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Fonte radiospada.org 08/02/2017

Autore Danilo Quinto

bergogliopannella

Prologo

La nuova carta deontologica degli operatori sanitari, approvata dal papa, afferma sull’eutanasia: “Deve essere sempre rispettata la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente, ma il medico non è comunque un mero esecutore, conservando egli il diritto e il dovere di sottrarsi a volontà discordi dalla propria coscienza“.

Il significato politico di questa frase è chiaro: Bergoglio, che proclama di essere contro l’eutanasia, da un lato tende due mani alla larghissima maggioranza parlamentare che nelle prossime settimane approverà la legge sul testamento biologico, che sancisce il diritto all’eutanasia e dall’altro chiede che in quel testo sia inserita l’obiezione di coscienza. Per tentare di salvare – si fa per dire – la parvenza della morale cattolica e della dottrina di sempre della Chiesa.

Sull’idratazione e l’alimentazione artificiale, la nuova carta dice che vanno considerate tra le cure di base dovute al morente, quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio.

Il significato politico è anche qui preciso: non è una disposizione contro l’accanimento terapeutico. E’ una disposizione che introduce, di fatto, l’eutanasia.

Aveva ragione Marco Pannella. Hanno riferito che prima di morire ha pronunciato queste parole: Tranquilli, compagni. Abbiamo vinto.

Perchè Pannella sentiva di aver vinto? Perché sapeva che la sua ideologia era divenuta di massa. Egli aveva fatto il suo mestiere ed aveva agito politicamente, con grande intelligenza e maestria, nel ventre molle della società italiana. Lui lo chiamava il fiume carsico. Una società inquinata dal punto di vista religioso e, quindi, civile, da sessant’anni di pastorale post-conciliare che si è posta – come aveva dichiarato Paolo VI nel discorso conclusivo del Concilio Vaticano II – al servizio del mondo, dei suoi bisogni e dei suoi desideri, eliminando Gesù Cristo e la Sua Regalità, dalla vita delle persone. Pannella ha vinto perché altri non hanno fatto il loro mestiere. Ha vinto insieme alle decine di milioni di cattolici che in questi anni hanno divorziato, hanno abortito, hanno usato i sistemi anti-concezionali. Insieme ai parlamentari che si definiscono cattolici che in Parlamento hanno votato le leggi proposte dai radicali. Insieme ai Presidenti  della Repubblica e del Consiglio e ai Ministri cattolici che le hanno firmate. Insieme a quella “Nuova Chiesa”, che invece di combattere quell’ideologia, l’ha assecondata.

Ora, Bergoglio porta a termine questo percorso e stravolge la legge immutabile della Chiesa, di cui dovrebbe essere custode. Lo fa ogni giorno, signori cardinali! Altro che “Amoris Laetitia” e “Dubia”! Le sue responsabilità sono immense, come quelle dei suoi corifei.

 

Appendice

Nel corso dell’Assemblea del Popolo della Famiglia, che si è tenuta a Roma due sabati fa, ho ascoltato Mario Adinolfi che ringraziava Radio Radicale della registrazione che effettuava e ho visto Gianfranco Amato che applaudiva. Non mi sarei meravigliato neanche se avessero ringraziato Bonino e Pannella, perchè ormai non mi meraviglio più di niente.

Per vedere l’effetto che fa, suggerirei ai partecipanti a quella manifestazione di chiedere ad Adinolfi la promozione di una campagna per l’abolizione di quella legge che elargisce a Radio Radicale 10 MILIONI DI EURO ALL’ANNO DI DENARO PUBBLICO. I radicali usano molto bene questo denaro: diffondono l’ideologia che Adinolfi e Amato dichiarano di combattere.

Suggerirei la medesima cosa a coloro che seguono Massimo Gandolfini, che il 20 maggio scorso, così diceva di Pannella, sempre a Radio Radicale: «Ho un ricordo sul piano umano molto buono e molto bello».

 

Considerazione finale

Questi, cari amici, sono tempi molto cupi, ma anche molto belli, perchè consentono – a chi vuole agire nelle maglie di questa dissoluzione – di percorrere il solco difficile, e insieme meraviglioso, della Verità. Che si paga sempre a caro prezzo, ma è un prezzo che vale la pena pagare.

   

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