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Fonte http://www.lanuovabq.it/it 05/10/2019

Autore Costanza Signorelli

Un'incredibile esperienza di premorte, poi l'incontro faccia a faccia con quella Luce che cambierà la sua esistenza per sempre. Suor Gloria Riva, fondatrice della comunità delle Monache dell'Adorazione Eucaristica, ci racconta come il Santissimo sia il centro della loro vita contemplativa e, allo stesso tempo, sia l'origine della loro opera missionaria nel mondo. Perché «l'Adorazione non è una devozione, ma è un rapporto profondo con Colui che si adora: Gesù Cristo realmente presente nell'Eucaristia». In attesa del suo incontro alla Giornata della Bussola, l'abbiamo intervistata.

GIORNATA DELLA BUSSOLA, ECCO CHI CI OSPITERA' (VIDEO)

 

MONACHE ADORAZIONE EUCARISTICA

Un terribile incidente a vent’anni, la morte che si palesa davanti agli occhi e poi: l’irrompere della Grazia e il ritorno alla vita. «Dentro all’oscurità, improvvisamente vidi una luce che mi veniva incontro. E fui invasa dalla certezza di essere alla Presenza di Dio». Quella stessa Luce che, tempo dopo, le si ripresentò su di un altare, ove era esposto, all’adorazione dei fedeli, il Santissimo Sacramento: «Non avevo alcuna cognizione teologica in quel momento, ma subito capii di essere di fronte a una breccia aperta sull’Eternità».

Questo fu solo l’inizio di una vita straordinaria: suor Gloria Riva oggi è la madre superiora di una comunità di Monache dell'Adorazione Eucaristica. Una comunità tutta speciale, soprattutto perché, con grande forza, manifesta la natura missionaria che soggiace ad ogni vocazione monastica.

Dal momento dell’incidente ad oggi, per suor Gloria sono passati: i voti perpetui, 35 anni al cospetto del Santissimo e la fondazione di due monasteri, Pietrarubbia (PU) e San Marino. Eppure, il seme gettato da Dio nel cuore di quella giovane ragazzina, portava già dentro l’essenziale: «Tutti i miei studi e le mie conoscenze successive non hanno fatto che confermare e approfondire quell’intuizione iniziale: l'Eucaristia è davvero un'iniezione di Eternità e chi se ne allontana perde il desiderio del Paradiso».

Suor Gloria, nella vostra comunità vi definite monache claustrali e missionarie. Qualcuno potrebbe dirle che è un controsenso…

Nessun controsenso, è esattamente il contrario. Il nostro carisma nasce dall’intuizione geniale che ebbe la nostra fondatrice, la Beata Maria Maddalena dell’Incarnazione.

Quale intuizione?

Lei capì questo: se l'Adorazione Eucaristica è la possibilità di gettare uno sguardo verso il Paradiso, allora essa è anche la possibilità di cambiare lo sguardo sul mondo e su tutta la realtà quotidiana. Da qui, le divenne chiara la necessità di non tenere questo grandissimo tesoro chiuso tra le mura di un monastero, ma di viverlo per regalarlo a tutti, anche ai laici.

Come?

Iniziò a fondare dei monasteri nei centri cittadini, le cui chiese, accessibili ai fedeli, avessero sempre esposto il Santissimo Sacramento. Dal canto loro le monache, pur essendo claustrali, dovevano essere visibili e udibili da tutti. Così: l’esposizione perpetua dell’Eucaristia e la continua presenza orante delle suore, aveva lo scopo di educare le persone a stare dinnanzi all’Eucaristia.

Educare a cosa principalmente?

La preghiera di Adorazione non è un talismano e, in realtà, non è nemmeno una devozione. Adorare l’Eucaristia è un incontro, è entrare in un profondissimo rapporto d’amore.

Ci può dire qualcosa di questo rapporto?

Davanti al Santissimo, noi siamo davanti ad una Presenza, non ad un pezzo di pane, noi siamo davanti al Signore Gesù, perciò l'Adorazione è la cosa più importante della vita, con tutto il peso specifico e teologico che essa porta in sé. Quando assistiamo alla Santa Messa, noi non celebriamo un rito, ma siamo misteriosamente introdotti in quell'unico e medesimo Calvario e Sacrificio di Cristo. Ed essendo l'Adorazione Eucaristica null'altro che il prolungamento della Santa Messa, noi adorando, entriamo profondamente in questo Mistero.

Fu questo rapporto che la conquistò…

Ma vede, oggi c'è la tendenza ad andare in chiesa solo per essere esauditi nelle proprie richieste, con l'alto rischio che poi, quando le cose non vanno secondo i propri desideri, si entra in crisi profonda o addirittura si perde la fede. Se però si inizia a sperimentare che la fede è un rapporto di amore con una Presenza, tutto cambia. L'Adorazione Eucaristica educa esattamente a questo rapporto, cioè al rapporto con Colui che si adora.

E cosa genera questo rapporto in noi? 

Si dice che l'Eucaristia cristifica, ovvero ci rende sempre più familiari a Cristo, tanto che con l'Eucaristia si può parlare proprio di una satificazione in atto e continua. Ricevere l'Eucaristia significa entrare sempre più nella vita di Cristo, nel pensiero di Cristo, nelle cose di Cristo e quindi rinsaldare il vincolo che già ci è stato donato con il Battesimo. L'Adorazione è la possibilità che la grazia santificante presente nella celebrazione eucaristica perduri nel tempo e ci investa continuamente, è una quotidiana iniezione di santità. 

Se si dà un occhio alla vostra pagina Facebook si vedono opere d’arte, sculture, arpe, cetre e persino coloratissimi giardini in fiore… cosa c'entra tutto questo con l’Eucaristia?

Se un tempo bastava esporre il Santissimo affinché le chiese si riempissero - basti ricordare le file per le Sante quaranta ore nelle parrocchie - mano a mano la coscienza dei fedeli ha iniziato a diminuire, sino ad arrivare ad oggi che di fronte all’Eucaristia molti non sanno nemmeno di cosa si tratti. Perciò, lungo il periodo della mia formazione (tra gli anni '80 e il 2000), ebbi l’incarico dalla madre superiora di curarmi dell’educazione dei laici all’Adorazione. Questa educazione iniziava, prima di tutto, con l’attirare le persone verso questa forma di preghiera che nemmeno più si conosceva.

Dunque iniziò ad utilizzare l’arte per portare le persone ai piedi del Santissimo?

Esattamente. Iniziai a mettere la bellezza al servizio del Bellissimo. Trovai tra gli scritti di madre Maria Maddalena, nel prefazio di Natale, questa frase: "Dalla bellezza delle cose visibili, siamo condotti alla bellezza dell'invisibile". E poiché, grazie ai miei studi, ero appasionata di arte, capii allora che potevo mettere la stessa arte al servizio di Gesù Eucaristia. Così, attraverso l’iconografia, iniziai a raccontare come la bellezza del Santissimo Sacramento fosse presente nella Chiesa, dall'anno zero sino ai giorni nostri. Dall’arte iconografica poi, si passò alla musica e via via sino ad oggi che, nel nostro monastero, con l’orto e il giardino, abbiamo iniziato a coltivare anche la bellezza della natura, dei cui frutti ci serviamo per nutrirci e per vivere.

Davvero adorare l’Eucaristia sembra generare un nuovo sguardo e quindi un rapporto assai più bello con la realtà…

Sì e anche di più: tutto nasce ai piedi del Santissimo. In fondo, l’Adorazione Eucaristica è il prolungamento della Santa Messa e, guardando l’Eucaristia, noi possiamo iniziare a vedere il Paradiso quaggiù. Allora, a chi ci obietta che l’Eucaristia in Cielo finirà, noi rispondiamo invece che l’Adorazione durerà in eterno perché è il modo in cui i Beati stanno davanti a Gesù "senza veli" nel Regno di Dio.

ATTENZIONE: Suor Gloria Riva sarà presente alla Giornata della Bussola, domenica 6 ottobre (qui tutte le informazioni), per l'incontro dal titolo: "Eucaristia, dono di Dio per il mondo".

   

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