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Fonte radiospada.org 17/08/2018

Conferenze di padre Ludovic Marie Barrielle trascritte dal magnetofono (volutamente conservato lo stile parlato), Ecône, 11 febbraio 1981, Festa della Madonna di Lourdes. Padre Barrielle, che fu figlio spirituale di padre Vallet (celebre riformatore degli esercizi spirituali nella formula dei “5 giorni”), raggiunse Mons. Lefebvre e trasmise efficacemente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X questo prezioso tesoro. Grassettature nostre. [RS]

Regole per il discernimento degli spiriti della prima settimana

(Regole elementari per tutti: peccatori, principianti o esperti nella vita interiore)

Militia est vita hominis super terram, «una milizia è la vita dell’uomo sulla terra» (Gb 7, 1). Bisogna rendersi conto che per tutta la vita c’è da lottare. In questi combattimenti per difendere l’anima dagli attacchi del demonio, la difficoltà è che non si vede il nemico (come d’altronde non vediamo gli spiriti celesti inviati da Dio in nostro aiuto).

Ricordiamoci la scena narrata nel secondo libro dei Re: i carri del re di Siria assediavano la città dove si trovava il profeta Eliseo, per catturarlo vivo. Il servitore del profeta, vedendo quell’esercito, esclamò: «Come faremo, Padre?». «Non temere – rispose Eliseo – coloro che stanno con noi sono più numerosi di quelli che stanno con loro». E pregò il Signore. Jaweh aprì gli occhi al servitore, che vide la montagna piena di cavalli e carri di fuoco che proteggevano Eliseo (Cfr. 2 Re 6, 15-17).

Noi dobbiamo combattere nelle stesse condizioni, senza vedere i nemici che ci attaccano, dato che i demoni sono puri spiriti. Il Signore ci ha però affidato ai suoi angeli, che pure non vediamo, ma che sappiamo essere più numerosi e più potenti.

San Paolo, nell’ultimo capitolo della lettera agli Efesini, scriveva: «Rivestitevi dell’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo: perché non dobbiamo combattere contro forze puramente umane, ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria. Rivestitevi dunque dell’armatura di Dio per poter resistere nel giorno maligno».

Il demonio fa di tutto perché non si creda e non si pensi a lui. Solo così può agire indisturbato. Ecco la ragione di tutti i tentativi di negare l’esistenza degli angeli, che capita di sentir ripetere perfino nelle sacrestie; se non esistono gli angeli, non possono esistere nemmeno i demoni. E tuttavia, dal primo all’ultimo capitolo della Bibbia, si parla sia di angeli buoni, che di angeli cattivi. Non è però sufficiente credere che ci siano angeli e demoni; dobbiamo farcene una ragione. Un proverbio spagnolo dice: «Quando qualcuno bussa alla porta, non bisogna limitarsi a sentir bussare, ma sapere anche chi bussa».

Molti non si rendono conto dello spirito che li influenza.

– Padre, sono giù di corda!

– Nossignore, non sei giù di corda, è una cosa che non esiste: è il demonio che ti ronza attorno.

– Ma no Padre, lei vede il diavolo dappertutto, è che oggi non c’è il sole; e quando il tempo è grigio io mi sento giù, ecco tutto! Il diavolo non c’entra.

– Esatto! Sappi però che il demonio si servirà di tutto per tentarti. Approfitterà del tempo grigio, come di una indisposizione. E sappi, che se ti senti triste, vuol dire che il demonio ti ronza attorno. Sta in guardia!

Ecco un giovane triste. Non dico che abbia peccato. Dico: «Il demonio gli ronza attorno». Attenzione! Come si fa a saperlo?… Vi sono delle regole, che la Madonna ha dato a sant’Ignazio.

Innanzi tutto distinguere bene ciò che viene da Dio, diciamo dallo Spirito Buono; sia che Dio agisca direttamente, sia tramite un angelo, un predicatore, un buon esempio, ecc. Vi è poi ciò che viene dal demonio, diciamo dallo spirito cattivo; sia che il demonio agisca direttamente, sia tramite i suoi complici, cattivi consigli o esempi, ecc. Infine, vi sono gli atti procedenti dalla nostra intelligenza e dalla nostra volontà; i soli di cui siamo responsabili.

Quanti giovani si turbano perché hanno cattivi pensieri! Il fatto d’avere cattivi pensieri non è un peccato, è il diavolo che fa del cinema, una specie di film che proietta sulle nostre facoltà sensibili: immaginazione, memoria, ecc.

– Ma sono immagini sconce!

– Non siete voi ad essere sconci, bensì il demonio. Se acconsentite e vi compiacete in questi turpi diletti, allora sì che peccate, poiché il consenso viene da voi. Voi ne siete responsabili. Se, al contrario, pregate e fate in modo di cacciare queste tentazioni, non solo non avrete peccato, ma avrete guadagnato dei meriti. Questo viene da voi; il cinema veniva dal demonio.

Una santa religiosa di Barcellona, suor Teresa Rejadell, scriveva a sant’Ignazio, a Roma:

– Padre, ho dei pensieri cattivi!

Sant’Ignazio, che la conosceva bene, le rispondeva:

– lo non mi preoccuperei per i cattivi pensieri che mi invia il demonio e che non accetto, più di quanto non sarei orgoglioso per i buoni pensieri inviatimi dal buon angelo e che non sono miei.

E il santo aggiungeva:

– San Pietro e san Paolo, anch’essi hanno avuto dei cattivi pensieri, ma non hanno peccato.

San Paolo ce lo dice nel capitolo XII della sua seconda lettera ai Corinti: «…mi è stata messa nella carne una spina (stimulus carnis) …tre volte, riguardo a questo, pregai il Signore perché la allontanasse da me … ». E Dio sa se il Sacro Cuore amava san Paolo! Cosa gli ha risposto? «Ti basta la mia grazia perché la mia potenza trionfa nella debolezza». Allora se san Pietro e san Paolo hanno avuto cattivi pensieri, anche noi possiamo averne. Il tutto sta nel sapersi ben comportare nelle tentazioni. Questo è il fine delle regole per il discernimento degli spiriti.

313- REGOLE PER SENTIRE E CONOSCERE IN QUALCHE MODO (si dovrà dunque fare attenzione alle sfumature), I VARI MOVIMENTI CHE SI PRODUCONO NELL’ ANIMA (ad esempio: desidero partire in missione, cambiare le mie decisioni, ecc. Attenzione prima di agire! Si tratta di Dio o del demonio?):

SIA A CAUSA DELLO SPIRITO BUONO E ALLORA PER ACCETTARLI (se si è certi che vengono da Dio, non bisognerà esitare. La difficoltà sarà nell’essere ben sicuri che vengono da Dio),

SIA A CAUSA DI QUELLO CATTIVO E ALLORA PER RESPINGERLI.

Ecco una regola generale capitale. Appena si sa che qualcosa viene dal demonio, bisogna respingerla senza discutere. Il mio superiore al noviziato, padre Terradas, diceva: «Non si gioca con il demonio». Chiamava «giocare con il demonio» il fatto di accarezzare un pensiero che si sa non essere buono e perciò del demonio, contando sulla ferma volontà, nella quale ci si trova, di non acconsentire; con questa convinzione ci si permette di girarlo e rigirarlo, di vedere ciò che v’è di buono o di gradevole, ben decisi a non acconsentire. Guai a colui che accetta il dialogo con il demonio, molto più astuto di noi. Eva è stata soggiogata perché giocò con il demonio. Dopo aver detto che Dio l’aveva proibito, il demonio prosegui con nuove argomentazioni. Invece di tagliar corto lei cominciò a discutere:

– Se ne mangiamo, moriremo.

– No, non morirete, ma sarete come dei, conoscitori del Bene e del Male!

Discusse, e il demonio finì per farla soccombere. Ecco un uomo sposato:

– No Padre, stia tranquillo, amo troppo mia moglie. Così è solo per divertirmi… è un sogno… solo un sogno… Se lasciassi mia moglie sarebbe grossa!… No, no Padre, è solo per ridere! Si rassicuri.

– Caro amico, lei gioca con il demonio. Anche se ciò non dovesse mai capitare, (ma si sono viste cose impossibili) e il demonio riuscisse anche soltanto a provocare in lei un cattivo desiderio, che vittoria per lui! Anche se riuscisse solo a indebolire la sua unione… che sconfitta per lei!

Altro esempio: un novizio, un seminarista… Sogna una bella ragazza, bionda, militante d’azione cattolica… una bella casetta. Avrebbe una numerosa famiglia, molti bambini. Continuerebbe l’apostolato nell’azione cattolica, ecc.

– Attento, stai giocando con il demonio.

– Ma Padre, è una distrazione. Lo sa bene che amo la mia vocazione!

– Caro amico, sono fantasie del demonio. Se accetti di ritornare su questo gradevole sogno, la tua vocazione è già perduta. Non insistere in questo gioco!

San Bernardo ha scritto: Nemo repente fit pessimus. «Nessuno diventa troppo cattivo da un momento all’altro». Si sente parlare, qualche volta, di sacerdoti e di cristiani esemplari, che cadono. Sappiate che non è successo di colpo. Da lungo tempo, giocavano con il demonio.

* * *

Come sapere dunque se quel movimento interiore viene da Dio o dal demonio? Ci sono delle regole. Queste regole non sono uguali, secondo che si tratti di persone che vivono attualmente in peccato o di anime che progrediscono nella virtù.

Prima regola n° 314

314 – Nelle persone che vanno di peccato mortale in peccato mortale, il nemico suole comunemente proporre loro piaceri apparenti, occupando la loro immaginazione con diletti e piaceri sensuali, per meglio ritenerle e immergerle nei loro vizi e peccati; in tali persone lo spirito buono usa un modo contrario, pungendole e rimordendo loro la coscienza con i rimproveri della ragione.

Così, con chi vive in peccato mortale, il cattivo spirito rassicura il peccatore e lo spinge sempre più nel suo peccato. Gli raffigura i più vivi piaceri, dilettazioni sensibili. Gli rappresenta gli oggetti del peccato come la maggiore felicità, perché vi si immerga sempre più con sicurezza e gioia, come qualche cosa di normale, di indispensabile. «Tanto, lo fanno tutti».

Il buon angelo, al contrario, gli invia un dardo, un pungolo che lo urta, che gli impedisce di starsene tranquillo: i rimproveri della ragione. Gli mostra le conseguenze del peccato. Il peccatore è in stato di dannazione. Se in automobile urta un paracarro, rischia di passare dal volante al giudizio di Dio e all’inferno. Ed è chiaro… indiscutibile. Il demonio gli fa rifiutare questi pensieri che hanno convertito tante anime!

Ma no! Non t’inquietare, Iddio è buono! Fanno tutti così. Guardati in giro, solo gli imbecilli si preoccupano. Non vale la pena di par-larne al tuo confessore. Ciò non lo riguarda. Eppoi ti confesserai sul letto di morte. Hai tutto il tempo! Sei giovane…

Avete un amico che si dichiara non credente, non rassicuratelo dicendogli: «Sei in gamba! Sono sicuro che ti salverai! Dai una bella offerta alla festa degli orfanelli, sei intelligente, leale, altruista…», ecc. No! ditegli la verità!

– Con tutta l’intelligenza che Dio ti ha dato, sei il più stupido di tutti. Fai di tutto per dannarti… Ti dici leale? Non sembrerebbe! Se lo fossi veramente andresti di corsa a fare gli Esercizi spirituali… Tu benefattore dell’umanità? Sei uno scandalo pubblico! I bambini perdono la fede solo a guardarti; preparati a renderne conto a Dio, che ti ha riempito di doni e di cui ne dovrai dar conto…

Chi dunque rassicura il peccatore nel suo peccato, fa il gioco del demonio. Ho conosciuto persone che sono state salvate perché hanno inciampato in un confessore che ha detto loro: «Se do l’assoluzione a lei, che non è deciso a troncare definitivamente con il peccato (onanismo, aborto, ecc.), compiamo entrambi un sacrilegio… si converta dunque». – Se muoio, vado all’inferno?

– Certo, se resta in questo stato.

– Allora, Padre, ritornerò.

La persona in questione si è ravveduta ed ha potuto comunicarsi non nel giorno di Pasqua, ma nell’occasione della Pentecoste. Aveva quattro figli, ora ne ha undici. Era stato salvato da un confessore che favoriva il gioco dell’angelo buono.

Ho conosciuto una parrocchia convertita dal parroco che aveva annunciato, all’inizio della quaresima, che tutti coloro che fossero mancati alla Messa domenicale si sarebbero visti rifiutare l’assoluzione a Pasqua. Era un villaggio molto cristiano, o meglio che si spacciava per tale, ove tutti gli uomini facevano la Pasqua, ma andavano a Messa non più di quattro volte all’anno. Dopo l’avviso dal pulpito niente cambiò; ma il giorno di Pasqua nessun uomo poté comunicarsi. Immaginatevi lo scalpore suscitato nel villaggio! Ma… la metà venne poi a comunicarsi per Pentecoste, non essendo più mancati alla Messa, e così continuarono per il futuro. Altri, in buon numero, ritornarono a poco a poco in occasione di missioni o di malattie, è il demonio che rassicura il peccatore nel peccato! Attenzione!

L’angelo buono dà rimorsi di coscienza. Dice esattamente come stanno le cose. Se volete convertire qualcuno, non dategli delle ragioni da pochi soldi, ad esempio: «Vai a fare gli Esercizi a…, che lì si mangia bene». Ditegli: «Se tu morissi in questo istante, saresti in condizione di apparire davanti a Dio? Vai dunque a fare un buon ritiro, sciagurato! Ti è indispensabile e molto urgente!».

Padre Roothan dice che questa prima regola vale anche per quelli che, senza essere in stato di peccato mortale, si intiepidiscono sempre di più. Ad esempio, quei cristiani, quei religiosi ben decisi a non correggersi dai loro peccati veniali! Il demonio li rassicura nella tiepidezza, molto pericolosa per la salute dell’ anima. Il buon angelo invia loro gravi avvertimenti. Guai, se non ne approfittano! In questo modo, il rilassamento si introduce in molti conventi e in molte famiglie cristiane.

Seconda regola n° 315

Come agisce lo spirito cattivo? E come si comporta invece lo spirito buono con quelli che lavorano coraggiosamente a correggersi dai loro peccati?

I demoni, come gli angeli buoni, sono puri spiriti, non si vedono. Ma il Buon Dio non ha voluto che i demoni, nostri nemici, possano attaccarci senza che noi avessimo una specie di radar per individuarli. Da qui l’importanza degli esami di coscienza. Vigilate et orate ha detto e ripetuto Gesù nel Vangelo: «Vegliate e pregate». Guai al cristiano che non sta in guardia! Il demonio trafficherà nella sua anima come gli piacerà; l’uomo non se ne renderà conto se non si mantiere all’erta. Perciò non basta vegliare. Da quale segno posso capire di trovarmi di fronte allo spirito buono o cattivo?

Sant’Ignazio ci indica sei segni per riconoscere lo spirito cattivo quando cerca di sorprendere coloro che vanno di bene in meglio,

315 – Nelle persone che lavorano coraggiosamente a purificarsi dei loro peccati, e crescono di bene in meglio nel servizio di Dio nostro Signore, avviene il contrario di quello che s’è detto nella prima regola, perché allora è proprio del cattivo spirito di causare in loro della tristezza e dei tormenti di coscienza, di alzare ostacoli, di inquietare con false ragioni, alfine d’arrestare i loro progressi nel cammino della virtù

Disponiamo dunque di sei caratteristiche, quasi sei odori che tradiscono lo spirito cattivo:

1. La tristezza

«Un santo triste è un triste santo» diceva san Francesco di Sales. Il demonio è l’eternamente triste… Non può sbarazzarsi della sua tristezza. Dal momento in cui si avvicina, vi comunica la sua tristezza senza volerlo, è talmente forte che, nelle regole per il discernimento degli spiriti della seconda settimana, quando il demonio si sforzerà di tentare un’anima fervente, sotto l’apparenza del bene, uno dei segni per riconoscerlo sarà proprio questa tristezza di cui ci si sente pervadere. Un tale era uscito contento dal confessionale, poi ad un tratto si senti triste. Riconoscete colui che lo avvicina con la sua tristezza! Ecco un giovane triste. Io non dico che ha peccato, ma so che il demonio gli gironzola attorno. Attenzione a queste fantasie melanconiche! Ora si sa il perché… il demonio non è lontano!

2. Tormenti di coscienza

Padre Louis Lallemant, il celebre gesuita, diceva: «Ogni proposizione condizionale che turba, viene dal demonio». (Proposizione che comincia con un «se» o un condizionale: «chissà se? Chissà se mi sono confessato bene?… se ho la vocazione?… se potrò perseverare?, ecc»). Un sabato sera arriva vostra moglie:

– Chissà Francesco, se mi sono confessata bene! Chissà se domani potrò fare la comunione?

– Perché? Hai forse tenuto nascosto di proposito un peccato mortale? (E sapete bene che per niente al mondo vorrebbe commettere un peccato, anche veniale).

– Oh no! Ma il sagrestano faceva rumore, i bambini facevano baccano, il curato ha starnutito, io mi sono confusa. Chissà se mi sono ben confessata!

Rispondetele:

– Rassicurati, ti sei ben confessata; puoi comunicarti.

– Come puoi saperlo?

– Seconda regola! è il demonio che ti imbroglia e il demonio è un bugiardo! Se avessi fatto una confessione sacrilega, il demonio ti rassicurerebbe, mentre il buon angelo ti direbbe perché e in che cosa avresti fatto una confessione sacrilega. Perciò stai tranquilla.

Ecco un seminarista che si chiede: «Chissà se ho proprio la vocazione?». Questo pensiero, così com’è, viene dal demonio. Il buon angelo gli direbbe perché e tutto sarebbe chiaro.

3. Gli ostacoli

Il demonio eccelle nel far apparire la pratica delle virtù come troppo difficile, e nell’ingrandire tutte le difficoltà. In quanti sono, purtroppo, a credere che una vita veramente cristiana sia impossibile, che ci siano difficoltà insormontabili per operare la propria salvezza, per praticare la castità secondo il proprio stato, per vivere cristianamente nel matrimonio!

Pensate al «panico» di non essere come gli altri, che ha spinto tanti cristiani a disonorarsi con le mode impudiche; pensate al «panico del figlio» che ha spinto molte donne, che si ritengono cattoliche, a commettere infanticidi – crimine che grida vendetta al cospetto di Dio! – a privarsi di quel tesoro eterno, di quella, gioia innegabile per una famiglia rappresentata da un bambino in più, e che allo stesso tempo, si sa, è la salute e la gioia della donna! Il demonio ingigantisce le difficoltà e nasconde tutto quanto facilita la vita cristiana: fuggire le occasioni, la preghiera, i sacramenti, le intense gioie di una famiglia cristiana, le gioie eterne, ecc. Tutto questo sembra irraggiungibile!

4. II turbamento

«Ogni turbamento viene dal demonio» diceva san Giovanni Berchmans, anche l’esuberanza e l’emotività sono mezzi di cui si serve. A volte, in famiglia c’è elettricità nell’aria. La moglie si innervosisce, i bambini sono scatenati, il marito prenderebbe tutti a sberle. Attenzione: c’è il demonio! In queste occasioni vince sempre… Si dicono e si commettono stupidaggini, peccati più o meno gravi, più o meno numerosi. Vigilate! Pregate! Diremo più avanti cosa fare quando i demoni sono presenti. Occorre mettere in guardia anche i bambini contro certe dissipazioni o sentimenti di collera e di orgoglio di cui il demonio si serve…

5. I ragionamenti falsi…

sono un immancabile segno del demonio. Dobbiamo diffidare di certe teorie false, di certi slogans che fanno commettere peccati in gran numero, e spesso contro la fede, la giustizia e la carità. Ad esempio:

– Quando saranno grandi, sceglieranno la loro religione.

– Scusate, come sapete se vivranno? Non hanno forse il diritto, fin d’ora, di sapere che hanno un Padre nel cielo?… che hanno un destino eterno? Non hanno già un piccolo cuore capace di praticare la virtù?… di amare il Buon Dio?

Non è un atto di giustizia, ma la più orribile e criminale delle ingiustizie. Ragionamenti falsi!

Ancora: «Padre, ne avremo uno solo, così lo educheremo meglio!». State tranquilli, non si tira su meglio un figlio di dodici. Da parte mia, tutti gli scappellotti ricevuti, non li ho presi da mio padre e da mia madre; i fratelli e le sorelle servono molto all’educazione!

Ancora: «Non sono stato io a chiedere a Dio di venire al mondo…», oppure l’altro ritornello: «Non sono stato io a chiedere ai genitori di mettermi al mondo». Oltre che stupidità, è anche insopportabile orgoglio. «Mi dica, signore, quando dovevano chiedere il permesso di darle l’essere? Prima del concepimento?… quando era ancora nel seno di sua madre?… oppure quando si succhiava il pollice?… o già maggiorenne?».

In questi due casi vi è una grave bestemmia contro Dio, Padre di ogni bene. La vita è un bene. Il vostro destino eterno è un bene al di sopra di ogni bene. Tutti i mezzi che Dio ha preparato da tutta l’eternità per la vostra salvezza! I vostri genitori, allo stesso modo, non hanno fatto altro che seguire il piano di Dio… E quelli che pongono queste stupide domande così orgogliosamente, non utilizzano forse tutti questi doni di Dio? E senza nemmeno dirgli grazie. Ita ut sint inexcusabiles! scriveva san Paolo ai Romani, parlando di chi non vuol ringraziare il Buon Dio, ma tuttavia se ne approfitta dal caffè del mattino, fino alla sera. Respirano l’aria del Buon Dio, bevono il latte del Buon Dio, il vino del Buon Dio, l’acqua del Buon Dio, mangiano il pane del Buon Dio, fumano le sigarette del Buon Dio, ecc.

6. Lo scoraggiamento

Ogni scoraggiamento viene dal demonio. Avete cominciato bene… poi, improvvisamente, manca il coraggio: il demonio si è fatto vivo. E il buon angelo? Il buon angelo, lui, dà coraggio, pace, gioia, rende tutto facile!

Ricordate la tentazione di sant’Agostino. Aveva 32 anni e non era ancora battezzato. Dopo una vita molto corrotta, era diventato manicheo; ma aveva una santa mamma che da 32 anni pregava per lui. L’aveva seguito a Milano, dove era stato nominato dall’imperatore direttore del liceo imperiale. Fu lei a metterlo in contatto con sant’Ambrogio, che non ebbe difficoltà a dimostrare al giovane direttore di liceo, molto intelligente e che amava ascoltarlo, la necessità di diventare cristiano se voleva salvarsi; avrebbe dovuto abbandonare la vita dissipata e farsi battezzare. Divenne catecumeno e avrebbe ricevuto il batte-simo a Pasqua.

Credete che tutto si svolse come previsto? Sant’Agostino nelle sue «Confessioni», racconta come andarono le cose: era nel giardino quando, ad un tratto, si rattristò. «Non sarai matto?! Hai riflettuto abbastanza?… sei sincero? … ». Versava lacrime tanto grosse da vedersi costretto a passeggiare per respirare. «è impossibile!». Tutte le passate relazioni gli tornavano alla mente: «Agostino, come puoi lasciarci? Caro Agostino… è impossibile! ». Fu così forte che stava per rinunciare al battesimo; voleva inviare uno scritto all’arcivescovo: «Monsignore, non sono pronto, ho sopravvalutato le mie forze!». Che peccato! Ma il buon angelo non abbandona i suoi.

Mentre questi pensieri gli si affollano nella mente, ha un’idea: Quod isti et istae, cur non ego?. «Dopo tutto, ciò che fanno questi cristiani, perché non potrei farlo anch’io? Ebbene! Anch’io fuggirò le cattive occasioni, pregherò, se cadrò andrò a confessarmi, mi comunicherò; che fortuna!». Questo pensiero lo riempie di pace e di gioia: «Per Pasqua sarò come mia madre!».

Notate bene, nella prima parte, i sei segni del demonio: tristezza, tormenti di coscienza, ostacoli, turbamento, falsi ragionamenti, scoraggiamento. Nella seconda, invece, la pace e la gioia. Non è stato per caso, né grazie a sé stesso, che sant’Agostino ha conservato la sua decisione: è intervenuto lo spirito buono.

315 – (seguito) … al contrario è proprio dello spirito buono dare loro del coraggio e delle forze, consolazioni e lacrime, buone ispirazioni e pace, facilitando e allontanando ogni ostacolo, affinché esse procedano sempre più nel bene.

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