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Fonte riscossacristiana.it 04/10/2017

Autore Paolo Deotto

 

“Esplosione di follia”, oppure “Lo sparatore era un uomo molto malato”. E così via. Spiegare una strage con la malattia mentale del colpevole è sempre molto tranquillizzante, sia perché c’è un bisogno naturale di “spiegare” le cose apparentemente incomprensibili, sia perché si può poi fare una tranquillizzante considerazione: “Noi, che siamo ‘sani’, non commetteremo mai questi crimini”.

Di recente c’è anche una nuova parolina tranquillizzante: “radicalizzato”. Come strazio dell’italiano non è male; comunque il “radicalizzato” dovrebbe essere colui che, o per lavaggio del cervello, o per sua propria iniziativa, ha abbracciato le dottrine più radicali islamiche e di conseguenza ha pensato bene di fare una bella strage di occidentali. La parolina è tranquillizzante; infatti da un lato, di fatto, ribadisce che c’è qualcosa di patologico nel cervello dell’assassino e d’altro lato rende anche un omaggio all’islam (il che non fa mai male), scordandosi che l’islam o è radicalizzato o non è islam.

Ergo, lo sparatore di Las Vegas cos’era? Radicalizzato o psicopatico?

E se invece Stephen Paddock fosse il normalissimo prodotto di una società che si è, da troppo tempo, votata al male?

Non è mai elegante fare autocitazioni, ma in questo caso mi permetto di ricordare un articoletto che pubblicai mesi fa, I micidiali esiti della confidenza con il male . Trattando del romanzo di Robert Louis Stevenson, “Lo strano caso del dott. Jekyll e del signor Hyde”, avevo scritto: “La quotidiana confidenza con il male, fino a chiamarlo “bene”. L’assenza della speranza, perché ormai la speranza è tutta confinata nei pochi beni materiali che possiamo godere nel nostro breve passaggio nel mondo. La cancellazione dalla memoria dell’origine del Bene e del Male e della Redenzione. L’autodistruzione come esito finale. La tragica vicenda del dottor Henry Jekyll sembra, più che una storia inventata dalla geniale fantasia di Stevenson, la fotografia della società in cui viviamo”.

Oggi, di fronte alla strage di Las Vegas, mi sento di fare le stesse considerazioni.

Perché stupirsi tanto di fronte a quell’orribile fatto?

Ripetiamo cose già dette mille volte, ma, si sa, repetita iuvant… o almeno, si spera

Restiamo solo alla nostra Italia: ogni giorno, con silenziosa e instancabile efficienza, nei nostri ospedali vengono soppressi, a spese della pubblica Sanità, circa 300 bambini. Trecento, circa sei volte la strage di Las Vegas. E ogni giorno. Fate un po’ i conti di un anno e potrete concludere che Stephen Paddock è stato solo un dilettante allo sbaraglio.

Certo, i feti fatti a pezzi dai ferri chirurgici o in altri modi massacrati non urlano, non corrono per le strade in cerca di scampo; non c’è un bel filmato con l’agghiacciante sonoro del crepitio di un mitragliatore. Ma sono trecento esseri umani che ogni giorno lo Stato, in base alla legge, sopprime, su richiesta di madri sciagurate e /o sventurate. Gratis. Perbacco, e un “diritto”!

Ma, ed è ancora peggio,lo stesso Stato, ovvero l’ente giuridico che dovrebbe aver cura del bene dei cittadini, pretende addirittura di contraddire Dio, e legifera inventando la “famiglia” composta, anziché da un uomo, una donna e dei figli, da due invertiti/e. E le stesse autorità che dovrebbero avere a cuore il bene dei cittadini, sponsorizzano le laide sfilate di invertiti, sostenendo e finanziando l’esibizione di un peccato che grida vendetta davanti a Dio.

Per l’eutanasia abbiate pazienza. C’è già in tanti paesi, arriverà anche nel nostro. Il “progresso” è inarrestabile.

Per concludere: la società che ancora, chissà perché, viene chiamata “civile”, si è da tempo votata al male. Si badi bene: non viviamo in una società che fatichi ad arginare il male; no, viviamo in una società che lo ha sponsorizzato, lo ha votato con le sue leggi, lo ha trasformato in “diritto”.

Ma se una madre ha il “diritto” di ammazzare il bimbo che porta in grembo, se i pervertiti possono pubblicamente oltraggiare Dio e la Sua Creazione, che cosa ha fatto di tanto strano quell’anziano signore americano?

Ripeto: la società si è votata al male, si è inchinata ossequiosa davanti al diavolo. E perché stupirsi?

Il demone di Las Vegas è uno solo, ma siamo pieni di demoni quotidiani che sfilano per le strade, che si sgolano per affermare e diffondere i peggiori peccati, che affollano i parlamenti, le aule di governo, tutti quei luoghi in cui si dovrebbe lavorare per il bene dei cittadini.

La confidenza quotidiana col male, favorita dalla criminale assenza della chiesa ex-cattolica, che ha rinunciato da tempo al suo diritto-dovere di essere custode dell’ordine morale può portate solo al disastro; e infatti così accade.

Il diavolo è cattivo e due giorni fa ha assistito sorridendo a quanto accadeva a Las Vegas, come sorride ogni giorno di fronte alla strage dei bambini e all’oltraggio a Dio perpetrato con mille nuovi “diritti”. Lo sciagurato sparatore di Las Vegas era solo un uomo che si è messo un po’ avanti nel programma: ha abbracciato il male in pieno, fino in fondo. Potremmo dire che è stato coerente, arrivando fino al finale: il suicidio, altro oltraggio a Dio, e passaporto sicuro per l’inferno.

L’inganno e il disastro della società civile, progressista, laica, eccetera è tutto lì, ben visibile nei filmati che hanno per colonna sonora le urla delle vittime e il rumore delle raffiche. E suona spaventosamente tragico il parlare, a ogni strage, di difesa dei “valori civili”. Quali valori? Quelli dell’aborto? O della libera e felice pederastia? O dell’eutanasia?

Si è alzata qualche voce autorevole per ricordare che o la società torna al rispetto delle leggi di Dio o è definitivamente spacciata? Qualche voce autorevole ha invitato alla preghiera, alla frequenza ai Sacramenti, alla penitenza, alle processioni per combattere questo male scatenato?

Non mi pare proprio. A Roma si dialoga, si accoglie, si usa tenerezza e misericordia. Purtroppo non si parla più del peccato e del fatto che l’uomo, con le sole sue forze, non è in grado di contrastare il male. Non si parla del peccato originale, perché, non si sa mai, potrebbe urtare le sensibilità di qualcuno.

Ne riparliamo alla prossima strage, quando al demone di turno risponderanno, con accorate parole, i demoni di tutti i giorni, quelli che, instancabilmente, stanno lavorando per il loro padrone. Ma non ci turberemo più di tanto: dopo un telegiornale che ci avrà sommerso di cattive notizie, avremo sempre qualche programma cretino di “intrattenimento” che ci consolerà…

 

   

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