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Fonte gesumisericordioso.com

A cura del Dott. Franco ADESSA

Questa breve sintesi è tratta dal Dossier:
“Comunione sulla mano? NO! È Sacrilegio!”,
scritto dal Sacerdote e Dott. Luigi Villa (64 pagine - Euro 3,00) e acquistabile presso:
Editrice Civiltà e Operaie di Maria Immacolata,
Via Galileo Galilei 121 - 25123 Brescia - Tel. 030 - 37.00.00.3


IL “SACRILEGIO” DELLA “COMUNIONE SULLA MANO”

Nel dare e nel ricevere la Santa Comunione, spesse volte, dall’Ostia, si staccano dei Frammenti, che cadono e vanno dispersi per terra, venendo, poi, calpestati o spazzati via e, pertanto, inevitabilmente profanati!
E poiché non si tratta di disgrazia, bensì di un atto che è causato volutamente, in quanto è ben conosciuto e previsto, QUESTO DIVENTA UN VERO E PROPRIO “SACRILEGIO”!


LA TRADIZIONE APOSTOLICA

Molto Clero va raccontando che, nei primi Dieci Secoli della Chiesa, la Regola era di Comunicare i fedeli in piedi e dando loro il Pane Consacrato sulla mano, senza alcuna previa adorazione, né genuflessione.
La “Verità Storica” è ben diversa!
Cessate le persecuzioni e le emergenze della mancanza di Luoghi di Culto e di Materiale Liturgico, che imponevano la somministrazione della Comunione non in Chiesa, ecco nascere le “Case di Dio”, l’Altare e l’attenzione a non disperdere i Frammenti Eucaristici.

S. Ippolito (II-III Sec.) scrisse:
“Stia attento, ciascuno, che qualche Frammento non abbia a cadere e perdersi, perché è il Corpo di Cristo ...”.

San Cirillo di Gerusalemme (315-386 d.C.) scrisse:
“Nessuna Particella vada perduta ... e non dovresti tu essere molto più cauto e diligente perché di quel Pane (Consacrato) non si perda neppure una briciola, molto più preziosa dell’oro e delle gemme?”.

Similmente, hanno scritto:
Origene (185-254 d.C.) - San Dionigio d’Alessandria (†264 d.C.) - San Efrem (306-375 d.C.) - San Damaso I (Papa dal 366 al 384 d.C.) - il Concilio di Saragozza - San Cirillo di Gerusalemme (315-386 d.C.) - lo Storico Eusebio - il Concilio di Toledo - San Girolamo (345-420 d.C.) - Sant’Innocenzo I (Papa dal 401 al 417 d.C.) – e così via dicendo.

Anche ai tempi di San Leone I (440-461 d.C.) - si praticava il Rito della “Comunione sulla lingua” e quest’uso di deporre il “Pane Consacrato” in bocca è ricordato fin dal Secolo V.

Il Concilio di Rouen (verso il 650 d.C.) impose la recezione dell’Eucarestia unicamente in bocca.
Pure il Concilio di Costantinopoli (692 d.C.) interdirà ai fedeli di ricevere l’Eucarestia sulla mano.

Nel Sinodo di Rouen (875 d.C.) - si ordinò che il Celebrante deponesse l’Eucarestia solo sulla lingua.

Nel 1200, San Tommaso d’Aquino giustificava la prassi, ormai universale, di dare la Comunione in bocca, scrivendo che “l’unico Ministro Ordinario dell’Eucarestia è il Sacerdote”.

Il Concilio di Trento, infine, confermò tutto, dicendo che il costume di dare la “Comunione in bocca” risale alla “Tradizione Apostolica”.

Da questa pur rapida sintesi storica possiamo riaffermare che l’attuale “Nuova Disciplina” è certamente contro la Tradizione Apostolica, contro il modo tradizionale di comunicarsi, contro la “Disciplina Antica”!

Furono solo gli Ariani, infatti, a comunicarsi con la mano e stando in piedi!
Ma costoro negavano la Divinità di Gesù Cristo e, nell’Eucarestia, non vedevano che un semplice simbolo di unione e, quindi, un simbolo da prendersi e manipolarsi a piacimento!


IL PENSIERO DELLA CHIESA


Nel Documento “Istruzione della CEI” del 19 Luglio 1989 (nn. 1-12), viene bene riassunta la Dottrina Eucaristica, insegnata da sempre nella Chiesa:

1. Il carattere sacrificale della Santa Messa;
2. La Reale Presenza di Cristo sotto le Specie Sacramentali;
3. Il dovere dello Stato di Grazia per riceverLa degnamente;
4. Il digiuno.

Moltissimi Vescovi volevano che si conservasse la prassi della “Comunione in bocca” e la vera “mens” della Santa Sede è quella di sempre, legata, cioè, “all’Antica Consuetudine”, per cui la “Nuova Disposizione” non è partita dalla Santa Sede, ma da un Episcopato Progressista!

I fedeli, perciò, sono liberissimi di “pretendere” che il Sacerdote dia loro la Comunione sulla lingua, (vedere e leggere la Redemptionis Sacramentum), opponendo, magari, anche un fermo rifiuto al Sacerdote che non lo volesse!

Qui, è opportuno ricapitolare:

1. La “concessione” di dare la “Comunione sulla mano” non è stata né raccomandata dalla Santa Sede e neppure giustificata, per cui non comporta alcun dovere per alcuno, perché, concedendo questa “possibilità”, la Santa Sede non ha conferito ai fedeli alcun diritto, nel senso giuridico del termine, né alcun dovere di farlo da parte del Sacerdote!

Anzi!

2. È una “concessione” che ha ridotto il senso della grandezza di Dio, avvilendola al livello di funzione nutritiva.
L’elemento sensibile, infatti, prevale, ora, sul Mistero della “Presenza Reale”.
Gesù Eucaristico viene preso in mano, ormai, come un oggetto, come una “cosa” che viene messa su di una mano che tocca tutto, anche le cose più ripugnanti!

3. La dispersione immancabile dei “Frammenti” costituisce la più grave e dogmatica difficoltà per un Sacerdote che veramente crede alla “Presenza Reale” di Cristo, per cui, di conseguenza, deve sentirsi obbligato, in coscienza, a non distribuire la “Comunione sulla mano”, essendo un atto “formalmente sacrilego”, dopo la definizione del Concilio “de fide” di Trento sulla “Presenza Reale” anche nei Frammenti dell’Ostia.

Un VERO Sacerdote non può non rendersi conto che la “nuova prassi di dare la Comunione sulla mano” produce, inevitabilmente, un affievolirsi della riverenza verso il Santissimo Sacramento, facilita la sua profanazione e discioglie la stessa Dottrina che lo riguarda.


CIÒ CHE PIACE A LUCIFERO!

“La Particola alla mano”, così posso calpestare il vostro Dio, quel Dio che io ho ucciso; e posso celebrare le mie “Messe Nere” con i miei Sacerdoti che ho strappato a Lui ...”.

(Parole tratte da alcuni esorcismi fatti da Padre Pellegrino ERNETTI, con alcuni collaboratori e registrate su nastro magnetico. - Cfr. “La catechesi di Satana”, Ed. Il Segno, p. 156).


CONCLUSIONE


La nuova prassi di dare la “Comunione sulla mano” è in contrasto con la Tradizione Cattolica.
Purtroppo, se ci fu l’apertura verso il Nuovo Rito, questa “fu dovuta ad una catena di atti di disubbidienza e violazioni di Diritto, nonché all’esercizio di forti pressioni” - per cui, Paolo VI cedette - anche se ebbe il coraggio di affermare che fu un “inizio abusivo”!
Con tale “permesso”, fu messo in crisi lo stesso Magistero autentico della Chiesa, la quale, nel Concilio di Trento, aveva definito la “Transustanziazione” e imposto la Devozione e l’Adorazione anche dei “Frammenti” del “Pane Consacrato”.

Pertanto:

1 - Il Sacerdote non può obbligare i fedeli a ricevere l’Eucarestia sulla mano. Commetterebbe un atto di violenza e di disubbidienza alla Chiesa, la quale permette, ma non comanda, di usare il “Nuovo Rito”!
(Cfr. Redemptionis Sacramentum).

2 - Nessun Vescovo può obbligare i suoi Sacerdoti a dare la Comunione con il “Rito Nuovo”, contrario alla “Consuetudine Antica”.

E l’ubbidienza al Vescovo?


Si risponde:

Non sempre è “ubbidienza” l’esecuzione materiale di un ordine; come non sempre è disubbidienza” il rifiuto di eseguire, materialmente, un ordine.
Dipende dalla legittimità che esso contiene o no.
Tra le ragioni che rendono illegittimo un ordine, c’è quella che esso sia contrastante ed incompatibile con la Legge di Dio e da ciò che ne deriva.

Ad esempio:

La Legge di Dio non vieta esplicitamente l’aborto, ma vieta espressamente l’omicidio:
e poiché non è possibile abortire senza uccidere, l’Aborto è vietato dalla Legge di Dio!
Quindi, chi ordina di abortire, dà un ordine illegittimo, perché contro la Legge di Dio.
Ora, questo vale anche – e molto di più - per il delitto di chi profana le Sacre Specie, come lo si fa certamente con la “Comunione sulla mano”.

Anche qui, il ragionamento è identico:

La Legge di Dio non vieta esplicitamente la “Comunione sulla mano”, ma vieta, però, la profanazione delle Sacre Specie.
E poiché non è possibile dare la “Comunione sulla mano” senza causare, prima o poi, la dispersione dei “Frammenti Eucaristici” e, quindi, causare la profanazione delle Sacre Specie, ne risulta che la “Comunione sulla mano” è vietata dalla Legge di Dio!

E come può un Superiore comandare quello che Dio non vuole?
Un tale ordine umano, in contrasto con un Ordine Divino, non può e non deve essere eseguito, perché bisogna “ubbidire a Dio prima che agli uomini!” (Atti degli Apostoli 5,29; 4,19).

 

   

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