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Fonte lascuredielia.blogspot.it 28/04/2018

Autore don Elia

Che la Gran Bretagna fosse la culla della massoneria moderna, della teoria del Leviatano statale, del malthusianesimo, dell’eugenetica e dell’evoluzionismo, lo sapevamo. Che quest’ultimo, applicato all’uomo, avrebbe presto o tardi portato a esiti simili, ce l’aspettavamo. Che gli Stati europei cercassero di ridurre la spesa sanitaria facendo eliminare i soggetti più deboli, era un dato ormai tristemente noto. Che la cosiddetta “ricerca scientifica” si fosse sbarazzata di ogni paletto etico in nome di fortissimi interessi economici, l’avevamo ben capito. Che la gerarchia cattolica fosse in gran parte composta di cani muti, incapaci di abbaiare (Is 56, 10), era purtroppo un fatto già più che evidente. Che i cosiddetti Paesi “democratici” fossero oppressi da una spietata tirannide che non ha precedenti nella storia, era una consapevolezza molto acuta nell’animo di chi ha una coscienza desta, anziché offuscata dall’ebbrezza di una libertà puramente apparente per cui mezzo il potere manipola e manovra le masse e gli individui. Ma che la ferocia di istituzioni pubbliche affette da delirio di onnipotenza potesse arrivare a tanto ci lascia semplicemente sgomenti: risvegliati a forza dal sogno di un mondo libero e civile, ci accorgiamo di colpo che i nostri più elementari diritti e le nostre stesse vite non soltanto non sono più tutelati, ma sono in gravissimo pericolo.

Intendiamoci: neanche stavolta la massa di lobotomizzati sarà scossa dall’ipnosi collettiva indotta mediante il cinema, il campionato e la canzone, così come non lo è stata dopo le atroci esecuzioni di Eluana Englaro, nel 2009, di Charlie Gard, l’estate scorsa, e di Isaiah Haastrup, neanche due mesi fa. Ma chi è riuscito a conservare il don dell’intelletto e la grazia della fede deve suonare tutte le campane a morto per il decesso della civiltà occidentale, soppressa da un’élite luciferina che pare in possesso di un potere senza limiti. Lo spirito nazista infesta ormai tutta l’Europa, ma in particolare le istituzioni situate a Londra, Strasburgo, Bruxelles e… Roma. È esattamente lo stesso demonio che ha dato vita al Terzo Reich, evocato dai massoni dei Paesi alleati, i quali, per provocare un secondo conflitto mondiale al fine di stabilire un nuovo assetto geopolitico, prima annientarono la Germania, poi lasciarono al folle dittatore ampia libertà d’azione. Dopo la farsa del processo di Norimberga, più tardi, molti scienziati del regime furono accolti e sostenuti perché continuassero tranquillamente a lavorare ai loro esperimenti su cavie umane.

La teoria della razza pura sarebbe stata impensabile senza l’ideologia evoluzionistica, inventata da Charles Darwin e trasposta a livello antropologico dal cugino Francis Galton. Il delirante progetto di un perfezionamento della specie umana fu sì sperimentato nei laboratori della Germania nazista, ma non proviene di là né là si è concluso: esso ha una matrice schiettamente anglosassone. I medici di Liverpool e i magistrati inglesi “ragionano” esattamente allo stesso modo dei colleghi tedeschi di ottant’anni fa, salvo coprire i loro veri intenti, con vomitevole ipocrisia, con l’oltraggioso pretesto degli interessi del paziente, i quali, non potendosi esprimere il diretto interessato, sono ovviamente interpretati e stabiliti da loro, anche contro la volontà dei genitori, completamente espropriati del figlio e della patria potestà. Se però si arriva al punto di far presidiare come in un lager un bimbo condannato a morte, ma che non muore, allontanandone i parenti, i visitatori e perfino il cappellano, significa che, sotto, c’è qualcosa di grosso, ma molto grosso.

L’Alder Hey Hospital di Liverpool è ben noto per le reiterate denunce di errori e inadempienze a danno dei pazienti, le quali non hanno tuttavia ottenuto, a quanto pare, sostanziali miglioramenti del livello di prestazioni. In questo caso, però, dobbiamo trovarci di fronte a un crimine immane, visto l’impressionante, coordinato accanimento delle istituzioni britanniche nella volontà di sopprimere un piccolo innocente. Qui si deve trattare di qualcosa di talmente inconfessabile da giustificare il rischio di una crisi diplomatica con il governo italiano, che per poterlo sottrarre alle grinfie di quegli indemoniati ha addirittura concesso la cittadinanza ad Alfie Evans. Il bambino deve essere stato segretamente oggetto di una sperimentazione fallita di nuovi vaccini o di un prelievo di organi, il cui traffico illegale, secondo le stime, nella sola Gran Bretagna frutta ogni anno qualcosa come tredici miliardi di sterline. Non si spiega diversamente l’irremovibile quanto irrazionale rifiuto di lasciarlo andare in un altro ospedale disposto ad accoglierlo. Il personale del Bambin Gesù di Roma è sul posto, pronto a trasferirlo; ma, evidentemente, gli esami eseguiti in un’altra struttura sanitaria rivelerebbero immediatamente ciò che in Inghilterra vogliono non si sappia mai.

In questa vicenda da film dell’orrore, tuttavia, ciò che suscita un ancor più profondo sentimento di ribellione, se possibile, è il disgustoso atteggiamento di certi prelati “cattolici” che, anziché urlare di sdegno e condanna per sollevare i fedeli contro tale inaudita barbarie di Stato, l’hanno commentata, in un evanescente linguaggio diplomatico, dando sostanzialmente ragione alle autorità britanniche. In ciò si sono particolarmente distinti il vescovo di Liverpool, tale Malcom Patrick Mac Mahon, appena reduce da un apposito colloquio con il papa (!), e il nostrano Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita (?), uomo di spicco del team Bergoglio (anch’egli molto cauto e parco di parole, giusto un cinguettio) guidato da quello che egli stesso ha chiamato lo spirito di Marco (?!?). Siamo lontani anni-luce dalla strenua resistenza opposta al nazismo dal beato cardinal von Galen, il Leone di Münster, o dal focoso cardinal von Faulhaber, che più tardi ordinerà sacerdote Joseph Ratzinger.

Ad ogni modo, non possiamo non riconoscere lo straordinario potere della preghiera e del digiuno: una creatura incurabile sta continuando a sopravvivere al prolungato tentativo di sopprimerla. Questa semplice costatazione della potenza della fede deve incoraggiare azioni concrete ispirate e mosse dalla grazia. Se una manifestazione pacifica, anche solo di qualche centinaio di persone, invadesse l’ospedale e portasse via il bambino, che potrebbero fare? Sparare sulla folla? Un popolo non può rimanere inerte a guardare: la storia sacra, così come la storia cristiana, insegna che, quando cade la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, l’ira di Dio si riversa sulle nazioni. Prima che arrivi, conviene prevenire il castigo, se possibile.

Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio, perché veri e giusti sono i suoi giudizi: egli ha condannato la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua prostituzione, vendicando su di lei il sangue dei suoi servi (Ap 19, 1-2).

 

Voragine infernale

Signori, l’Inferno è servito. Qui sulla terra. Grazie alle idee bestiali dei “progressisti” e all’ipocrita appoggio dei loro vili corifei ecclesiastici. Non solo, per permissione divina, è stato aperto il pozzo dell’abisso (cf. Ap 9, 1ss), da cui è uscito un denso fumo che ha oscurato il sole e l’atmosfera (cioè l’intelletto e la cultura di interi popoli) e si sono sparpagliate ovunque feroci cavallette (cioè i demoni) che tormentano gli uomini, ma l’insaziabile voragine si allarga sempre più con l’attiva complicità delle istituzioni pubbliche. Nel giro di pochissimi anni sono riusciti a convincere la gente che il best interest di un ammalato che non può guarire sia ammazzarlo come un animale, anziché prendersene amorevole cura fino a che la volontà divina non lo tolga da questo mondo. Ora questa disumana mentalità indotta sta diventando legge attraverso la giurisprudenza, a cominciare da un Paese che (indebitamente) passa per il faro delle libertà democratiche, mentre in realtà è da sempre ostaggio di un’oligarchia – prima terriera, poi industriale e finanziaria – plasmata da un’ideologia razzista e, oggi, ossessionata dall’eccesso di popolazione.

L’eutanasia dei bambini può anche avere motivazioni puramente contingenti. Nel caso di Alfie, si è ipotizzata (anche da parte di personale dell’ospedale) la copertura di un grave crimine, forse legato al traffico di organi, alla sperimentazione di nuovi vaccini o ancora – non è da escludere – a un rito di passaggio all’interno di una loggia massonica: potrebbe trattarsi, insomma, di un vero e proprio sacrificio umano offerto al diavolo per l’ammissione a un grado superiore. Il rito scozzese ne prevede ben trentatré; fino al sedicesimo incluso, grazie all’osservanza di uno stretto segreto e al sistema di graduale iniziazione, l’affiliato può essere ancora ignaro della natura luciferina dell’associazione. Con l’ingresso nel diciassettesimo (quello centrale), egli è invece introdotto negli arcani del culto di Satana; se la sua coscienza si ribella e non è disposto a proseguire, la sua vita viene a trovarsi in serio pericolo. Ci sono anche massoni pentiti che, dopo la conversione, hanno raccontato le loro esperienze, ma Dio solo sa quanti di loro non possono più parlare.

Al di là di possibili spiegazioni contingenti, tuttavia, è sicuramente in atto una strategia a lungo termine che mira a creare un ordinamento eutanasico ed eugenetico. Quando le autorità pubbliche di un Paese si coalizzano con così ferrea determinazione, dev’essere in gioco una posta molto alta con un obiettivo a ben più ampio raggio. I due livelli di interpretazione non si escludono: Winston Churchill, per esempio, per superare la prova di ammissione a un nuovo grado rase al suolo la città di Dresda, senza alcun plausibile vantaggio bellico, ma con un’incalcolabile perdita di vite umane e di tesori artistici; l’intero conflitto rientrava nondimeno nel progetto di progressiva instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, che con la Grande Guerra aveva ridisegnato la carta dell’Europa e con la seconda divise il mondo in due blocchi apparentemente contrapposti. Ora stiamo andando verso la terza, ma già da decenni è in corso, non dichiarata, una silenziosa guerra interna ai cosiddetti Paesi “democratici”, i cui popoli sono decimati dalle loro stesse istituzioni con aborto, contraccezione, pansessualismo e genderismo sterilizzanti e, ora, anche con l’eutanasia di Stato.

Come ho già accennato, la mentalità nazista ha radici anglosassoni e non si è affatto estinta, ma domina oggi i governi e la politica dei Paesi occidentali; in questa luce, il Terzo Reich non fu altro che un esperimento voluto e reso possibile dall’élite massonico-satanica che li controlla. Una volta ammesso questo, vien da domandarsi: dov’è la Chiesa Cattolica? Essa è in stato di occupazione, formalmente sottomessa ad apostati registrati sul libro-paga di Mister Soros & Company. Non si può concludere diversamente, dopo aver letto la dichiarazione dei vescovi britannici: «Affermiamo la nostra convinzione che tutti coloro che hanno preso le decisioni strazianti che riguardano la cura di Alfie Evans agiscano con integrità e per il bene di Alfie, così come essi lo vedono». Che dire? Un capolavoro non soltanto di ipocrisia, ma soprattutto di polically correct: il punto di riferimento non è più l’immutabile legge divina, ma una convinzione soggettiva di burocrati ecclesiastici; la cura di un bambino malato può comprendere la sua deliberata soppressione; anche un orrendo crimine può essere commesso con integrità e il bene è privato di qualsiasi carattere oggettivo, rimanendo ormai determinato dal modo in cui ognuno lo vede.

Il bene, così come lo vedeva Adolf Hitler, incluse lo sterminio di milioni di innocenti (disabili, ebrei, zingari e cristiani, dei quali ultimi, chissà perché, non si parla mai). A quell’epoca il nostro impresentabile Paglia avrebbe sostenuto che bisognava instaurare un’alleanza d’amore al fine di procedere in modo il più possibile condiviso per individuare la soluzione migliore. Il contenuto della “concordia” è qui del tutto irrilevante: il valore supremo è non creare contrapposizioni. Ma si può certamente andare d’accordo con tutti, lasciando che ognuno pensi e faccia ciò che vuole – salvo, ovviamente, se si è toccati di persona… L’ira umana, a questo punto, darebbe voglia di impiccare quei criminali inglesi con le loro stesse budella insieme ai falsi Pastori conniventi, ma non siamo criptonazisti come loro. E poi, c’è sempre il giusto e inesorabile giudizio di Dio, davanti a cui tutti dobbiamo comparire. Se quei signori non si pentono in tempo, riparando per quanto possibile ai propri errori, i demoni al cui servizio si son posti si divertiranno a torturarli per tutta l’eternità e oltre. Forse un giorno, al Giudizio universale, proveremo compassione per loro, ma per il momento prevalgono i conati. Chi dovesse incrociarli per strada, ad ogni modo, può almeno sputar loro in faccia per manifestare la propria opinione: è un diritto civile.

Ma, a parte lo sfogo di un cuore stracolmo di dolore e di amarezza, è consolante riconoscere che almeno qualche voce isolata di presuli cattolici si sia levata. L’Arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ha affermato che, nel caso del piccolo Evans, non c’era alcuna incertezza a livello di giudizio morale e che il comportamento da assumere era del tutto chiaro: sarebbe stato doveroso aiutarlo a vivere, cosa che non si configura affatto come accanimento terapeutico; al contrario, ci si è accaniti in modo del tutto illogico a sopprimerlo in vista del suo “bene”. «La sentenza su Alfie ha eliminato il diritto naturale, ha fatto piazza pulita del diritto di fare obiezione di coscienza, ha raso al suolo il concetto di oggettività del bene», ha dichiarato senza mezzi termini. Così lo Stato si erge a padrone della vita innocente e sostituisce la volontà dei genitori (esattamente – mi permetto di aggiungere – come nei peggiori regimi totalitari che la storia conosca). «Ma non sarà la sentenza di un giudice, né l’azione di un governo, né la decisione di un ospedale a cambiare la verità e il bene», ha concluso con incontrovertibile rigore.

Ora ci domandiamo: Paglia e Crepaldi appartengono alla stessa istituzione? A parte l’aspetto formale, detengono entrambi realmente una missione nella Chiesa o il primo è soltanto un giullare dei poteri occulti, così come i presuli inglesi? Qui, di fatto, c’è una spaccatura, non certo manifesta, ma evidente agli occhi di Colui che scruta i cuori e di quanti Lo servono sinceramente. Bisogna per forza scegliere da che parte stare: senz’altro nella coscienza; se necessario, pure pubblicamente. Abbiamo forse la stessa fede di quelli che hanno approvato un infanticidio spacciandolo per cura o di chi, dopo aver negato ogni assistenza spirituale alla famiglia e non esser mai andato a visitare il bambino, è volato a Roma per dissuadere il papa da un eventuale intervento? Possiamo forse essere in comunione con chi ha auspicato un’alleanza d’amore con un regime che, per assassinarne il figlioletto lontano dai riflettori, ha convinto i genitori a chiedere l’allontanamento di manifestanti e giornalisti in cambio di una falsa speranza? Possiamo forse, al di là delle chiacchiere, esser tutti realmente membri dello stesso Corpo? Noi, come Chiesa, li consideriamo di fatto scomunicati. Anathema sit!

Dio ha posto delle inimicizie, delle antipatie, delle opposizioni profonde tra gli autentici figli e servi della Vergine Santa e coloro che sono figli e schiavi del demonio; non si possono amare tra loro, non ci può essere intesa degli uni con gli altri. I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo (che sono la stessa cosa) hanno sempre finora perseguitato e sempre più perseguiteranno quelli e quelle che appartengono alla Santa Vergine, come in passato Caino ha perseguitato suo fratello Abele ed Esaù suo fratello Giacobbe, che sono le figure dei reprobi e dei predestinati. Ma l’umile Maria riporterà sempre vittoria su quell’orgoglioso: una vittoria così grande che arriverà a schiacchiargli la testa, dove risiede il suo orgoglio; ella saprà sempre smascherare la sua malizia di serpente, sventarne le insidie infernali, dissiparne i diabolici progetti e saprà difendere, fino alla fine dei tempi, i suoi fedeli devoti dai suoi crudeli artigli (san Luigi Maria Grignion de Montfort, Trattato della vera devozione alla Vergine Maria, § 54).

   

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