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Una gentile signora mi scrive:

«Vedo che frequentemente date spazio ad articoli molto critici verso il pontificato di papa Francesco:  ritenete dunque che lo Spirito Santo si  sia sbagliato  o non fosse presente nell’ultimo conclave? Avete qualche suggerimento da dare al Padre Eterno?»

Prendo lo spunto per rispondere a quanti pensano che sia diventato scismatico o sedevacantista. Il sedevacantismo è una posizione teologica secondo cui l'ultimo legittimo Vicario di Cristo sarebbe stato papa Pio XII. Se questo fosse vero la chiesa cattolica non esisterebbe più, cosa impossibile perché è Gesù il Capo della Chiesa e ha detto chiaramente che non prevalebunt.

Quanto allo scisma cito Roberto de Mattei:

«Oggi ci troviamo in una situazione inedita, in cui l’eresia, che in sé è più grave dello scisma, lo precede e non lo segue. Non c’è ancora scisma formale, ma c’è eresia nella Chiesa. Sono gli eretici che stanno promuovendo lo scisma nella Chiesa, non certo i cattolici fedeli. E i cattolici fedeli che vogliono separarsi dall’eresia non possono certo essere definiti scismatici.»

Lo Spirito Santo non c'era nel Conclave che ha eletto Bergoglio? Pare che la Terza Persona  della S.S. Trinità soffi dove vuole. Penso che fosse presente nell'ultimo Conclave, così come nel Paradiso terrestre quando il serpente ingannò Eva e la conseguenza fu senz'altro peggiore dell'elezione di Bergoglio al Soglio Pontificio. Era presente anche quando gli americani a guerra finita sganciarono le bombe atomiche in Giappone e c'era nei campi di sterminio nazisti e sovietici.

Ma allora lo Spirito Santo non può far niente contro le catastrofi? Ebbene sì, Dio è impotente contro la libertà dell'uomo usata per il male. Ovviamente queste non sono mie opinioni ma fanno parte del depositum fidei, dell'insegnamento bimillenario della Chiesa cattolica. Per cui la responsabilità dell'elezione di Bergoglio è di chi l'ha eletto. Certamente Dio può anche castigare, se lo fa è però sempre in vista di un bene maggiore:

San Tommaso d’Aquino afferma: «Dio, volendo sopra ad ogni cosa la sua bontà, rigetta il male morale che è ad essa direttamente contrario. Ma, relativamente agli altri mali, volendo tutto in ordine alla sua natura che è somma bontà, può anche volere il male di pena in ordine alla giustizia e il male naturale in ordine alla provvidenza». 

Vedi articolo di Corrado Gnerre che spiega bene la questione.

 

Alla gentile signora che, forse con una puntina di ironia, mi vorrebbe suggeritore del Padre Eterno, ho risposto così:

 

Gentile signora,

le rispondo senza intenzione polemica (che non serve mai) ma con citazioni che ritengo autorevoli. Per ultimo anche un mio articolo in cui tratto dell'obbedienza (sempre citando autori e non secondo il mio pensiero).

Non ho consigli da dare al Padre Eterno ma richieste molte, poi si faccia secondo la Sua volontà, anche perchè  andarci contro oltre che controproducente è da stupidi come dimostrano millenni di storia.

Cordialmente

Giorgio A. Crotti

 

[...]

Non solo: vi era, e vi è, anche una difficoltà di tipo teologico, oltre a quella di tipo psicologico: come pensare che lo Spirito Santo non fosse presente nel Concilio? E, se era presente, come pensare che avrebbe tollerato il consumarsi di un tradimento così odioso nei confronti della fede di milioni e milioni di anime innocenti? Eppure, a ben considerare, Gesù non ha mai garantito che nella Chiesa non si sarebbero verificate apostasie e autentici tradimenti: non è stato tradito Lui stesso, e proprio da uno dei dodici apostoli? Certo, nei venti concili precedenti non era mai accaduto che forze anticattoliche riuscissero a impadronirsi della direzione dei lavori; ma una tale possibilità, teologicamente parlando, esiste, perché lo Spirito Santo non è un paracadute assicurato e garantito, non è un deus ex machina che salva e raddrizza qualsiasi situazione, a dispetto della volontà degli uomini. Se esiste una volontà maligna, neppure lo Spirito Santo la può imbrigliare: diversamente, dovremmo negare il libero arbitrio, la cosa più bella della dottrina cattolica (e che la differenzia dal cupo, angoscioso protestantesimo, oggi tanto sbandierato da certi cattolici mal consigliati). Gesù Cristo ci ha assicurato, questo sì, che sarà sempre presente accanto ai suoi, sino alla fine del mondo; e che le porte degli inferi non prevarranno contro la sua Chiesa. [...] di Francesco Lamendola


 

«Il Papa non può ammettere l'intercomunione»

autore card.Willem Jacobus Eijk

[...]

Ora il Santo Padre ha fatto sapere alla delegazione della Conferenza Episcopale tedesca che deve discutere di nuovo le bozze per un documento pastorale sull'amministrazione della Comunione, tra le altre cose, e tentare di trovare unanimità. Unanimità su che cosa? Supposto che tutti i membri della Conferenza Episcopale tedesca, dopo averle discusse di nuovo, decidano all’unanimità che si può amministrare la comunione ai protestanti sposati con un cattolico (il che non succederà), questa – pur  essendo contraria a ciò che dicono al riguardo il Codice di Diritto Canonico e il Catechismo della Chiesa Cattolica - diventerà la nuova prassi nella Chiesa Cattolica in Germania? La prassi della Chiesa Cattolica, fondata sulla sua fede, non è determinata e non si cambia statisticamente quando una maggioranza di una Conferenza Episcopale vota in favore di questo, nemmeno facendolo all’unanimità.

Ciò che dicono il Codice di Diritto Canonico e il Catechismo della Chiesa Cattolica sarebbero dovuti essere la reazione del Santo Padre, che, come successore di San Pietro, è “il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei Vescovi sia della moltitudine dei fedeli” (Lumen Gentium no 23). Il Santo Padre avrebbe dovuto dare alla delegazione della Conferenza Episcopale tedesca delle direttive chiare, basate sulla retta dottrina e sulla prassi della Chiesa. Così avrebbe dovuto rispondere anche alla donna luterana che gli chiese il 15 novembre 2015 se potesse ricevere la comunione insieme al suo sposo cattolico: questo non è accettabile, invece di suggerire che lei poteva ricevere la comunione in base al suo essere battezzata, conformemente alla sua coscienza. Rinunciando a fare chiarezza, si crea una grande confusione fra i fedeli e si mette in pericolo l’unità della Chiesa. Lo fanno anche i cardinali che propongono pubblicamente di benedire relazioni omosessuali, il che è diametralmente opposto alla dottrina della Chiesa, fondata sulla Sacra Scrittura, e cioè che il matrimonio, secondo l’ordine della creazione, esiste solo fra un uomo e una donna.

Osservando che i vescovi e soprattutto il successore di Pietro mancano nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede, contenuto nella sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, non posso non pensare all’articolo 675 del Catechismo della Chiesa Cattolica:

Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità”. vedi qui

 

Mai un cardinale prima ha parlato di Grande Apostasia. Conseguenze geopolitiche. di Maurizio Blondet

Anche il sonno della fede genera mostri - di Giorgio A. Crotti

   

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