emerito» rappresenta qualcosa di enorme e contiene un «segreto» di colossale importanza per la Chiesa.»

Da queste parole si capisce la straordinarietà del tempo presente. La confusione può anche spingere a conclusioni molto pericolose.

A questo proposito mi preme chiarire un punto:  la reazione generata dal desiderio di allontanarsi da questo pontificato ha spinto anche ad affermare che la S. Messa celebrata una cum papa Francesco è invalida: NO! La S.Messa una cum papa Francesco è valida. Vi rimando alla spiegazione di don Curzio Nitoglia della quale riporto la frase saliente della conclusione:

«...Non vi è dunque nessun peccato nel nominare nel Canon Missae il nome del Papa ritenuto, ma non provato, decaduto dal Pontificato perché ammesso e non concesso che non  sia membro della Chiesa per eventuale indegnità o eresia, ne resta il Capo e il fondamento visibile quanto al governo. Quindi è lecito celebrare e assistere alla Messa “una cum” senza commettere alcun peccato mortale.»

Sono i tempi della scelta, la gravità della situazione credo imporrà fra poco decisioni dolorose e fatte secondo coscienza, una retta coscienza -  formata alla dottrina bimillenaria della VERA CHIESA - che spero abbiano contribuito a formare anche le tante voci autorevoli che ho proposto su questo sito. Ognuno di noi è chiamato solo a dare testimonianza alla Verità, la quale si difende da sola, non dobbiamo convincere nessuno ma saper rendere ragione della speranza che è in noi quello sì dobbiamo saperlo fare.

Su Arcsanmichele sono presenti quasi 11.000 articoli e circa 1500 autori, rimarranno a vostra disposizione almeno fino a tutto il 2019; se posso dare un consiglio frequentate soprattutto le sezioni di apologetica-formazione, apparizioni e preghiere, credo che siano le più utili in questo tempo.

Non troverete più quindi nuovi articoli ma non sparisco! Avrete ancora mie notizie senza fissa scadenza per eventi particolari, curerò anche qualche recensione di libri che ritengo importanti e utili nella "buona battaglia" che non abbandono ma continuo in modo diverso. "In attesa che si compia la beata speranza..."

Continuare sulla strada dell'esposizione della malattia senza che mai arrivi la cura mi sembra inutile e la cura può arrivare solo o dai Pastori ancora tali se troveranno il coraggio di alzarsi in piedi e dire "BASTA" o direttamente dall'ALTO.

Preghiamo, offriamo, ripariamo per quel che possiamo.

Allora forse, come scrive Beniamino Lucis in Ci salverà il monachesimo, :

«Davanti a Dio occorrono nuovi monaci, con l'abito religioso, ma anche quelli che sono monaci interiormente, magari laici sposati con figli, nascosti nei luoghi di lavoro e nelle città. Piccoli monaci sconosciuti agli occhi di tutti, ma non a quelli di Dio. Essi sono quelli che scavalcano le mode, il bisogno spasmodico di essere conosciuti, di apparire, di fare opinione, di seguire il pensiero corrente e la moda. Saranno considerati retrogradi, stupidi, arcaici, inutili al mondo e alla Chiesa stessa. Forse saranno anche respinti, ma sosterranno la Chiesa come la sostenne Francesco nel suo secolo. Essi sono coloro che rigettano istintivamente le novità errate, che sopportano con pazienza, che pregano e vanno per santuari recitando novene e salmi. Sono monaci senza saperlo. Da loro aspettiamo il rinnovamento o, se si vuole, il ricominciamento, che fu all'inizio della storia della Chiesa. Con la loro umiltà e fede saranno luce del mondo e sale della terra.»

Non è una scelta intimistica ma realistica per quello che ho maturato negli ultimi tempi: meno parole, più preghiera e formazione, attendendo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. A questo proposito è stata una "coincidenza" che mi ha confermato nella decisione leggere  don Elia in La fine dell'epoca conciliare:

«...Eccomi dunque libero, finalmente, da un angoscioso rompicapo senza sbocco né progresso possibile. Piuttosto che sprecare le energie che mi restano a criticare o a cercar di correggere il Vaticano II, d’ora in poi le dedicherò all’approfondimento della dottrina e della liturgia di sempre; una volta superati i cinquanta, ci si rende conto che, nel tempo che rimane da vivere, bisogna concentrarsi sull’essenziale, onde poter lasciare qualcosa di valido a chi viene appresso. La vita che il Signore ci concede su questa terra va impiegata in modo fruttuoso, anziché buttata a sforzarsi di uscire da un vicolo cieco che, in realtà, esiste solo a livello mentale. Accorgersi di ciò è una grazia inestimabile, ma chiunque può chiederla alla Madre di Dio e della Chiesa. Chi è cresciuto nel mondo artificiale del postconcilio, umanamente parlando, non potrebbe in alcun modo venir fuori dall’astutissima e pervasiva mistificazione in cui, a livello ecclesiale, è stato cresciuto e che ha spuntato l’acutezza del suo intelletto, fiaccato la sua forza di volontà, rinchiuso la sua esistenza in un fatalismo luterano che rende la santità impossibile… ma la Madonna è l’Onnipotente per grazia....

Personalmente ho deciso di smettere di stracciarmi le vesti e gridare allo scandalo ad ogni nuova manifestazione di decadenza e corruzione di questo simulacro di Chiesa formato da apostati e immorali che solo in apparenza ne sono membri: è un corpo composto di cadaveri ambulanti che parlano e agiscono, sì, ma non conoscono la vita della grazia e sono perciò spiritualmente morti. Nuoce alla salute dello spirito – e non serve a nulla – accanirsi contro una carogna in avanzato stato di decomposizione: una volta diagnosticato il male e denunciati i crimini che ne sono sintomo, dobbiamo occuparci del bene delle anime, nostre e di quanti cercano la verità con cuore sincero, onde guarirle o preservarle dal contagio. Il resto è nelle mani di Dio, al quale la Chiesa terrena appartiene e che è il solo a poterla salvare: non siamo certo né io né voi, fatto salvo il compito di collaborare con la Provvidenza conservando la fede, custodendo la grazia e difendendo, nella forma consentita ad ognuno, la verità e la giustizia. Mi direte giustamente che è una dura lotta: non lo nego di certo, ma ricordo a tutti voi che siamo costantemente circondati dall’innumerevole schiera degli amici del Cielo e dotati di una potenza soprannaturale che agisce nella misura della nostra fede e dei nostri meriti. Abbiamo a disposizione l’immenso tesoro della Tradizione cattolica, al quale non dobbiamo far altro che attingere quando vogliamo. Le armi per il combattimento sono nelle nostre mani e la vittoria è promessa. Sursum corda!»

Un'altra "coincidenza" l'ho trovata in LA BATTAGLIA NELLA CHIESA PRIMA DEL COMBATTIMENTO FINALE di Cesare Baronio (ma leggetelo tutto):

«[...]Ecco perché credo che la Provvidenza chieda a ciascuno di noi - laici o chierici, semplici preti o Vescovi e Cardinali - un sussulto di dignità, un moto di protesta, per difendere i diritti di Cristo Re e della Santa Chiesa. É in causa la salvezza della anime e l’onore di Dio: l’unzione della Santa Cresima ci ha resi soldati di Cristo per testimoniare la nostra Fede. Una Fede che richiede coerenza di vita, santità di costumi, unione intima alla Santissima Trinità nella preghiera e nella frequenza dei Sacramenti.
 
«Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente. Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta, chi mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo. […] Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che la mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto più i violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada» (Sant’Atanasio, Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum, Caillu e Guillou, vol. XXXII, pagg. 411-412). 
 
É finito il tempo della mediocrità, del laissez faire, dello sperare che ci pensi qualcun altro. Ora tocca a noi. Senza equivoci, senza lasciarci scacciare da quella Chiesa in cui ogni vero Cattolico ha il sacrosanto diritto di sentirsi cittadino. Senza che l’odiosa tirannide dei nemici di Cristo ci faccia sentire emarginati, scismatici e scomunicati. Scacciamoli dalle chiese che profanano, scacciamoli dalla Chiesa che violentano. Pretendiamo dai Sacri Pastori che si sveglino dal torpore, che alzino la voce con quell’autorità che viene loro da Dio.
 
Questi servi di Satana, infeudati nel corpo ecclesiale, sono pochi e non hanno dalla loro parte altro che l’eterno sconfitto, cui la Vergine Santissima schiaccerà il capo. A Lei, Mater Ecclesiae, Auxilium Christianorum, chiediamo di guidarci come nostra Condottiera. Si Deus nobiscum, quis contra nos?»
 

Con l'occasione ringrazio di cuore quanti mi hanno sostenuto in questi anni sia moralmente che economicamente.

Termino facendo mia l'esortazione di don Elia (che spero continuerete a seguire puntualmente ogni sabato) contenuta in Pastori dove siete?:

 «Pastori della Chiesa, vi esorto nel nome di Gesù Cristo: se avete ancora un barlume di fede, pensate al Giudizio (che sarà per voi molto più severo che per le vostre pecorelle) e riscuotetevi dal vostro deplorevole torpore; se non l’avete più, dimettetevi e abbandonate il posto che occupate in modo fraudolento, prima che l’ira divina piombi su di voi e di voi faccia strame. Basta con queste ignobili farse! Ricominciate a fare i vescovi secondo il mandato di Cristo testimoniato dalla Scrittura e dalla Tradizione: proclamate e difendete la verità, confutate e bandite l’errore, istruite e governate clero e fedeli. Date accesso, nei vostri seminari, esclusivamente a giovani uomini dalla moralità cristallina, espelletene i professori eretici, sanzionate una buona volta i preti sodomiti, anziché continuare a coprirli profondendovi in ipocrite dichiarazioni, e accogliete in diocesi sacerdoti di sana dottrina, fedeli alla volontà di Dio e alla loro vocazione.

Smettete di approvare supinamente documenti preconfezionati che vengon fatti passare per vostre decisioni, come la nuova edizione del Messale con le sue traduzioni fasulle. Riprendete possesso delle vostre legittime prerogative riducendo il potere degli organismi consultivi, come pure le ingerenze dei burocrati e ideologi delle conferenze episcopali, e facendo valere la vostra giusta autorità nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti, non per imporre iniqui decreti e decisioni arbitrarie, ma per condurre il vostro gregge in Paradiso. Se siete in tanti, Roma non potrà sostituirvi tutti e dovrà ascoltarvi, se proprio vogliam parlare di collegialità. Fate ancora in tempo a cambiare rotta, per la salvezza vostra e di quanti vi seguono, seppure siano sempre di meno. »

Risultati immagini per san michele arcangelo difendici nella lotta

 

Non Praevalebunt!

Viva Cristo Re!

Giorgio A. Crotti

 

   

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , guarda la nostra privacy policy.