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Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 04/08/2018

Autore Maria Guarini

Riprendo la segnalazione di un lettore sul problema creato da Don Minutella e dal suo seguito col continuare a giustificare con argomenti speciosi la sua falsa tesi della invalidità della Messa una cum il papa regnate; il che contraddice il dogma della Presenza Reale di Cristo - che deriva "ex opere operato"  e a prescindere dall'una cum - dalle parole della Consacrazione anche se pronunciate da un sacerdote eretico o scomunicato. Avrei preferito tenermi estranea ad un dibattito che corre il rischio di sfociare in dispute interminabili senz'alcun costrutto. Ma esiste anche una responsabilità nei confronti di quelle anime semplici che sono nel dubbio in questa temperie di grande confusione e si lasciano convincere e trascinare da alcuni argomenti veritieri mentre non sono in grado di discernere su altri che, invece, sviano dalla Verità tutta intera. Inoltre la chiarezza serve anche a non dare agli avversari della Tradizione la possibilità di fare di ogni erba un fascio a causa di una predicazione che offre contenuti tradizionali, ma poi diventa  arbitraria e foriera di ulteriore confusione.

 

Purtroppo l'errore grave che sta commettendo Don Alessandro Minutella è quello dell'essere passato dalle legittime critiche verso l'attuale pontificato, o meglio verso alcune espressioni o alcuni punti dei documenti che ne fanno parte, ad una disobbedienza tout court all'autorità massima attuale visibile della Chiesa. All'inizio pregava per i cardinali Burke, Brandmuller, Muller, ed altri, per il Vescovo Schneider, Negri, ed altri, perché difendessero la sana dottrina, anche con un atteggiamento vigoroso nei confronti delle presunte aperture di Papa Francesco che avrebbero potuto recare danno alle anime, con delle iniziative specifiche che i Pastori della Chiesa possono compiere in situazioni eccezionali, anche per correggere eventuali errori che il Papa possa commettere, quando non parla ex-cathedra, in buona fede. All'inizio il suo atteggiamento, pur con qualche sfasatura, era assolutamente legittimo. In seguito però ha iniziato a rifiutare totalmente l'autorità del Papa attuale, considerandolo solo come il cardinale Jorge Mario Bergoglio, e considerando ancora Romano Pontefice nel pieno dei suoi poteri Benedetto XVI, con un salto nel passato, a 6 anni fa, al 1 agosto 2012... Questo non è accettabile per chi vuol rimanere cattolico apostolico romano. 
Su Benedetto XVI e la sua abdicazione rimando alla congerie di articoli pubblicati nel corso degli anni fin dall'inizio. Sulla questione dell'una cum riprendo la conclusione di quanto già pubblicato qui in un precedente articolo.
 
Non vi è nessun peccato nel nominare nel Canon Missae  il nome del Papa ritenuto, ma non provato, decaduto dal Pontificato perché ammesso e non concesso che non  sia membro della Chiesa per eventuale indegnità o eresia, ne resta il Capo e il fondamento visibile quanto al governo. Quindi è lecito celebrare e assistere alla Messa “una cum” senza commettere alcun peccato mortale. 
 
Un battezzato scellerato per vita immorale o per mancanza di fede, ma  eletto canonicamente Papa non è più membro vivo o tout court della Chiesa, però ne resta il Capo (anche se indegno) quanto al potere di giurisdizione. Quindi la governa visibilmente e lo si deve nominare nel Canone della Messa senza per questo macchiarsi di peccato e sporcare la Chiesa, che è Santa quanto alla sua natura (Corpo Mistico di Cristo), al suo fine (il Cielo),  alla sua origine (Dio)  e ai suoi mezzi (Sacramenti, Magistero infallibile e Leggi), ma è composta di membri santi e peccatori per divina volontà. Il Papa come membro può essere un peccatore anche contro la fede, ipoteticamente potrebbe essere considerato “eretico”, ma solo in maniera puramente investigativa o dubitativa, come quando S. Tommaso d’Aquino si chiede in forma fittiziamente dubitativa “An Deus sit / Se Dio esista” (S. Th., I, q. 2, a. 3), tuttavia in entrambe i casi resterebbe Capo visibile (anche se indegno) della Chiesa quanto al governo di Essa. 
 
Ora privare oggi, in questo mondo infernale, i fedeli della Messa tradizionale perché viene celebrata nominando nel Canone il nome del Papa regnante è un azzardo scellerato, che espone la maggior parte dei fedeli al rischio prossimo di non poter vivere in stato di grazia abitualmente, privandoli di tutti i Sacramenti amministrati “una cum”. 
   

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