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Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 21/01/2020

Nos ergo debemus sublevare huiusmodi, ut cooperatores simus veritatis” 
(Dobbiamo innalzarci al punto da essere cooperatori della Verità - 3Gv, 8).

 

Ho avuto la gradita sorpresa di ricevere, in formato PDF. il testo italiano (144 pagine) del libro “Dal profondo del nostro cuore”, di Robert Sarah - Joseph Ratzinger/Benedetto XVI”. Ho inserito l'immagine dell'edizione francese perché ancora non è disponibile la copertina di quella italiana. 

Lo leggerò con tutta l'attenzione che merita e ne potremo trarre preziosi spunti di ulteriore comprensione; ma, intanto, desidero condividere con voi uno stralcio della Nota del curatore, Nicolas Diat, che confermano l'importanza dello scritto e lasciano intuire le preoccupazioni e le dinamiche che lo sottendono. 

Nel frattempo l'Editore Cantagalli lo dichiara disponibile per il 30 gennaio e lo presenta con questa citazione: “Ci siamo incontrati in questi ultimi mesi, ci siamo confidati le nostre idee e le nostre preoccupazioni. Abbiamo pregato e meditato in silenzio. Sviluppate attraverso sentieri diversi, le nostre riflessioni ci hanno quindi portato a scambiarci alcune lettere. La prossimità delle nostre preoccupazioni e la convergenza delle nostre conclusioni hanno fatto sì che, sull’esempio di sant’Agostino, prendessimo la decisione di mettere a disposizione di tutti i fedeli il frutto del nostro lavoro e della nostra amicizia spirituale. Anzi, come lui possiamo dire: Silere non possum! Non posso tacere”.

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Dal profondo del nostro cuore - Dalla Nota del curatore

La nota apre con la seguente citazione:
«Dobbiamo meditare su queste riflessioni di un uomo che si avvicina al termine della propria vita. In questa ora cruciale, non si decide di intervenire con leggerezza» Cardinale Robert Sarah
.... Per quale ragione il Papa emerito ha desiderato collaborare con il Cardinale Sarah? I due sono molto amici e intrattengono una regolare corrispondenza per condividere punti di vista, speranze e preoccupazioni. Nell’ottobre 2019, il Sinodo per l’Amazzonia, un’assemblea di vescovi, religiosi e missionari, dedicato al futuro di questa immensa regione, ha rappresentato in seno alla Chiesa un’occasione di riflessione, nella quale è stato variamente messo a tema l’avvenire del sacerdozio cattolico. Da parte loro, Benedetto XVI e il Cardinale Sarah avevano iniziato a scambiarsi scritti,pensieri e proposte già sul finire dell’estate, per incontrarsi poi allo scopo di conferire la maggior chiarezza possibile alle pagine che ora seguiranno.

Il testo di Benedetto XVI s’intitola molto sobriamente: Il sacerdozio cattolico. Il Papa emerito precisa da subito la sua impostazione: «Alle radici della grave situazione in cui versa oggi il sacerdozio, si trova un difetto metodologico nell’accoglienza della Scrittura come Parola di Dio». L’affermazione è severa, inquietante, quasi incredibile.
Benedetto XVI non ha voluto affrontare da solo una questione così delicata. La collaborazione del Cardinale Sarah gli è parsa naturale e importante. Il Papa emerito conosce la profonda spiritualità del Cardinale, il suo spirito orante, la sua saggezza. Si fida di lui. Nella Prefazione a La forza del silenzio, durante la Settimana Santa 2017, Benedetto XVI scriveva: «Il Cardinale Sarah è un maestro dello spirito che parla a partire dal profondo rimanere in silenzio insieme al Signore, a partire dalla profonda unità con lui, e così ha veramente qualcosa da dire a ognuno di noi. Dobbiamo essere grati a Papa Francesco di avere posto un tale maestro dello spirito alla testa della Congregazione che è responsabile della celebrazione della Liturgia nella Chiesa»1.
Da parte sua, il Cardinale Sarah ammira la produzione teologica di Benedetto XVI, la potenza della sua riflessione, la sua umiltà e la sua carità.
L’intento degli Autori è perfettamente restituito in questa affermazione tratta dalla comune Introduzione al volume: «La vicinanza delle nostre preoccupazioni e la convergenza delle nostre conclusioni hanno fatto sì che prendessimo la decisione di mettere a disposizione di tutti i fedeli il frutto del nostro lavoro e della nostra amicizia spirituale, sull’esempio di sant’Agostino».
Il quadro è semplice. Due vescovi hanno voluto riflettere. Due vescovi hanno voluto rendere pubblico il frutto della loro eminente ricerca. Il testo di Benedetto XVI è di grande finezza teologica. Quello del Cardinale Sarah possiede un’indubitabile forza catechetica. Gli argomenti si incrociano, le affermazioni si completano, le intelligenze sono reciprocamente stimolate.
Al suo scritto il Cardinale Sarah ha assegnato come titolo: Amare fino alla fine. Sguardo ecclesiologico e pastorale sul celibato sacerdotale. Ritroviamo in esso il coraggio, la radicalità e la mistica che rendono incandescenti tutti i suoi libri.
Benedetto XVI e il Cardinale Sarah hanno voluto aprire e chiudere questo libro con due testi composti a quattro mani. Nella loro Conclusione scrivono: «È urgente, necessario, che tutti, vescovi, sacerdoti e laici, non si facciano più impressionare dai cattivi consiglieri, dalle teatrali messe in scena, dalle diaboliche menzogne, dagli errori alla moda che mirano a svalutare il celibato sacerdotale».
Evidentemente, il Papa emerito e il Cardinale Sarah non hanno affatto voluto nascondere la propria inquietudine. Conoscono, però, fin troppo bene sant’Agostino, al quale fanno spesso riferimento, per non sapere che l’amore ha sempre l’ultima parola.
Il motto episcopale del Cardinale Joseph Ratzinger era: Ut cooperatores simus veritatis, «Noi dobbiamo perciò accogliere in questo modo, per essere collaboratori della verità» (3Gv 8). In questo saggio, all’età di novantadue anni, ha voluto disporsi ancora una volta al servizio della verità. Il motto episcopale del Cardinale Robert Sarah, scelto quando era giovane arcivescovo di Conakry, capitale della Guinea, recita invece: Sufficit tibi gratia mea, «Ti basta la mia grazia»; ed è tratto dalla Seconda Lettera ai Corinzi, nella quale l’Apostolo Paolo descrive i suoi dubbi, teme di non essere in grado di trasmettere efficacemente l’insegnamento del Vangelo. Dio, però, gli risponde così: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9).
Vorrei concludere questo pensiero con due citazioni che sento oggi risuonare con forza. La prima è tratta dall’omelia di Benedetto XVI per la Messa di Pentecoste del 31 maggio 2009: «Come esiste un inquinamento atmosferico, che avvelena l’ambiente e gli esseri viventi, così esiste un inquinamento del cuore e dello spirito, che mortifica ed avvelena l’esistenza spirituale». La seconda è tratta da Il portico del mistero della seconda virtù di Charles Péguy: «Quello che mi stupisce, dice Dio, è la speranza. Non me ne capacito. Questa piccola speranza che ha l’aria di non essere nulla. Questa bambina speranza»2. Ricercando nel profondo del loro cuore, Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno voluto allontanare questo inquinamento e aprire le porte alla speranza.

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1. Benedetto XVI, Prefazione a R. Sarah, La forza del silenzio. Contro la dittatura del rumore, Cantagalli, Siena 2017, p. 11.
2. Ch. Péguy, Il portico del mistero della seconda virtù, in Id., I misteri, Jaca Book, Milano 20075, p. 165.

   

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