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«E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc.18,1-8)

Le riflessioni fatte da mons. Luigi Negri, vedi qui, e che condividiamo nella sostanza dei fatti, aprono però ulteriori scenari inquietanti. Avevamo già affrontato il problema in questo editoriale: Caro cardinale Muller: basta con la scoperta dell’acqua calda!! AGITE!! Cari Vescovi e Cardinali, dicevamo già allora, se alle vostre interviste, ai vostri editoriali, non si arriva ai fatti, non state facendo altro che fare anche voi stessi ciò che poi denunciate nei confronti di una Chiesa che usa la prassi per cambiare se stessa, in peggio, e ridurre noi laici in che cosa? IN CLERICALI!!

 Se ad un pontefice che denuncia la presenza di un CLERICALISMO becero, non gli si risponde con i fatti da parte di prelati che sanno riconoscere la malattia e dove si annida il problema, si continuerà a scoprire l’acqua calda, ma senza avere la capacità di farne buon uso!

Per spiegare la situazione mons. Negri avanza con un esempio:

  • “Porto un esempio per chiarire: conosco una situazione in cui alla fine di una riunione, un gruppo di laici che avrebbero dovuto riflettere sulla propria identità nel mondo hanno invece espresso come esigenza fondamentale che non si celebrasse più la messa secondo il rito antico, e che non si utilizzassero più certe preghiere liturgiche tradizionali considerate superate. Cioè, abbiamo dei laici che si occupano primariamente di cose di cui non hanno competenza e che non dovrebbero essere loro preoccupazione. E alla presenza nel mondo chi ci pensa? E a questa formidabile sfida alla coscienza e al cuore della Chiesa che viene da un mondo dissestato chi risponde?”

Risultati immagini per mons luigi negriEcco, ci perdoni mons. Negri, ma la domanda non risponde al problema e all’esempio da lei portato! Le ricordiamo che fu Paolo VI – con la Messa moderna – ad aprire le porte ai laici anche su questioni che non competeva loro quali, appunto, LA LITURGIA. Oh! certo! non fu un dare incarichi “liturgici” al laicato, certo che no! Ma fu un dare al laicato IL DIRITTO di esprimere il proprio parare per MIGLIORARE LA LITURGIA in funzione della tanto diabolica e perversa “PARTECIPAZIONE ATTIVA” attraverso il “consiglio pastorale” ad esempio oppure, non se lo dimentichi, il MANDATO ad Enzo Bianchi, un signor laico, a predicare nelle diocesi per IMPORRE NUOVE DOTTRINE SULLA LITURGIA….

L’odio per la Messa “di sempre” è solo la punta dell’iceberg, è solo la conseguenza di una malattia, forse anche diagnosticata, ma per la quale non si vuole dare una cura!

Infatti, lei cosa fa mons. Negri? Denuncia un problema grave, non risponde alla soluzione del problema, e ci pone domande fuorvianti? C’è in atto un Sinodo per i giovani nel quale NON saranno i Vescovi a dirigere L’EDUCAZIONE, LA CORREZIONE FRATERNA, IL MUNUS DOCENDI… ma bensì sono i giovani (accuratamente selezionati…) a dirigere i giochi e a portare i Vescovi dove – questo gruppo omologato e ben strutturato – li vorrà condurre. E lei parla di COMPETENZE? Sia più deciso e coraggioso, denunci ad alta voce chi sta dando ai giovani e alle masse, competenze che non competono loro, e dite ai laici COSA DEBBONO FARE!

Laici come il professore Stefano Fontana, vedi qui, e soprattutto questo articolo; Laici come il vaticanista Marco Tosatti, vedi qui, o come l’indomito Aldo Maria Valli, vedi qui, o lo stesso martoriato professor Roberto de Mattei, vedi qui, tutti colpevoli non di dire semplicemente “la verità” ma soprattutto colpevoli oggi di AGIRE DA LAICI, di agire da LAICI CATTOLICI…. e spesso senza IL SOSTEGNO di alcun vescovo, di nessun cardinale…

Perciò, reverendissimo mons. Negri, oggi avete nella Chiesa – e nelle comunità – i LAICI CHE VOI STESSI AVETE PASCIUTO E CRESCIUTO, i laici che voi avete voluto…. “Alla presenza nel mondo” ci stanno pensando quei laici – tra i quali i nomi sopra riportati – che con indomito sprezzo del pericolo, che non è frase poetica fatta, stanno rischiando TUTTO per ridare ai Laici Cattolici la propria identità ben distinta, invece, da quella malattia detta clericalismo, attraverso la quale piuttosto l’attuale gerarchia e pontificato, sembrano apprezzarne gli effetti e le conseguenze.

E ancora, mons. Negri afferma:

  • Invece che un popolo di laici stiamo rischiando di creare soltanto un popolo di clericali. E non c’è niente di più squallido ed equivoco dei clericali. Ecco, io credo che la Chiesa non possa non sentirsi sfidata da questa crisi. Questa è la vera crisi interna della Chiesa…..”

Monsignore, tolga pure quel “stiamo rischiando perché la creazione è già avvenuta e sta guidando il Sinodo dei vescovi in questi giorni, si legga qui dove è tutto provato! A questa chiesa modernista (si abbia il coraggio di dire le cose come stanno) piace questa sfida e l’ha accolta, ma non per ciò che sperava lei o noi, ma per PROTESTANTIZZARE LA CHIESA e farla diventare come le comunità Pentecostali. Questa è la vera crisi – identitaria infatti – che vuole ELIMINARE IL PENSIERO, LA CULTURA E LA DOTTRINA CATTOLICA, per far posto ad un laicato il cui SACERDOZIO BATTESIMALE, venga sempre più equiparato a quello sacerdotale, come avviene dai protestanti e come Enzo Bianchi insegna, docet, col vostro placet!

Infine la sua caduta di stile proprio non la digeriamo: portarci come modello e come esempio il laico di sinistra cattolica, La Pira, è stato davvero un colpo basso da una autorità insigne quale lei è sempre stata…. Quando La Pira parlava “della rabbia della povera gente“… dimentica forse che – ai quei tempi – egli fu tra i protagonisti di una gravissima politica cattolica di sinistra che spinse la gente di quel tempo, i veri cattolici disorientati da quanto stava già accadendo, fra le braccia avide e perverse del comunismo cattolico, del Modernismo, della rivoluzione post-conciliare…. Non si possono citare i “cattivi maestri” e prenderli quali esempio, nel tentativo di curare una malattia che sta producendo delle pustole in grave stato di decomposizione…

E dunque, caro mons. Negri, nel ringraziarla per tutte quelle volte che Ella ci ha sostenuti nella buona battagliadesideriamo condividerle LA CURA, perché di diagnosi ne abbiamo fin sopra i capelli e ciò che ci manca è la cura…. Essa ce la offrono I SANTI, non La Pira…

Santa Maddalena dè Pazzi andava svegliando nel cuore della notte le consorelle, gridando: “L’AMORE NON E’ AMATO! L’AMORE NON E’ AMATO, L’AMORE NON E’ AMATO”…. e suonava le campane nel cuore della notte, perchè NESSUNO potesse perdere la cura per una delle peggiori  malattie: la perdita dell’Anima!… così, e così solo, si combatte l’odiato clericalismo, altrimenti rischiate di nutrire uno strano ANTICLERICALISMO (quello sano ma non bergoglioso), nulla da spartire con quello massonico dell’800, ma di certo, non piacevole, per voi Pastori d’ oggi! In una parola, la cura è: CONVERTIRSI E CONVERTIRE I LAICI ALLA CULTURA CATTOLICA, ma in ciò, in questa cura, troviamo una latitanza dei pastori, spaventosa e persino incredula… (cfr.Lc.18,1-8)

   

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